È crescente il numero di infortuni in tennisti anche molto giovani ATP, Copertina

Troppi infortuni? Il parere di Craig O’Shannessy: “È palese l’aumento della velocità di gioco e della componente fisica. Ma è cambiato il modello di sviluppo dei giocatori: il motore è diventato sempre più quello dei tendini”

19/07/2026 22:06 14 commenti
Carlos Alcaraz, fermo da mesi per un problema al polso
Carlos Alcaraz, fermo da mesi per un problema al polso

Più potenza e velocità, impatti sempre più “duri” e gioco terribilmente intenso, con la tecnologia e medicina che allo stesso tempo hanno reso le carriere sempre più lunghe. Una combinazione elettrizzante per un tennis mai così rapido, ma tendenzialmente “fatale”, con un numero di infortuni crescenti anche in atleti assai giovani, vedi Alcaraz e Rune per citarne due “importanti”. Il vecchio adagio della “Coperta corta” racchiude piuttosto bene lo status quo del mondo tennistico Pro, ricchissimo ma diventato parimenti un vortice che risucchia e non risparmia praticamente nessuno. Come intervenire? Un punto di vista interessante e qualificato è quello di Craig O’Shannessy, stimato analista e coach australiano per diverso tempo collaboratore anche della Federtennis. Interpellato media First Serve, Craig ha spaziato su vari temi, affermando che sia indispensabile creare unità d’intenti e riunire attorno ad un tavolo tutti i protagonisti in causa: atleti, dirigenti, tornei ma anche le imprese che producono i materiali per capire le dinamiche e trovare una via per migliorare la situazione, prima che tutto divenga insostenibile.

“La velocità della palla è sicuramente aumentata, soprattutto da fondo campo e in particolare con il diritto”, ha spiegato O’Shannessy. “Anche la velocità dello swing è maggiore. Le racchette sono costruite con materiali che consentono di colpire più forte e lo stesso vale per le corde. Quindi vedo chiaramente un aumento della velocità di gioco e della componente fisica“. I ricorrenti problemi al polso di Carlos Alcaraz rappresentano un esempio perfetto di questa evoluzione. Il suo devastante diritto, i continui cambi di direzione e la straordinaria capacità di coprire il campo sono tra le principali ragioni del suo successo, ma comportano anche uno stress enorme per il fisico. “Quando si colpisce costantemente a velocità così elevate, il polso finisce inevitabilmente sotto pressione. Lo stesso vale per il gomito e per la spalla. La quantità di torsione che attraversa il corpo è superiore a qualsiasi altra epoca”.

Molto interessante il parere dell’analista australiano relativamente a come sia cambiato il modello fisico del tennista moderno rispetto al recente passato. Per decenni si è cercato di modellare giocatori forti di una componente muscolare importante. Adesso il paradigma è cambiato: “Il vecchio modello di sviluppo di un tennista era simile a quello di Andre Agassi, un atleta guidato soprattutto dalla componente muscolare“, racconta O’Shannessy, “Ma quando guardi giocatori come Alexander Zverev, Novak Djokovic o Daniil Medvedev, alti e molto longilinei, capisci che il motore è diventato sempre più quello dei tendini.  A differenza dei muscoli, infatti, i tendini si affaticano meno rapidamente e consentono ai giocatori di accelerare, frenare e scivolare sul campo con continuità. Il risultato è un’atleticità straordinaria, ma anche il fatto che gli atleti si trovino costantemente vicini al limite di ciò che il loro corpo può sopportare“.

Fisico, ma anche attrezzature e condizioni di gioco sono due fattori decisivi allo stress ed eccessivo carico sul fisico. Sul banco degli imputati le palle, da mesi – dopo l’avvento del periodo Covid – indicate da molti giocatori come uno dei problemi principali, sulla qualità di gioco e anche per impatto sugli infortuni. “Se si pone questa domanda ai giocatori, la prima cosa di cui parleranno sarà proprio la palla”, sottolinea O’Shannessy. “Non è tanto il fatto che una palla sia sbagliata in sé, quanto piuttosto il continuo alternarsi di tipologie diverse nel corso della stagione, di settimana in settimana a volte”. Palle più pesanti abbinate a superfici più lente creano condizioni particolarmente impegnative: i giocatori hanno la sensazione di dover colpire con maggiore intensità semplicemente per ottenere la stessa profondità di palla, aumentando così lo stress su polso, gomito e spalla.

Anche le superfici sono cambiate nel tempo. Wimbledon viene spesso indicato come il simbolo di questo rallentamento rispetto ai primi anni Duemila, ma secondo O’Shannessy la realtà è più articolata. “Più che rallentare, Wimbledon è semplicemente migliorato”, afferma l’australiano, “c’è sicuramente stata una spinta per rendere il gioco più spettacolare agli occhi degli appassionati, con scambi un po’ più lunghi”. Ma… se scambi prolungati possono aumentare una componente di spettacolo, dall’altro lato comportano anche un maggiore dispendio energetico per giocatori che già oggi colpiscono la palla più forte che mai.

Il dibattito riguarda anche l’evoluzione dell’attrezzatura. Le moderne racchette e le corde in poliestere consentono di generare una velocità impressionante della testa della racchetta mantenendo al tempo stesso un elevato livello di controllo. Troppo per il fisico? “Credo che sia un tema molto importante”, afferma O’Shannessy. “Bisogna assicurarsi che le maggiori velocità di swing non producano un aumento delle vibrazioni, che vengono trasmesse direttamente al polso e al gomito”. Per questo secondo l’australiano produttori, circuiti e giocatori dovrebbero continuare a collaborare affinché l’evoluzione delle attrezzature non contribuisca involontariamente all’aumento degli infortuni.

“Prima dell’avvento di Federer, in genere si giocava fino ai 28 anni circa e poi la carriera era praticamente finita” ricorda O’Shannessy. “Con Federer tutto si è allungato. Oggi, però, potremmo tornare a carriere più brevi proprio a causa della fisicità del gioco. Ci muoviamo sul campo più velocemente di quanto sia mai accaduto in passato”. Un altro tassello del problema: carriera più lunghe, atleti più “spremuti” e quindi maggiormente sottoposti a infortuni.

Soluzioni? O’Shannessy suggerisce che il tennis potrebbe prendere esempio dalla Formula 1 introducendo una vera pausa di metà stagione, consentendo ai giocatori di recuperare sia dal punto di vista fisico sia mentale prima della seconda parte dell’anno. Ma la via maestra passa necessariamente da una maggiore collaborazione tra organizzatori e produttori di attrezzature, affinché l’evoluzione di racchette e palle, l’omologazione delle superfici e un calendario sempre più massacrante non finiscano per accorciare le carriere dei protagonisti del tennis mondiale.

Marco Mazzoni


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14 commenti. Lasciane uno!

Luce nella notte 20-07-2026 14:56

i tendini NON SONO UN MOTORE, collegano i muscoli alle ossa e trasferiscono la Forza generata dai muscoli.
Sono pochissimo allungabili (3%, 4%…) grazie ad un contenuto di elastina che dona loro un MINIMO di cedevolezza elastica.
Non si rinforzano con l’allensmento come i muscoli, salvo modifiche minime in tempi molto molto lunghi.
I muscoli invece si rinforzano tantissimo con l’ allenamento e soprattutto con l’ uso di anabolizzanti e poi a cedere sono facilmente i tendini, anche per eccesso di lavoro (infiammazione, indebolimento…).
Non si puó nemmeno dare del cretino a chi definisce i tendini “un Motore” perché si offenderebbero i cretini.

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Roberto (Guest) 20-07-2026 13:42

@ enzolab (#4656486)

Peccato che l’Italia abbia surclassato la Spagna alle ultime Olimpiadi. Roberto

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Pier no guest 20-07-2026 12:31

Scritto da Luca
E’ vero è stato Federer a sdoganare la longevità nel tennis
Quel Jimmy Connors lì,che ha giocato oltre i 40 anni,era una stella del bowling

Rosewall fece finale a Wimbledon a 40 anni.

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Dr Ivo (Guest) 20-07-2026 10:48

Scritto da tomax
un giocatore è liberissimo di prendersi una pausa a qualsiasi livello di classifica.non li devi obbligare a parte la pausa di fine anno che praticamente tranne che per i primi 8 dura 2 mesi

Le astensioni volontarie possono permettersele in pochi e sempre dopo aver blindato la propria posizione. A parte la possibilità di penalizzazioni per i tornei obbligatori, il tennis è uno sport che se non si gioca per mesi o settimane rende poi difficile rientrare allo stesso livello. Quindi se l’interruzione non riguarda tutti contemporaneamente nessuno osa programmare in modo autonomo delle pause prolungate. Il circuito è strutturato sul ranking e quasi nessuno può sentirsi sicuro di non perdere posizioni che diano la testa di serie o l’ammissione ai tabelloni principali se nel frattempo non si è fermato tutto.

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Zedarioz (Guest) 20-07-2026 10:03

Scritto da Pikario Furioso

Scritto da Zedarioz
Alcaraz intanto alla finale dei mondiali portava ancora il tutore al polso….

Davvero? All’apertura della scatola con la coppa non s’e’ visto nulla.

Si, quando l’hanno inquadrato che festeggiava aveva il tutore, tipo una polsiera grigia. Se lo porta per andare in giro vuol dire che ancora non può fare sforzi, altrimenti era una precauzione inutile a mani vuote.

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+1: Pikario Furioso
Pikario Furioso 20-07-2026 09:25

Scritto da Zedarioz
Alcaraz intanto alla finale dei mondiali portava ancora il tutore al polso….

Davvero? All’apertura della scatola con la coppa non s’e’ visto nulla.

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Luca (Guest) 20-07-2026 08:36

E’ vero è stato Federer a sdoganare la longevità nel tennis

Quel Jimmy Connors lì,che ha giocato oltre i 40 anni,era una stella del bowling

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Sudtyrol (Guest) 20-07-2026 07:03

Scritto da Zedarioz
Alcaraz intanto alla finale dei mondiali portava ancora il tutore al polso….

E visibilmente dimagrito.

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Sudtyrol (Guest) 20-07-2026 07:02

La pausa a metà stagione verrebbe riempita da lucrose esibizioni. Potete starne certi.
Sulle palle non si sta facendo abbastanza. Prendiamo esempio, come suggerisce O’Shannesie (o come diavolo si scrive), dalla Formula 1. Un solo fornitore per tutto il Tour, dai 250 in su.

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+1: Sgt.Pepper
Koko (Guest) 20-07-2026 06:48

Non ho mai visto Agassi come un culturista!

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+1: Sgt.Pepper
Zedarioz (Guest) 20-07-2026 03:23

Alcaraz intanto alla finale dei mondiali portava ancora il tutore al polso….

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+1: Sgt.Pepper
enzolab (Guest) 20-07-2026 00:06

La Spagna è proprio una nazione vincente. enzo

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Zoey (Guest) 19-07-2026 23:41

Servono numeri e analisi precise, estese e approfondite, che prendano in analisi tutti i fattori, non sensazioni di pancia, recentismi e ricerche del colpevole. Infortuni e giocatori tendenti a informarsi ci sono sempre stati, compreso un albo d’oro di carriere stroncate

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tomax (Guest) 19-07-2026 23:02

un giocatore è liberissimo di prendersi una pausa a qualsiasi livello di classifica.non li devi obbligare a parte la pausa di fine anno che praticamente tranne che per i primi 8 dura 2 mesi

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+1: Krik Kroc, Sgt.Pepper
-1: MarcoP