Swiatek, chi il prossimo coach? Per la stampa polacca si guarda in Spagna
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Una settimana “movimentata” per il tennis polacco, con Iga Swiatek e Hubert Hurkacz rimasti entrambi senza coach viste le decisioni di interrompere le rispettive collaborazioni con Wim Fissette e Nicolas Massu. Due storie tuttavia molto diverse quelle dei più rappresentativi giocatori della Polonia e difficilmente accostabili, quindi l’aver mollato contemporaneamente l’allenatore è solo una singolare coincidenza, un tentativo di interrompere un momento non facile e ripartire dalla stagione su terra battuta, ormai alle porte. “Hubi” viene da annate a dir poco travagliate visti i severi problemi al ginocchio, due operazioni e successivi periodi di stop, con la difficoltà nel ritrovare ritmo e fiducia. A 29 anni non si può certo considerarlo sul viale del tramonto, ma più di una guida tecnica l’ex semifinalista di Wimbledon ha bisogno di ritrovare fiducia e la massima mobilità, quindi intraprendere un lavoro che lo porti allo smalto e determinazione dei momenti migliori.
Più complessa la situazione di Swiatek. Il suo tennis ultimamente è troppo altalenante, quella determinazione e consistenza che l’ha sempre accompagnata e portata a stravincere segnando record su record è oggi lontana, tanto da renderla fallosa, a tratti addirittura passiva e non contro le più grandi “picchiatrici” del tour WTA ma anche affrontando buone avversarie assai al di sotto del valore della polacca. Hanno fatto impressione – molto discutere in patria – le parole dopo la sconfitta prematura a Miami: ha parlato di qualcosa dentro di lei che non va, senza entrare nel dettaglio. Forse problemi personali, forse un desiderio di qualcosa di diverso che non riesce a trovare. Nei media polacchi si è scritto fiumi di parole e oggi impazzano varie ipotesi su chi potrebbe prendere le redini come allenatore e provare a dare una scossa, necessaria a riportare Iga sulla retta via. Si va dai “soliti” coach molto attivi sul tour WTA e nomi diversi, e proprio questi sembrano i più papabili.
Swiatek andrà ad allenarsi alcune settimane presso la notissima Academy di Rafa Nadal a Manacor, posto ideale per riassaporare il tennis su terra battuta in un centro dove si respira competenza e mentalità al lavoro in ogni angolo. Tra l’altro Rafa è sempre stato il suo idolo, è molto probabile che i due si incontreranno e chissà che tra una chiacchierata e l’altra non scatti di nuovo la scintilla in Iga. Facile è stato l’accostamento a Zio Toni come nuovo coach, ma sembra molto difficile possa essere lui a guidare la polacca. Per questo il candidato n.2 a prendere il ruolo di allenatore di Swiatek è Carlos Moya, che bene ha lavorato con Nadal dopo l’addio dello zio, e che conosce a menadito i metodi e cultura del lavoro del team che ha guidato lo spagnolo a segnare record storici.
Candidato n.2 sì, perché forse il primo della lista di Iga è Francisco Roig, altro spagnolo con una lunga storia insieme a Rafa, e poi coach di Berrettini per un anno e di Raducanu per alcuni mesi. Roig pare essere il più indicato per una serie di motivi, stando alle analisi dei principali analisti di tennis in Polonia e ragionamenti del tutto logici. Intanto la sua recente collaborazione con Raducanu dimostra la sua disponibilità a lavorare con una ragazza, cosa che Moya invece non ancora fatto e situazione non affatto scontata, essendo l’universo sportivo al femminile terribilmente diverso per approccio e attitudini a quello maschile. Inoltre Roig più che un tecnico di gioco è sempre stato un forte motivatore, uno che punta moltissimo sull’aspetto mentale, di approccio e stimolo al giocatore stesso. Lo si è visto con Matteo Berrettini, c’ha provato – con scarsi risultati – con Raducanu, tennista non-alienabile per eccellenza, e soprattutto quello era il suo vero ruolo all’interno del glorioso team Nadal. Roig è tipo che non parla molto ma lo fa con parole secche, asciutte, andando dritto al nocciolo del problema. Non si faceva problemi nell’approcciare un campione come Rafa e dirgli chiaramente il suo punto di vista su cosa non stesse funzionando. Forse oggi Swiatek ha bisogno proprio di questo: uno che riesca a scuoterla, motivarla, pungolarla per ritrovare quella fiamma che forse, per motivi che non sono noti, si è un po’ assopita e stenta a riprendere vigore.
Il futuro è adesso: Iga su terra è sempre stata la più forte, fino al 2025 quando non performò come suo solito, andando clamorosamente ad imporsi sull’erba di Wimbledon, dove nessuno la considerava davvero da corsa. Quello è stato il punto più alto della collaborazione con Fissette, in mezzo a molti momenti di un tennis spuntato, alla ricerca di un servizio più incisivo, un gioco più verticale ma non del tutto centrato. Magari con Roig a suo fianco, o Moya, o comunque un coach di estrazione spagnola, con totale conoscenza del “rosso”, Iga potrebbe ritrovare la verve e risultati che le competono.
Marco Mazzoni
TAG: cambi di coach, Carlos Moya, Francisco Roig, Iga Swiatek, Marco Mazzoni

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4 commenti
E intanto la Paolini dopo Lopez.. Vabbè mi faccio seguire dalla mia compagna di doppio
Mi farebbe molto piacere vederla con Ferrero.
Vediamo le prossime settimane quello che accadrà.
Ci sono voci messe opportunamente in giro per intorbidire le acque…
…il prossimo coach sarà ITALIANO e più precisamente selezionato tra gli ESPERTOni del blog.
Vamosss !!!