Hawk eye-Il tennis a 360 gradi (Spotlight su Simone Bolelli)

19/02/2014 08:40 3 commenti
Simone Bolelli classe 1985, n.324 ATP - Foto Antonio Milesi
Simone Bolelli classe 1985, n.324 ATP - Foto Antonio Milesi

Spotlight:Simone Bolelli ( 08/10/1985)

Dopo 7 mesi di stop forzato per un infortunio al polso non c’è modo migliore che una vittoria per tornare nel circuito e Simone Bolelli è riuscito in tale impresa vincendo il Challenger di Bergamo e sconfiggendo ottimi giocatori quali Dustin Brown e la promessa teutonica Struff
Simone Bolelli inizia a giocare a tennis all’età di 5 anni e da subito si dimostra uno dei migliori talenti italiani. Le sue armi migliori sono senza dubbio il servizio che spinge sempre vicino e oltre ai 200 km e il diritto colpo a cui imprime grandissima forza e che gioca soprattutto in top. I suoi grossi limiti che ne hanno condizionato la carriera sono senza dubbio gli spostamenti laterali e il rovescio che esegue ad una mano e che è stilisticamente molto bello ma che perde ogni tanto in lunghezza.
Nella sua carriera fino a questo momento ci sono state tre fasi . La prima che è durata fino al 2008- 2009 nella quale è arrivato al suo best ranking (n.36 ndr) .In questa fase con il suo allenatore Claudio Pistolesi raggiunge la sua prima e unica finale in un atp a Monaco(persa in tre set contro” Mano de pietra” Ferando Gonzalez) e raggiunge il terzo turno al Roland Garros Winbledon Miami e Roma.
Nella seconda fase della sua carriera Bolelli ha un periodo molto nero :esce molto spesso al primo turno, rompe con il coach Pistolesi e si affida a Riccardo Piatti prima e Renzo Furlan poi, litiga con la fit e sprofonda oltre la centesima posizione del ranking . Emblematica da questo punto di vista la sconfitta al primo turno del Master di Roma del 2010 dove Bolelli entra in maglia azzurra e perde malamente 46 61 60 contro Philip Kolschreiber uscendo tra i fischi del pubblico.
Questo periodo buio si protrae fino alla fine del 2011. Nel 2012 finalmente la rinascita del Bole che ritorna in forma vince 2 challenger (Florianapolis e Recanati) e ritorna nei 100 issandosi fino alla posizione 70 del ranking. Purtroppo poi nel 2013 l’infortunio al polso ,l’operazione e i successivi 7 mesi di stop.
Ora per il Bole si apre la terza fase della sua carriera . Dove riuscirà ad arrivare è difficile dirlo( ci auguriamo tutti che ritorni nei top 50 prima o poi) ma di sicuro questa settimana ha dimostrato che puo ancora dare tanto al tennis italiano



Che Ilija Bozoljac sia fuori dagli schemi e da qualunque canone estetico è cosa nota. Che la sua dispersione tennistica fosse un caso, è altrettanto risaputo. Eppure, a sorpresa, un’esaltante settimana lo riporta ai fasti di una giovinezza quasi andata. Correva l’anno 2008 quando l’allora 23enne serbo vinceva il suo terzo (e fino a ieri ultimo) titolo vinto nella categoria challenger.
In 5 anni nelle finali erano arrivate soltanto sconfitte per l’anomalo tennista che ogni tanto tira il rovescio a una mano e il dritto a due mani; nell’ultimo biennio poi, il serbo non era andato neanche vicino alla vittoria di un torneo in singolare, non essendo mai arrivato a giocarsi un trofeo nell’ultima partita.

La settimana indiana porta alla ribalta un tennista affamato, e in finale un rabbioso e determinato atleta. Forse l’incredibile punteggio di 6-1 6-1 contro il malcapitato Donskoy, non uno qualsiasi nel circuito challenger, si spiega probabilmente con la feroce motivazione di chi vuole riprendersi le luci della ribalta, perché da troppo tempo ne aveva dimenticato il gusto.
Tutto il torneo di Bozoljac è stato un crescendo aggressivo e potente che nulla ha lasciato agli avversari. Non ci credeva con le partite di inizio torneo, come forse non ci aveva creduto in particolare nell’ultimo triennio, quando nelle fasi calde dei tornei era fragorosamente scomparso. Contro il cinese di Taipei Tsung Hua Yang comincia in sordina; sfodera una grande prestazione contro Go Soeda in due set apparentemente senza problemi e ai quarti si impone contro un interessante Velotti, alle prime discrete prestazioni sul cemento.
La semifinale contro l’ucraino Nedovyesov è sulla carta molto dura. L’esperienza dell’ucraino (tds n.1) potrebbe affossarlo. L’inizio è scioccante, un ovetto per pranzo con minaccia di bis nel secondo quando si trova 0-3 30-40. Come svariate volte è capitato, Ilija sembra rimasto con la testa nello spogliatoio. Nel secondo set risale combatte e si salva miracolosamente dalla capitolazione. Nel terzo set un decisivo break a metà match e uno in chiusura mettono fine alla contesa. La finale non ha storia con Bozo che stravince.
Il secondo torneo indiano non ha detto tanto altro. Sono mancati i tennisti di casa con i più forti, Bhambri e Devvarman eliminati dal russo Donskoy; gli interessanti Myneni, Singh, Vardhan invece sono naufragati ad inizio torneo. Altro giro altra corsa; per tutti una terza possibilità è in arrivo a New Delhi.

CHALLENGER KOLKHATA – Cemento (Deco Turf) – $50.000

Bozoljac b Nedovyesov(1) 0-6 7-5 6-3
(3)Donskoy b Devvarman(2) 3-6 7-5 6-2
Bozoljac b Donskoy(3) 6-1 6-1

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Il tennis di Pierre-Hugues Herbert a tratti è incantevole. Un tennis come nella migliore tradizione francese, fatto di schemi d’attacco, con una parte preponderante di serve and volley, che l’alsaziano mette in mostra nei tornei al coperto e sulle superfici più veloci.
La deliziosa cittadina di Quimper, in Bretannia, probabilmente ispira il 22enne francese, che riesce ad esprimere un gioco brillante ed esteticamente stupendo. Un tennis non facile, ad alto rischio, considerati gli 8 tie break giocati nel torneo, ed alcune situazioni complicate, che lo hanno condotto ad un passo dall’uscire prematuramente. Herbert si salva sempre con classe e coraggio, non rinunciando mai al suo gioco ad elevato contenuti tecnici. Sul suo servizio apparecchia un efficace e continuo gioco di rete, mentre in risposta, su una superficie comunque molto rapida, prova a difendersi, con ancora quei limiti che gli si conoscono: ossia un palleggio non del tutto affidabile sui fondamentali di difesa e un’impazienza che spesso tradisce il desiderio di accorciare lo scambio a qualsiasi costo.
Contro Serra corre sul filo del precipizio, dopo aver perso il primo set al tie break. Nei due set successivi si aggrappa al servizio e alle sue sicurezze nei pressi della rete. Nessuna palla break concessa e un tie break vinto con la saldezza dei nervi. I quarti contro Copil sono una battaglia di servizi e di punti decisi nei primi 3 colpi. Quasi logico che tutto si decida al gioco decisivo in entrambi i parziali, nonostante break e contro break nel primo set. Pier-Ugo li vince tutti e due senza esitazioni.
La semifinale contro Muller è un’altra partita di esaltante gioco di volo. Herbert non concede una palla break per tutti i tre set, mentre Muller ne annulla 11 su 12. Nel secondo set 8 occasioni di break sono fronteggiate dal lussemburghese, che poi se lo aggiudica al tie. Le troppe opportunità buttate avrebbero potuto destabilizzare il francese, che invece continua a martellare al servizio. L’unica palla break del terzo set però non viene trasformata. Il tie break è una prova di forza dell’alsaziano, per niente intimorito e con braccio sicuro nei momenti più caldi.
La finale contro Millot è il coronamento di un gran torneo. La tensione e un avversario deciso a vendere cara la pelle, portano Herbert a concedere qualcosa in più rispetto alle partite precedenti. Le prove superate nel corso della settimana sono il suo miglior alleato.
Pierre Hugues vince meritatamente il suo primo challenger. La crescita del giovane 22enne francese e il suo tennis potranno far innamorare molti appassionati già da quest’anno.

CHALLENGER QUIMPER – Cemento Indoor (Greenset) – euro 42.500H

(7)Herbert b Muller 6-4 6-7 7-6
Millot b Burquier 7-5 6-4
(7)Herbert b Millot 7-6 6-3

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Tra I vari tornei settimanali, spunta la presenza del primo torneo italiano del 2014. La città designata per questo evento è Bergamo, giunta con questa, alla nona edizione del torneo. Un entry list di tutto rispetto per il torneo lombardo, con diversi tedeschi (3 delle 8 teste di serie sono tedesche) e tantissimi italiani. Il torneo è andato, forse un po’ a sorpresa, a Simone Bolelli, rientrato quest’anno dopo un’infortunio che lo ha costretto a saltare la scorsa stagione. Non tantissime le difficoltà per il bolognese che in tutto il torneo ha usufruito di un ottimo servizio. Solo due, infatti, i set persi (uno al tie break contro Trevisan e uno 6-2 contro Brown, battuto in seminale). Il tedesco è stato il protagonista del torneo, disputando 4 autentiche battaglie nei quattro match disputati. Il terzo di questi, contro il lituano Grigelis, è stato sicuramente il più entusiasmante. Segnaliamo infatti due tweener spettacolari, rintracciabili facilmente in Internet, nel secondo set (uno sul SET POINT Grigelis, l’altro nel tie break, entrambi nel secondo set). Finalista del torneo, da testa di serie numero 2, Jean Lennard Struff è sicuramente una conferma a livello challenger, e chissà che non riesca a sfondare nel circuito Atp quest’anno. Conferma l’ottimo stato di forma anche Andrea Arnaboldi, semifinalista con una vittoria sull’ungherese Fucsovics che lo aveva battuto a fine stagione, nel challenger di Andria. Tra i vari italiani buone prestazioni di Trevisan, quartista e del giovane Quinzi, wc, uscito all’esordio contro l’esperto Hernych.

Challenger Bergamo- Play-it- 42.500$-Semifinali e finale:
Bolelli b. Brown 63 26 64
Struff b. Arnaboldi 62 64
Bolelli b. Struff 76(6) 64


Alessandro C.
Daniele Sforza


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3 commenti

Hoila Seppi (Guest) 19-02-2014 11:12

io ebbi la fortuna di vederlo nel periodo migliore, a Monaco l´anno della finale e della bellissima semifinale vinta con Mattheus.
Era circondato dal padre e da Pistolesi che lo carica e scherzava con lui, inoltre vi era il fisio.
Per la finale vennero gli amici di Bologna e facemmo una casciana incredibile. L´anno dopo era accompagnato da una bella pupa (la modella che sposo) e si concentro´poco negli allenamenti, ove Pistolesi ero moggio e il padre e il fiso non vi erano. Vinse una partita apparentemente facile appena al terzo su un campo secondario contro un giocatore svizzero (MI SFUGGE IL NOME), gioco´malissimo, butto´spesso la racchetta per terra. Insomma un altro giocatore. Mah, secondo me li che si e´rotto qualcosa.

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enzo680 (Guest) 19-02-2014 10:35

Bolelli litigò con la F.I.T solo perchè rifiutò la convocazione in davis,ricordo che i nostri avversari erano così scarsi che poteva giocare Barazzutti,lui in quel momento era in forte ascesa.
Poi dovette lasciare Pistolesi (sennò mai più Davis)e vennero i Piatti,i Furlan,etc,etc…

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erminio (Guest) 19-02-2014 09:08

molto interessante, grazie

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