Sinner sotto tono, cede contro la potenza e servizio di un ottimo Mensik nei quarti dell’ATP 500 Doha
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Doccia fredda. Non che sulla carta fosse facile perché Jakub Mensik ha colpi e servizio da potenziale “crack”, di uno che può vincere i grandissimi tornei e probabilmente arriverà a farlo, ma quella patita da Jannik Sinner nei quarti di finale del 500 di Doha è una sconfitta inattesa e dolorosissima per come è arrivata. Non così lontana dai problemi evidenziati a Melbourne vs. Djokovic. Sinner ha perso piuttosto nettamente nella serata di Doha, soffrendo la eccellente prestazione del rivale senza riuscire ad arginarne la aggressività, il servizio, la sua spinta fortissima. Applausi e grandi meriti a Mensik, alla più importante vittoria in carriera (7-6(3) 2-6 6-3 lo score, che gli vale la semifinale contro Fils), ma Jannik ha disputato una partita sotto al suo livello per intensità, spinta, aggressività, profondità delle traiettorie, anticipo sulla palla, e finendo a rincorrere per gran parte del tempo non ha quasi mai giocato libero, impattando la palla con quella complessità velocità e “cattiveria” che l’hanno portato nelle ultime due stagione ad essere dominante. Non ha nemmeno servito male Sinner complessivamente, e questo è addirittura un’aggravante: è mancato qualcosa sul piano fisico, ma anche della convinzione e per una volta in quella lucidità che gli consente di prendersi le chance e trasformarle, scavando un solco coi rivali. Una somma negativa di tanti piccoli fattori che hanno portato Jannik a non trovare il modo di andare sopra al livello del rivale, e quando c’era riuscito prendendosi un bel secondo set, ha sciupato tutto con un brutto turno di servizio all’avvio del terzo, con un break che non è riuscito a recuperare.
Davvero strano vedere Sinner sconfitto alla fine di un match iniziato male ma che sembrava aver girato a suo favore con un’impennata di qualità e con un sapiente cambio tattico a metà del secondo set. Mensik ha giocato una partita favolosa, bravo ad annullare 4 palle break nel terzo game del primo set e da lì in avanti è diventato imprendibile al servizio e poderoso nello scambio. Ha concesso le briciole e ha dominato il tiebreak, aiutato da un brutto errore di Sinner nel primo punto. Un Sinner “doc” non inizia MAI un tiebreak con un regalo del genere, sotto covava tensione, insicurezza. Jannik incerto, corto nel palleggio, poco intenso, forse irrigidito dalle chance non sfruttate e vedendo che il servizio del rivale era diventato impressionante. Un po’ di confusione pure, cercando spesso la palla corta come per uscire da uno scambio che non riusciva a vincere, non sfondando la resistenza del rivale e nemmeno riuscendo a spostarlo del centro del campo. Questo è stato un altro peccato originale della sconfitta: ha corso più Jannik dell’avversario, non capita quasi mai… Ma alla metà del secondo set arriva finalmente una svolta per l’italiano. Nel quinto game decide di cambiare: basta con queste palle corte non efficaci, si va di mestiere andando a togliere sicurezza a Mensik. Come? Si spinge subito con una palla di diritto meno rapida ma più carica e assai angolata, una parabola maggiore sulla quale Jakub non si può appoggiare e sulla quale è costretto a correre. Bastano tre – quattro palle, ben calibrate, per cambiare l’inerzia. Jakub sente la fatica degli scatti e soprattutto quei pochi diritti sbagliati fanno perdere il focus totale, le migliori sensazioni. Quel diritto che fin lì era un bazooka si è incappato e anche il servizio del ceco cala. Come sempre accade, il calo di uno è provocato dall’altro che a sua volta decolla. Sinner sale in cattedra: più aggressivo, profondo, braccio sciolto e pallate delle sue. In comando. Lo si sente anche dal suono all’impatto, finalmente pieno, rotondo. Pesante come i colpi ora vincenti e assai più aggressivi. Con uno scatto da campione si prende il set e la partita sembra girata a sua favore. Sembra… E qua sta tutta la sorpresa e dolore per la sconfitta…
Dopo il toilette break Sinner riparte al servizio nel terzo set ma commette un paio di ingenuità, forse giocate con meno attenzione, o tirando il fiato. Lo sa solo lui. Ma qualcosa in quel secondo si interrompe di nuovo, mentre Mensik si riprende. Il ceco tocca prima una smorzata favolosa e quindi tira ad occhi chiusi una risposta di rovescio che fulmina Jannik. La zampata del campione. Sipario, perché Jakub annulla una palla break nel game successivo con un attacco perentorio (e volée tremebonda, ma gli resta in campo…) e poi non concede più niente, con Sinner invece di nuovo meno intenso e “cattivo”, e anche frustrato da errori non da lui su palle che potevano almeno mettere pressione al rivale e chissà, provocare un nuovo terremoto nelle sue certezze.
Una sconfitta che brucia perché figlia di un Mensik super al servizio, potentissimo in spinta, coraggioso e più aggressivo di Sinner; ma la poderosa sinfonia del ceco si è nutrita anche di un Sinner poco intenso, raramente in pieno controllo del gioco per colpa di traiettorie meno profonde e meno anticipate, una palla non così penetrante e incisiva. Impossibile far correre il ceco e forzarne gli errori senza riuscire ad alzare il livello e andare sopra alla spinta del rivale. È una sconfitta che andrà analizzata a freddo, ma la sensazione è che Jannik sia lontano dal suo top a livello fisico. L’intensità va e viene, e contro un avversario così tosto, potente e di talento la difesa e contrattacco di Sinner non sono bastati. Anche a Melbourne contro Djokovic si era visto un film per certi versi simile: Jannik va sotto alla spinta del rivale e non riesce ad alzare il suo livello a sufficienza, ad andare sopra all’avversario. Non molla ovviamente, lotta sino all’ultima palla ma non basta. Una sconfitta che deve far riflettere. Non si può vincere sempre, chiederlo sarebbe stupido, e nello sport generalmente vince chi gioca meglio, stasera Jakub Mensik. Ma Sinner deve fare un cambio di passo per ritrovare il livello che nel 2025 l’ha portato a vincere tanto. Quasi sempre.
Marco Mazzoni
La cronaca
Parte fortissimo Mensik: solo prime di servizio e due bordate di diritto imprendibili che mettono in mostra tutta la potenza del suo braccio. Ottimo anche il primo turno di Sinner, con un Ace e una costruzione sapiente per far correre il ceco, subito dentro col lungo linea dopo una prima palla esterna. Jannik si prende il primo gran punto in risposta in apertura del terzo game, un passante di rovescio… scivolando sul cemento, di una velocità terrificante, Jakub è fulminato. Forse quest’attacco “punito” mette fretta al ceco che poi sbaglia malamente un diritto dal centro del campo e si fa trovare impreparato da una verticalizzazione pronta di Sinner. 0-40, tre palle break per il pusterese. Bene Mensik: due servizi perfetti e sul 30-40 sceglie l’attacco dopo la smorzata, con Sinner un po’ lontano in risposta ha successo. La lotta continua, Jannik ottiene una quarta palla break con una risposta letteralmente nei piedi del rivale, ma ancora il servizio (e comoda volée) salva il ceco. 12 punti per il 2-1 Mensik. Bel livello di gioco nel quarto game, anche da parte di Mensik che tira un’accelerazione di rovescio splendida. Non meno bella la gestione dello scambio e attacco precisissimo col rovescio lungo linea dell’italiano, che insieme a 2 Ace e una bordata col diritto si porta 2 pari. Irreale il recupero di Sinner, frenata e tocco vincente stretto sotto rete, una perla tecnica. Mensik non si scompone e continua ad attaccare, non vuole entrare in duri scambi in piena corsa con l’italiano, e nemmeno ne ha bisogno tanto serve bene. Jakub entra in fase “macchina” col servizio, non solo veloce ma assai preciso, anche la super risposta di Jannik non può molto. La temperatura sale sul 4-3 Mensik. Sinner sbaglia un colpo di scambio in apertura, poi stecca un rovescio e lo score è 0-30. La battuta aiuta l’azzurro, con una perfetta apertura di campo e un servizio vincente al centro. Arriva lo stesso la palla break, con una smorzata di Sinner ben rimessa dal ceco e con un successivo tocco lungo dell’italiano, 30-40. Rischia la risposta vincente Jakub sulla seconda palla, ma gli esce di una spanna. È stata la prima palla break concessa da JS nel torneo, dopo due match immacolati. Con fatica Sinner impatta lo score 4 pari con un buon passante col diritto. È raro vedere Sinner in risposta così dietro la riga di fondo, ma la potenza dei colpi di Mensik è notevole e non riesce a risalire il campo rispondendo piuttosto arretrato per darsi un minimo di tempo in più per “prenderla”. Domina il servizio, l’equilibrio non si spezza, inevitabile il tiebreak. Sinner commette un brutto errore col diritto nel secondo punto, cerca il lungo linea e la palla termina nel corridoio, mini break e 2-0. Perfetto Mensik, 4-1. Si gira 4-2, con una buona progressione di Jannik per fare correre l’avversario, poi 4-3 col servizio. Finalmente arriva uno scambio su di una seconda di servizio del ceco, ma Sinner corre tanto e non sfonda, e la palla corta per uscire dallo scambio non va. 6-3 Mensik, tre set point. Con un rovescio lungo linea splendido, Jakub lascia fermo Jannik e si prende un set meritato, 7-3. Bravo a recuperare lo 0-40 nel terzo game e quindi non lasciare niente al servizio. Sinner meno dirompente, non riesce a sfondare il ceco e nemmeno portarlo all’errore nei rari scambi.
Riparte male Sinner nel secondo set. Attacca subito ma non trova buona posizione sulla rete, poi cerca una smorzata davvero mal eseguita. 0-30. Scatta già l’allarme. Esce di pochissimo l’accelerazione di Mensik che sarebbe stata vincente… Jannik è sotto nella spinta finora. Poi l’azzurro calibra bene l’attacco col diritto, la volée è comoda. Ancora palla corta di Sinner, e ancora la sbaglia. Sembra voler uscire dallo scambio. Palla break da salvare sul 30-40. Perfetto lo schema servizio esterno e schiaffo al volo col diritto. Torna l’Ace, il quarto del match. Salva il game l’azzurro, 1-0. Finalmente sul 30-15 nel secondo game ecco il primo scambio “da Sinner”: più profondo, palla veloce e leggermente carica di spin, detta i tempi di gioco e fa correre Mensik, che alla fine sbaglia. Sono mancati scambi come questi, che portano fatica fisica e mentale nel rivale. Serve come un treno il ceco, si porta 1 pari con l’84% di prime palle in gioco. Inizia a far correre il rivale l’azzurro, con il diritto ancor più carico di spin sull’angolo aperto, e qua la stazza di Jabuk si fa sentire in negativo. 2-1 Sinner. Tante, troppe le palle corte di Sinner, come quella non buona sul 15 pari, in scambio era meglio scegliere altro. Ma c’è difficoltà per l’azzurro nell’andare sopra alla spinta dell’avversario. 2 pari. Aprire l’angolo in progressione è la via per mandare in difficoltà il ceco, come il primo punto del quinto game, ma… c’è da sudare e spingere tanto. Un buon turno di battuta per l’azzurro, per il 3-2, con una maggiore apertura del campo sulla destra con diritti carichi, dove Mensik fa più fatica nel correre e tirare un diritto preciso. Il tennis alla fine è sport di sensazioni: Jannik ha fatto sbagliare qualche diritto a Jakub, e… le certezze scemano. Un errore per Mensik nel primo punto, poi Sinner trova una magia difensiva, un passante stretto in taglio micidiale, nemmeno col tuffo il ceco ce la fa. E la prima palla ora non c’è… anzi, doppio fallo. 0-40, grandissima chance per l’italiano. Ci pensa il classe 2005 a completare la frittata con un altro doppio fallo. BREAK Sinner, avanti 4-2. Ma il break è figlio della fatica del quinto game, del cambio di gioco di Jannik che ha interrotto il flusso di ottime sensazioni del rivale. Non è una magia, è la forza di trovare soluzioni: ora Mensil corre e sbaglia di più. Purtroppo è ingenuo e sbaglia anche Sinner sotto rete sul 30-15, un diritto giocato senza vedere dove si stesse spostando il rivale, che trova un passante insperato. Con un attacco calibrato ai vantaggi, 5-2 Sinner. Mensik ha perso la sicurezza della prima parte del match, serve meno bene mentre la palla di Jannik ora esce benissimo dalle corde, come il rovescio cross che gli vale lo 0-30. Poi una risposta micidiale, 0-40 e tre Set Point Sinner. Basta il primo, progressione micidiale del n.2 dalla risposta, Mensik crolla. 6-2 Sinner. Il cambio di traiettoria di Sinner ha demolito le certezze del ceco,
Sinner riparte al servizio nel terzo set, ma improvvisamente va sotto. Un errore banale nel secondo punto, passante che doveva chiudere, quindi Mensik regge sulla corsa e trova una smorzata ottima. 15-40. Non entra la prima palla, dalla risposta spinge il ceco e si prende un BREAK inatteso visto come si era chiuso il secondo parziale. Molti errori in questa fase, ora è Mensik a concede qualcosa e meno prime palle in gioco. 30 pari e 30-40 con un diritto di poco lungo (buona la risposta di Sinner). Chance del contro break. Attacca subito Jakub e la volée resta in campo di pochissimo. 2-0 Mensik. Il set vola via sui game di servizio, con il ceco che ha ripreso l’ottimo ritmo dell’avvio, rinvigorito dal vantaggio iniziale. Jannik esterna tanta frustrazione per il diritto passante sbagliato nel sesto game, un colpo facile per la sua classe… Mensik ringrazia e scoccano le due ore quando lo score è 4-2 Mensik. Fa il pugno Sinner dopo aver chiuso il settimo game, 4-3, ci crede ancora. Ma serve dannatamente un break… Il ceco inizia l’ottavo game con un erroraccio col diritto da metà campo. Sinner comanda nello scambio successivo ma tira un rovescio sul nastro e la palla non passa. Era una grande occasione, perché poi Mensik mette il turbo al servizio. Ancora un errore per Jannik, ora col diritto, e 5-3 Mensik. Male Jannik, due errori praticamente identici col diritto dopo il servizio. Fretta, tensione, delusione per una partita che gli è scivolata via. 0-30. Recupera l’italiano con due affondi precisi, 30 pari. Poi ecco un rovescio potentissimo di Mensik dal centro, 30-40 e Match Point! Altra ottima risposta del ceco, col rovescio, trova grande profondità e finisce così, 6-3. Una vittoria meritata, gran bella prestazione che gli vale la semifinale contro Fils. Sinner non al meglio, solo un buon momento nel secondo set, poi è stato sotto al rivale. Una sconfitta meritata.
QF Mensik
– Sinner 
TAG: ATP 500 Doha 2026, Jakub Mensik, Jannik Sinner, Marco Mazzoni

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Tu consideri, ripeto, ciò che ti conviene considerare, ma ti ricordo che dopo gli U.S Open 2025, Sinner ha sconfitto Alcaraz pure all’aria aperta in Arabia Saudita sempre in due set secchi, laddove c’erano in palio un mucchio di soldi ai quali nessuno dei due intendeva di certo rinunciare e quindi poco contava ai fini della contesa che il match rientrasse o meno nel circuito Atp !
In un lontano passato Sinner ha già battuto Fils, ma se adesso il tennis è cambiato nel senso che va applicata la proprietà transitiva, la risposta alla tua domanda non può che essere affermativa 🙂
Quando giochi solo a pallate contro un muro di nome mensik…senza mai variare senza back dropshot..solo.pallate..è ovvio che alla fine perdi….fils sta battendo mensik..in semi….questo vuol dire che fils potrebbe battere sinner?
Se non sei un troll (si può diventare tale anche dopo 50 anni di forum), per come sostieni in modo poco convincente, non dovresti scrivere quelle robe, giudicate peraltro negativamente non solo da me, puntualizzando quello che ti fa comodo e glissando su ciò che non ti fa comodo, nonostante le situazioni siano in definitiva speculari !
Non dovresti scriverle, se non sei un troll, e te lo chiarisco ulteriormente perchè quelle robe Sinner le ha già sovvertite non con le chiacchiere, ma con i fatti soltanto pochi mesi fa !
Spero di essermi spiegato e di non dover ripetere in altro modo il medesimo concetto.
Non so Enzo, però senza conoscere nessun aspetto della sua quotidianità sportiva, trovo poco elegante alludere a questo aspetto.
La sua poca lucidità, il suo appannamento potrebbero essere legati anche a un problema opposto, cioè una crisi tra i due.
Però ognuno è libero di scrivere ciò che vuole.
@ antoniov (#4565318)
Te l’ho già detto, io scrivo qui da 10 anni e non dare del troll a chi non conosci. Io ho parlato in riferimento alla finale US Open, Rolland Garros non c’entra nulla, a Parigi e’ stato un match alla pari, a differenza di New York, dove e’ stato sovrastato sul piano del gioco.
@ Mauriz70 (#4565336)
Le finals non le considero rispetto al suo diretto competitor, cioe’ Alcaraz, e’ abbastanza noto che lo spagnolo indoor e’ proprio dove gioca peggio. Si sa.
Ancora co ‘sta potenza… Mazzo’, Santa Madonna, manco le basi del mestiere…
…non si riprenda mai più.
Da lì a fine stagione ha portato a casa “solo” Pechino,Vienna,Bercy e le Finals. Un magro bottino hai pronto ragione. La mia speranza è che da quel trauma
Mah … gli stessi dubbi che ha avuto immediatamente dopo il Roland Garros 2025, dove aveva praticamente vinto e quella sconfitta avrebbe sotterrato psicologicamente chiunque, a Wimbledon dove ha stravinto contro chi è rimasto davvero spiazzato … oppure dagli Us. Open alle Finals di Torino … mah … mahhh !
Mah … io penso che se nel post quotato non c’è buona fede, e non la riscontro in chi dice di aver fatto una “analisi lucida”, allora c’è trollaggio matricolato !
Visto che il termine “muridi” l’ho introdotto io, ne spiego la genesi: si tratta di una mutazione genetica, quindi non una malattia ne tantomeno di un nevrosi, che fa regredire l’umano ad una condizione simile a quella dei roditori, che si esprime appunto tramite il rosicamento continuo, la tendenza nascondersi e ad apparire non appena si crea una condizione favorevole (la metafora del formaggio), ad agire in gruppo, etc.
Mah…io penso che, facendo una analisi lucida, il problema nasca dalla finale US OPEN, Sinner e’ rimasto veramente spiazzato e anche scioccato dalla differenza di livello tra lui e Alcaraz in quella finale, non se lo aspettava e ha cominciato da li ad avere molti dubbi, che prima non aveva.
Grazie
Non gli serve neppure attaccarsi a quell’ignobile motivazione, atteso che oggi possono attaccarlo in modo più diretto per la sconfitta sul campo !
Quando il campo gli dà ragione è invece fortunato; è poco empatico; oppure non è un italiano; non paga le tasse; non va da Mattarella; non gioca alla Coppa Davis; se ne infischia delle Olimpiadi … eccetera eccetera 🙂
Insomma, trolls e haters si adeguano alle circostanze; molto ma molto di più a quelle del Sinner vincente che sconfitto !
Si cerca il gossip e la sparata ad effetto ad ogni costo perché Jannik è una tra le persone più riservate ed educate del circuito. Poi alla prossima vittoria Slam tutti ad elogiare classe, bravura e a parlare di fenomeno nostrano. Oggi mi pare che all’appello manchino solo i detrattori che lo chiamano crucco e sostengono che non sia italiano,per il resto ci sono tutti.
Certamente che Jannik è quello che tu dici, ma l’hater cui hai risposto ha già dimenticato che Jannik Sinner alla prima occasione che gli si è presentata è diventato ed è rimasto Numero Uno per ben 65 settimane consecutive e tale sarebbe rimasto per un periodo ben più lungo (altro che breve dominio !) in mancanza della nota sospensione dello scorso anno.
Ricordo a chi lo avesse dimenticato che addirittura Novak Djokovic ha dichiarato che è molto più difficile restare al vertice del ranking Atp che arrivarci !
Lo stesso hater ha invece già trasformato in realtà i suoi sogni, sia ad occhi aperti che chiusi, prevedendo “la decennale supremazia futura di Alcaraz” !
Ma se va a raccogliere funghi forse la cosa può giovargli di più, indipendentemente se siano o meno commestibili …
—
@ Pier no guest (#4565241)
Parole sacrosante !
Giusto ma resto basito. Quando seguivo il calcio capitava spesso il goleador che non ne azzeccava una,il portiere che faceva delle papere e non li ricordo fare mea culpa ma semmai “va tutto bene,sono periodi sento la fiducia della squadra e mi alleno più di prima”.
Ruppero le scatole a Del Piero per mesi quando al rientro,dopo l’infortunio di Udine, s’intestardiva a fare i suoi dribbling perdendo spesso palla e che pensavano? Che dicesse “sono scarso,ho perso il tocco,necessito di uno psicologo”?
Vorrei vederli andare a Parigi da Lendl e chiedergli “ma con la sua esperienza si aspettava di venire intrappolato da questo giovanissimo americano di nome Chang?”.
Giuro che avrei tifato Ivan se fosse accaduto che le sue Adidas fossero state usate in altro modo.
State tranquilli,Sinner non è in fase regressiva,non abbandonerà il tennis come Borg e non verrà a raccontarvi se gli prudeva il sedere.
@ Marco M. (#4565238)
Ogni tanto mi fai (non solo tu) proprio sbellicare (mi accontento di poco).
Pier, qua c’è gente che vorrebbe anche sapere qual è la posizione preferita a letto…
Hai un infortunio? Se non pubblichi risonanze, ecografie e almeno due diagnosi da due specialisti non sei credibile. Poi non saprebbero leggerle, ma vuoi mettere la soddisfazione?
Lo stesso per racchette, scarpe, team, quante ore fa fisio, cosa e con chi mangiano a cena e quante volte chiamano casa.
Il fatto che TsiTsi sia un libro aperto o che Rune stia facendo “tutto l’infortunio minuto per minuto” non vuol dire che debbano farlo tutti.
Loro se la sentono così, un Musetti e un Sinner no.
Non sbagliano TsiTsi e Rune, ma neppure chi mantiene il silenzio sui fatti suoi.
Sbagliano quelli che, abituati al gossip continuo nello spettacolo e in altri sport, vorrebbero sapere tutto, ma proprio tutto. Per poi, magari, rinfacciarlo alla prima sconfitta, vedi Berrettini ai tempi della Satta…
@ Matteo (#4565126)
Sia che si vinca o che si perda c’è sempre (e vale per tutti) qualcosa che non va. Penso imparerà anche da questo.
Ho letto qualche commento ma a volte si trova la perla,quello che ritiene preoccupante che un professionista all’indomani di una sconfitta (con Djokovic) non faccia pubblica ammenda presentando una relazione sul suo stato di forma. Peggio! Ha parlato di un buon match.
Ma si può davvero pensare che un’intervista sia una confessione? Che se c’è una tensione col team,un pessimismo su di sé,un infortunio siano oggetto di discussione pubblica? Perché ha detto in allenamento che non si trova con la nuova racchetta (peraltro la solita vecchia cui hanno solo cambiato neanche i colori ma la distribuzione degli stessi) c’è stato un can can perché Head ora ha un telaio nuovo apparentemente rifiutato dall’atleta di punta.
E dovrebbe parlare ai media di un momento non splendido? Ma in che modo vive certa gente?
@ Scaino (#4565161)
Se posso intromettermi, credo che tinapica volesse essere ironico (se ho ben capito “1919” è stato un errore di digitazione).
A parte questo, per me hai un po’ esagerato con quanto hai scritto:
Da quello che ho sentito non erano “grugniti” alla “Sonego” ma certamente dei suoni (dettagli), (secondo me) per lo sforzo.
PS. Quando ho fatto arti marziali, il mio maestro mi ha insegnato ad emettere un “Kiai” al momento del colpo (con questo non so se anche in altre discipline venga insegnato qualcosa del genere).
@ Scaino (#4565161)
Se posso intromettermi, credo che tinapica volesse essere ironico (se ho ben capito “1919” è stato un errore di digitazione).
@ Matteo (#4565126)
Stiamo – quasi tutti – dicendo le stesse cose, purtroppo. Speriamo che sia solo una fase passeggera e non un trend!!
Complimenti per l’analisi e per quello che hai scritto. Condivido tutto.
Anche se fosse così come dici , io tiferò sempre con orgoglio il più grande campione di tennis che l’Italia abbia mai avuto.
@ MI.RCO (#4565170)
Non so quale sia la sua priorità ma se fosse vero quello che hai scritto, avrebbe una mente poliedrica.
Aggiungerei con il contributo di Mensik (come ha scritto @ Pier no guest).
https://www.livetennis.it/post/390523/roland-garros-delusione-sinner-non-sfrutta-due-match-point-nel-quarto-set-e-subisce-la-rimonta-di-altmaier-una-partita-epica-durata-5-ore-e-26-minuti/
Commenti 71 e 268…
Poi anche un esilarante commento di MarcoP, numero 100.
Ah, un sacco di “guest” che ovviamente oggi saranno tornati in altre vesti…
https://www.livetennis.it/post/405417/sinner-da-impazzire-rimonta-due-set-a-medvedev-vince-gli-australian-open-2024/comment-page-1/#comments
Invece swi mesi dopo su oltre 400 commenti neanche uno di Sasuzzo, strano vero?
@ antoniov (#4565195)
OT. No, “muridi” non è nel mio vocabolario. Avrei specificato con un “vizio” “difetto” “turbamento”.
Te lo dico solo perché ho studiato (un po’) cos’è la malattia, null’altro.
Caro Piper, preferisci forse definirli “muridi”?
Credo sia limitativo, quindi meglio essere generici … capisci a me !
Per me chi tifa contro il tennista italiano più forte di sempre, sollevando i pretesti più stupidi per farlo, è un soggetto “malato”.
@ antoniov (#4565187)
Concordo su quanto hai scritto. OT. solo un appunto: anche se ci stà “malattia” per me è troppo generico.
Anche se vincesse sempre e fosse infallibile non mancherebbero i tanti soggetti malati che vengono qui a scrivere sperando che così facendo trovino un’accettabile terapia per i propri problemi, ma quando succede che perde la malattia di codesta gente sicuramente non migliora pur venendo a strimpazzare più forte in questo forum !
E’ chiaro che per le persone normali ci sia delusione per la prestazione di Jannik di ieri, ma è altrettanto chiaro, come è stato già scritto da chi usa la testa superiore per scrivere, che nella carriera anche dei migliori in qualunque disciplina sportiva ci siano degli alti e dei bassi, più o meno lunghi, e io mi auguro che per Jannik Sinner, il periodo no sia di breve durata.
D’altronde, qualche rara umana scivolata gli è già capitata anche nel 2024 e nel 2025 e a queste ha sempre reagito da Campione quale egli è !
Secondo me.voiconfondete essere numero 1 o 2 con l’essere imbattibile…nessuno.ha mai chiuso una stagione senza sconfitte neanche nelle famose annate di dominio dei vari Nole Mac Roger erc…
Ci sta anche, che abbia il focus
su altre cose(Fidanzata?Affari?Famiglia?)
Mi pare un po’ prestino, comunque…
@ walden (#4565150)
È vero, questo è un dato che si verifica spesso. Se ci hai fatto caso, anche con gente molto meno competitiva. Es vedi spizzirri in Australia. Non ne capisco a fondo le ragioni ma era un po’ così anche per Nadal. Comunque sia a me preoccupa un po’ la situazione, non per i risultati, chiaramente. Sinner ha perso con un Djokovic e un mensik in formato Deluxe. A me preoccupa il come. Sinner nel terzo è caduto nella trappola toilet break, e poi pian piano che scorreva il set era molto nervoso. Cosa che francamente nella sua carriera non gli è capitata spessissimo. Il dritto sta faticando, ma anche il rovescio sembra che lo giochi quasi in maniera conservativa. Non prova più il cambio lungolinea che gli aveva regalato tante soddisfazioni, o lo fa di rado. La cosa sicura è che se vuole vincere un grande torneo su terra, qualcosa deve cambiare, a livello fisico, mentale, tecnico e tattico. E mi auguro che queste sconfitte servano proprio a questo.
@ tinapica (#4565109)
Mi scusi, ma proprio non riesco a capire quale sia il nesso tra la mia constatazione sul fatto (fatto) che per la prima volta in carriera ieri ho sentito Sinner grugnire su ogni colpo come Sonego (o Alcaraz) e la sua ipotesi che il bisnonno di Sinner nel 1919 (più probabile il trisnonno che non il nonno, che magari non era ancora nato) fosse incazzato perchè il Sud Tirolo veniva annesso al Regno d’Italia.
Se potesse spiegarmelo glie ne sarei grato.
Pensi davvero che Sinner stia pensando già ora al RG?
È vero che il RG per lui sarà più importante che in passato (anche perché non vorrebbe che Carlos, vincendolo, facesse il terzo consecutivo), è altrettanto vero che non ha ancora vinto un grande titolo su terra… ma che ci stia pensando in piena stagione hard tirando già dei topponi centrali non credo gli serva a qualcosa. E poi sa bene che Carletto di qui al RG farebbe a tempo a distanziarlo in modo irrecuperabile, se lui non tiene il passo.
Quindi non è plausibile che stia modificando il suo gioco pensando adesso a come affrontare Carlos al RG e ancor meno che abbia provato a farlo già a Melbourne. Non veniva da una serie negativa (per cui non aveva nulla da perdere), ma da tre titoli consecutivi a fine anno. Non ci sono problemi fisici di mezzo. La cosa è, al momento, inspiegabile.
È presto per farsi delle opinioni sulle sue strategie, ci ha abituato a decisioni non immediatamente comprensibili (una è stata quella di riprendere Ferrara nel team) che magari si spiegheranno nel prosieguo del tempo.
Mi aspetto che divenga presto comprensibile anche questo approccio di gioco che, finora, non gli ha fatto ancora raggiungere neppure una finale.
Quante analisi fantasiose e cervellotiche. Jannik ha perso perché il Ceco ha giocato meglio. Punto.
Come è sempre stato i più forti al mondo usano gli atp 500 come allenamento. Il banco di prova vero sono i primi master 1000.
Mi stupisce che nessuno abbia tirato fuori una costante di Sinner, ossia perdere quasi sempre il primo incontro (credo che fra i primi solo con DeMinaur non sia successo): a parte quelli più vecchi (Zverev, Medvdev, Tsitsipas, Fritz, Rublev), anche con FAA, Shelton, Rune, Draper ed ora con Mensik. Il primo match è per lui un momento di studio, seguito dall’apprendimento. Il che non significa che da ora in pooi lo batterà sempre, ma è sicuramete un fatto che si verifica costantemente.
Ma tu da dove vieni fuori? Mai scritto niente, ora all improvviso un post dietro l altro per una sconfitta di sinner…..ma ci fai o ci sei? Torna dove eri fino a ieri
e ringraziamo la Redazione che non ci permette di giocare ad armi pari…
Quando disse che doveva provare a cambiare qualcosa anche se sapeva sarebbero potute arrivare sconfitte inaspettate….
Quest’anno tutto gira intorno al RG, lí é dove deve provare a fermare Alcaraz, se Carlos fa l’accoppiata sono dolori seri.
bravissimo rovescio a una mano.
sono perfettamente d’accordo con la tua classifica, volevo dirlo anch’io ma temevo di essere il solo.
Meno preoccupante della sconfitta con Nole, ieri si è impegnato poco e ha provato cose diverse (tante palle corte scellerate ad esempio, pale alte cariche…). Poi Mensik quando contava non sbagliava mai..
Concordo con la tua analisi… Difficile capire perché ciò avvenga.
Dice che sta sperimentando un nuovo modo di giocare per essere più imprevedibile e per risparmiare energie, ma per ora il risultato è che è più incostante e con certi avversari sembra tornato a com’era tre anni fa.
Forse i risultati verranno più tardi. Per il momento, ha cominciato l’anno come di solito lo cominciava Alcaraz… mentre quest’ultimo sta facendo una partenza alla Sinner (quello del 2024 e che sarebbe stato anche del 2025).
@ Gattone mecir (#4565122)
Ma non dire sciocchezze!
Quest’anno Sinner perderà molte piú partite perché ha perso la fiducia in sé stesso. Speriamo che Cahill riesca a correggere la rotta. Con la sconfitta con Djokovic si é rotto qualcosa.
Ripropongo il commento che avevo fatto post Australian Open e aggiungo che c’è secondo me più di un problema. La recente intervista, quando ha detto che sia lui che Djokovic hanno giocato una gran partita mi ha fatto capire che sta facendo finta di niente con l’opinione pubblica. Nascondere il fatto che contro il Serbo era la copia sbiadita di se stesso non è il preludio di niente di buono.
Ripropongo il post
La versione di Sinner vista a questi Australian open mi ha lasciato dentro qualcosa, una percezione, forse un messaggio.
Un giocatore per essere in piena forma deve essere al top dal punto di visto tecnico, tattico, fisico e mental-spiritualmente.
Sinner in questa edizione ha dimostrato di non essere in condizione fisica e ha mostrato un’apatia evidente sia in campo che fuori. Nelle interviste sembrava parlasse per inerzia, in campo ha mostrato carenze fisiche nella resistenza ma soprattutto negli spostamenti che è sempre stata la sua arma fatale. Muoversi come una libellula e arrivare prima sulla palla sia per una capacità fisica che una reattività mentale è sempre stato il suo cavallo di battaglia.
Nonostante tutto Sinner è arrivato in semifinale e questo è perchè è due categorie sopra gli avversari che ha incontrato. In semifinale poi c’è stato Djokovic, un tennista che se vede che dall’altra parte c’è un avversario che non c’è del tutto mentalmente, fisicamente e per osmosi tatticamente e tecnicamente, attacca quella che diventa la sua preda, sente il sangue e non la molla fino alla fine.
Alla fine ci siamo arrivati, al quinto set, quel fatale quinto set da me segnalato in tempi non sospetti dove Sinner si ridimensiona, invece di mettere tutto il suo quid di vantaggio, esprime involuzione fisica, tecnica ma soprattutto mentale e nel momento dello spalla a spalla, dell’ultimo sprint si fa da parte e lascia primeggiare l’avversario. E’ sempre successo negli slam, chi fa finta di niente vuol dire che mette la testa sotto la sabbia e non accetta le critiche costruttive volte alla ricerca della verità.
Sinner ha avuto una marea di palle break non convertite, ha avuto le percentuali migliori da ogni parte si voglia vedere questa partita ma nonostante tutto ha perso. Ha perso perchè la sua precaria condizione fisica ha permesso a Djokovic di giocare un match più fattibile, a dare al Serbo una possibilità.
Sinner, quindi al netto delle precarietà fisiche l’ha persa di testa. Chi ha fatto sport agonistico poteva vedere lontano un miglio chi era il lupo e chi era l’agnellino in questo match. Agnellino nonostante due anni di successi per Sinner, due anni in cui ha primeggiato, in cui aveva totalmente eliminato quella sudditanza che aveva avuto tempo addietro contro Djokovic.
Quindi come mai questo reset della crescita mentale che ha dimostrato da due anni a questa parte? Come mai questa apatia? Come mai in tutto il torneo si è dimostrato in campo e fuori come se non fosse ben presente a se stesso ma fosse obbligato a timbrare il cartellino?
Ho visto la conferenza stampa pre partita post match con Spizzirri e mi ha impressionato quanto era dimesso. Traspariva una mancanza di quella grinta nel raggiungere l’obiettivo.
Mettiamo dentro altri tasselli. Ho letto che Becker ha dichiarato che Sinner non fosse in forma fisica perchè non si è allenato abbastanza.
Se fosse veramente così questo significa che Sinner ha un calo motivazionale nella sua volontà di crescita. Lui diceva sempre “improve, improve” ma da un po’ di tempo a questa parte questo contenuto non lo sento più.
Tra l’altro un Sinner che aveva dichiarato di rifiutare la Davis per prepararsi al meglio per la nuova stagione. Tra l’altro nella preparazione non ha avuto infortuni che avrebbero potuto precludere l’ottenimento della migliore condizione fisica.
Quindi quali sono i veri motivi di questa condizione precaria e di questo scazzo mentale evidente?
Prima ipotesi: Umberto Ferrara ha avuto un nuovo scatto di autolesionismo facendo una preparazione scarsa ed è per questo che Sinner non ha reso? Non credo.
Seconda ipotesi: Sinner con meno fame si è voluto allenare meno perchè sente meno motivazioni.
Terza ipotesi: si è allenato di meno per fare più vacanze con la fidanzata.
Quarto motivo: Tutti i componenti del team hanno un po’ la pancia piena e molta voglia di prendersi più tempo libero possibile. Cahill avrebbe già voluto pensionarsi l’anno scorso e può darsi che non abbia più l’intensità di un tempo. Vagnozzi ha dichiarato che ha piacere quando può di tornare a casa visto che ha famiglia. La sua fidanzata? Non mi sembra una che gli abbia detto “dai vai a giocare la davis che sarò in prima fila a fare rullare i tamburi” Mi sembra una ragazza molto pacata che credo che del tennis gliene importi poco. In sostanza mi sembra il contrario di Mirka, la moglie di Federer che era la sua prima tifosa o della moglie di Djokovic.
Ricordatevi che fisiologicamente le persone con cui stiamo ci influenzano che vogliamo o meno.
Detto questo , mi sembra che l’ambiente che avvolge Sinner sia meno motivato di un tempo alla voce tennis.
Altro aspetto, Sinner si diverte sempre? Quali motivazioni ha? Vuole continuare a vincere il più possibile con quella bramosia che è stata presente in altri atleti?Nadal, Djokovic su tutti.
Personalmente ho sempre pensato che Sinner sia una persona molto evoluta spiritualmente e il rischio per il tifoso italiano è che questa sua evoluzione lo porti a voler mutare nel tempo e ad avere un’anima che a un certo punto avrà meno voglia di stare a lottare su un campo da tennis perchè attirata da altri obiettivi di vita.
Non sono così sicuro che Sinner tra tre quattro anni sia ancora a sfidare tennisti sul rettangolo di gioco.
Un’altra delle motivazioni potrebbe essere la pressione che sente. Ormai per lui fare una semifinale slam è come se un altro giocatore italiano tipo Cobolli perdesse al primo turno. E poi tutte quelle interviste a dire sempre le stesse cose, le stesse risposte su domande obsolete e banali. Ho sempre pensato quanto sia fastidioso e stressante per un tennista essere spesso sotto i riflettori del circo mediatico e poi ci sono le aspettative degli sponsor, i contratti milionari da rispettare.
Sinner contrattualmente ha già disegnato la sua vita per i prossimi 7/8 anni. ma la sua anima, il suo spirito e la sua mente sono daccordo con tutto questo?
Quello che posso dire è che la prossima volta che vedrò il gemello abulico di Sinner in campo, la sua copia sbiadita, la persona che non mette il cuore oltre l’ostacolo, quello che non mostra di avere veramente fame in quello che fa, cambierò di sicuro canale perchè quello che è necessario fare è andare dove di porta la tua anima e di conseguenza dove ti porta il tuo cuore altrimenti non è bello vedere una persona infelice per quello che sta facendo.
Spero quindi che Sinner faccia chiarezza in se stesso per fare quello che ognuno di noi dovrebbe fare nella vita, esprimere la migliore versione di se stesso in quello che fa portando avanti anima, mente, cuore e gioia nelle proprie azioni quotidiane, non perchè ci sono delle mere prescrizioni contrattuali o delle aspettative dall’esterno che chiedono un’altra cosa ma perchè è veramente la cosa che si vuole fare.
Forza campione, analizzati, capisci quello che veramente vuoi al netto di influenze esterne e riacquista la tua strada maestra in modo da ritrovare quello che veramente meriti, per te, sentire gioia e per noi vederla nei tuoi occhi.
L’unica cosa buona e’ che Cahill non si sia ritirato al termine della scorsa stagione , altrimenti di questi tempi il povero Vagnozzi sarebbe stato crocifisso e le ragioni di questo Sinner sottotono e perdente all’Australian Open sarebbero state ricondotte all’assenza dell’australiano, invece che essere ricercate in altro, oppure semplicemente dovute ad una giornata storta in concomitanza con una grande partita dell’avversario come a volte accade nello sport.
Ieri non ho voluto leggere né commentare, oggi due riflessioni. La prima: siamo stati abituati fin troppo bene, Jannik compreso, due sconfitte consecutive ci stanno per chiunque e possono fare bene a noi ed a lui. La seconda riguarda l’approccio di Jannik in questa fase nella quale, dopo due anni da assoluto protagonista, e’ “costretto” a vincere sempre, a confermare di essere alla pari di Carlos e superiore a tutti gli altri. Jannik ha il suo carattere, riservato e talvolta schivo, e sembra sia molto psicosomatico, come tutti del resto ma in uno sportivo del suo livello questo ha una importanza fondamentale. Non credo che i suoi risultati recenti dipendano da cali fisici, preparazione sbagliata o difficoltà tecniche, quanto ad un nuovo approccio che deve affrontare, quello del sempre vincente. Ritengo che debba lavorare su questo ed a questo riconduco anche i suoi problemi fisici, le difficoltà in certe situazioni ambientali, i crampi. E’ un nuovo step ora per lui, non tanto a livello tecnico quanto emozionale. Accettare le sconfitte, oltre le parole di rito, ed alleggerire il suo approccio alle gare, allentando quella tensione che ultimamente si legge nel suo gioco, nei gesti e nelle reazioni. Si apre una nuova fase ed era inevitabile, sono fiducioso che, circondato dalle persone giuste quali quelle del suo staff, riuscirà ad approcciarsi al cambiamento nella maniera giusta. Ci vorrà un minimo di tempo ma tornerà ancora migliore e si darà e ci darà, ancora almeno 10 anni di grandi soddisfazioni.
@ Neytiri (#4565073)
Le stesse considerazioni che ho avuto io . Alle quali aggiungo un atteggiamento molto strano , quasi che pensi : ma si tanto adesso la partita cambia , ho tempo . Non so come dire . Ieri la sua espressione è cambiata solo sul 5-3 per mensik, come se solo li si fosse reso conto : cavolo questa la perdo . Anche contro djokovic, espressione rilassata e quasi sorridente anche mentre perdeva al quinto . Boh , in ogni caso c è qlc che non va
Peccato che ora ci dovremo sorbire, nelle interviste, la solita sinfonia: ha giocato bene lui, tutto il merito al mio avversario, si vince e si perde, la classifica è un numero, sto cambiando il mio gioco… Mi piacerebbe sentire, invece, una analisi sulla fragilità psicologica che sta dimostrando dalla sconfitta contro Djokovic. Gli ha tolto sicurezza? Ha spezzato l’aura che si era creato intorno e che faceva entrare in campo i suoi avversari già sconfitti in partenza? E’ più una questione fisica o psicologica? Di questo, ne sono certo, non parlerà o, se ne parlerà, lo farà minimizzando
A forza di voler migliorare servizio e gioco a rete è peggiorato in tutto il resto.
A bordighera si sente uno che gode come una scimmia!