UTS, montepremi da capogiro: un finalista guadagna più dei campioni di Gstaad e Bastad
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L’Ultimate Tennis Showdown continua a crescere e ad affermarsi come uno dei progetti più innovativi del panorama tennistico. Il circuito di esibizione ideato da Patrick Mouratoglou ha attirato numerosi protagonisti dell’ATP grazie a regole lontane dalla tradizione, a una comunicazione efficace e a premi economici sempre più elevati.
L’ultima conferma è arrivata dall’appuntamento disputato a Rio de Janeiro, dove le somme distribuite hanno superato quelle messe in palio da diversi tornei ufficiali. Il caso più sorprendente riguarda il giovane brasiliano Luis Guto Miguel, invitato dagli organizzatori e capace di raggiungere la finale.
Guto Miguel guadagna più di Tsitsipas e Rublev
Il brasiliano si è arreso soltanto nell’ultimo atto a Brandon Nakashima, ma ha comunque ricevuto un assegno da 214.200 dollari. Una cifra superiore a quella incassata singolarmente da Stefanos Tsitsipas e Andrey Rublev per aver conquistato, nella stessa settimana, gli ATP 250 di Gstaad e Bastad.
Il confronto evidenzia la forza economica del progetto: il finalista di un’esibizione ha guadagnato più di ciascuno dei due campioni del circuito maggiore, pur senza ricevere punti validi per la classifica mondiale.
Nakashima ha portato a casa 368.800 dollari grazie alla vittoria, mentre i semifinalisti Nick Kyrgios e Francisco Cerúndolo hanno ottenuto 123.000 dollari ciascuno. Anche João Fonseca e Cameron Norrie, eliminati prima delle semifinali, hanno superato quota 119.000 dollari.
Un modello capace di attirare le stelle
Le somme ufficiali non comprendono inoltre gli eventuali compensi garantiti ai giocatori per accettare l’invito. Ai premi legati ai risultati potrebbero quindi aggiungersi i gettoni di partecipazione, utilizzati abitualmente dagli eventi di esibizione per costruire tabelloni ricchi di nomi prestigiosi.
Il progetto di Mouratoglou non rappresenta ancora un concorrente diretto dell’ATP sul piano sportivo, ma sta diventando un’alternativa economicamente molto interessante. Il formato rapido e spettacolare permette ai tennisti di ottenere guadagni importanti senza affrontare la durata e le pressioni di un torneo tradizionale.
Le cifre distribuite a Rio dimostrano come l’UTS disponga ormai delle risorse necessarie per confrontarsi con numerosi appuntamenti ufficiali. Una crescita che potrebbe spingere sempre più giocatori ad aggiungere questi eventi al proprio calendario, soprattutto quando i premi superano quelli riconosciuti per la conquista di un titolo ATP.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Brandon Nakashima, Notizie dal mondo, UTS

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Ongnuno e’ libero di andare al circo. Una baracconata pazzesca, adatta ai losers.
Il trash americano al suo meglio. E il peggior pubblico dipendente da tiktok.
Anzi no, il meglio è la Lega INTENNSE.
Ognuno partecipa dove vuole, ma poi basta che non si lamenti del calendario troppo fitto.
Concordo. L’ATP ha fallito completamente nel diventare sia il sindacato dei giocatori che il padrone del circuito.
Il tennis sono gli SLAM. Le altre manifestazioni sono il corollario e devono essere indipendenti e viaggiare con regole proprie.