Paolini: “È stata davvero difficile, ma sono contenta di averla portata a casa”
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Umidità soffocante, pioggia improvvisa, continui stop, il cambio di campo e un’avversaria tutt’altro che semplice da leggere. Jasmine Paolini ha dovuto superare molto più di una semplice partita per guadagnarsi il terzo turno degli Australian Open 2026. Alla fine, dopo un’ora e 47 minuti di battaglia contro la polacca Magdalena Frech, l’azzurra ha potuto liberare tutta la tensione accumulata con un urlo deciso e un “forza” gridato con il cuore.
Un’esultanza che racconta perfettamente la complessità di una giornata iniziata sulla Kia Arena e conclusa, dopo il trasferimento indoor, sulla John Cain Arena.
“Oggi è stata davvero difficile – ha spiegato Paolini a caldo – c’erano condizioni molto diverse tra i due campi e non è stato facile adattarsi… anche se qui indoor si stava meglio, senza pioggia e vento”.
Per la numero uno azzurra si tratta del terzo accesso consecutivo al terzo turno a Melbourne, un risultato tutt’altro che scontato considerando le difficoltà ambientali affrontate nel corso del match.
“È stata abbastanza tosta, devo essere onesta – ha aggiunto Jasmine – una partita complessa, contro un’avversaria che non ti fa giocare bene. Di sera le condizioni erano completamente diverse: c’era vento, facevo fatica a colpire e non mi sentivo benissimo. Sono riuscita a stare avanti nel punteggio e poi, quando ci hanno spostato indoor, sono arrivate sensazioni un pochino migliori”.
Non una giornata di quelle in cui tutto fila liscio, come ha ammesso la stessa Paolini:
“Non è stata una di quelle giornate in cui dici ‘oggi mi sento bene’, per questo sono contenta di averla portata a casa in due set”.
Le difficoltà maggiori sono arrivate soprattutto dagli appoggi e dalla gestione delle condizioni serali.
“Pensavo che il campo fosse un po’ più lento la sera – ha spiegato – era molto scivoloso, forse per l’umidità, e avevo problemi con gli appoggi. Facevo fatica a mandare la palla lunga, dopo pochi game le palle erano diventate palloni. Indoor si è semplificato tutto”.
Fin dalla vigilia Jasmine sapeva che Frech sarebbe stata un’avversaria insidiosa, soprattutto per l’imprevedibilità del suo tennis.
“A volte è molto aggressiva, a volte no. Oggi, fin dalla prima palla, ha cercato di rubarmi il tempo e ho fatto fatica. Quando potevo cercavo di tenerla sul lato del dritto con qualche palla un po’ più arrotata, ma non è stato affatto facile”.
Ora per la toscana c’è una nuova sfida all’orizzonte: al terzo turno affronterà la 18enne statunitense Iva Jovic, una delle giovani più interessanti del circuito.
“Mi attende un match tosto – ha concluso Paolini – è un’avversaria in crescita. Ci ho giocato due volte l’anno scorso, ma alla sua età in pochi mesi si fanno grandi progressi. È fortissima, ordinata, con le idee chiare in campo. Intanto stasera ci si riposa un po’ e domani inizieremo a pensare alla prossima partita”.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Australian Open, Australian Open 2026, Jasmine Paolini

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Potrebbe essere più agevole l’ottavo con una tra Sönmez e Putintseva che l’incontro con Jovic.
Però, per quanto l’avversaria sia già forte (e a me piace pure come gioca), Jasmine queste due partite deve vincerle convincendo.
Io sono tarato credo, ma Jas ha qualcosa in più delle altre. È magnetica.
Di tennis non serve di parlarne, ne ha più di tutte e non lo dico io
Per il tempo difficile,non certo per l’avversario!
Ma il motivo del tape sugli addominali?
Dice una cosa sacrosanta “Alla sua età in pochi mesi si possono fare grandi progressi” tali in soli 2-3 mesi potresti essere sorpreso dall’ultimo confronto.
Alcuni dati di oggi (appena la redazione li renderà visibili)sono preoccupanti a confronto di quelli della Jovic che sono una minaccia.
Domani vedremo i + e i – tra un match e l’altro delle 32 al terzo turno.