Sinner elogia Rafa Jódar: “Ha colpi potentissimi, mi piace la sua mentalità” (Video della partita)
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Jannik Sinner continua il suo percorso al Mutua Madrid Open 2026 con l’autorevolezza del numero uno del mondo. L’azzurro ha superato senza particolari difficoltà Elmer Moller, conquistando l’accesso agli ottavi di finale e confermando il suo ruolo di grande favorito per il titolo nella Caja Mágica.
Dopo il match, Sinner si è presentato in conferenza stampa e ha parlato non solo della propria prestazione, ma anche di uno dei nomi più chiacchierati del torneo: Rafa Jódar. Il giovane spagnolo, reduce dalla grande vittoria contro Alex de Minaur, ha attirato l’attenzione del numero uno ATP, che era presente in tribuna durante il suo match.
Sinner non ha nascosto l’ottima impressione ricevuta dal talento madrileno, inserendolo in una generazione che promette moltissimo insieme a giocatori come Joao Fonseca e Rei Sakamoto.
“È un giocatore di grande talento”, ha spiegato Sinner. “Nella classe 2006 ci sono giocatori molto forti, come lui, Joao Fonseca o Rei Sakamoto. È un’annata davvero importante. Jódar è molto, molto bravo, ha colpi potentissimi. Si sente il suono quando colpisce la palla, è incredibile. È un giocatore da seguire per il futuro e lo sta già dimostrando. Mi piace la sua mentalità, mi piace come gioca e spero che continui a migliorare”.
Parole significative, arrivate da un giocatore che ormai rappresenta il riferimento principale del circuito. Sinner ha spiegato anche di voler provare a seguire dal vivo la sfida tra Jódar e Fonseca, un confronto tra due dei giovani più interessanti del panorama internazionale.
“Sì, mi piacerebbe vederlo”, ha detto l’azzurro. “Quando si tratta di giocatori giovani, mi piace guardare queste partite dal vivo, perché in televisione non vedi certe cose. Dal vivo è completamente diverso. Jódar ha un impatto sulla palla molto bello e pulito. Si muove molto bene. È un giocatore molto forte, come tanti altri. Non voglio fare paragoni tra lui, Joao o altri, ma sono tutti giocatori incredibili, con tanto talento. Mi piace essere presente in queste partite per capire cosa ci aspetta in futuro”.
Sinner ha poi analizzato anche le condizioni del suo match contro Moller, spiegando di essersi sentito più adattato rispetto al debutto. La giornata leggermente più calda avrebbe potuto rendere tutto più complicato, ma l’azzurro ha gestito bene la situazione.
“Le condizioni sono state più o meno simili agli altri giorni. Credo dipenda soprattutto dal caldo e dal sole. Oggi era un po’ più caldo, quindi in teoria avrebbe dovuto essere più duro, ma i punti sono stati abbastanza rapidi. Rispetto al primo match, però, ero già un po’ più abituato alle condizioni. Ogni giorno ci muoviamo un po’ meglio e per me è andata bene”.
In conferenza si è parlato anche del virus che ha colpito alcuni protagonisti del torneo. Sinner ha spiegato di non passare molto tempo all’interno dell’impianto nei giorni di allenamento, limitandosi a svolgere la propria sessione e poi lasciare la struttura.
“Sinceramente non passo molto tempo qui. Nei giorni di partita resto un po’ di più, ma nei giorni di allenamento vengo, mi alleno e poi vado via. È così in tutti i tornei. Non so se sia qualcosa che gira intorno a te in generale, ma può succedere quando qualcuno si ammala. Sei sempre molto vicino a una persona o a un’altra, nelle stanze, poi cambi ambiente, quindi può capitare”.
Il numero uno del mondo ha poi commentato il suo record di vittorie consecutive nei Masters 1000, mantenendo il solito profilo basso. Sinner ha rifiutato paragoni con i grandi nomi della storia del tennis, pur mostrando soddisfazione per la continuità raggiunta.
“Non ci penso molto, sinceramente. Ho sempre detto, e continuerò a dirlo, che non posso paragonarmi a nomi come Djokovic, Nadal o Federer. Hanno fatto tantissimo nella loro carriera, ci sono livelli diversi. Io sono contento di giocare più partite possibile. Cerco di dare tutto quello che ho, il 100% in ogni incontro. Se vinco va bene, se non vinco provo comunque a fare il massimo e non avere rimpianti”.
Sinner ha infine spiegato il suo modo di lavorare settimana dopo settimana. Per lui non esistono formule magiche: conta capire le condizioni, adattarsi e trasferire in partita ciò che funziona in allenamento.
“Cerco sempre di imparare da ogni situazione e di capire cosa funziona meglio in determinate condizioni. Un buon esempio è Miami, dove arrivavo da Indian Wells e le condizioni erano completamente diverse, con pochissimo tempo per adattarmi. Questa è la mia motivazione: mettermi nella migliore posizione possibile per vincere più partite possibile. Non c’è magia. Se tutto funziona bene in allenamento, provo a fare lo stesso in partita”.
Non è mancato anche un momento leggero. A Sinner è stato chiesto se usasse applicazioni per imparare lo spagnolo. Il numero uno del mondo ha citato Duolingo e Babbel, ma quando qualcuno ha confuso il nome con Bumble, app di dating, Jannik ha risposto sorridendo: “No, Babbel! Non ho bisogno di un’app di incontri”.
Tra vittorie, ambizione e curiosità per i giovani talenti, Sinner continua dunque a vivere Madrid con grande attenzione. In campo pensa al presente, ma fuori osserva già il futuro del tennis.
Marco Rossi
TAG: Jannik Sinner, Masters 1000 Madrid, Masters 1000 Madrid 2026

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È ESATTAMENTE il contrario. I giovanissimi puntano a vincere partita per partita, i big puntano a vincere i tornei. I fenomeni puntano ad essere i migliori, che vuol dire cominciare a vincere presto e continuano a vincere dopo i 26 anni.
Quindi la valanga di tornei, slam compresi, vinti dopo i 26-27 anni sarebbero stati vinti quasi per caso, mentre si timbrava il cartellino.
Non perdetevi questa serra Fonseca-Jodar, il match del giorno. Chi segue il tennis da tanti anni avrà sicuramente capito che ci sono due categoria di tennisti, quelli che puntano a vincere il torneo, in genere i giovanissimi, e gli altri, la maggior parte ha superato i 26-27 anni, che giocano senza ambizione, solo per mestiere enzo
Intanto ottima notizia della vittoria nel challenger di Roma monte premi 100 Mila di Guerrieri.
Addio Jordan.
Verrà rullato/traumatizzato come tutti gli altri…il cannibale non fa sconti
Bravo Jan, vai a studiare la “concorrenza”, saggio