Panatta su Sinner: “Deve vederci chiaro fino in fondo. Il Roland Garros lo vincerà”
1 commento
Adriano Panatta non ha dubbi: la sconfitta di Jannik Sinner al Roland Garros deve essere analizzata con attenzione, senza allarmismi ma anche senza superficialità. In un articolo pubblicato sul Corriere della Sera, l’ultimo italiano capace di vincere a Parigi invita il numero uno azzurro a prendersi tutto il tempo necessario per capire cosa sia realmente accaduto durante il match perso contro Juan Manuel Cerúndolo.
Panatta parte da lontano, dalla storia stessa del Grande Slam, ricordando il caso di Jack Crawford, l’australiano soprannominato “Gentleman Jack”, che nel 1934 arrivò agli US Open dopo aver già vinto tre Major. In vantaggio su Fred Perry, Crawford finì però per crollare negli ultimi due set, condizionato anche da una gestione surreale del suo malessere: chiese acqua, gli venne dato whisky, e la partita gli sfuggì completamente di mano.
Da quell’episodio Panatta ricava una riflessione più ampia: il tennis, anche quello dei grandi campioni, nasce e si costruisce spesso attraverso le sconfitte. E una caduta improvvisa, soprattutto quando arriva a un passo dalla vittoria, può diventare il punto di partenza per capire qualcosa di più profondo.
Il riferimento a Sinner è evidente. L’azzurro era vicinissimo al successo contro Cerúndolo, con il match apparentemente sotto controllo, prima di perdere brillantezza e lucidità fino alla rimonta dell’argentino. Panatta non pretende di dare risposte mediche, e lo dice chiaramente. Ma proprio per questo invita alla prudenza e alla serietà.
“Mi auguro che prenda sul serio la questione, molto sul serio, e voglia vederci chiaro fino in fondo”, scrive Panatta.
L’ex campione romano, vincitore del Roland Garros nel 1976, conosce bene la fatica estrema di Parigi. Ricorda la sua finale di cinquant’anni fa, iniziata dopo un contrattempo incredibile: la mano destra chiusa nella portiera dell’auto, poi la ricerca delle scarpe portate via per errore da Paolo Bertolucci e infine il caldo quasi insopportabile di quei giorni, con la Francia piegata dalla siccità.
Eppure Panatta è d’accordo con Sinner su un punto: il caldo, da solo, non può spiegare tutto. Per questo il tema diventa un altro: capire se dietro quel blackout ci sia stata una causa fisica, mentale, energetica o una somma di fattori.
“Servono controlli accurati, a tutto campo. In un tennis così niente può essere preso sotto gamba”, è il passaggio più forte del suo ragionamento.
Non c’è pessimismo, però, nelle parole di Panatta. Anzi. L’ex numero uno italiano trasforma la sconfitta in una possibile tappa di crescita. Le cadute, sostiene, possono diventare motivazioni future. E su un punto si espone con grande convinzione: Sinner vincerà anche il Roland Garros.
Panatta avrebbe voluto premiarlo a Parigi, quasi a chiudere un cerchio ideale tra il trionfo italiano del 1976 e quello che il tennis italiano attende oggi dal suo campione più grande. Ma l’appuntamento, secondo lui, è solo rinviato.
Il tema centrale, adesso, è la salute. Sinner ha già dimostrato di saper affrontare i problemi, di non fuggire dalle difficoltà e di trasformare ogni ostacolo in lavoro. Ma il suo corpo va ascoltato. Panatta usa un’immagine efficace: bisogna capire perché il suo “splendido motore” a un certo punto abbia iniziato a girare a vuoto.
C’è poi anche il tema della programmazione. Dopo una stagione sulla terra piena di successi, con il record di Masters 1000 consecutivi già conquistato, Panatta suggerisce che in futuro Sinner potrebbe valutare un calendario più leggero, rinunciando magari a qualche appuntamento. Sarà lui, naturalmente, a decidere insieme al suo team.
Il messaggio finale è chiaro: nessun processo, nessuna sentenza affrettata, ma la necessità di andare a fondo. Perché nel tennis di oggi, così fisico, così intenso e così logorante, anche il minimo segnale può avere un significato importante.
La sconfitta contro Cerúndolo resta dolorosa, ma non cambia il giudizio sul valore di Sinner. Per Panatta, il Roland Garros arriverà. Prima, però, bisogna capire cosa sia successo davvero a Parigi.
TAG: Adriano Panatta, Jannik Sinner

Sinner
Alcaraz
Zverev
Djokovic
Shelton
Auger-Aliassime
de Minaur
Medvedev
Bublik
Sabalenka
Swiatek
Svitolina
Muchova
1 commento
Non sono un medico ma essendo purtroppo ansioso e ipocondriaco, sono abbastanza preoccupato per la salute di Sinner…mi auguro che non sia nulla di grave prima di tutto per lui e la sua vita, poi per la carriera… potrebbero essere malesseri e crisi passeggere ma di cui si ignora il motivo… la medicina non è la matematica e non sempre si riesce a risolvere il problema…gli auguro solo il meglio e soprattutto la salute