Gauff oltre il tennis: “Sento di dover sostenere le persone che non hanno una voce. Negli USA serve più pace”
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Coco Gauff nonostante la giovane età è da sempre una donna impegnata nel sociale e pronta a dire la sua anche su temi scomodi, ancor più negli Stati Uniti di quest’ultimo periodo, paese in preda a grandi conflitti sociali con l’ultima amministrazione. La 21enne di Delray Beach ne ha parlato anche nell’ultima press conference agli Australian Open, dopo la comoda vittoria su Danilovic che le ha aperto le porte per il terzo turno. Coco afferma di essere sicura che il proprio destino non sia solo quello di giocare bene a tennis, ma anche dare un contributo concreto alla comunità, in particolare sfruttare la propria notorietà per dare voce a chi non ce l’ha. Un sentimento radicato nella sua crescita personale e familiare. “Ho persone nella mia famiglia, da entrambe le parti, che hanno partecipato all’integrazione delle scuole. Sento che, in modo quasi naturale, questa cosa fa parte di me”, afferma Coco.
Un cronista chiede a Gauff se avesse l’aspettativa di dover essere qualcosa di più di una semplice tennista. Così risponde l’americana: “Non credo fosse un’aspettativa. Sento che, in modo spontaneo, è qualcosa con cui sono nata, per come sono cresciuta. Mia nonna è stata una pioniera: la prima donna nera a frequentare una scuola superiore in Florida dopo l’integrazione, ed è sempre stata molto attiva nella comunità di Delray, dove vivo. In realtà ho familiari, da entrambi i lati, che hanno contribuito all’integrazione delle scuole. Sento che tutto questo è semplicemente dentro di me. Fin da quando ero più giovane ho avuto la sensazione che il mio scopo nel mondo fosse quello di sostenere le persone che mi circondano, soprattutto chi magari non ha una voce. È per questo che lo faccio. Non lo vivo come un’aspettativa o una pressione: è semplicemente ciò che sento di dover fare”.
Immancabile una domanda sulla difficile situazione che sta attraversando gli USA, nazione spaccata dalla nuova amministrazione che sta usando il pugno duro contro proteste e rivendicazioni, in particolare da parte delle minoranze. Un bilancio non facile a un anno dall’inizio del secondo mandato dell’amministrazione Trump. Coco ha più volte ricordato di non condividere questa politica: “Spero che in futuro ci possa essere molta più pace nel nostro Paese e più gentilezza nel modo in cui ci rivolgiamo gli uni agli altri su temi diversi. Sono stata piuttosto esplicita nel dire come mi sentivo, ma a questo punto mi sento anche un po’ stufa dal parlarne continuamente. È difficile essere una donna nera in questo Paese e dover vivere certe esperienze, anche online, vedendo comunità emarginate essere colpite, sapendo che tutto ciò che posso fare è donare e prendere posizione pubblicamente. Cerco di farlo al meglio delle mie possibilità. Ma spero che, con il passare del tempo, si possa arrivare a una situazione diversa da quella attuale e continuare ad andare avanti”.
Mario Cecchi
TAG: Australian Open 2026, Coco Gauff

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in attesa che qualcuno ti dica di continuare a giocare a tennis e basta….brava coco….ah….c’è gia stato….
GODITI I SOLDI E LASCIA PERDERE STE BATTAGLIE INUTILI
difficilissimo essere una donna nera nel paese dove una donna nera è una star miliardaria a 20 anni. difficilissimo
Daje Coco, brava!
Brava Coco!
Ti auguro di vincere ancora tanto per far pesare ancora di più le tue opinioni!
Brava Coco
Finalmente! un’ oasi nel deserto.
Ti posso solo voler bene Coco