Henman rivela: “Federer e Murray mi volevano come coach, ma ho rifiutato”
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Diventare allenatore di un top player è un grande impegno e forte responsabilità, un ruolo che tutti coloro che intraprendono la vita da coach sognano di raggiungere ma che non fa per tutti, anche se la chiamata arriva niente meno che da Andy Murray o Roger Federer. Così è stato per Tim Henman, ex top 10 britannico da anni stimato commentatore in alcuni dei maggiori eventi stagionali. Il britannico, ex n.4 ATP e semifinalista a Wimbledon (per 4 volte), US Open e Roland Garros, l’ha rivelato all’interno del podcast Off Court, appuntamento settimanale orchestrato dal connazionale Greg Rusedski. Non aveva mai parlato di quest’argomento in pubblico, fino all’ultima puntata del programma.
“Ho ricevuto due proposte per diventare allenatore di un grande tennista, due chiamate da Roger Federer e Andy Murray, ma ho detto no a entrambe. Direi quindi che ho fissato l’asticella piuttosto in alto” afferma Henman, chiosando la rivelazione con una battuta. “Se decidi di allenare nel circuito, è un impegno enorme. Da un po’ di tempo ho un ruolo nei media: seguo gli Slam e qualche altro torneo, e alla fine sono in giro circa dodici settimane l’anno, che per me rappresentano un equilibrio ideale tra lavoro e vita privata. Realisticamente, però, se vuoi lavorare con un giocatore, e a maggior ragione con un top player, credo che dovresti raddoppiare quel numero di settimane. Sinceramente non ho il desiderio di tornare stabilmente nel tour con quel tipo di ruolo tecnico, oltre a rappresentare una responsabilità davvero importante”. Una scelta singolare, visto che rifiutare una chiamata da due campioni del genere non è da tutti. Tra l’altro Henman è stato per Federer uno degli avversari storicamente più ostici: fino a tutto il 2004, quando lo svizzero era già diventato n.1 ATP dopo aver trionfato a Wimbledon e Australian Open, gli head to head vedevano lo svizzero sotto per 6 a 1 contro il britannico che, con il suo gioco offensivo e di attacco continuo sul rovescio, metteva alla frusta Roger. Poi Federer si è preso ampie rivincite chiudendo la storia dei loro confronti in vantaggio per 7 a 6.
Henman si è anche soffermato su di una annosa polemica che risale ai suoi tempi da giocatore, ossia quella di un rapporto tutt’altro che idilliaco proprio con Rusedski, con fiumi di articoli scritti all’epoca sui tabloid nazionali. “Io e Greg abbiamo avuto qualche momento complicato lungo il percorso delle nostre carriere, ma inizialmente non lo vedevo davvero come un rivale quando è arrivato nel circuito” racconta Henman riferendosi a Rusedski. “In quel periodo il mio ranking era più basso e lui non era propriamente nel mio radar. Dovevo ancora fare molta strada per entrare in certe posizioni di classifica. Poi, man mano che abbiamo scalato il ranking, io intorno alla 50esima posizione e Greg più o meno lì, forse leggermente più in alto, improvvisamente ci siamo ritrovati a bussare alle porte della top 30, poi della top 20. Ho sempre avuto ben chiaro quale fosse la mia prospettiva nel tennis mondiale e in termini di classifica. Certo, è ovvio che preferisci essere il numero 1 britannico piuttosto che il numero 2, ma sotto certi aspetti era un aspetto secondario rispetto agli obiettivi che entrambi ci eravamo prefissati. È molto meglio essere numero 2 britannico e numero 10 del mondo, piuttosto che numero 1 britannico ma numero 95 nel ranking ATP. Credo che sia proprio lì che io e Greg abbiamo cambiato la percezione: all’improvviso c’era la convinzione che potessimo competere per titoli importanti”.
Marco Mazzoni
TAG: Andy Murray, Greg Rusedski, Roger Federer, Tim Henman

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Lo volevano come portaborse il buon Tim ma c’è stato un malinteso.
Sono in piedi sul divano ad applaudire!
Finalmente un UOMO che rispetta se stesso ed i suoi principi, senza mostrarsi un rozzo “maschio” che sbava guardando giocare le varie Kalinskaya, Raducanu o perfino quella “scarsona” di Carson Branstine…
…bravo, bravissimo!!!
PS: le “sparate” di Henmann sono seconde solo all’innarrivabile Patrik Mouratoglou (the Beast).
Anch’io, anni fa, ho ricevuto proposte da Scarlett Johansson e da Rachel Mc Adams, ma ho rifiutato. L’hanno tutte e due presa bene, hanno capito che volevo tenere l’asticella alta.