La Francia sogna con Moise Kouamé (e lui inizia a costruire un team su misura)
9 commenti
Jannik Sinner lo ripete in (quasi) ogni intervista: nella difficilissima competizione dei nostri tempi sul tour ATP e negli Slam, il talento non basta. È decisivo il supporto di un team forte, competente, coeso che possa sostenere gli allenamenti e le partite del giocatore, ancor in più quando sei giovane e devi necessariamente completare fisico e tennis, come colpi e tattica. Per questo il giovanissimo francese Moise Kouamé sta seguendo le “orme” dei migliori e dopo l’interessante esordio a livello ATP la scorsa settimana a Montpellier si sta concentrando insieme al suo manager sul costruire un team su misura che possa aiutarlo a passare da talento a “giocatore”, competitivo al massimo livello. In Francia c’è un’atmosfera frizzante intorno a lui, forse fin troppo… Dotato di un fisico impressionante per i suoi soli 16 anni, un servizio bomba e colpi già molto efficaci, il parigino ha impressionato per il potenziale futuro e per questo sulla stampa nazionale già si scrivono fiumi di parole. Un’attenzione un filo esagerata per un teenager… ma del resto nel paese c’è grande fame di tennis e con la chiusura della splendida generazione dei Tsonga, Monfils, Gasquet e via dicendo, si è a caccia di un nuovo campione, soprattutto quello capace di tornare a vincere uno Slam, alloro che manca da Roland Garros 1983 al maschile, quando Yannick Noah concluse una splendida cavalcata alzando nel cielo del Bois de Boulogne la coppa dei Moschettieri.
È davvero presto per ipotizzare che possa essere proprio Moïse Kouamé ad interrompere un digiuno che dura da oltre 40 anni, ma intanto il giovane talento transalpino si sta adoperando per affiancare a Richard Gasquet altri allenatori e uno staff completo, per affinare fisico e colpi. I media transalpini stanno seguendo varie piste per capire chi sarà presto nel team di Kouamé, ma ancora siamo nel campo delle ipotesi. Richard Gasquet ha rilasciato una breve dichiarazione a Tennis Actu nella quale resta piuttosto abbottonato: afferma in sintesi di essere molto felice di aver sposato da subito il progetto e che ce la metterà tutta con consigli e lavoro, ma che difficilmente sarà il coach di ogni giorno in campo e in ogni torneo. In pratica pensa di ritagliarsi un ruolo a la Cahill, per tornare a Sinner, e quindi manca il Vagnozzi, il coach da campo e da lavoro quotidiano. Da qua la necessità di trovare un nuovo allenatore e le voci in Francia si rimbalzano tra loro e non sono concordanti.
Per alcuni, il giovane Kouamé sarà presto allenato da Emmanuel Planque, che ha appena lasciato Giovanni Mpetshi Perricard. Planque è coach navigato, di grande impatto su ogni tennista allenato quindi potrebbe essere un ottimo candidato. Ma si parla anche di Gilles Simon, che dopo la parentesi non particolarmente fortunata con Daniil Medvedev, è a godersi le bellezze della Costa Azzurra nelle sue terre natie e nel 2025 ha passato qualche giornata in campo con Kouamé. Altri invece puntano da Philippe Dehaes, anche lui coach lungo corso e più volte accostato a Moise già lo scorso anno.
Per l’Equipe invece, autorevole quotidiano parigino, il prescelto per la guida di Kouamé sarà Laurent Raymond, ex allenatore di giocatori come Corentin Moutet e Arthur Fils, e che nello scorso mese di novembre ha già allenato Moise in alcune sessioni di lavoro in Francia. Staremo a vedere, di sicuro c’è la voglia di investire in un team di alto profilo per accompagnare la crescita del sedicenne, attualmente al 503° posto nel ranking mondiale dopo un ottimo inizio di stagione, dove ha collezionato dodici vittorie consecutive: i titoli nel circuito ITF a Hazebrouck e Bressuire e due vittorie nelle qualificazioni a Montpellier. Al 250 in Occitania Moise ha assaggiato il livello di gioco in un main draw ATP affrontando Kovacevic, sconfitto per 6-7 6-2 6-2, ma nel primo set ha servito come un treno e non lasciato scampo al navigato tennista statunitense. Scontato poi il calo dopo un’ora di tennis a grande intensità, ma la conferma del potenziale di questo “ragazzone” c’è tutta. Kouamé torna in campo oggi al Challenger di Pau, dove affronta il tedesco Square. Poi nel suo programma c’è il Challenger di Lille, dove ritroverà Gasquet. E chissà, forse già anche un nuovo tecnico…
Marco Mazzoni
TAG: Coach, Marco Mazzoni, Moise Kouame, Richard Gasquet

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come sempre, se sono rose fioriranno.
il giovane è promettente e ad oggi può cercare di competere al massimo livello di circuito per via di un fisico già sviluppato (sebbene non strutturato ed infatti ha già avuto un discreto infortunio lo scorso anno).
La speranza per lui è che venga seguito bene e non bruciato.
Poi si vedrà: nel mentre i suoi avversari ne scopriranno le caratteristiche e prenderanno le contro misure come si fa con tutti.
domanda: ma il nostro “amico” federal è stato bannato?
@ pablito (#4560911)
Penso almeno 15…falli sognare i baguetteros 😆
Aaahhh beati i Francesi (cit.)
Lasciatelo crescere in pace senza caricarlo di troppe responsabilità: il caso di Fils non vi ha insegnato nulla?
“Eccallà”, cosa dicevo io ieri, francesi talmente affamati ( e disperati) che sto “povero” ragazzo rischia di esser già visto come il Messia e subissato di pressioni per tornare a far risplendere il tennis nazionale.. mi auguro che abbia le spalle belle larghe non solo fisicamente
@ ospite1 (#4560914)
permetterselo economicamente .
certo che il team è importante, non si scopre con Sinner ma da sempre . Bisogna permettermelo per prima cosa .
A quanti Slam è quotato ? 😉
Per fargli un team su misura devono essere tutti almeno 2 metri e 10