Mats Wilander sul successo degli italiani a Roland Garros: “La situazione è paragonabile alla Svezia degli anni ’80”
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“Mi chiedono spesso di spiegare l’attuale successo del tennis italiano mettendolo a confronto con quello che noi svedesi abbiamo vissuto negli anni ’80. In effetti ci sono molti punti in comune”. Così scrive Mats Wilander in un articolo pubblicato sul quotidiano parigino L’Equipe. Lo svedese, tre volte campione a Parigi, è stato una delle stelle del grande movimento tennistico sbocciato nel suo paese dopo l’avvento di Bjorn Borg e che portò alla ribalta alcuni campioni leggendari e molti giocatori di altissimo livello, sino alla fine degli anni ’90, quando le continue ondate di ottimi tennisti si esaurì, con il solo Robin Soderling a tenere alta la bandiera scandinava (e per pochi anni, visto il suo prematuro addio colpito da una forma severa di mononucleosi).
“All’inizio c’era solo Björn Borg, arrivato prima di tutti” continua il racconto di Wilander, “dopo di lui sono emersi altri giocatori, ma non è successo molto fino a quando ho iniziato a vincere. Giocatori come Henrik Sundström, Anders Järryd, Joachim Nyström e altri, leggermente più grandi di me, hanno cominciato a ottenere buoni risultati, e poi naturalmente è arrivato Stefan Edberg. Stefan e io veniamo dalla stessa regione. Ci conoscevamo fin da bambini. Essendoci 17 mesi di differenza tra noi, non sono mai riuscito a batterlo a livello junior, e probabilmente è stato un bene. Lui è esploso intorno ai 17-18 anni, poco dopo di me. Sarebbe riuscito a farlo se io non avessi aperto la strada? È difficile dirlo. Quello che è certo è che ci allenavamo continuamente insieme. La situazione in Italia è molto simile. Tutti i giocatori conoscono Jannik Sinner. Tutti, inevitabilmente, lo hanno battuto una o più volte in allenamento. E allora pensano: “Perché non io? Non sono poi così lontano dal suo livello”. Serve anche un po’ di fortuna, in un Paese in cui diversi giocatori emergono più o meno alla stessa età e finiscono per stimolarsi a vicenda”.
“Il sistema italiano, il gran numero di tornei Challenger organizzati sul territorio, la fedeltà dei giocatori ai propri allenatori per molti anni — come nel caso di Lorenzo Musetti e Simone Tartarini, insieme fin dall’età di otto anni — e l’eccellente formazione tecnica impartita dalla federazione sono tutti fattori che spiegano questo successo. C’è sicuramente qualcosa da imparare da questo modello” continua lo svedese, “Ma non bisogna sottovalutare neppure l’effetto Fabio Fognini. A modo suo, ha contribuito a rendere popolare il tennis in Italia. Certo, a volte il suo atteggiamento era discutibile e non sempre dava l’impressione di esprimere tutto il suo potenziale. Però, quando era davvero motivato, è stato un giocatore da Top 10 (numero 9 del mondo nel 2019), con una personalità straordinaria”.
“È stato lui a dare il via al movimento, perché ha reso il tennis qualcosa di affascinante e moderno. In conferenza stampa era carismatico, spiritoso, sempre capace di attirare l’attenzione. È il tipo di personaggio che, come Gaël Monfils o Nick Kyrgios, spinge i ragazzi a scegliere questo sport. È ciò che è successo anche a Flavio Cobolli, che ha preferito il tennis al calcio, nonostante praticasse entrambi. E quando un bambino di dieci anni vede Sinner vincere praticamente tutto, si può essere certi che sarà naturalmente attratto dal tennis. È così che nascono e si sviluppano nuove generazioni di talenti.” conclude Wilander.
Mario Cecchi
TAG: Fabio Fognini, Jannik Sinner, Mats Wilander, Roland Garros 2026, tennis italiano, tennisti italiani

Sinner
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Shelton
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Medvedev
Sabalenka
Rybakina
Muchova
Swiatek
Svitolina
. Dal maggio del 2012 ad oggi sono entrati per la prima volta nei top 10 ben 37 tennisti di 20 paesi 5 italiani (Fognini,Berrettini ,Sinner,Musetti,Cobolli)5 statunitensi (Sock, Fritz, Tiafoe e Paul e Shelton)3 canadesi (Raonic, Shapovalov e Auger-Aliassime), 3 spagnoli (Carreno Busta, Bautista Agut e Alcaraz), 3 russi (Khachanov, Medvedev e Rublev), 2 argentini (Monaco e Schwartzman), 2 britannici (Norrie e Draper), un australiano (De Minaur), un austriaco (Thiem), un belga (Goffin), un bulgaro (Dimitrov), un danese (Rune), un francese (Pouille), un tedesco (Zverev), un greco (Tsitsipas), un giapponese (Nishikori), un lettone (Gulbis), un norvegese (Ruud), un polacco (Hurkacz) e un sudafricano (Anderson) e un kazako (Bublik)
Da dopo Sinner (entrato per la prima volta nei top 10 il 1° novembre 2021), Felix Auger-Aliassime, Cameron Norrie, Carlos Alcaraz, Taylor Fritz, Holger Rune, Frances Tiafoe, Alex De Minaur, Tommy Paul ,Jack Draper,Lorenzo Musetti,Ben Shelton,Alexander Bublik,Flavio Cobolli.
Flavio Cobolli si assicura un posto nella top 10 del ranking ATP di tennis maschile con la sconfitta di Jakub Mensik.
Lo straordinario cammino al Roland Garros 2026 vale all’azzurro l’ingresso tra i primi 10 della classifica mondiale in singolare, un traguardo che per l’Italia hanno raggiunto solo in sei, in precedenza.
Da lunedì 8 giugno, due italiani saranno nelle prime dieci posizioni, con Jannik Sinner stabilmente primo (e per 75 settimane in vetta) e il romano classe 2002 almeno decimo: se dovesse vincere la finale dell’Open di Francia, balzerebbe in quinta posizione. Inoltre, Cobolli è momentaneamente quarto nella Race alle ATP Finals.
Da quando esiste la classifica computerizzata, le racchette azzurre capaci di entrare tra i magnifici dieci hanno giocato quasi tutte negli anni 2000, con l’eccezione di Adriano Panatta (4° come best ranking) e Corrado Barazzutti (giunto fino al 7° posto).
Per quarant’anni, l’Italia non ha più messo piede nella zona top 10 della classifica.
Giugno 2019 Fabio Fognini agganciò la decima posizione, per salire fino al 9° posto.
Matteo Berrettini (6° posto come best ranking) è stato invece il primo a chiudere una stagione in top 10, qualificandosi alle ATP Finals nel 2019 e nel 2021, oltre a diventare il primo italiano capace di stazionare tra i primi dieci del ranking per più di 100 settimane.
L’ultimo ad essere entrato in top 10 finora è stato Lorenzo Musetti, nella passata stagione, grazie ad uno straordinario rendimento sulla terra: il forfait al Roland Garros, dove lo scorso anno ha raggiunto la semifinale, lo ha fatto scivolare fuori dai primi dieci, lasciando a Cobolli il ruolo di numero 2 d’Italia.
Sul finire del 2025 è stato protagonista assoluto con la maglia dell’Italia in Coppa Davis, trionfando nelle Finals di Bologna per il quarto titolo assoluto (il terzo consecutivo) degli azzurri.
Nel più importante dei tornei su terra Flavio Cobolli è diventato il settimo top 10 italiano della storia, a poche ore dalla sua prima semifinale Slam.
Dal giugno 2019
Italia 5 (Fognini, Berrettini, Sinner, Musetti, Cobolli)
Usa 4 (Fritz, Paul, Tiafoe, Shelton)
Russia 3 (Medvedev, Khachanov, Rublev)
Spagna 2 (Bautista Agut, Alcaraz)Carreno Busta ingresso 2017
Dunque fino a domani pomeriggio,quando pensi al tennis soltanto i buoni ricordi e con un vero sorriso dentro.
Da guaglione ho visto a Roland Garros 50 anni fa la vittoria di Panatta con la folla parigina che gridava AAdriannnOOO , ci penserò
Porca miseria ragazzi … qua siamo al paranormale !!! 😡
Vituperata perché non porta un giocatore nella seconda settimana di uno slam praticamente mai, non per partito preso.
Il problema degli USA è l’opposto a quello dell’Italia ante 2015.
I giocatori americani si formano giocando troppo su cemento.
Si abituano ad avere servizi potenti, colpi solidi ed anticipati, un dritto che ricorda tanto un colpo con la mazza da baseball, ma mancano di tocco, sensibilità di mano e di varietà di gioco.
Arrivano troppo tardi a capire che dovrebbero aggiungere qualcosa al loro gioco per primeggiare. A quel punto si adattano, ma non sono mai come chi nasce giocando un tennis ricco fin dall’inizio.
In Italia, prima, ci si formava troppo sulla terra battuta. Ora non più
@ Dr Ivo (#4633495)
mah io quando l’ho visto giocare non era in grado tenere più di 2 scambi e non era edberg che scendeva a rete e faceva il punto
in più al secondo errore andava fuori di testa e giocava solo più per andare sotto la doccia
non mi è mai sembrato un grande esempio per i ragazzini
Solo Polonia?
Marco, io credo che dobbiamo ringraziare Binaghi su molte cose, perché i risultati che ha avuto sia al femminile che al maschile sono davvero notevoli e non può essere certo casuale tutto ciò. Gli và riconosciuta la capacità organizzativa e l’essere riuscito a portare i grandi eventi tennistici in Italia, ma soprattutto secondo me, l’aver fatto crescere il tennis in popolarità (prima ancora di Sinner) ed aver fatto si che i circoli potessero lavorare autonomamente con le persone competenti e capaci di insegnare tennis: niente a che vedere con il periodo precedente gestito dall’ex Presidente da te citato e dal Commissario…
Dal 1968 non so se è già successo(penso no)una striscia di 7 semifinali consecutive (5 slam)con QUATTRO giocatori diversi :
RG 2025 SINNER MUSETTI
Wimbledon 2025 Sinner (Cobolli QF)
US Open 2025 Sinner ( Musetti QF)
Australian 2026 Sinner (Musetti QF)
RG 2026 COBOLLI ARNALDI (Berrettini QF)
Non che mi aspetti alla domanda (perché 4 ?),parlo di SF,ma se qualcuno si trova meglio con 5 giocatori va bene.
La Svezia dopo l’ondata d’oro degli anni 80 scese gradualmente ma ci furono comunque giocatori interessanti come Norman, Enquist,Johansson, Gustafsson.
Wilander non spiega perché non gli è stato chiesto ma le risposte sono note: meno investimenti,costi notevoli per le strutture che per quelle fatte ricaddero sulle famiglie dei ragazzini che si approcciavano a questo sport ed hanno quindi scelto altre discipline come calcio, hockey,pallamano,sport invernali.
Quando vinse era minorenne e orfana di Borg la Svezia trovò non solo dei “nipotini” di Bjorn ma giocatori di stampo diverso (Edberg vinse il grand Slam Jr nel 1984) che accontentarono regolaristi ed estrosi.
Gli Stati Uniti per me sono fuori concorso, avranno sempre dei Top con il bacino di utenza enorme dal quale attingere e per il sistema scolastico che premia anche chi eccelle negli sport, tipo college.
La vera anomalia USA è non vincere uno Slam dal 2003 con Roddick, credo che non ci sia mai stato un tempo così lungo senza uno statunitense campione Slam.
La Spagna ha una scuola con una tradizione che arriva da lontano, dai tempi di Santana e Orantes per arrivare allo squadrone dietro Nadal e ricominciare ora da Alcaraz e forse Jodar e Landaluce che dovranno confermarsi. Però loro avevano una formazione prettamente terraiola, mentre da Nadal in poi hanno saputo evolversi anche sulle altre superfici.
La Francia è un enigma, sforna ottimi giocatori ogni anno e nessuno riesce a sfondare veramente, possiamo trovare mille cause, ma resta il fatto che se a livello junior hanno sempre degli ottimi prospetti questi non si confermano una volta arrivati al professionismo. Possiamo anche prendere un po’ in giro i trolls dei “beati i francesi”, ma sono certo che prima o dopo anche loro avranno il loro fuoriclasse, un Fils avrebbe potuto essere già in TopTen senza infortuni e quel Kouame potrebbe davvero crescere bene.
E a livello di squadra hanno comunque una dozzina di Top100 che non è poco.
L’Italia avrebbe potuto diventare una delle grandi nazioni se avesse lavorato bene sfruttando il traino di Panatta-Barazzutti&co, ma nonostante i circoli pieni di bambini e ragazzini probabilmente non c’erano grandi Maestri e il solo Piatti non poteva sopperire alle mancanze della Federazione.
Possiamo criticare Binaghi su molte cose, ma sicuramente non possiamo rimpiangere Galgani, almeno non io…
Ora c’è da sfruttare l’effetto Sinner e di tutti gli altri Top, credo che gli errori del passato possano servire a lavorare meglio per il futuro.
Intanto Bolelli s’è azzoppato … 🙄
Adesso ho il terrore per stasera … 😐
@ Antonioooovvvvvvvv !!! 😆
Mi sembra che qui si faccia un po’ di revisionismo storico… 🙂
Fabio in top ten c’è stato per poche settimane e solo in seguito all’impresa di Montecarlo… La quale arrivò a 32 anni, grazie a un allineamento favorevole (certo, fu bravo a battere Nadal ma quest’ultimo non era ancora pronto per la stagione su terra, che poi dominerà, e in finale non trovò Djokovic o Medvedev che qualcuno gli aveva tolto di mezzo).
Fabio comunque sotto molti aspetti non fu un esempio per i più giovani tennisti italiani.
Ma è comunque vero che fu a lungo il n. 1 italiano e che fu (comunque) il primo a sfatare dopo lungo tempo i tabù della vittoria di un grande titolo e della top ten.
In definitiva, e più sobriamente, fu un anticipatore (ma non un ispiratore) di altri italiani
Sugli USA sono d’accordo, ha o ha avuto diversi top 10 ultimamente: Fritz, Paul, Shelton…La Spagna ha il solo Alcaraz, gli altri giovani devono ancora dimostrare il loro valore, la Francia poi vive di continue promesse non mantenute, uno per tutti: Perricard; e Fils, dal grande potenziale, in top 10 non c’è ancora arrivato. Direi che l’Italia, dati alla mano, ha il miglior movimento in assoluto sia come classifica che come vittorie nei tornei, gli altri Paesi si accontentano delle posizioni di rincalzo.
La bontà di una scuola non si vede dal fatto che emerga un grande campione, quello è una questione di fortuna (Rune per la Danimarca, Ruud per la Norvegia), Fonseca per il Brasile); ma è la percentuale di ottimi giocatori.
Li sta sfornando l’Italia, ma anche gli Stati Uniti, la Spagna e in parte la tanto vituperata Francia.
@ NonSoloSinner (#4633432)
magari bestietta nera
4 vittorie Fognini; negli Slam: 3-1 per Nadal: su cemento: 8-1 per Nadal; su terra: 6-3 per Nadal.
Fognini è uno dei tredici giocatori ad aver battuto Nadal almeno quattro volte in carriera
e la volta che viene celebrata di più era con Rafa in carrozzella con le stampella iper infortunato
@ Detuqueridapresencia (#4633447)
non avevo capito la battuta
@ Dubbio serio (#4633437)
Wilander non spiega perché in Svezia la vena in un amen si è esaurita e poi non mi smebra proprio che gli altri svedesi abbiano vinto grazie a lui che ha iniziato a vincere
Vi ricordate quando, secondo alcuni forumisti, Cobolli ed Arnaldi arrivavano a fare le Next Gen grazie alle classifiche gonfiate dai challenger nostrani?
è triste che qualcuno lo paghi per queste scemenze
E pure il quinto italiano in TopTen che è Cobolli, comunque vada oggi 🙂
Ho dimenticato la Polonia….
Inanzitutto, caro Mats, Sinner aveva come idolo Seppi non Fognini.
È tutto finito purtroppo
Stasera perderanno tutti e due al derby
Gufander ha decretato la fine del movimento
🙁
Quando la Svezia produceva giocatori di livello regolamente io mi chiedevo sempre con invidia perchè da noi questo non fosse possibile poi a distanza di anni (parecchi ahimè!) praticamente in un amen ci troviamo nella loro stessa situazione ma per certi aspetti anche migliore. Talento, organizzazione e volontà hanno dato vita ad un vero miracolo sportivo! Italia avanti tutta!
e soprattutto Fabio era la bestia nera di Nadal che avrà battuto almeno 4-5 volte… se avesse avuto un minimo di continuità e una testa un pochino più centrata, forse avrebbe potuto regalarci già lui tante vittorie… poi resterà sempre il capolavoro a Montecarlo, peraltro in età matura
Mi fa piacere che Wilander segua i miei interventi su livetennis e si ispiri ad essi. Legge, rielabora e non sta lì a mettere pollici rossi tanto per…
Se vediamo quali paesi negli ultimi 10 anni hanno visto nuovi ingressi nella top 10 maschile, abbiamo:
Italia 4 (Fognini, Berrettini, Sinner, Musetti)
Usa 4 (Fritz, Paul, Tiafoe, Shelton)
Russia 3 (Medvedev, Khachanov, Rublev)
Spagna 3 (Bautista Agut, Carreno Busta, Alcaraz)
Canada 2 (Shapovalov, Auger Aliassime)
Germania (Zverev), Argentina (Schwartzman), Australia (De Minaur), GB (Draper), Norvegia (Ruud), Danimarca (Rune), Kazhakistan (Bublik) 1
Francia 0
Questo aspetto statistico da ragione a Wilander.
Gufander ha parlato….in breve nessun italiano vincerà o si fara’ strada neanche a sottomazzo in una piazzetta di periferia …:):):)
A parte questo tutto condivisibile
bella annalisi che condivido in toto…soprattutto nel dare cosi’ rilievo al ruolo di Fabio cosi messo (spesso troppo) in discussione
Concordo su tutto quello che ha detto, anche sul merito di Fognini che secondo me viene sottovalutato, lui ha aperto la strada in un momento buio del tennis italiano entrando in top 10 in piena era djokovic, nadal , Federer e Murray.
Mats sono 2 anni che lo dico e qualcuno sfotteva…
Oddio non è che tu di stramberie non ne abbia mai dette…stavolta sei serio vero?
Se Cobolli trova continuità (troppi alti e bassi obiettivamente oggi), lo vedo stabilmente in top-10 per diversi anni, a me sembra il giocatore che è migliorato di più negli ultimi dodici mesi, al servizio, sul rovescio, nel gioco a rete… il problema è che passa da tornei al top, a tornei dove lo vedi palesemente svogliato e abulico… un po’ come la Rometta