Lorenzo Musetti dopo il ko a Monte-Carlo: “Ho bisogno di ritrovare certezze” (Video partita)
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Da finalista nel 2025 a eliminato all’esordio nel 2026. Per Lorenzo Musetti il ritorno a Monte-Carlo si è trasformato in una giornata amara, chiusa con la sconfitta contro il monegasco Valentin Vacherot e con una conferenza stampa dai toni lucidi ma molto severi verso sé stesso. Il carrarino non ha cercato alibi e ha ammesso con chiarezza di non essere mai riuscito a entrare davvero nella partita.
“Non è stata una buona partita, dal mio punto di vista”, ha spiegato subito Musetti. “Non sono mai riuscito a esprimermi come avevo fatto nella settimana precedente. Arrivavo al torneo sentendomi molto bene in campo, con un ottimo feeling con le condizioni e con la palla, ritrovando un po’ le sensazioni dell’anno scorso”. Eppure, secondo l’azzurro, il nodo principale è stato un altro: la mancanza di partite giocate negli ultimi mesi. “Il fatto di aver giocato poche partite negli ultimi due mesi incide tanto, soprattutto su certe dinamiche che si creano durante il match, con la tensione. Non riesco ancora a essere lucido nei momenti importanti”.
Ed è proprio lì che il match gli è sfuggito di mano. Musetti ha indicato due passaggi chiave: il tie-break del primo set, nel quale era avanti 4-1, e il momento del secondo parziale in cui aveva rimesso in equilibrio la situazione. “È stato un tie-break un po’ buttato via, da parte mia”, ha ammesso. “E poi c’è stata anche la chance che lui mi ha dato sul 5-4: recuperare sul 5-5 e andare a servire per mettere pressione sul 6-5 poteva cambiare l’inerzia del confronto. In quei momenti però non sono mai riuscito a dire la mia”.
Pur riconoscendo i meriti di Vacherot, Musetti non ha nascosto le proprie responsabilità tecniche. “Lui ha giocato sicuramente una buona partita. È un avversario fastidioso, non ti dà ritmo, non ti fa giocare bene. Però sì, ho tanto da rimproverarmi”, ha detto. Poi è entrato più nel dettaglio: “A partire dal servizio: potevo essere più deciso. Anche il dritto oggi non ha funzionato. I pochi punti vincenti sono arrivati con smorzate un po’ estemporanee. Non sono riuscito ad avere il comando del gioco, che è quello che cerco sulla terra: comandare, disegnare le traiettorie, gestire lo scambio nel modo corretto. Oggi non sono mai riuscito a prendere in mano l’inerzia del match”.
Nel corso del secondo set il toscano si era lamentato anche delle condizioni di gioco, in particolare delle palline, ma in conferenza ha voluto chiarire che non si trattava di una giustificazione. “Mi lamentavo delle palline, che si sporcavano e saltavano tanto. È una dinamica che sulla terra può succedere. Però valeva per entrambi, quindi non è una giustificazione”, ha precisato. “Semplicemente non sono riuscito a prendere l’iniziativa come piace a me. Lui è stato più bravo ad approfittare delle mie mancanze”.
Il passaggio più significativo della conferenza è forse quello in cui Musetti ha parlato del suo momento generale, lasciando emergere tutta la fatica di questa fase. “Non so nemmeno io qual è il mio cento per cento, quindi è difficile dare percentuali”, ha confessato. “Sicuramente mi mancano partite, mi mancano quelle sicurezze che a inizio anno avevo trovato. È stata una batosta che mi torna spesso in testa. Adesso sto vivendo una fase un po’ di stallo”.
Nonostante la delusione, però, il suo sguardo è già rivolto avanti. La stagione sulla terra è appena cominciata e Musetti ha deciso di modificare il programma per cercare proprio quel ritmo partita che oggi gli manca. “Per fortuna ho la possibilità di giocare tutte le settimane. Andrò a Barcellona, anche se non era in programma”, ha annunciato. “Spero che ritrovare il ritmo partita mi dia più sicurezza e mi porti a Parigi, che è l’obiettivo finale, con altre garanzie”.
Infine, l’azzurro ha escluso che il peso dei punti da difendere a Monte-Carlo abbia inciso davvero sulla sua prestazione. “Non più di tanto. La sconfitta di oggi non dipende dal fatto di dover difendere la finale dell’anno scorso”, ha spiegato. Per Musetti il tema è un altro, molto più concreto: “Il problema è la mancanza di partite: sono uno che, quando sta tanto lontano dal match, fa fatica a ritrovare subito il ritmo. Adesso la priorità è sentirmi bene fisicamente, continuare a lavorare e migliorare. Giocherò Barcellona, Madrid, Roma e poi Parigi: anche se ho tanti punti in scadenza, quello che conta è ritrovare continuità”.
La sconfitta con Vacherot lascia amarezza, ma anche un messaggio chiaro: Musetti sa bene cosa gli manca in questo momento. Più che i punti o i calcoli, cerca partite, ritmo e certezze. E la sua stagione sulla terra, da adesso, ripartirà proprio da lì.
Da Monte Carlo il nostro inviato Enrico Milani
TAG: Lorenzo Musetti, Masters 1000 Monte Carlo, Masters 1000 Monte Carlo 2026

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Pensare che tutti, o anche solo uno, stiano ancora ai loro livelli a oltre trent’anni è molto azzardato. Carriere come quelle dei Big3 sono eccezionali. La regola sono i Wrawrinika, i Monfils, i Goffin…
@ Pier no guest (#4588567)
Tu quindi non critichi mai il governo perché non sei ministro, né dici mai che non ti è piaciuta la cena al ristorante perché non sei chef. Appuntato. Questa logica è fallace e solo fintamente intelligente
Siccome sei intellettualmente scadente mi ricordi come andò sull’erba e perché? Vedi di stare seduto sul banco e attento anziché sotto. L’infortunio del RG ti dice nulla? Si può essere talmente privi di intelligenza da non andare a controllare? Forza,ricordami come difese i punti su erba,sto aspettando. Ma sbrigati. Che il tempo per rimediare sta scadendo.
Ma non vi stufate mai di mettervi in cattedra? Museti talmente rotto lo scorso Montecarlo che è arrivato in semifinale al Roland Garros e ai quarti dell’USOPEN
Pensa alla tua di memoria che ti fa dire certe fregnacce
Se si avesse un po’ di memoria gli infortuni sono iniziati a Montecarlo l’anno scorso. Infortunarsi,ritrovare fiducia,arrivare a Melbourne e dominare Djokovic e poi fermarsi non sono fastidi da poco e resta ora la paura di un nuovo infortunio.
E’ bastato un piccolo infortuno per crollare in modo pazzesco, non è affatto un buon segno
Se non si sveglia le finals sono un miraggio
@ La Bresaola Davis (#4588422)
Abbiamo una marea di 2001 – 2002 fortissimi. Fino al 2033 – 2035 siamo apposto, fra 8 anni ci pensiamo al ricambio generazionale.
@ Vae victis (#4588596)
Sinner (invero non dopo un infortunio, il che è un po’ diverso) lo fece: rientrò a Roma guadagnandosi direttamente la finale.
Chiaro: è la differenza tra piccolo messia toscano e Grande Messia SudTirolese.
Guai ai vinti! (Finché perdono. Ma se vincono…)
Ma cosa dice? Ma non è forse chiaro che si deve trovare il ritmo partita dopo uno Stop prolungato e che di tempo e di partite ne occorrono tante? Perché queste ovvietà devono essere dette a denti stretti ogni volta che si perde, anche per i meriti indubbi di vacherot che è in palla e molto difficile da battere…pensava questo piccolo messia toscano di rientrare e di andare subito in finale?
😆
Ma quale Gialappa, è StefBrescia, alias “cazzaro”, alias Continental ecc ecc
Rinnovo quanto ho già scritto. Chi spiega come deve colpire la palla ,come se non ci provasse le 50 ore che sta in campo ogni settimana, suggerisco di andare domenica mattina al campo con nipotino o figlioletto ed iniziare a farlo.
Chi parla di cambiare mentalità spero lo faccia ogni giorno nel proprio lavoro perché sono certo che chi scrive qui sia top ten,almeno della città ,nella propria professione.
Se non è così allora com’è che in non tecnico di giocatori professionisti sappia come si fa? Siete gli stessi che non sopportano quelli che vi correggono dai clienti che hanno scoperto “come si fa” su internet. Uguali.
Direi che qui di peggiori top 5 ce ne siano una marea
Infatti!
Mai visto Lorenzo tirare un vincente che è uno.
Che so, un lungolinea di rovescio che ti lascia a tre metri dalla palla, un dropshot che raggiungi al terzo rimbalzo, un passante nei piedi, un cross di dritto all’incrocio delle righe, un contropiede che ti smonti le gambe se provi a prenderlo. Mai. Sempre quei pallettoni arrotati.
ma va bene avere la memoria corta, ma qua in molti non hanno proprio memoria. alcuni vivono solo il presente… ma santa miseria, lo scorso anno Musetti ha avuto una stagione straordinaria, è entrato nettamente in top10, ha conseguito grandi risultati. Quest’anno inizia arrivando ai quarti agli AO, per due set annienta Djokovic e poi si ferma per infortunio con una sfortuna epica. A Montecarlo anche un bambino che si affacciava al tennis per la prima volta poteva notare che siamo ben lontani dal miglior Musetti, però qui si sparano sentenze a caso. Non c’è pietà per nessuno, davvero. ma che pena però…
Avrà finito le pastiglie. O lo Sb(r)andy. O entrambe/i.
Se Jannik Sinner fosse nato qualche KM più a nord la carriera sportiva di Musetti sarebbe stata sicuramente più agevole. Il confronto continuo con un fenomeno epocale non deve essere semplice se tale fenomeno è un connazionale praticamente coetaneo. Soprattutto perchè il predestinato era Musetti, in virtù dei risultati da junior. Questo sorpasso a velocità folle non può non avergli lasciato delle problematiche a livello mentale che si sono sommate a quelle tecniche.
La Gialappa è scatenata
Vacherot ha passato letteralmente la carriera a mangiare polvere nei challenger, altro che “superfortunato baciato dalla dea fortuna”.
Ma da quanto segui il tennis, due mesi?
Nella tua analisi, valida a mio parere, quando parli del vuoto dietro Sinner, Musetti, Cobolli e Darderi, ti sei dimenticato di citare BERRETTINI, e’ una svista o ritieni il Berretto non piu’ in grado di recitare un ruolo importante nella Italtennis?
Ma Perlas stà ancora con Musetti?
Ci sarebbero Barcellona, Madrid e Roma…già a Parigi lo mandiamo?
Se non vuole modificare il suo gioco (a parole si) un altro allenatore gli creerebbe solo più confusione mentale
Musetti non ha un tennis difficile, è lui che lo rende difficile, poi ricordo a tutti che avendo un talento naturale la scusa del fermo di due mesi non la considero vera
I successi credo di essermeli persi.
Hai bisogno di trovarti un altro lavoro più che altro. Tanto ormai sei ricco. Puoi stare coi figli..
Ha vinto tre/quattro partite a Melbourne, si è ritirato col serbo e da 4 mesi praticamente non gioca.
Nel frattempo Sinner si è pappato il circuito vincendo di tutto e asfaltando ogni avversario senza il minimo dolorino.
Anzi ha fatto il Sunshine double distruggendo ogni contendente come se fossero pivellini messi li dal padel, torna sulla terra e continua a rullare tutto e tutti.
Qui siamo proprio su categorie diverse sia tecnicamente che fisicamente che mentalmente
Tennis a tratti delizioso, arabescato, ma manca dei colpi risolutori. 🙁
Avere il “punch” non è da tutti. 😉
Intanto ora nono ma suppongo che scivoli ancora iu giù..la testa non lo assiste…
Senti….sei tu che ci metti la faccia……fai un po’ tu…..scuse inutili …o ti elevi o cadi nell’oblio fai tu….
Cambia allenatore…
Nei momenti importanti assente…..che gli succede?
Ma non avete visto che in campo non era il miglior Musetti, il servizio era appena accennato, i winner solo in situazioni di necessità disperata ?
Bastava un Musetti al 50 per cento per dare due set a zero a Vacherot, che ha commesso errori banali, soprattutto quando doveva chiudere.
Vacherot è l’immagine del superfortunato baciato dalla dea fortuna, al contrario di Musetti. Adesso ha un altro che è appena tornato da una serie di problemi fisici : Hurkacs. E raggiugerà i quarti di finale. Altrimenti sarebbe fuori negli ottavi di finale.
Ha fatto il fenomeno perchè Musetti non poteva fare di più oggi.
Per forza, non può arrivare a Madrid e poi Roma, con 0 vittorie da Gennaio in poi con due sole partite giocate. A Barcellona sperando in un tabellone leggero, può andare avanti e mettere in cascina partite giocate. Poi se dovesse trovare la condizione, e vincerlo sono sempre 500 punti ATP quindi tamponerebbe i 650 punti volati via a Monte-Carlo. In questo caso non andrebbe a Madrid ma punterebbe su Roma – Roland Garros e poi c’è Wimbledon dove difende solo 10 punti ATP.
E’ ancora nello stato …
si si … come no : mai sentito parlare di infortuni, problemi e guai fisici ? Secondo te sono dei robot che basta accendere un bottone, partono e vanno senza fermarsi ? E non funziona così.
Vacherot non è una testa di serie a Monte-Carlo ma è una vera e propria mina vagante, il primo giocatore fuori dalle teste di serie, e pure di Monaco.
Secondo te Musetti gioca così tutto l’anno ? Sarebbe fuori dai primi 100-150, fidati. Oggi la palla proprio non la spingeva, quando è servito però faceva partire i Winner, ma per annullare situazioni critiche non per staccare Vacherot.
Il tennis di Musetti è da primi 3 al mondo solidi, il problema è che deve fare i conti anche lui con infortuni vari. Abbiamo un esempio lampante in Berrettini Matteo, più che eloquente. n.90 al mondo, ma con un tennis ancora da top 10 se sta bene. Ma siccome si ferma per problemi fisici, la classifica è quella li, ma non perchè lui vale il n.90 al mondo.
Che regalo ha fatto al vacherot!!
Comunque stava a 3 metri dalla linea di fondo campo!! Panchina muta??!! Che nervoso
2026 di recessione e regresso per l’ital-tennis.
Comunque Musetti è sfortunatissimo : a parte il tabellone ostico in Australia, ma in questo ? Becca subito il giocatore con il ranking migliore tra quelli che non sono testa di serie … di Monaco, con tifo a favore, ed in forma pure ! Lui al contrario viene da problemi fisici che non gli hanno ancora permesso di vincere un match dalla fine di Gennaio in poi. Nei primi 3 ATP 1000 del 2026 solo 20 punti ATP.
Sarà un miracolo restare top 10, a questo punto. Speriamo.
La Spagna era in crisi, l’Italia la nuova potenza mondiale del tennis ?
Abbiamo brindato troppo presto.
Loro hanno già Rafael Jodar ( jodeeer ! ) a ridosso dei 50 e Landaluce e Merida a ridosso dei 100, con Landaluce che è un candidato almeno per la top 10. Noi stiamo aspettando Cinà, Vasami, Basile, Bondioli ma al momento abbiamo solo due 17enni nel ranking ATP entrambi con un solo punto ATP soltanto !
Dietro la nidiata dei Sinner, Musetti, Cobolli, Arnaldi, Nardi, Zeppieri, Magistrelli, Gigante, Darderi ( scuola argentina però ) non è continuato il discorso, purtroppo.
Praticamente dietro Sinner, Musetti, Cobolli e Darderi il vuoto. Ma Musetti, Cobolli e Darderi hanno salutato Monte-Carlo subitissimo, mentre Sinner va bene, ma … non è più il n.1.
Rimaniamo umili e sosteniamo i nostri giocatori, però non esaltiamoci troppo con etichette tipo ” la potenza mondiale n.1 al mondo “.
Le solite esagerazioni.
Sembra invece il periodo di Panatta Zugarelli Barazzutti Bertolucci … dietro quelli c’era proprio zero di zero a livello di top 200. Infatti non c’è stato il ricambio, abbiamo dovuto aspettare Camporese per avere un top 20 circa 20 anni dopo.
Ho avuto la stessa sensazione di quanto ha detto Musetti nell’intervista. E’ mancato nei momenti decisivi soprattutto in lucidità nelle scelte ed anche nell’esecuzione dei colpi e questo, secondo me, dipende proprio dalla mancanza di feeling con le partite, dalla necessità di avere pi partite nelle gambe. In ogni caso sapevo che Vacherot al primo turno sarebbe stato difficile da battere: giocatore di casa e ostico da affrontare, anche se non eccelso. Sono comunque convinto che con il prosieguo della stagione, il nostro ritroverà convinzione e con essa la continuità dei suoi colpi migliori che oggi, si sono visti solo a sprazzi.
@ Ale23 (#4588403)
io direi che a parte sinner ed alcaraz tutti possono perdere con tutti
È ancora nello stato in cui può perdere, e vincere, con chiunque. E questo non si concilia con il livello top. Dopo tot anni nel circuito ci dovrebbe essere un momento in cui sino a certi turni non hai problemi grossi nel vincere le partite anche perche’ non giochi contro teste di serie. Dato che si è liberato Ferrero si metta nelle sue mani
Fa bene ad andare a Barcellona, c’è da ritrovare la confidenza con l’agonismo.
Forza Lorenzo!
Porta la prole a eurodisney e goditi Parigi. ..se vuoi ho l’indirizzo di un ristorante etiope spettacolare! Altrimenti, Benoît è un must…
Musetti ha un tennis difficile, fatto di bordate, cambi di ritmo e rotazioni, angoli e smorzate. Quando deve ricominciare è come se dovesse rimettere insieme tutti i pezzi. E’ un tennis vario ma sul quale costruire certezze è difficile. Poi ci si mette anche un’attitudine non proprio propensa all’aggressività in campo a peggiorare le cose. Per comandare come vuole (ed è necessario fare a questi livelli) deve essere in fiducia e molto convinto. Speravo che i successi dell’anno scorso gli avessero dato quella sicurezza ma evidentemente a lui non viene naturale. Speriamo in un buon tabellone e qualche vittoria a Barcellona e Madrid.
Come è dura essere tifosi del Muso …
FORZA MUSO
SEMPRE
Madrid sarà tua
Nn solo oggi da suo tifoso sono preoccupato troppi sei tie-break persi di fila