Mouratoglou incorona Sinner: “A Roland Garros ha chance paragonabili a quelle di Nadal”
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Patrick Mouratoglou torna a far discutere. Il coach francese, sempre molto diretto nelle sue analisi, ha espresso un’opinione destinata inevitabilmente ad accendere il dibattito in vista del Roland Garros 2026: secondo lui, Jannik Sinner arriverà a Parigi con un livello di favoritismo paragonabile a quello che per anni ha accompagnato Rafael Nadal sulla terra battuta francese.
Un paragone fortissimo, quasi sacrale, considerando ciò che Nadal ha rappresentato al Roland Garros. Eppure Mouratoglou non ha usato mezze misure, spiegando come l’attuale dominio del numero uno del mondo renda il suo margine sugli avversari enorme, soprattutto in un contesto in cui Carlos Alcaraz non è al meglio fisicamente.
“È impossibile che le possibilità che ha di vincere Roland Garros siano più alte. Per me sono comparabili a quelle che aveva Rafa nel corso della sua carriera”, ha dichiarato Mouratoglou. Una frase che, da sola, basta per aprire un confronto pesantissimo tra epoche, stili di gioco e forme di dominio.
Il tecnico francese ha però precisato che il paragone non riguarda il modo di giocare. Nadal era considerato quasi imbattibile a Parigi per la sua identità tennistica perfettamente costruita sulla terra: rotazioni estreme, intensità fisica, difesa trasformata in attacco e una capacità unica di logorare chiunque. Sinner, invece, domina in maniera diversa.
“Non per le stesse ragioni, perché Rafa era imbattibile per il suo stile di gioco; nel caso di Jannik non è per il suo stile di gioco, ma per il suo livello di dominio, che non ha equivalenti con Alcaraz infortunato”, ha aggiunto Mouratoglou.
Il punto centrale dell’analisi è proprio questo: Sinner oggi sembra avere un vantaggio tecnico, mentale e competitivo enorme sul resto del circuito. Il suo tennis è diventato sempre più solido anche sulla terra battuta, superficie sulla quale fino a qualche stagione fa non era considerato devastante come sul cemento. Ora, invece, il rendimento del campione azzurro ha cambiato completamente la percezione.
Mouratoglou si è spinto anche oltre, tirando in ballo Novak Djokovic. “Quando Novak ha avuto questo stesso tipo di dominio, per esempio nel 2011 e nel 2015, non ha vinto Roland Garros, ma il gioco di Jannik sulla terra battuta è migliore di quello di Novak”, ha sottolineato il coach francese.
Un’affermazione pesante, perché Djokovic in quelle stagioni è stato uno dei giocatori più dominanti della storia moderna, ma ha comunque trovato a Parigi ostacoli insormontabili. Secondo Mouratoglou, però, Sinner avrebbe oggi strumenti più adatti alla terra rispetto al serbo di quelle annate: maggiore capacità di spingere in equilibrio, una palla sempre più pesante, grande efficacia in risposta e una freddezza ormai impressionante nei momenti decisivi.
Resta da capire se il campo confermerà questa previsione. Il Roland Garros è un torneo diverso da tutti gli altri: si gioca al meglio dei cinque set, la terra parigina può cambiare molto in base alle condizioni, e la pressione di essere il grande favorito può diventare un peso enorme. Inoltre, la storia insegna che arrivare da dominatore non basta per vincere a Parigi.
Di certo, però, le parole di Mouratoglou certificano quanto sia cambiata la percezione intorno a Sinner. Non è più soltanto il numero uno del mondo: è il riferimento tecnico e mentale del circuito, il giocatore che tutti devono inseguire. E se davvero il suo margine a Parigi sarà simile a quello che aveva Nadal nei suoi anni migliori, allora il Roland Garros 2026 potrebbe diventare un altro capitolo storico della carriera dell’azzurro.
Marco Rossi
TAG: Jannik Sinner, Patrick Mouratoglou, Rafael Nadal

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più per la partecipazione di allenamento.. dopo Parigi, comunque vada, sarà sfinito e un paio di settimane di pausa le prende, poi gli bastano 2-3 match alla chetichella per riprendere confidenza con l’erba
Sembra che Mouratoglou porti più sfiga di Wilander, famo le corna…
Jodar :
« Non può che essere un modello, per me. Prima che un campione, è una bella persona. Potrebbe tirarsela un sacco e invece è lo stesso di quando ha cominciato il suo viaggio. Ho imparato molto dalla sconfitta con lui” “Il mio livello non è ancora il suo. Però ci sono stati momenti del match in cui c’era partita, in cui mi sono detto: wow, Rafa, puoi tenere il confronto con il n.1 del mondo! La mia velocità di palla non è stata all’altezza. Va alzata. «
« Per me è importante: la gentilezza, anche sul Tour, e il rispetto nei confronti di chiunque. Quando gioco a tennis, poi, è diverso: lì l’obiettivo diventa vincere. Ma non a ogni costo. Già uscire dal campo senza rimpianti è una buona cosa. Se poi l’avversario è stato più bravo, come Jannik alla Caja Magica, ci sta” .
@ giorgione (#4608510)
Veremante dice proprio quello che hai scritto, mal’hai lette 3 righe dell’articolo?
Fuffa! Zverev ha vinto 2 atp finals (la prima nel 2018) e all’epoca i Big 3 erano ancora in piena attività.
Basta guardare i numeri, non i bla-bla-bla. Le statistiche di performance ci indicano chiaramente i valori in campo
Marzo 2026 (Indian Wells): Gilbert ha ribadito e reso celebre il paragone il 17 marzo 2026, dopo il trionfo di Sinner al BNP Paribas Open di Indian Wells. Durante il podcast The Big T di Tennis Channel, ha spiegato che Jannik combina la fase offensiva e il controllo di palla di Agassi con la mobilità difensiva di Djokovic.
Sono affermazioni corrette: quando Nadal e Djokovic dominavano avevano comunque nell’ altro, o in Roger , un opzione di sconfitta.
E poi c’erano top ten di altra pasta.
Gli avversari di Sinner sono inferiori, non solo tecnicamente, ma anche emotivamente.
Partono già battuti, non ci credono proprio più e la finale di Zverev ne è l’esempio
È ormai evidente che Sinner può perdere solo se non sta bene..
Lo diceva un’anno fa’..oggi aggiungerei Nadal..
Eccoci,o era il clostebol oppure gli avversari scarsi.A posto siamo.
Giorgione + Andrews.. = no comment.
non vedo nessuno battere jannik se fisicamente a posto. neanche alcaraz, dovesse rientrare a wimbledon (ma sarebbe folle a farlo).
diverso se arriva scarico come allo scorso us open
Ognuno, purtroppo per gli altri, le robe le vede e le racconta a modo suo.
Sono 2 robe completamente diverse, ma tanto tanto che è superfluo pure commentare queste dichiarazione dette male o tradotte peggio
Ma c’è pure chi con i guantoni e non con una racchetta tra le mani è diventato Campione del Mondo a 45 anni (George Foreman docet) … 🙂
Nel caso di specie, il problema non è rappresentato dalle 39 primavere, bensì dalle altre stagioni che pesano di più delle primavere … 😛
mou la sa sicuramente lunga, ma si è dimentato di dire che dietro a sinner c’è il nulla, cosa che non era quando c’erano i fab3. certo, c’è sempre il serbo, ma ha 39 candeline e parigi si fatica molto di più rispetto a melbourne. quindi sì, sinner è strafavorito, ma anche per l’assenza di concorrenza.
Si può essere d’accordo con il paragone. Del resto Mou non ha le doti di menagramo di un Wilander, semmai la sua caratteristica è di dire con prosopopea cose che sono di dominio di tutti, un po’ come quel meteorologo che apre la finestra e fa le previsioni per il giorno in corso. E quello che tutti vedono (e quindi anche Mouratoglou) è che Sinner non ha rivali su nessuna superficie, compresa la terra battuta
Gilbert ha dichiarato che “se metti Agassi e Djokovic in un frullatore, ti esce Sinner”. Nello specifico, vede in Jannik la capacità offensiva e il controllo di palla di Agassi uniti alla fase difensiva e alla mobilità moderna di Djokovic.
Tu addirittura stai già con la testa ad Halle … Andiamo bene !

Se Jannik vuole gestirsi può saltare Halle (dovesse arrivare in fondo a roma e a parigi) oppure fare come l’anno scorso la partecipazione fake con uscita prematura col bublik di turno sparacchiando palle fuori a caso
Meno male che lo Sciò Sciò è in servizio sino al 7 giugno p.v., cui farà seguito una breve pausa vacanziera … 😛
ahie….. tocca comincià a sfregà i cornetti
Ricordandomi di alcune dichiarazioni passate di questo Signore …
… vorrei dirgli : ” Come cambia il vento , eh ? ” .
😛
ci si sta dimenticando di quel demone di Nole che, nel caso, quasi inedito per lui, avrebbe pure il compostissimo tifo rolandico a favore
Oddio, paragonabili al Re della Terra mi pare un po’ eccessivo. Certo è favorito ma è tutta fuffa finché non alza la Coppa dei Moschettieri
Lui no però, per carità.
Se parliamo di qualità di gioco e dominio è addirittura superiore perché Jannik riesce ad esserlo in altre superfici.
Sul titolo se ne parla quando lo vincerà, obbiettivamente insieme a Wimbledon ha la possibilità di doppietta.
Possibilità, uguale statisticamente è molto probabile ma le insidie restano.
Roba da toccarsi gli zebedei!
Io mi tocco fino al torneo…
Ora aspettiamo cosa dice il tamarro australopiteco… 🙁
(ansiosi e anelanti…) 😉
Ero davvero “ansioso” di ascoltare l’ultima parabola del guru Mouratoglou, il coach di tennis che non ha mai vinto (anzi neppure giocato!) 1 solo torneo in vita sua…
..un record davvero imbattibile!