Tsonga risponde a Mouratoglou: “Tu resti un coach, non sai cosa vuol dire essere un giocatore”
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Negli ultimi giorni il dibattito tennistico sui social si è acceso attorno a una dichiarazione di Patrick Mouratoglou che non è passata inosservata. L’allenatore francese, in un’intervista, ha messo a confronto due generazioni di “seconda fascia” del tennis mondiale, sostenendo che i protagonisti di dieci anni fa – Jo-Wilfried Tsonga, Tomas Berdych e David Ferrer – avrebbero avuto poche possibilità contro i giocatori di oggi come Jack Draper, Alex de Minaur e Taylor Fritz.
Un paragone che ha inevitabilmente fatto discutere, soprattutto per il peso dei nomi coinvolti. E tra coloro che non hanno gradito l’uscita di Mouratoglou c’è stato proprio Jo-Wilfried Tsonga, ex numero 5 del mondo e uno dei simboli del tennis francese dell’ultimo decennio.
L’ex finalista dell’Australian Open non ha perso tempo nel replicare, affidando il suo pensiero ai social con parole molto dirette nei confronti del tecnico: “Tu resterai sempre l’allenatore. Non saprai mai cosa significa essere un giocatore, cosa si prova a entrare nell’arena. Non sei la persona più indicata per darmi lezioni sul tennis di altissimo livello”.
Una risposta che va oltre la semplice polemica e tocca un tema più profondo: il confine tra chi ha vissuto il circuito da protagonista e chi, pur avendo avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo di molti campioni, osserva il tennis da una prospettiva diversa. Mouratoglou ha allenato atleti del calibro di Serena Williams, ma secondo Tsonga questo non basta per giudicare con leggerezza il valore di una generazione che ha dovuto convivere con l’era dei “Big Three”.
Il dibattito resta aperto: è davvero cambiato così tanto il livello della seconda linea del tennis mondiale? Oppure ogni epoca ha semplicemente i suoi interpreti, con caratteristiche diverse ma difficilmente comparabili in modo netto? Di certo, la risposta di Tsonga dimostra quanto certi confronti tocchino corde sensibili, soprattutto per chi ha vissuto in prima persona le pressioni e le difficoltà del circuito professionistico.
Una cosa è certa: anche a carriera conclusa, Jo-Wilfried Tsonga continua a far sentire la sua voce. E questa volta non lo ha fatto con una volée o un diritto vincente, ma con parole che hanno riportato al centro del dibattito il rispetto per chi, il tennis, lo ha vissuto davvero dall’interno.
Marco Rossi
TAG: Jo Wilfried Tsonga, Patrick Mouratoglou

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Ferrer superiore a Demon di certo visti i risultati e br, idem Berdich rispetto a Fritz e Stan rispetto a Medvedev perché 3 slam in quel periodo ,con quei fenomeni e battendone due in finale, è tanta roba.
Personalmente guardo alla continuità: c’erano giocatori di cui puntavi che sarebbero arrivati alle fasi finale nei tornei (tutti), ora ad esclusione dei due fenomeni e il nonno fenomeno, è un terno all’otto.
Quasi tutto giusto, tranne Merckx.
Tra gli sport maggiori, esiste un solo sport in cui si possa identificare “facilmente” chi sia
il più forte di tutti ed è il ciclismo.
È un’iperbole, ne sono cosciente, ma non vado tanto lontano dalla realtà secondo me.
@ Sudtyrol (#4542239)
E la lista potrebbe continuare….
Questa del “prima erano più forti i topten di quelli di adesso” è tra le migliori panzane dei nostri tempi e va di pari passi con quella del “terzo incomodo altrimenti ci annoiamo”.
Ma anche affermare che si può parlare ed insegnare il tennis solo se si è giocato a tennis è tra le migliori.
Quindi un critico d’arte di Michelangelo o Picasso deve saper dipingere?
Ferrer meglio di Demon? Tsonga meglio di Zverev? Berdick meglio di Fritz? Wawrinka meglio di Medvedev? Gasquet meglio di Tsitsipas? Ma siamo sicuri?
Il livello di oggi è più basso, sono semplicemente meno forti
Mouratoglou un buffone…facile allenare serena ( a parte che figurarsi se aveva bisogno di chicchessia per dominare il tennis femminile ) con altri non ha mai fatto nulla e infatti non è richiesto da nessuno..tipico caso di chi si sia costruito una carriera da coac,h se cosi può definirsi avendo allenato solo una giocatricie,trovandosi al posto giusto nel momento giusto ( appunto con serena )
Quando dice tu resti un coach,in realtà pensa tu resti un (parola che finisce per glione e inizia con co)
Questo per me è l’unico ragionamento sensato che si può fare.
I grandi del passato non disponevano delle competenze, dei materiali e nemmeno delle risorse economiche attuali.
Fossero nati oggi, sarebbero diventati molto più forti, e viceversa i campioni di oggi se fossero nati nel passato.
E’ la naturale evoluzione dello sport, che è sempre in miglioramento a prescindere dai protagonisti.
Poi in certi periodi storici i Top possono essere più o meno distanti dagli inseguitori, ci possono essere momenti in cui il livello è più uniforme e altri in cui ci sono differenze più marcate, ma uscite come quella di Mouratoglu sono sia superficiali che inutili.
Ma il fatto è che lui non è altro che un influencer del tennis, un venditore della propria immagine più che un coach, e gli interessa solo far parlare di sé anche con dichiarazioni che sa benissimo che faranno discutere e creeranno “engagement”.
Un furbo imprenditore ed organizzatore, un allenatore senza infamia e senza lode (ma più interessato ai propri affari che ai suoi atleti), e un un abilissimo venditore di fumo, senza alcun risultato di rilievo sul campo, ma sempre sulla bocca di tutti, questo è il buon Patrick.
Alla fine queste discussioni, tipo su chi è più forte tra Pogacar e Merckx e Coppi, lasciano “il tempo che trovano” perché non ci sono controprove ed ognuno può dire la sua!
Sono giusto chiacchiere per tirare tardi al bar 😉
Per me, ripeto i.m.h.o., Alcaraz e Sinner attuali ( vedremo come evolveranmo) sono nella stessa pasta dei Big3, non voglio dire c h
he avrebbero vinto quanto loro ma che la stoffa è dello stesso tipo, ma un vestito non dipende solo dalla stoffa.
Non sono Murray, che comunque era un campione a mio modo di vedere ma a un livello più alto.
Poi queste sono polemiche sterili a mio avviso, non credo ci sia una metrica definitiva per stabilire chi sia più forte in epoche diverse, è già complicato farlo con giocatori coetanei, persi può trovare un range, un insieme di giocatori.
Quindi praticamente più o meno tutti i ct di basket e pallavolo sono incompetenti del medesimo sport? Una cosa è certa che catapultando indietro nel tempo Sinner e Alcaraz, attualmente i grandi big3 disporrebero sicuramente di un bel po di titoli in meno e contemporaneamente per Sinner e Alcaraz con i big3 trasportati nei tempi d’oggi sarebbe decisamente più arduo conquistarli
Non ho certamente messo sullo stesso piano i 4 allenatori che ho citato ma solo il diverso background che si riversa comunque nella professione.
@ Pier no guest (#4542069)
Scusa Pier ma io ho tutto il rispetto sia di Sacchi che di Capello: carriera come allenatori (cosa che non posso affermare di Mouratoglu) da incorniciare (a mia memoria ma potrei confondermi).
D’accordissimo – non si può’ comparare Gigi Riva con Retegui
Ah… Ora che ci penso 😉
Cahill è stato un giocatore professionista con buoni risultati negli slam,tra cui una semi agli USO in singolo ed una finale AO in doppio con pure dei quarti di finale. Ha in bacheca due titoli in singolare e 13 in doppio.
Vuoi paragonare davvero Moratoglu con uno che è stato 22 in singolo e 10 in doppio? Poi il francese può essere bravissimo (dalle sparate mi pare poco lucido) ma è come paragonare Sacchi con Capello dicendo che il primo aveva maggior conoscenza della psicologia dei giocatori,di cosa “sentissero”.
Le ipotesi sono 2: o è un patetico provocatore o un grandissimo IGNORANTE in tema di TENNIS 😉
Perché tu paragoni Mouratoglu a Cahill?
E’esattamente l’opposto. Sono i top ten di oggi ( esclusi i primi 2) che perderebbero contro quelli di 10-15 anni fa.
e il 38 enne Djokovic lo sta dimostrando essendo in grado di batterli ancora tutti
Sinceramente non sono per niente di accordo con muratoglu, anzi penso proprio il contrario, la generazione di quei top 10 che giocavano con i fab3 era molto superiore all attuale top 10, escluso Sinner e Alcaraz che sarebbero cmq stati ai vertici.
Mouratoglou commentatore dell’ultima ora
@ JannikUberAlles (#4541998)
Quindi anche Cahill è una pippa?
Bisognerebbe smetterla di mettere a confronto generazioni diverse. Il tennis si e’ evoluto. Se Tsonga fosse nato 20 anni dopo, sarebbe stato piu’ forte dello Tsonga che conosciamo. Lo abbiamo ripetuto parecchie volte, nuovi matereriali, tecniche di allenameno, metal coaching, meditazione, alimentazione, artificial intelligence, etc etc… in sostanza Mouratoglu ha detto una banalita’ mentre Tsonga non si sarebbo dovuto offendere…
Qui c’è il grande W che spara sentenze su tutto e tutti e quali tornei avrà vinto mai?
Suvvia siamo sinceri de Minaur e Draper non valgono un unghia di Tsonga.
Fritz già è un signor giocatore anche se mi sembra in fase calante, ma de Minaur ha perso 787 partite su 787 con il rosso, Draper è durato come un canarino in una fossa di leoni, mentre Tsonga ha dato filo da torcere x lustri ai tre GOAT….Mortoglu sempre simpatico come un riccio nelle mutande
Finalmente qualcuno che ha tolto la “maschera” al finto “guru” del tennis: Mouratoglou potrebbe perdere con un amatore qualsiasi in un circolo qualsiasi…
…non ha mai vinto un torneo, neppure quello della parrocchia!
Allenatore di Serena?
Io lo definirei il “caddy” di Serena, perché poteva giusto portargli la borsa!
Sarà un ottimo investitore in strutture sportive ed un buonissimo organizzatore di eventi, ma con il tennis giocato non c’entra niente!
Forse persino in LT c’è gente che ne capisce più di lui…
Ahahahah 😀