Da Melbourne – Alcaraz racconta la battaglia di Melbourne: “È una delle vittorie più importanti della mia carriera”. Alexander Zverev “Era una situazione assurda, ma non voglio che sia questo il tema” (Video)
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Esemplare in campo, altrettanto lucido e maturo davanti ai microfoni. Carlos Alcaraz continua a dimostrare perché, oltre al talento puro, sia già considerato un punto di riferimento anche dal punto di vista umano. Dopo l’incredibile vittoria su Alexander Zverev nella semifinale dell’Open de Australia 2026, il murciano si è presentato in conferenza stampa con grande onestà, offrendo riflessioni profonde su quanto vissuto in una delle partite più dure della sua carriera.
Il match contro il tedesco resterà a lungo nella memoria degli appassionati: oltre cinque ore di battaglia, sofferenza fisica, tensione mentale e un finale epico che ha spalancato ad Alcaraz le porte della sua prima finale a Melbourne. Con ancora addosso l’adrenalina e l’incognita legata alle condizioni fisiche, Carlos ha analizzato tutto con sorprendente lucidità.
«È stato uno degli incontri più impegnativi della mia carriera, sotto ogni aspetto: fisico, mentale e tennistico», ha spiegato. «Abbiamo portato i nostri corpi al limite e il livello del quinto set è stato davvero altissimo. Questa, senza dubbio, è una delle vittorie più importanti del mio percorso».
Alcaraz ha poi raccontato la propria evoluzione interiore, soffermandosi sulla capacità di soffrire senza arrendersi.
«Quando ero più giovane ci sono stati momenti in cui mi sono arreso durante una partita. Poi capivo quanto odiassi quella sensazione. Crescendo, ho imparato che non voglio più provarla. Ogni secondo di sofferenza in campo vale la pena. Ho sempre creduto di potercela fare, non ero disposto a mollare».
Nel quinto set, nonostante la pressione e i momenti critici, Carlos non si è mai sentito realmente sconfitto.
«Zverev all’inizio del quinto set ha giocato in modo incredibile. Quei primi game sono stati pazzeschi, ma non mi sono mai visto morto. Le palle break mancate mi davano fastidio, ma allo stesso tempo mi facevano capire che ero vicino. Continuando a lottare, sapevo che prima o poi sarebbe arrivata l’occasione giusta».
Inevitabile anche il chiarimento sulla polemica legata al time-out medico e ai problemi fisici accusati nel corso del match.
«Ho sentito un fastidio all’adduttore della gamba destra. Non pensavo fossero crampi, per questo ho chiamato il fisioterapista. In quel momento il resto del corpo stava bene, o quantomeno decentemente. Dopo l’intervento, probabilmente per lo stress e i nervi, ho iniziato a sentire crampi ovunque. Ma quando ho chiesto il medical time-out, il problema era reale e localizzato».
Il numero uno del mondo non ha nascosto la necessità di migliorare nella gestione emotiva.
«Devo analizzare ciò che è successo per evitare che si ripeta. So di aver avuto la mentalità giusta, ma anche che i nervi mi hanno irrigidito molto. Devo giocare più sciolto, più secondo il mio stile. Essere così contratto ha sicuramente influito anche a livello fisico».
Infine, lo sguardo è già rivolto alla finale di domenica, nonostante la fatica accumulata.
«Questa situazione mi ricorda Rafa nel 2009 contro Verdasco. Tutti pensavano che non potesse reggere la finale e poi vinse contro Federer. Non dico che succederà lo stesso, ma in una finale Slam non puoi dire di essere stanco. L’adrenalina può fare cose incredibili».
«So che domani mi sveglierò completamente rigido», ha concluso sorridendo. «Ora penserò solo al recupero, cercherò di dormire nonostante l’adrenalina. Farò di tutto per arrivare domenica nella miglior condizione possibile».
Alexander Zverev ha vissuto un’altra notte amarissima in uno Slam. Il tedesco è stato sconfitto da Carlos Alcaraz nella semifinale dell’Australian Open 2026 al termine di una battaglia epica durata oltre cinque ore, un match che aveva anche avuto tra le mani, arrivando a servire per la vittoria nel quinto set. Poco dopo la partita, visibilmente provato ma lucido nelle analisi, il numero 3 del mondo si è presentato in conferenza stampa.
Zverev ha raccontato innanzitutto la fatica estrema accumulata durante l’incontro.
«È stata una lotta incredibile, una vera battaglia. Il finale è stato sfortunato per me, ma onestamente non avevo più forze. Anche sul 5-4, di solito posso fidarmi di più del mio servizio, ma le gambe non spingevano più. A volte succede, bisogna accettarlo».
Uno dei temi più discussi della semifinale è stato il medical time-out richiesto da Alcaraz per i crampi, episodio che ha acceso le polemiche in campo. Il tedesco non ha nascosto il proprio fastidio, pur cercando di non alimentare ulteriormente la questione.
«Aveva i crampi e normalmente non si può chiedere un time-out medico per questo motivo. Non è una mia decisione. Non mi è piaciuto, ma non dipende da me. Ho solo detto che era una situazione assurda. Però non voglio che questo diventi l’argomento principale, perché penso che questa sia stata una delle migliori battaglie mai viste qui in Australia».
Ripensando alla partita, Zverev ha indicato il secondo set come il vero punto di svolta.
«Credo che quello sia stato il momento chiave. Sentivo che avrei dovuto vincerlo, soprattutto quando ho servito per il set. Non ho giocato un buon game. Nel quinto set ho meno rimpianti, perché stavo resistendo come potevo ed ero completamente esausto. Ma il secondo set avrebbe potuto cambiare tutto».
Il tedesco ha poi paragonato questa sconfitta a quella subita nella finale dello scorso anno contro Jannik Sinner.
«Adesso sono troppo stanco per provare emozioni. Forse tra un paio di giorni sentirò davvero la delusione. In questo momento sono solo esausto. In un certo senso però sono anche orgoglioso di me stesso per essere riuscito a rimontare due set di svantaggio. È una sconfitta dura, ma siamo a inizio stagione: se continuo a giocare così, credo che potrà essere un buon anno».
Zverev ha analizzato anche i set in cui Alcaraz ha accusato i crampi.«Nel terzo e nel quarto set non ho fatto un buon lavoro. Avrei dovuto vincerli in modo più netto. Lui però continuava a colpire vincenti fin dal primo colpo e non riuscivo a entrare negli scambi. Forse sono stato un po’ troppo prudente. Ma quello che rimpiango di più resta il secondo set».
Sul quinto set, in cui Alcaraz aveva perso una sola volta in carriera prima di questo match, Zverev ha spiegato di non aver pensato a statistiche o precedenti.
«Quando servi sul 5-4 non pensi a queste cose. Avevo solo in testa l’idea di non crollare. So quanto Carlos sia forte fisicamente e quanto sia difficile batterlo nei match lunghi. Alla fine mi sono sentito più stanco di lui».
Con un sorriso amaro, il tedesco ha anche commentato la capacità dello spagnolo di recuperare dopo i problemi fisici.
«Ha avuto quasi un’ora e mezza di pausa in cui non si è praticamente mosso — ha scherzato —. Forse avrei dovuto approfittarne meglio e chiudere prima i set. Però nel quinto set il modo in cui si muoveva di nuovo è stato incredibile».
Zverev lascia Melbourne senza la finale, ma dopo aver giocato uno dei match più intensi e spettacolari dell’intero torneo. Un’altra ferita negli Slam, sì, ma anche la consapevolezza di poter competere fino all’ultimo punto contro il numero uno del mondo.
Marco Rossi
TAG: Alexander Zverev, Australian Open, Australian Open 2026, Carlos Alcaraz

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Mi spiace sinceramente x Sasha, ogni volta si pensa che sia l’ultima sconfitta cocente in uno Slam e ogni volta riesce a farne una peggiore. Non so a quante uscite inaspettate siamo arrivati ormai ho perso il conto.
La differenza tra un perdente e un campione, il perdente di solito dice di aver giocato bene di essere orgoglioso di se stesso e bla bla bla, sì ma ha perso una partita che avrebbe dovuto vincere. Se non batti uno che sta male, non si muove, ha i crampi, vomita, hai poco da prendertela con l’arbitro o il fato.
A me Sasha sinceramente piace poco come persona, si lamenta sempre per presunti favoritismi, ma non ha mai vinto uno slam per suoi demeriti… possibile che il medical time out concesso ad Alcaraz non fosse esattamente da regolamento, ma lo danno a cani e porci, magari perché gli fa male il mignolo… lui cerca sempre alibi, quando dovrebbe semplicemente riconoscere che è stato un somaro a non approfittare delle situazioni contingenti del match
@ SGT76 (#4554978)
Mamma che genio che sei!!
Carlitos falsoneee
Carli8 Che falsooooo !
pollo, bastava chiedesse un medical time-out per crampi e un massaggino
Una cosa peró è certa, malgrado l’astio verso Zverev, è starà la più bella e spettacolare partita di tutto il torneo. Sarà ricordata come la Nadal-Coria degli anni passati enzo
Dal Divano con le dita ☝️ è + facile..in effetti
Erroracci del rosso!
Ehh certo Sasha! Le gambe … Alla tua età!!!!
Avoja a frignare, la verità è che dal 2022/2023 si è abbattuto sul circuito un uragano creato da un rosso e un moro che stanno pensionando tutti sti mai sbocciati pseudo campioni.
Attila Flagello di Dio x 2