Da MonteCarlo ATP, Copertina

Joao Fonseca frena i paragoni con Sinner e Alcaraz: “Non sono ancora vicino a loro”

06/04/2026 21:57 10 commenti
Joao Fonseca nella foto - Foto Patrick Boren
Joao Fonseca nella foto - Foto Patrick Boren

Joao Fonseca continua a prendersi la scena, ma lo fa con il talento in campo e con grande lucidità fuori. Dopo la vittoria all’esordio nel Masters 1000 di Monte-Carlo contro Gabriel Diallo, il giovane brasiliano ha parlato del suo momento, della sua crescita sulla terra battuta e soprattutto dei continui paragoni con Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, che per ora preferisce tenere a distanza.

Fonseca ha raccontato con entusiasmo le sensazioni provate nel suo debutto nel Principato, sottolineando quanto la giornata sia stata speciale per lui: “Questa è una città fantastica, è piccola ma super bella. Oggi mi sono sentito benissimo in campo, è stata una grande partita, una grande vittoria in un grande torneo. La mia prima volta su questo campo, quindi è stata un’esperienza davvero speciale. Me ne vado felice per il modo in cui ho giocato e per essere rimasto positivo per tutto il secondo set”.

Il brasiliano ha poi parlato del suo rapporto con la terra battuta, una superficie che sente particolarmente sua. Fonseca ha spiegato di aver sempre avuto armi importanti, soprattutto con il diritto, ma di aver lavorato negli ultimi anni per rendere il suo tennis più solido e completo. “Credo di aver sempre avuto le mie armi, sia di diritto che di rovescio, anche se soprattutto con il diritto. Lì ho sempre avuto molta potenza, ma l’ho sviluppata molto di più in questi anni per diventare più solido man mano che crescevo”, ha detto.

Poi ha aggiunto un concetto che racconta bene la sua identità tecnica: “Credo di poter fare molto bene sulla terra, sono nato sulla terra battuta, anche se è una superficie che richiede pazienza. Oggi sentivo di poter vincere ogni punto e colpire la palla molto forte, anche se a volte finiva contro le recinzioni. Capisco che tutto richieda sforzo e un processo per diventare pazienti, ma è proprio questo che la terra battuta mi ha sempre dato. Sono condizioni dure, più esigenti, ma io mi sento benissimo”.

Il passaggio più interessante, però, è stato quello sui confronti sempre più frequenti con i due grandi riferimenti della nuova generazione, Alcaraz e Sinner. Fonseca ha voluto frenare l’entusiasmo generale, pur senza nascondere l’ambizione di poter arrivare un giorno a quei livelli. “Ho giocato bene contro entrambi, sono state buone partite, ma non sono ancora vicino. Spero di esserlo in futuro, adesso è ancora presto, anche se sono state buone partite”, ha spiegato con grande onestà.

Il motivo, secondo lui, è semplice: la differenza vera sta nella continuità. “Loro giocano a quel livello in ogni partita, quindi io devo essere più costante, lavorare più duramente, ma sono sulla strada giusta. Ognuno ha il suo tempo, il mio momento arriverà, per ora sto facendo molto bene. Se continuo con questa routine e con questa mentalità di lavorare in silenzio, credo che le aspettative saranno rispettate”.

Fonseca ha poi allargato il discorso alla pressione che spesso viene messa sui giocatori più giovani, subito proiettati ai vertici del ranking dopo pochi exploit. Il brasiliano ha mostrato una maturità notevole anche su questo tema: “La gente vede i giocatori giovani fare grandi cose e ci mette subito nella parte alta della classifica, ma le persone hanno bisogno di tempo, ognuno ha il proprio tempo, quindi io voglio scrivere la mia storia”.

E ancora, con parole che raccontano perfettamente il suo approccio: “Spero di essere lì a competere con loro, ma la gente deve capire che ho bisogno di tempo per diventare ciò che loro vogliono, e anche ciò che io voglio diventare. Voglio essere il numero uno del mondo, ma ho bisogno di prendermi il mio tempo, devo essere umile per capire questo. Spero di avere un futuro brillante davanti”.

Fonseca, dunque, non scappa dalle aspettative, ma nemmeno si lascia trascinare troppo in fretta in paragoni pesanti. Sa bene dove vuole arrivare, ma sa anche che il percorso richiede tempo, pazienza e lavoro. E forse è proprio questa consapevolezza, unita al talento, a renderlo uno dei prospetti più affascinanti del tennis mondiale.



Marco Rossi


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10 commenti. Lasciane uno!

NonSoloSinner (Guest) 07-04-2026 12:35

Scritto da JannikUberAlles
@ antoniov (#4587158)
Hai colto nel segno!
Aggiungo: anche un incredibile FENOMENO che si chiama ALCARAZ avrebbe fatto fatica a arrivare/restare al #1 senza i problemi di “vaccino” capitati a Nole e la squalifica comminata a Sinner…
… figuriamoci come sarà “facile” arrivare in cima per ragazzi con un “palmares” ancora insignificante!
Non c’è riuscito neppure Zverev, che era sembrato molto più di un semplice “predestinato”, tanto da avere vinto le FINALS a solo 21 anni…
…parliamo di un giocatore che le Finals le ha già vinte 2 volte, oro alle Olimpiadi, 3 finali di Slam, 24 titoli ed oltre 61 milioni di premi (livello a cui sono arrivati davvero in pochi, come i Fab-four, Alcaraz e Sinner, tutti vincitori di Slam).

Zverev è forte, come lo erano Medvedev, Tsitsipas e Berrettini, ma obiettivamente sono una generazione “di mezzo” che non ha fatto chissà cosa… ora abbiamo due fenomeni veri, se ce ne sarà un terzo si vedrà, anche io dubito che nei prossimi 3-4 anni ci possa essere qualcuno che si metta di mezzo

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NonSoloSinner (Guest) 07-04-2026 12:30

Ancora un po’ acerbo ma fisicamente è migliorato e si muove meglio… non so se arriverà mai al livello dei due fenomeni, ma indubbiamente sta crescendo

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JannikUberAlles 07-04-2026 11:03

@ antoniov (#4587158)

Hai colto nel segno!

Aggiungo: anche un incredibile FENOMENO che si chiama ALCARAZ avrebbe fatto fatica a arrivare/restare al #1 senza i problemi di “vaccino” capitati a Nole e la squalifica comminata a Sinner…

… figuriamoci come sarà “facile” arrivare in cima per ragazzi con un “palmares” ancora insignificante!

Non c’è riuscito neppure Zverev, che era sembrato molto più di un semplice “predestinato”, tanto da avere vinto le FINALS a solo 21 anni…

…parliamo di un giocatore che le Finals le ha già vinte 2 volte, oro alle Olimpiadi, 3 finali di Slam, 24 titoli ed oltre 61 milioni di premi (livello a cui sono arrivati davvero in pochi, come i Fab-four, Alcaraz e Sinner, tutti vincitori di Slam).

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+1: Peter Parker
antoniov 07-04-2026 10:27

Scritto da JannikUberAlles
L’antico adagio recita: “tra il dire ed il fare… c’è di mezzo il mare!”.
Oggi è molto difficile entrare in top-10 e poi diventa difficilissimo salire fino al #3, dove troviamo uno Zverev non particolarmente “vincente” ma quasi puntualmente “presente” nelle fasi finali dei tornei più importanti.
Molti i paragoni tra Fonseca e Alcaraz o Sinner, ma i Monster-2 erano già molto più continui fin da giovanissimi, quando riuscivano ad arrivare negli ottavi o nei quarti di quasi tutti i tornei.
È proprio la “continuità” a fare la vera DIFFERENZA tra i tanti giovani brillanti (ed interessanti) di oggi (aggiungo Draper, Shelton, Mensik, Fils, Tien, Michelsen ed altri) e gli attuali top-2, che fin dall’inizio mostrarono una “solidità” non comune nel loro livello di gioco.
Non bastano i grandi colpi ed il grande talento per arrivare e (soprattutto) restare in cima…
…la dimostrazione “pratica” è nel nostro Musetti, che ha un talento ed un fisico non molto lontano da quelli di Alcaraz, mentre la differenza dei punti resta enorme

Non a caso chi ha vinto più di chiunque altro, ossia Novak Djokovic disse, quando Jannik fu in procinto di raggiungere la vetta del ranking ATP, che un conto è diventare n. 1 e ben altra cosa è restarci anche per pochi mesi … e questo chi può saperlo meglio di Novak Djokovic ?

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+1: JannikUberAlles, Peter Parker, Aquila.
JannikUberAlles 07-04-2026 09:20

L’antico adagio recita: “tra il dire ed il fare… c’è di mezzo il mare!”.

Oggi è molto difficile entrare in top-10 e poi diventa difficilissimo salire fino al #3, dove troviamo uno Zverev non particolarmente “vincente” ma quasi puntualmente “presente” nelle fasi finali dei tornei più importanti.

Molti i paragoni tra Fonseca e Alcaraz o Sinner, ma i Monster-2 erano già molto più continui fin da giovanissimi, quando riuscivano ad arrivare negli ottavi o nei quarti di quasi tutti i tornei.

È proprio la “continuità” a fare la vera DIFFERENZA tra i tanti giovani brillanti (ed interessanti) di oggi (aggiungo Draper, Shelton, Mensik, Fils, Tien, Michelsen ed altri) e gli attuali top-2, che fin dall’inizio mostrarono una “solidità” non comune nel loro livello di gioco.

Non bastano i grandi colpi ed il grande talento per arrivare e (soprattutto) restare in cima…

…la dimostrazione “pratica” è nel nostro Musetti, che ha un talento ed un fisico non molto lontano da quelli di Alcaraz, mentre la differenza dei punti resta enorme 🙁

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+1: Aquila.
Peter Parker 07-04-2026 08:53

Però adesso Fonseca,almeno,dice che ognuno ha bisogno del suo tempo,che lui ha bisogno di tempo per potersi affermare in maniera definitiva.
Gioca bene e anche in quello che ha continuato a ripetere è migliorato: ha bisogno di tempo ma c’è la farà

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Aquila. 07-04-2026 08:15

Troppa pressione su questo giocatore, trovo assurdo che cronisti e non, ogni volta che vince una partita, subito: fenomeno… il suo tennis vicino ai due alieni….. pur essendo giovane non si fa condizionare….. eccome si fa condizionare quando dice che il suo gioco è vicino ai due alieni, gli basta solo essere più continuo. Cari cronisti, Fonseca compreso, se guardiamo le partite di Alcaraz e Sinner di fenomeni alla Fonseca ne hanno già incontrati diversi, ma c’è un proverbio molto saggio che dice “una rondine non fa primavera”

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enzo la barbera (Guest) 07-04-2026 01:54

Montecarlo è una bella città, dice Fonseca. Vero, talmente bella, che moltissimi sportivi, tennisti compresi, ne hanno fatto la loro residenza. enzo

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Lupen (Guest) 06-04-2026 23:13

Scritto da JannikUberAlles
Ce n’è di polenta da mangiare!

e spesso non serve a niente !!!!!

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+1: Aquila., Squalo_Bianco97
JannikUberAlles 06-04-2026 23:00

Ce n’è di polenta da mangiare!

😉

1
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+1: il capitano, Aquila., antoniov, Squalo_Bianco97