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Musetti e Alcaraz, debutti con messaggi forti: tra fiducia, dubbi e nuove certezze (conferenze stampa)

14/04/2026 19:41 2 commenti
Lorenzo Musetti nella foto  - Foto Getty Images
Lorenzo Musetti nella foto - Foto Getty Images

Lorenzo Musetti e Carlos Alcaraz si sono presi Barcellona con due vittorie diverse ma ugualmente significative, lasciando poi in conferenza stampa riflessioni molto interessanti sul loro momento, sull’evoluzione del tennis e anche sul futuro del circuito. L’azzurro ha rimontato Martín Landaluce in un debutto che vale molto più di un semplice passaggio del turno, mentre lo spagnolo ha superato Otto Virtanen ritrovando il sorriso nonostante qualche fastidio fisico accusato durante il match.

Per Musetti era una partita da vincere a tutti i costi, soprattutto per il peso simbolico del momento. Dopo mesi complicati, segnati dall’infortunio e dalla mancanza di ritmo, il successo all’esordio nel Barcelona Open rappresenta un’iniezione di fiducia importante. Il toscano ha ammesso di aver sofferto parecchio all’inizio, anche per i meriti di Landaluce, partito con grande aggressività e senza timori reverenziali.

“L’inizio non è stato per niente facile. Lui ha colpito molto forte ed è stato molto aggressivo fin dai primi punti, però penso di aver lottato e di aver poi espresso il mio miglior tennis. Sicuramente devo ancora alzare il livello nei prossimi match, ma sono molto felice di aver vinto una partita dopo l’Australian Open”, ha spiegato Musetti.

Più del risultato, conta il messaggio. Lorenzo ha raccontato con serenità un percorso di rientro ancora in costruzione, senza fretta e senza l’ossessione dei punti da difendere. La priorità, oggi, è un’altra. “La mia priorità è stare bene fisicamente e sentirmi solido mentalmente. Voglio ritrovare il mio livello, ma adesso conta soprattutto lottare. Non penso ai punti da difendere, penso a una partita alla volta. L’obiettivo finale è arrivare a Parigi nelle migliori condizioni possibili”.

Nel corso della conferenza, Musetti si è soffermato anche su un tema che lo rappresenta in pieno: il rovescio a una mano. E le sue parole hanno il sapore di una riflessione più ampia sul tennis moderno. “Il rovescio a una mano è il colpo più difficile e più spettacolare che esista nel tennis. Spero non sparisca, ma credo che il tennis stia andando in quella direzione. Oggi la velocità di palla e l’intensità sono altissime e con il rovescio a una mano è difficile avere vantaggi. A mio figlio non lo insegnerei, perché il rovescio a due mani offre più soluzioni in risposta, nella copertura del campo e nel recupero”.

Un pensiero lucido, quasi controcorrente, che si collega alla sua lettura del presente del circuito. Per Musetti il tennis di oggi viaggia sempre di più verso intensità, anticipo e accelerazioni continue. Anche per questo ha elogiato giovani come Landaluce e Rafa Jódar, sottolineando come rappresentino una nuova generazione di spagnoli diversa rispetto alla tradizione del passato. “Mi hanno sorpreso entrambi. Sono bravi ragazzi, lavorano bene, hanno una mentalità giusta. Non sembrano i classici spagnoli, perché colpiscono molto forte e con meno spin. Credo che il loro futuro possa essere molto importante”.

Sul fronte Alcaraz, il debutto contro Virtanen è stato meno lineare di quanto possa raccontare il punteggio. Il murciano ha dovuto convivere con qualche fastidio tra avambraccio e polso, tanto da richiedere anche l’intervento del fisioterapista, ma alla fine è riuscito comunque a chiudere in controllo. Una vittoria preziosa, anche perché arrivata appena due giorni dopo la finale persa a Monte-Carlo contro Sinner.

“È costato un pochino, soprattutto all’inizio. Stamattina è stato il mio primo vero contatto con le condizioni di Barcellona e subito dopo ho dovuto giocare. Era tutto diverso rispetto a Monte-Carlo, quindi all’inizio mi è mancato un po’ il ritmo. Poi piano piano mi sono sentito meglio e sono riuscito ad adattarmi”, ha raccontato Carlos.

Le attenzioni, inevitabilmente, si sono concentrate anche sulle sue condizioni fisiche. Alcaraz però ha provato subito a smorzare ogni allarme. “Sono fastidi, cose che possono venire fuori quando hai avuto pochissimi giorni di recupero e giochi tutto di seguito. Abbiamo cercato di tranquillizzarci e di restare più rilassati, soprattutto nel secondo set. È una sensazione che avevo già avuto in passato e non è mai diventata nulla di serio. Speriamo sia così anche stavolta”.

Il numero due del mondo ha poi toccato temi più generali, mostrando ancora una volta grande lucidità. Per esempio sul formato dei grandi tornei, dove ha ribadito una posizione molto chiara. “Io difenderò sempre i tornei di una settimana. Secondo me si vede il miglior tennis, c’è più spettacolo ed è anche più bello per il pubblico. Un formato più compatto aiuta pure noi giocatori a recuperare meglio”.

Molto interessanti anche le sue parole sul rapporto con i social e con i messaggi d’odio, un tema sempre più presente nello sport di alto livello. Alcaraz ha ammesso con sincerità di essere più sensibile di quanto molti pensino. “Sono una persona che guarda i social più di quanto dovrebbe. E sì, certe cose mi colpiscono. Alcuni commenti, in momenti difficili o dopo certe sconfitte, possono farti dubitare di te stesso, di quello che sei capace di fare. Anche a me è successo. Per questo è fondamentale avere intorno le persone giuste”.

Infine, Carlos ha speso parole bellissime per Rafa Jódar, altro talento emergente del tennis spagnolo. “Per me Rafa è un grande giocatore. L’ho seguito, ho visto quanto è cresciuto in fretta e quello che sta facendo è impressionante. Mi sembra un ragazzo eccezionale, con valori bellissimi e molto tranquillo fuori dal campo. Gli auguro il meglio. Credo che lui e Landaluce possano aiutarsi a vicenda a crescere ancora”.



Francesco Paolo Villarico


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2 commenti

NonSoloSinner (Guest) 14-04-2026 20:40

Non credo proprio che a Carlos gliene possa fregare di meno di quel che dicono i deficienti nei social

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Giampi 14-04-2026 20:05

La zona del braccio è la stessa che gli ha impedito di giocare Montecarlo, Barcellona, perdere per aver forzato il rientro a Madrid e Roma..non sarei così sicuro.

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