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Bublik: “Viviamo in un mondo in cui tutti cercano di fingere, a partire dai social”

15/05/2026 13:38 4 commenti
Alexander Bublik
Alexander Bublik

Ascoltare le parole o leggere le interviste di Alexander Bublik è un esercizio diverso da tutto quello che si può trovare ai nostri tempi nel panorama tennistico. Il kazako nato in Russia è uno che divide, per la sua tecnica di gioco e per l’attitudine, o lo ami o lo odi, ma certamente non ti lascia indifferente. C’è chi considera la sua schiettezza una ventata d’aria fresca, soprattutto se confrontata con colleghi molto più costruiti e controllati nelle dichiarazioni pubbliche, mentre altri trovano il suo atteggiamento troppo borderline ed esagerato. La risposta del diretto interessato, all’interno di una intervista rilasciata al portale Bounces, è altrettanto “a la Bublik”, schietta e propria del personaggio.

“Le emozioni sono emozioni” afferma Bublik. “Viviamo in un mondo in cui tutti cercano di fingere. Io penso che non ci sia nulla di male nel lasciar uscire quello che provi, perché il tennis è uno sport estremamente stressante. Viaggiamo continuamente, giochiamo tantissimo, c’è sempre molto in gioco. Quindi, ogni tanto, sfogarsi non credo sia un problema”. Il discorso vira subito sul mondo social, una vetrina in cui oggi tutti più o meno si mostrano pubblicamente, ma… non tutti con contenuti reali o interessanti. Qua Bublik entra a gamba tesa, come una delle sue accelerazioni che lasciano l’avversario a metri dalla palla. “Credo che l’intero mondo dei social media sia falso. La maggior parte delle persone finge di essere qualcuno che non è davvero. Quindi sì, penso che sia tutto piuttosto finto”.

Bublik da circa un anno sta attraversando il momento migliore della carriera, una svolta dopo aver vissuto secche importanti, incluso qualche dubbio sull’opportunità di continuare. Dodici mesi fa era precipitato oltre la 80esima posizione del ranking ATP e il suo rendimento così negativo lo aveva costretto a una scelta frustrante: tornare a giocare nel circuito Challenger. Già erano iniziati i de profundis sulla sua carriera, bollata come da molti un talento incompiuto. Non per lui: nuove difficoltà lo obbligarono a cambiare approccio. “Nessuno vuole essere numero 80 del mondo”, racconta. “Per me è stato un duro colpo. Era la prima volta in sette anni che uscivo dalla top 50”. Un cambio di passo iniziato sulla terra battuta, superficie che aveva sempre snobbato o quasi. A Roland Garros 2025 sconfisse in modo totalmente inatteso Alex de Minaur e Jack Draper — allora numeri 9 e 5 del mondo — raggiungendo i quarti di finale, il miglior risultato Slam della sua carriera. Nel torneo successivo, Bublik sconfisse il numero 1 del mondo Jannik Sinner (ancora un po’ provato mentalmente della finale di Parigi) sulla strada verso il titolo ATP 500 di Halle. Grazie a cinque titoli conquistati, il 28enne è entrato per la prima volta in carriera nella top 10 ATP lo scorso gennaio.

Un salto che, paradossalmente, invece di chiuderlo in una nuova realtà focalizzata solo sul tennis ha incrementato la sua disponibilità verso gli altri, sempre pronto a dire la sua senza mezzi termini. Tagliente per esempio la risposta sulla scarsa considerazione che ha sugli specialisti del doppio. “Sono giocatori di doppio. Non è vero tennis, è mezzo tennis. Se non sei abbastanza forte in singolare giochi il doppio. Se non sei abbastanza forte nemmeno lì, allora giochi a padel. Molto semplice”.

Anche in tema di soldi, Bublik affronta l’argomento con assoluta naturalezza. “Quando inizi a guadagnare i primi soldi col tennis capisci subito che questo è un grande business. È bello vincere trofei, è bello giocare in grandi arene, ma alla fine devi pensare a guadagnarti da vivere. Quella è stata la mia prima vera motivazione quando sono diventato professionista, negarlo sarebbe ipocrita”.

Mario Cecchi

 


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4 commenti

Beppe66 (Guest) 15-05-2026 14:08

Molto…molto difficile non essere d’accordo con Bublik… grande uomo prima ancora che tennista… bellissima, originale, e, soprattutto, non banale persona (poi, diciamocelo, è stato uno dei primi a vedere le potenzialità del nostro Jannik,”you are not uman”)…..

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+1: MarcoP
Gigi53 (Guest) 15-05-2026 14:07

Non si può dire che non sia originale, sicuramente tantissimi vorrebbero essere 80 al mondo solo una minima parte che entra nel mondo del tennis riesce ad entrare.

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Di Passaggio (Guest) 15-05-2026 14:06

Forse è passato su LT

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ospite1 (Guest) 15-05-2026 13:48

Sicuramente più sincero e meno ipocrita di molti , da sempre . Bravo

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+1: MarcoP