Terence Atmane, la scoperta della passione per la fisica quantistica
10 commenti
Un tennis tutt’altro che banale, creativo e piuttosto imprevedibile, spesso è il segnale di una personalità altrettanto complessa, di una curiosità che ti porta a intraprendere strade diverse, lontane dagli stress e dedizione implicita nell’agonismo di vertice. Non è facile conciliare passioni assai impegnative sul piano cognitivo all’applicazione del tennis Pro di massimo livello, ma Terence Atmane ha trovato nella passione per la scienza e la fisica quantistica una valvola di sfogo alquanto personale per staccare la spina e immergersi in mondi completamente diversi. Il francese sta disputando un eccellente torneo al Miami Open, con la vittoria a sorpresa contro Felix Auger-Aliassime che l’ha portato negli ottavi di finale (dove trova Frances Tiafoe) e al virtuale best ranking di n. 44 nella classifica Live. Un momento davvero buono per Atmane, esploso lo scorso anno al Masters 1000 di Cincinnati dove fece il giro del mondo il suo gesto davvero inconsueto prima di scendere in campo contro Jannik Sinner in semifinale: era il 16 agosto, il compleanno n.24 dell’azzurro, e Terence nel tunnel che porta sul centrale ha regalato all’avversario una preziosa carta Pokomon della sua collezione. Non è da tutti, anzi è talmente bizzarro da aver sorpreso e commosso Jannik, di fronte ad un avversario così carino e disinvolto.
Con i suoi colpi mancini e continui cambi di ritmo il 24enne di Saint-Martin-Boulogne è un avversario assai ostico quando è in giornata e sente la palla. Fuori dal campo invece ha trovato, oltre alla collezione di figurine giapponesi, una passione tanto rara quanto sorprendente: quella per la fisica, da comprendere e studiare. L’ha raccontato al sito ATP in un’intervista davvero particolare, che ci presenta un ragazzo del tutto fuori dagli schemi classici di un ventenne atleta professionista, e per questo ancor più affascinante. Tutto è iniziato la scorsa estate quando, tornato a casa dalla famiglia nel nord della Francia, aveva forti difficoltà a prendere sonno per colpa del classico jet lag. Terence si è imbattuto in un documentario sulla fisica condotto dal noto attore e divulgatore Morgan Freeman. Fu una folgorazione.
“Stavo guardando questo documentario in TV cercando di prendere sonno”, racconta Atmane, “Alla fine non mi ha aiutato a dormire, perché dopo averlo visto, per tutta la settimana ho guardato qualsiasi cosa trovassi sulla fisica quantistica! Ho iniziato ad appassionarmi davvero perché prima non avevo mai prestato attenzione al mondo in cui viviamo. Da lì sono nate domande molto semplici ma profonde, tipo: alla fine, che cos’è la vita? Che senso ha tutto questo? Esiste uno scopo? C’è qualcosa che dovrei capire prima di morire?”.
Atmane ha trovato una grande passione, e iniziando a studiare la fisica quantistica si è reso conto di sapere poco o niente del mondo che lo circonda. “Ho iniziato a leggere molti libri sull’argomento, ma anche tante biografie di fisici e sulla storia della fisica. Più imparavo, più tutto diventava interessante. Mi affascina conoscere persone come Isaac Newton o Albert Einstein, capire cosa hanno fatto, perché lo hanno fatto e in che modo sono arrivati alle loro scoperte. Più approfondivo, più avevo la sensazione di non sapere nulla. Ed è proprio questo che sto cercando di imparare da circa un anno: rendermi conto di quanto ci sia ancora da capire. Ed è qualcosa di davvero affascinante“.
Una passione nuova e davvero singolare per uno sportivo, anche per la difficoltà dei temi trattati che necessitano di approfondimenti complessi. Terence non si è affatto per niente intimorire dagli argomenti e questa curiosità lo accompagna anche durante i tornei. “Ho iniziato a interessarmi molto ai paradossi, alle grandi domande della fisica, e così l’anno scorso a Cincinnati ho parlato del Paradosso di Fermi dopo averlo studiato per un paio di giorni prima del torneo. Mi sembrava divertente citarlo davanti alla telecamera. Ne avevo fatto un altro anche ad Acapulco, ma non lo hanno pubblicato online. Era qualcosa legato alle teorie di Albert Einstein. Lui aveva dimostrato che nel nostro universo tempo e spazio sono collegati, e trovo incredibile scoprire questi dettagli che all’inizio sembrano piccoli o poco interessanti, ma che quando li approfondisci diventano davvero affascinanti”.
Atmane ha raccontato che una delle cose che lo ha colpito di più è stata cambiare prospettiva su come vede l’universo. “Mi ha impressionato capire che il sistema solare non è come lo immaginiamo. Non sono semplicemente pianeti che girano in cerchio uno attorno all’altro. È un movimento continuo, una traiettoria. La Terra si muove nello spazio a una velocità enorme, e scoprirlo mi ha colpito molto perché non lo sapevo. Pensavo che tutto fosse più o meno fermo nello stesso punto, ma non è affatto così, ed è da lì che ho iniziato ad appassionarmi davvero”.
Una nuova fame di conoscenza che riesce a coltivare nonostante i fitti impegni della vita da globetrotter dietro a una palla da tennis. “Purtroppo non ho tempo per seguire un vero corso, quindi devo studiare da solo, ma penso che la fisica quantistica e la cucina siano le due grandi cose che voglio imparare quest’anno. Cercherò di mantenere questa motivazione e questa dedizione in tutto quello che faccio”.
Che dire, complimenti ad Atmane per la curiosità e la dedizione. Non è da tutti riuscire a coltivare uno studio così impegnativo nei pochi spazi lasciati liberi dall’attività professionistica. Chissà che questa profondità di analisi e pensiero non lo aiuti a trovare nuove vette di prestazione in una disciplina come il tennis, dove la abilità nel ragionare sulla complessità dei fattori di gioco nella frenesia degli scambi è una capacità non indifferente.
Marco Mazzoni
TAG: Marco Mazzoni, Terence Atmane

Sinner
Alcaraz
Djokovic
Zverev
de Minaur
Fritz
Auger-Aliassime
Medvedev
Sabalenka
Rybakina
Swiatek
Svitolina
Vero, Fermi é stato il nostro più importante fisico dell’era moderna
Lo stesso sistema solare viaggia in orbita galattica!
Che la terra gira su se stessa a oltre 1600 km/h all’equatore ed è lanciatissima intorno al sole a oltre 107.000 km/h, molti non lo comprendono. Anzi, stiamo tornando al medioevo coi terrapiattisti.
Finalmente in qualche modo si riconosce il prestigio di Enrico Fermi, uno dei piu’ grandi fisici del 900 e in assoluto il piu’ grande scienziato italiano insieme a Galileo.
Ammirevole questa apertura mentale per altri argomenti.
Chapeaux.
P.S. Aspetto la laurea di Cocciaretto, anche se le mancano ancora non pochi esami.
Io mi concentrerei su storia e tecnica del tennis, visto che di questo si scrive.
Un conto è voler scrivere qualche boiata; altro conto, è non poter scrivere nient’altro che quelle.
Fermo restando che Nietzsche e Schopenauer possano risultare interessanti.
E. Cioran il mio maestro!
Bravo, ha scelto un argomento veramente interessante. Nietzsche sostenne che lo studio ingentilisce il volto e rende elegante il comportamento. Da appassionato di filosofia, Nietzsche e Schopenauer i miei preferiti, guarderò questo ragazzo con altro occhio. enzo
No vabbè fino a ieri credeva che la Terra passeggiasse nello spazio…
Il Grande Capo “cosacco” è un pozzo di sorprese. 🙂
Chissà se sorprenderà Tiafoe, con cui è 0-1 (quest’anno, Dallas).
E poi Jannik (0-2, l’anno scorso Pechino e Cincy). 😉