Infortunio Alcaraz: in Spagna parlano di “tenosinovite”
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Mentre in Spagna gli appassionati si lustrano gli occhi per le eccellenti performance e risultati di Rafael Jodar, non è affatto passato in secondo piano la situazione di Carlos Alcaraz, costretto a mettere la parola fine alla sua stagione su terra battuta per il problema al polso sofferto nel match di primo turno a Barcellona. Si è parlato tantissimo dei problemi del classe 2003 di Murcia, dei troppi impegni, di una gestione forse rivedibile, dei problemi di un calendario a dir poco nefasto per un campione spagnolo poiché “obbligato” a giocare tutti i tornei e sottoporsi a uno stress fisico molto importante, tanto che non c’è stato un solo anno nella sua carriera al vertice passato senza aver sofferto qualche guaio in primavera. Tuttavia dal team e entourage di Carlos bocche cucite sulla diagnosi dell’infortunio, solo un generico “problema al polso/avambraccio”. Arriva finalmente una indiscrezione con quella che dovrebbe essere la vera natura dell’infortunio sofferto dal 7 volte campione Slam a Barcellona: tenosinovite, ossia un’infiammazione della guaina tendinea del polso. Lo rivela la radio COPE, assai ben informata grazie alla sua rete capillare di giornalisti e informatori, quindi è una fonte assai affidabile di quel che accade nel mondo dello sport – e del tennis – in Spagna.
“La tenosinovite è “un’infiammazione che interessa la guaina sinoviale, quella struttura anatomica che riveste il tendine per ridurre l’attrito da sfregamento lungo il suo decorso” si legge su di un noto portale dedicato alle problematiche sofferte dagli sportivi. “In genere, un tendine interessato dalla tenosinovite è colpito simultaneamente da tendinite: la sede di massima infiammazione è il rivestimento sinoviale, ma la risposta infiammatoria può coinvolgere anche il tendine incluso. (…) Le principali cause che determinano l’insorgenza della tenosinovite sono traumi o sollecitazioni funzionali prolungate, malattie reumatiche o infezioni. Le sedi maggiormente interessate sono le mani, il polso, l’avambraccio…”. È pertanto un infortunio piuttosto ricorrente nei tennisti, sottoposti a una continua a costante sollecitazione del polso con un carico all’impatto e con movimenti ripetitivi di rotazione quando si esegue il gesto. Tende a provocare un dolore intenso che si irradia fino al pollice e rende quasi impossibile impugnare saldamente la racchetta, ancor meno eseguire i colpi alla velocità e sollecitazione richiesta dal tennis Pro. Anche Rafael Nadal soffrì di un problema simile nel 2016 e in Spagna si prende proprio quel che accadde al campione di Manacor per i tempi di recupero di Alcaraz, pur consapevoli che ogni caso è differente e quindi le tempistiche di recupero di Alcaraz potrebbero essere sensibilmente diverse.
Al momento Carlos, sempre secondo quanto riporta la radio COPE, ha deciso di trattare l’infortunio in modo conservativo, con un blocco dell’articolazione per mezzo di un tutore, riposo, antinfiammatori, e fisioterapia blanda fino alla scomparsa del dolore. È assai incerto per quanto questo processo andrà avanti. Angel Garcia, il giornalista della radio che ha diffuso la notizia, ha commentato: “Si parla di una infiammazione, non c’è una rottura del tendine. È una situazione dolorosa ma va presa con attenzione perché se avesse deciso di giocare a Roland Garros il rischio di provocare la rottura del tendine sarebbe stata concreta. Nadal, che dieci anni fa ha sofferto un infortunio simile, rimase fermo per due mesi. Se Carlitos avesse una decorso simile, potrebbe rientrare al Queen’s, con uno stop di 62 giorni dall’infortunio“.
Questo è ovviamente solo un parere del cronista. Solo Alcaraz e i suoi medici conoscono la reale situazione dell’articolazione e quindi possono ipotizzare un reale tempo di recupero. Carlos nel messaggio social amarissimo che annunciava la necessità di prendere “decisioni importanti” e saltare Roma e Parigi, non ha assolutamente formulato alcuna ipotesi di ritorno alla competizione. Se l’infortunio è quello rivelato da COPE, non è una cosa gravissima come una rottura di un tendine, non dovrebbe esserci rischio di intervento chirurgico, ma i tempi di recupero sono assolutamente unici, dipendono da come il corpo reagisce al riposo, agli antinfiammatori e alle cure. Oltretutto è corretto rilevare che la meccanica esecutiva di Carlos col diritto sottopone il suo polso a uno stress molto importante, quindi anche questo è un fattore da tenere presente, sia per il recupero che per il futuro della sua carriera. Quello che pare certo è che a questo punto ogni torneo è relativo: l’obiettivo è tornare sano al 100%, al riparo da possibili gravi ricadute, a costo di uno stop anche molto lungo. Non resta che attendere notizie ufficiali da parte di Carlos, rinnovando l’augurio di un totale recupero e pronto ritorno alle competizioni.
Marco Mazzoni
TAG: Carlos Alcaraz, infortunio al polso, Marco Mazzoni

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Infiammazione tipica delle malattie reumatiche.
Per lui, credo che la causa principale sia la meccanica dei colpi
So può fare a meno di tutti…..si parla di un paio di mesi, non di un oaio di anni….gli infortuni succedono a tutti…..sembra una tragedia….solite esagerazioni…..
La guarigione fisica è una cosa, ma si deve anche guarire mentalmente.
Alcaraz ha un gioco molto fisico.
Quanto l’infortunio potrà poi condizionare la sua giocata?
C’è il rischio che il gioco e il modo di giocare ne risentano.
Se andate a vedere i sintomi del l’infortunio del pronatore rotondo dell’avambraccio del 2024 e questi odierni sono pressoché sovrapponibili, nel senso che polso ed avambraccio sono strettamente legati. Non a caso Alcaraz ha detto “è qualcosa che ho già avuto”. Adesso il problema sembra prevalentemente al polso ma per me è un effetto del problema precedente che ha indebolito tutta la zona ed è un precursore della situazione odierna. Quindi Indipendentemente dalla diagnosi precisa e tenisinovite mi sembra plausibile il problema rischia di diventare cronico proprio perché l’articolazione è instabile….
MNi dispiace per Alcaraz speriamo che guarisca presto il problema Sinoviale perche´ dopo lo aspetta il problema Sinneroviale
Chiedo ai massimi esperti: di che si tratta?
Penso e mi auguro di rivedere Alcaraz a Wimbledon è un protagonista assoluto che il circuito non può fare a meno.
Fonti spagnole molto vicine al giocatore parlano di rientro non prima di agosto.
Difficile si presenti direttamente a Church Road. Va al Queen’s anche solo per una partita, a meno che non faccia un 250 nella settimana prima di Wimbledon (Eastbourne o Mallorca)
Peccato! Forza Carlos
Per me al queens non rientra… Si prende altre 2 settimane per essere pronto a Wimbledon. Ma se non è al 100 %il rischio serio di vederlo in Canada c’è…. Il polso è delicato e maledetto