Un libro a cura Alessandro Nizegorodcew, Matteo Mosciatti e Marco Di Nardo Copertina, Generica

Rampa di lancio: Da Musetti e Paolini ad Alcaraz e Berrettini: la storia di MEF Tennis Events

04/05/2026 14:00 Nessun commento
Il nuovo libro "Rampa di Lancio"
Il nuovo libro "Rampa di Lancio"

Molti sono i fattori che sono stati tirati in ballo per cercare di spiegare la rinascita del tennis italiano maschile degli ultimi anni: la fortuna, i corsi e i ricorsi della storia, il circolo virtuoso generato dalla presenza di uno straordinario numero uno, il fiorire di strutture private che, un po’ sul modello delle accademie spagnole, hanno offerto nuovi canali di formazione e gestione dei giocatori in alternativa o, nel migliore dei casi, in sinergia, rispetto a quelli federativi. Nell’interazione di tutti questi elementi non va sottovalutata la presenza sempre più cospicua e consolidata di tornei Challenger, il circuito cadetto del tennis internazionale. Chi liquida sbrigativamente questo tipo di tornei come appuntamenti di secondo piano, non conosce o non ama davvero il tennis. Rappresentano infatti un modo di conoscere il circuito professionistico (sottolineo quest’ultima parola per liberare il campo da troppi luoghi comuni) in condizioni molto meno asettiche rispetto a quelle che impongono i tornei superiori, dove le grandi strutture e la presenza massiccia di pubblico impongono naturalmente una maggior distanza anche fisica con i giocatori. E sono soprattutto dei ricchissimi contenitori di storie, perché la tipologia di giocatori che vi partecipa è molto più varia rispetto ai tornei del circuito maggiore. Possono condividere lo stesso campo ex campioni in cerca di una seconda opportunità, rispettabili lavoratori della racchetta che non sono mai riusciti per diversi motivi a spiccare il volo ad altissimi livelli e soprattutto giovani di belle speranze che si fanno le ossa in quella che si può considerare, come recita appunto il titolo del volume qui recensito, una vera e propria “rampa di lancio”.

Ha avuto in questo senso un ruolo fondamentale MEF Tennis Events, un’agenzia “a conduzione familiare” (la sigla MEF sta per le iniziali del fondatore Marcello Marchesini e le sue figlie e strette collaboratrici Elena e Federica) che, con un entusiasmo e una capacità organizzative fuori dal comune, ha letteralmente disseminato l’Italia di eventi tennistici “minori” (e non solo), che hanno permesso ai giovani talenti nazionali di farsi le ossa limitando tra l’altro le spese che gli spostamenti internazionali comportano. Il torneo di casa di MEF è l’ormai storico Challenger di Todi, che annovera fra i protagonisti giocatori come  David Goffin, Grigor Dimitrov, Marcel Granollers, Kevin Anderson, Benoit Paire, Carlos Berlocq, Marco Cecchinato, Stefano Galvani, Federico Delbonis, Lorenzo Musetti, Gastón Gaudio (oltre al compianto Federico Luzzi), ma anche un giovanissimo Carlos Alcaraz e un decisamente meno giovane ex numero 1 come Thomas Muster, nel suo tentativo di ritorno sulle scene tennistiche dieci anni dopo il ritiro.

Todi è stata anche per MEF una rampa di lancio e da quel momento sono sorti molti altri appuntamenti Challenger in Italia come Perugia, Parma, Forlì o L’Aquila, ma anche in Spagna, nelle “isole fortunate”, con i tornei di Tenerife e Gran Canaria. Dal circuito minore si è poi passati ai tornei di livello superiore, come per esempio, nel 2021, agli eventi ATP e WTA 250 dell’ Emilia-Romagna Open, con la partecipazione stellare delle sorelle Williams, oppure al WTA 250 di Tenerife, cha ha vinto il premio come miglior torneo al mondo di categoria. E ancora, per restare in Italia, si deve a MEF l’organzizzazione delle finali della Serie A1 maschile e femminile e soprattutto la rinascita nel 2020 (tra l’altro il primo appuntamento in assoluto dopo il lockdown) di un torneo con un’ importante tradizione che non si celebrava da ben 16 anni, i Campionati Italiani Assoluti. Il tennis italiano maschile, dopo anni di relativo sopore, è risorto anche grazie a questo fervore organizzativo.

Un dato, riportato da Lorenzo Ercoli, mi sembra davvero significativo: il ranking del gennaio 2025 registra ben undici italiani nella top 100, vale a dire Sinner, Musetti, Berrettini, Cobolli, Sonego, Arnaldi, Darderi, Nardi, Fognini, Passaro e Bellucci, dieci dei quali (con la sola eccezione di Sinner) sono stati fra i protagonisti di tornei promossi da MEF Tennis Events.
I curatori Alessandro Nizegorodcew, Matteo Mosciatti e Marco Di Nardo hanno concepito il volume come un giusto tributo a questa attività di promozione e organizzazione che, come si è detto, ha contribuito a smuovere le acque stantie del tennis italiano maschile. Ma hanno anche riunito moltissime storie ed esperienze personali, in un “dietro le quinte” in cui si sono avvalsi della testimonianza di molti protagonisti, all’interno ed all’esterno del campo (giocatori in attivo e non, coach, giornalisti etc.) che ci offrono i loro ricordi e il loro prezioso punto di vista. Il risultato è un volume corale, che interesserà senza dubbio gli appassionati e dovrebbe essere lettura obbligata per chi pensa che il tennis si riduca alla lotta per la vetta della classifica mondiale o al record di Slam vinti in carriera.

Paolo Silvestri 


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