Il caffè del lunedì: i temi della settimana
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Febbraio è un mese particolare nella stagione tennistica: si gioca contemporaneamente in tre continenti, Europa, Sud e Nord America. Arrivano tornei ingiustamente definiti “piccoli”, e che invece spesso forniscono spunti molto interessanti, permettendo a vari tennisti di emergere e ai giovani di fare esperienze importanti. Questa settimana il tour ATP è a Buenos Aires, nel classico ma un sbiadito appuntamento di Rotterdam e nel maestoso impianto di Dallas. Questi sono alcuni temi di sicuro interesse per i prossimi giorni, in attesa del riscontro del campo, nel nostro caffè settimanale che apre la settimana.
ATP 250 Buenos Aires, il debutto di Berrettini nel 2026 – La trasferta in Australia di Matteo Berrettini si è rivelata un viaggio a vuoto e anche un discreto spavento. Allenamenti, esibizioni e poi a sorpresa la rinuncia agli Australian Open per un problema muscolare. Il “solito” acciacco, ma stavolta la scelta di non giocare sembra esser stata più precauzionale che altro, che visto che il nostro finalista di Wimbledon si è presentato regolarmente in Argentina ed è pronto a debuttare nel torneo e nel nuovo anno sul rosso di Buenos Aires. È testa di serie n.8, esordio contro la wild card locale Coria e non è sulla carta un match comodo perché i giocatori locali vendono sempre carissima la pelle di fronte al proprio pubblico. C’è grande curiosità per rivedere Matteo in campo, sperando che stia bene e possa performare. L’esordio è stato fissato in prime time locale per domani, ore 18.30. Incrociamo le dita, e forza Berrettini!
Nosotros tampoco aguantábamos la manija 🔥🎾 Así que…
TODO CONFIRMADO ✅
⁰Federico Coria vs Matteo Berrettini 🕡 Martes 18:30HS 📍 Cancha Central Guillermo Vilas⁰
¿Quién se queda con uno de los cruces más picantes de la primera ronda? 👀💥 pic.twitter.com/ByIxe6Hciq— IEB+ Argentina Open (@iebmasargopen) February 8, 2026
Grande chance per Darderi, a Baires e non solo… – Di Luciano Darderi se ne parla fin troppo poco. Sarà perché italiano lo è diventato “poi”, ma il nativo di Villa Gesell sta migliorando costantemente e ormai il trovarlo nelle giornate nobili dei tornei non è più una novità. Dopo un Australian Open andato piuttosto bene, rieccolo sulla terra battuta dove è nato, da testa di serie n.2 del 250 di Baires. Inutile essere cauti o scaramantici: Luciano nei tornei sul rosso in America Latina è chiamato a vincere. Ne ha tutte le possibilità, già dal torneo di Buenos Aires, e potrebbe essere una chance importantissima per consentirgli di irrompere tra i primi 20 del mondo. Inizia la settimana al proprio Best di n.22, e nelle prossime tre settimane non scarterà niente come punti accumulati nel 2025. Quindi forza Darderi, è l’occasione per uno sprint che lo porti sempre più alto.
Rotterdam, un 500 senza italiani e “maltrattato” – Il torneo indoor di Rotterdam vanta una tradizione magnifica, un albo d’oro non tanto inferiore ad alcuni Masters 1000 e un’organizzazione impeccabile, curata da qualche anno da un direttore di torneo “doc”, Richard Krajicek. Ma l’appuntamento olandese quest’anno è davvero “povero”, e non solo perché il campione in carica Carlos Alcaraz dopo la vittoria agli Australian Open ha deciso di non difendere il titolo 2025 (suo primo trofeo indoor in carriera). Spostamenti nel calendario hanno anticipato il torneo di una settimana e questo, insieme alla nascita del 500 di Doha lo scorso anno, ha penalizzato non poco l’evento, più in difficoltà ad attrarre campioni e grandi giocatori rispetto al passato. Nel draw 2026 non ci sono italiani, è un fatto curioso e non positivo per noi, ma a livello generale l’edizione al via non passerà alla storia come una delle migliori. Il tema del calendario è potenzialmente infinito: i tornei indoor sono belli, quasi ogni anno propongono tra i match più spettacolari della stagione, ma la dirigenza del tour è sempre più a caccia di grandi investitori e infatti ci si sposta decisi nel ricco mondo arabo. Impoverimento o opportunità? In Olanda di sicuro non sono felici…
Cobolli a caccia della prima vittoria 2026 – Anche quest’anno l’avvio stagionale di Flavio Cobolli non è stato positivo. Tralasciando la United Cup che è di fatto una sorta di esibizione in preparazione degli Australian Open, il romano è stato sfortunatissimo a Melbourne, dove si è ammalato e la sua sconfitta non fa testo; poi a Montpellier è andato ancora sotto a Luca Nardi, avversario che soffre e non poco… Il romano lo scorso anno perse 7 match di fila a livello ATP prima di esplodere a Bucarest e iniziare una cavalcata splendida; c’è spazio per salire decisamente in classifica con buoni risultati nelle prossime settimane, e perché non iniziare da Dallas, 500 dove è testa di serie n.4. Esordio contro il qualificato britannico Pinnington Jones, che sulla carta non dovrebbe rappresentare uno scoglio ostico… Poi potrebbe esserci il fighter Duckworth o Spizzirri, che abbiamo conosciuto assai “bene” via Sinner. Un match alla volta, ma la speranza è che Flavio possa ingranare e iniziare a prendersi vittorie importanti. Importante è racimolare punti prima di arrivare a difendere le cambiali più pesanti.
Maestrelli a caccia della top 100 – Dopo la meritatissima favola agli Australian Open, Francesco Maestrelli è davvero vicino all’ingresso nella top 100. La scorsa settimana si è fermato in finale a Tenerife, battuto da Merida. Ci riprova nella seconda tornata del torneo, da testa di serie n.1 (esordio vs. Mmoh). È salito alla posizione 108, con una bella cavalcata potrebbe farcela ma ancor più importante confermare livello di gioco e convinzione. I colpi e la potenza c’è, ampiamente da top 100; serve il piglio, la continuità di prestazione e la forza mentale nell’andare a prendersi i punti importanti. Nelle ultime stagioni abbiamo scoperto nuovi azzurri, almeno uno all’anno, salito di livello ed entrato nel tour maggiore con buoni risultati. Che sia l’anno di Maestrelli?
Marco Mazzoni
TAG: ATP 500 Rotterdam 2026, Caffè del lunedì, Flavio Cobolli, Francesco Maestrelli, Luciano Darderi, Marco Mazzoni, Matteo Berrettini

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Comunque Rotterdam resta molto interessante. A parte Sinner ci sono tanti specialisti indoor come De Minaur, FAA, Bublik, Medvedev. Livello comunque molto alto anche se non ci sono i top 5.
A Dallas è praticamente un campionato americano.
Speriamo di vedere una versione almeno combattiva di Cobolli e non la copia sbiadita vista settimana scorsa.
Per Berrettini incrociamo le dita
Le cose stanno così: si uccidono tornei di grande prestigio e tradizione per lasciare spazio a realtà dove di questo gioco si è a malapena sentito fin qui parlare, ma che riversano vagonate di soldi su chi prende queste decisioni.
Non soltanto da adesso, ma in questo secolo questa tendenza è diventata smaccatamente palese e sempre più travolgente.
Che ci si può fare?
Forse niente.
O forse che chiunque (a cominciare da chi -esimio autore dell’articolo- funge da cassa di risonanza mediatica a questo gioco) boicotti questa deriva, disinteressandosi completamente di queste novità posticce e continuando invece a dare ampio risalto a quelle storiche e tradizionali, a prescindere dalla classifica dei nomi di chi vi si iscrive a giocare.
Come esempio cito il torneo, ormai ridotto ad un 125, di Niuport: gli si tributi l’attenzione che si merita in conseguenza della sua più che secolare storia e del suo albo d’oro, togliendone invece a tornei-palloni gonfiati come quello di Sciangai, e si vedrà che nel giro di qualche anno la APT scenderà a più miti consigli e non seguirà più solo l’odore dei soldi.
Certo: un simile movimento di boicottaggio dovrebbe nascere dal basso, da noi che ci appassioniamo a questo gioco, ed avere un respiro globale.
Accadrà?
No, perché è più facile e comodo adattarsi senza fiatare ad imposizioni calate dall’alto, in questo ambito come purtroppo in altri ben più seri ed impattanti sulle nostre vite.
Ma che almeno si evitino le lacrime di coccodrillo.
Maestrelli é un talento e si applica, tanto che aveva catturato l’attenzione degli appassionati già 3-4 anni fa quando batteva ripetutamente Cobolli, Zeppieri, Bellucci e Gigante. Sembrava più destinato alla top 100 lui di altri connazionali, a un certo punto anche più di Arnaldi ad esempio.
Mi é sempre sembrato peró, uno che ha sempre creduto poco nei suoi mezzi, uno che ha bisogno di vittorie per continuare a vincere, mentre le sconfitte gli generano spirali negative da cui difficilmente si riprende.
Per questo la famosa intervista pre Djokovic, dove si vide lo stupore del ragazzo, fu simpatica per molti ma non per me: avrei preferito vederlo scendere in campo convinto di far bella figura invece di entrare con la sindrome dello sparring partner.
Per cui io spero tanto che entri nei cento, magari questa settimana vincendo un torneo, ma per non essere un fuoco di paglia dico che il salto vero lo farà quando in un ATP fronteggerà un top 20 senza timore reverenziale, allora si che si potrà sognare
@ JOA20 (#4560633)
Avrei scritto: “Peccato per la finale di Tenerife, spero che si rifaccia o possa rifarsi.
Per il resto concordo.
Spero che il nostro carismatico pluricampione di Davis e finalista di Wimbledon possa giocare il suo vero tennis o quasi
Non so cosa aspettarmi da Berrettini nel Golden Swing, sarebbe già tanto se non avesse problemi fisici. Può fare almeno i quarti in Argentina, poi trova Cerundolo che è un tantino ostico sul rosso.
Darderi può e deve puntare a vincere un torneo in Sudamerica. Già arrivare in finale a Buenos Aires gli permetterebbe di sopravanzare Lehecka che è fermo questa settimana.
Il 500 di Rotterdam (e anche il Golden Swing) non finirà bene, nel 2028 arriverà il Masters saudita a dargli il colpo di grazia. Spostare il torneo dell’Ahoy allo swing indoor di fine stagione potrebbe essere una possibilità ma non ci credo molto, ci sono già Basilea e Vienna come tornei 500.
Si spera che Cobolli non debba aspettare aprile per iniziare a inanellare vittorie come è stato nel 2025. Agli AO può recriminare la sfiga, ma a Montpellier Nardi lo ha surclassato. Vediamo se a Dallas riuscirà almeno a passare qualche turno.
Maestrelli ha iniziato benissimo il 2026, al di là della sconfitta nelle quali di Hong Kong. Peccato per la finale di Tenerife, spero che si rifarà già questa settimana. Comunque la Top100 è vicinissima, gli scadono solo 8 punti fino a metà aprile (quando usciranno le entry list del MD del Roland-Garros).