Marina Bassols denuncia minacce gravissime sui social: “Una deriva inaccettabile”
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Il lato più oscuro del tennis torna purtroppo a mostrarsi in tutta la sua brutalità. Marina Bassols ha denunciato pubblicamente sui social il pesantissimo episodio di molestie ricevuto dopo la sua ultima partita, rendendo visibili messaggi di una gravità estrema che riportano al centro un problema sempre più diffuso nel circuito.
La tennista spagnola ha mostrato di aver ricevuto in modo compulsivo una serie di messaggi da parte di un account che sosteneva di aver assoldato dei sicari per ucciderla, di sapere dove si trovasse e che fosse ormai una “persona morta”. Contenuti agghiaccianti, che superano qualsiasi limite e che mostrano quanto i giocatori siano troppo spesso esposti a forme di violenza verbale e psicologica davanti alle quali si sentono completamente indifesi.
Non si tratta, purtroppo, di un caso isolato. Sempre più tennisti convivono con insulti, minacce e persecuzioni online dopo una sconfitta o una prestazione negativa. Spesso tutto questo arriva da profili falsi, creati appositamente per colpire nel modo più vile possibile, approfittando dell’anonimato e della difficoltà di identificare chi si nasconde dietro certi account.
Nel caso di Bassols, però, il livello raggiunto è particolarmente inquietante. Qui non si parla solo di odio o frustrazione incontrollata, ma di vere e proprie minacce di morte, con un linguaggio che fa rabbrividire e che rende ancora più urgente un intervento serio.
Per questo, ogni denuncia pubblica ha un valore enorme. Esporre questi messaggi significa togliere loro invisibilità e portare alla luce una piaga che non smette di crescere. Quello che ha fatto Marina Bassols serve a ricordare che dietro ogni giocatore c’è una persona, e che nessuno dovrebbe aprire il telefono dopo una partita e trovarsi davanti a parole del genere.
❌ Marina Bassols denuncia en sus RRSS el acoso recibido tras perder su último partido.
A ver si de una se empiezan a controlar los perfiles falsos y quienes andan detrás de este tipo de cuentas deleznables.
Ánimo @mbassolsribera ❤️ pic.twitter.com/81LWvoQzMU
— Santi (@ArmadaFemenina) March 31, 2026
È profondamente deplorevole che tutto questo stia diventando quasi una routine per molti atleti. E ancora più grave è la sensazione di impunità che continua a circondare chi gestisce questo tipo di account.
Il caso di Bassols rilancia quindi una richiesta semplice ma ormai non più rinviabile: controlli più seri sui profili falsi e azioni concrete per individuare chi si nasconde dietro account creati per insultare, minacciare e terrorizzare. Perché qui non si parla di una semplice esasperazione da social, ma di un problema reale, grave e sempre più intollerabile.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Marina Bassols

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la polizia postale è brava ed anche se il pazzo minaccia da un internet point lo identificano facilmente… se uno sconosciuto vi minaccia pesantemente sul web andate a fare denuncia in Procura…. tranquilli che lo beccano 9 volte su dieci… per esperienza professionale sconsiglio di parlarne in pubblico, per il semplice motivo che le persone normali non potranno che esprimere solidarietà, ma i matti, e ce ne sono, si scatenano
La cosa più assurda è che una pubblicità di un noto sito di betting ha per testimonial un quarantenne connesso tutto il giorno al sito, con le cuffie perennemente indossate, chiaramente ludodipendente irrecuperabile e lobotomizzato, con la carriera e la vita personale annullate e presumibilmente prossime al collasso. Sarebbe una perfetta campagna per far chiudere quell’attività, e invece la usano come spot positivo. Mah.
Denuncia in Procura e basta… a molto sembrerà normale denunciare delle minacce in un social, ma il web è pieno di persone fuori di testa e così si rischia solo di scatenare fenomeni emulativi
Sono d’accordo, la rete è molto frequentata da brutti soggetti…
…è ben noto…
…ma se tu vai al mercato di pesce, dopo non ti puoi lamentare dell’odore dei tuoi abiti!
Purtroppo è molto difficile, se non impossibile, trovare e punire i responsabili, pertanto tutti quei giocatori che hanno una “manciata” di follower e non si possono permettere specialisti che gestiscono i loro canali, forse farebbero meglio a chiuderli.
Credo…
Come diceva qualcuno: è un mondo difficile…
Tralasciando un attimo il problema della ludopatia e restando sulle minacce, che dovrebbero essere perseguite penalmente: la cosa che mi fa arrabbiare é che chi minaccia é sempre troppo difficile e dispendioso da individuare e punire. O almeno bloccare.
Stessa cosa per chi fa revenge porn.
Stessa cosa per chi fa diffamazione.
Ma… Poi arriva l’azienda potente e tutto il materiale sul Signorini di turno sparisce in un giorno.
La legge sarà uguale per tutti, ma la sua applicazione non tutela tutti allo stesso modo.
Vanno puniti senza ma e scusanti. Penso anche a quando i social non c’erano e magari smettere di usarli ?
La deriva del betting è questa e tanto è più diffuso, tanto sono più probabili le intemperanze, inventate, minacciate o reali.
E’ come dare una pistola carica in mano a 10 persone…probabilmente non succederà nulla, ma se le persone sono 10.000 o 100.000 la probabilità che ci sia in mezzo un pazzo o un criminale salgono a dismisura….
Il Gioco responsabile come viene pubblicizzato da attori e ex atleti, porta a questo. Vergognoso è questo Sistema che lucra su un vizio, cioè il Gioco d’azzardo, altro che Gioco responsabile!
A me quello che fa girare le cosiddette sono gli attori italiani che si prestano alla buffonata di pubblicità del gioco responsabile
Ragazzi, ve lo dico da uno che ci ha passato alcuni anni: lasciate stare il gioco. Ho lavorato per un concessionario medio-piccolo prima che il bando ADM del 2025 facesse piazza pulita e sifacesse assorbire dai colossi (ma ero uscito dal settore del gioco dopo la laurea), e stando ‘dall’altra parte’ capisci che non c’è storia.
Facevo il supporto, gestivo i prelievi, stavo alle quote, ma alla fine mi occupavo un pò di tutto perchè eravamo piccolimo.. Sapete qual è la verità? Il sistema è tarato per farti perdere anche quando vinci. Se vinci una cifra importante, tra tempi tecnici di approvazione e verifiche, il 90% della gente finisce per spazientirsi, annullare il prelievo e rigiocarsi tutto in un’ora. Ho visto conti passare da migliaia di euro a zero solo perché l’utente non riusciva ad aspettare il lunedì mattina per il pagamento.
E come quotista, vi assicuro che se iniziate a vincere con costanza, venite profilati in un secondo. Il banco non gioca per hobby: se sei un rischio, ti limitano le puntate o ti chiudono i rubinetti. Ora che i siti sono diventati dei giganti, hanno algoritmi ancora più aggressivi per tenervi incollati. Non cercate la svolta lì dentro, perché chi sta dietro al monitor sa già che, alla lunga, i soldi tornano sempre a casa loro.
I social sono una vera e propria cloaca che da diritto ad ogni beota e/o delinquente di dire la sua! Solidarietà massima a chi si trova in queste situazioni vergognose!