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Darderi: “Due anni fa una partita così non l’avrei mai vinta”. Cocciaretto: “Contro queste campionesse devi spingere ancora di più nei momenti importanti”

10/05/2026 22:19 1 commento
Luciano Darderi ITA, 2002.02.14  - Foto FITP
Luciano Darderi ITA, 2002.02.14 - Foto FITP

Luciano Darderi conquista per la prima volta in carriera gli ottavi di finale di un Masters 1000 grazie alla splendida rimonta contro Tommy Paul. L’azzurro ha superato lo statunitense 3-6 6-3 6-2 dopo un match in crescita continua, mostrando grande solidità mentale soprattutto dopo un avvio complicato. Ora lo aspetta una sfida di altissimo livello contro Alexander Zverev.

In conferenza stampa Darderi ha spiegato il momento chiave della partita, arrivato dopo il break ottenuto nel secondo set.

“Secondo me ho lottato fino alla fine. Ho avuto tante palle break, non so quante sinceramente, ma anche un po’ di sfortuna in certi momenti. La partita comunque non era da 6-3 6-2 o 6-1. Sono rimasto lì nei momenti importanti e quando ho rifatto il break sul 3 pari mi sono caricato un po’ di più e ho preso fiducia. Poi abbiamo cambiato le palle sul 4-3 del secondo set e lì, quando ho fatto break, ho sentito che potevo davvero vincere la partita”.

Fondamentale anche il sostegno del pubblico romano, soprattutto nei momenti decisivi del secondo set.

“Sinceramente nei primi game ero molto teso e non riuscivo a concentrarmi per fare il mio miglior gioco. Tommy stava giocando davvero fantastico, sbagliava pochissimo. Servizio, diritto, rovescio… in quel momento era difficile da battere. Poi il pubblico mi ha aiutato tanto nel secondo set, soprattutto nei momenti importanti. Quando ho fatto break si è fatto sentire tantissimo e mi hanno aiutato parecchio”.

Nel corso del match Darderi è riuscito progressivamente a mettere in difficoltà Paul anche in risposta, costringendolo a cambiare soluzioni tattiche.

“Sì, a un certo punto ho capito che stava iniziando anche a fare serve and volley dalla parte del mio rovescio. Su qualche palla sono riuscito a entrare bene e secondo me lui aveva anche un po’ di paura di servire, perché sapeva che potevo avvicinarmi e rispondere aggressivo. Anche questo è stato importante”.

Adesso per l’azzurro arriva la grande sfida contro Alexander Zverev, già affrontato proprio a Roma due anni fa.

“Abbiamo giocato qui due anni fa. Sicuramente sarà un’altra partita perché oggi ho due anni di esperienza in più. Però lui resta sempre un grandissimo giocatore e in questo momento è uno dei più difficili da battere sulla terra. Mi aspetto sicuramente una partita molto dura, però darò il massimo per cercare di vincere”.

Darderi ha poi sottolineato quanto si senta cresciuto rispetto al giocatore che affrontò Zverev nel 2024.

“La pressione c’è sempre, al di là di tutto. Però penso di essere più maturo in campo. Una partita come quella di oggi due anni fa non l’avrei mai vinta. Queste sono le cose che ti danno l’esperienza e il tempo e che secondo me col tempo miglioreranno ancora. Poi fisicamente oggi sto molto meglio rispetto a due anni fa e ho molte più partite ATP alle spalle. Quando giocai qui avevo appena vinto Córdoba, era febbraio, e Roma arrivava già a maggio. Avevo ancora pochissima esperienza nel circuito ATP”.

Nel corso del match l’azzurro si è anche toccato più volte la schiena, ma ha rassicurato tutti sulle sue condizioni.

“No, sto bene. È stato solo un colpo lì sulla schiena, niente di particolare. Non era un problema fisico vero e proprio, solo una piccola contrattura”.

Cocciaretto: “Contro queste campionesse devi spingere ancora di più nei momenti importanti”

Nonostante la pesante sconfitta per 6-1 6-0 contro Iga Swiatek, Elisabetta Cocciaretto si presenta in conferenza stampa con il sorriso e con la lucidità di chi prova a guardare oltre il risultato. La marchigiana analizza con sincerità la partita, il suo momento fisico e soprattutto ciò che questa settimana romana le ha lasciato a livello umano ed emotivo.

Alla domanda sul confronto con Swiatek rispetto alla sfida dello scorso anno, Elisabetta prova anche a scherzarci sopra.

“Quest’anno ha giocato dieci minuti in più… meglio riderci su. A parte gli scherzi, credo che oggi purtroppo non sia riuscita a esprimermi al meglio. Lei è sicuramente una grandissima giocatrice e mi mette oggettivamente in difficoltà. Però penso che con una condizione migliore e con un po’ più di sfrontatezza avrei potuto metterla più in difficoltà rispetto all’anno scorso, quando il suo livello era stato oggettivamente più alto. Probabilmente avrei perso comunque, però credo che avrei potuto fare molto di più”.

Nonostante il ko netto, Cocciaretto considera comunque molto positivo il bilancio del torneo romano.

“Sì, assolutamente. Venivo da un periodo abbastanza difficile per il ginocchio. Dopo Madrid ero stata parecchio ferma, praticamente una settimana senza allenarmi e con pochi giorni di preparazione prima di Roma. Quindi arrivare a giocare tre partite qui era abbastanza inaspettato. Sono contentissima di aver giocato tre volte sul Centrale di sera, davanti a tutto quel pubblico. È un’atmosfera che mi porterò dentro per sempre. Oggi però ho imparato che anche in condizioni non ottimali posso fare di più e affrontare il match in maniera diversa, magari con più libertà e più sfrontatezza. Invece quando so di non essere al meglio tendo un po’ a irrigidirmi. È una forma mentis sbagliata e cercherò di migliorarla per il resto della carriera”.

Dal punto di vista emotivo, Elisabetta sente di uscire comunque rafforzata da questa esperienza romana.

“Giocare in Italia è completamente un’altra cosa. Il pubblico ti aiuta tantissimo. Oggi però non ho fatto molto perché il pubblico potesse aiutarmi, dato che ho affrontato male la partita. Lei è stata bravissima ed è una grande campionessa, per questo ha vinto tutto. Mi porto comunque via delle esperienze bellissime sul Centrale, con il pubblico e con i tifosi. Ho giocato due partite di altissimo livello. Oggi è andata così e forse adesso è meglio cancellare un attimo e ripartire, perché tra due settimane c’è il Roland Garros e voglio concentrarmi sul recupero per arrivarci al meglio”.

Interessante anche la riflessione sulla differenza tra le grandissime del circuito e le giocatrici immediatamente dietro in classifica.

“Ho affrontato praticamente tutte le più forti e, anche se con caratteristiche diverse, hanno tutte una cosa in comune: non rallentano mai. Anzi, nei momenti importanti accelerano ancora di più. Secondo me questa è la vera chiave. Non hanno paura, vanno ancora più forte verso la palla per vincere il punto. È una cosa che ho notato tantissimo con Gauff, ma anche con Sabalenka. Le vedi proprio anche dallo sguardo. Nei momenti importanti loro vanno dritte per vincere, mentre magari noi che siamo un po’ dietro ci perdiamo di più nell’emozione o nella paura di perdere. Credo che questa sia la differenza principale: la consapevolezza che hanno”.

Cocciaretto comunque mantiene fiducia nonostante i problemi fisici avuti negli ultimi mesi.

“Il mio team prima mi diceva che, anche se avevo perso male questa partita, dovevo comunque essere fiera di me stessa. Io ero abbastanza amareggiata, però in effetti ho iniziato bene l’anno. Certo, potevo fare meglio. Nel momento in cui stavo vincendo tante partite ho avuto anche una lesione e in quel periodo ero addirittura dodicesima nella Race. Però le cose vanno come devono andare. Io voglio affrontare il resto della stagione cercando di migliorarmi e di dare sempre il massimo, senza pormi limiti. Ora l’obiettivo è recuperare bene, stare bene in Olanda e poi arrivare all’erba, che è la parte dell’anno che preferisco. La stagione è ancora lunga, siamo solo a maggio”.

L’affetto del pubblico e la necessità di restare con i piedi per terra rendendosi conto di quanto siamo fortunati

“Una delle cose più belle di questa settimana è stata sentire che le persone mi hanno conosciuto e supportato di più. Essendo marchigiana magari a casa già mi riconoscevano, ma qui a Roma ovunque andassi la gente mi fermava continuamente ed è una cosa che negli altri anni non succedeva. Credo davvero che le persone mi abbiano tifato e sostenuto tanto ed è stata la cosa più bella. Poi oggi, paradossalmente, sono entrata in campo con due bambini che non stavano bene. Me ne sono accorta subito perché il supervisor mi aveva detto di andare piano con loro. Io lì ho avuto un magone enorme. Li ho abbracciati e baciati subito. Noi alla fine siamo fortunati. A volte pensiamo solo alla vittoria, alla sconfitta, al pubblico, a Roma… però ogni tanto bisogna fermarsi e ricordarsi che ci sono persone che vivono situazioni molto peggiori delle nostre”.



Dal nostro inviato al Foro Italico, Enrico Milani


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1 commento

JannikUberAlles 11-05-2026 00:12

Forza LUCIANITO !!!!

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