Il campione di Belgrado ha appoggiato le proteste in Serbia Altro, Copertina

Vukic (presidente serbo) risponde a Djokovic: “Non cambierò le mie convinzioni sotto l’influenza di alcuna stella dello sport”

27/02/2026 14:07 6 commenti
Novak Djokovic
Novak Djokovic

La querelle tra Novak Djokovic e il presidente della Serbia Aleksandar Vucic non si placa affatto, anzi arriva dal paese balcanico una nuova pagina di questa storia tutt’altro che idilliaca. Infatti dopo l’ufficializzazione dello spostamento della famiglia del 24 volte campione Slam in Grecia – come mostrato dal ministro ellenico della migrazione con tanto di foto al momento delle firme sui documenti – Vucic ha inviato a mezzo stampa un messaggio piuttosto secco Novak, respingendo al mittente le critiche che l’entourage presidenziale abbia orchestrato negli ultimi mesi una campagna denigratoria nei confronti del campione a causa della sua presa di posizione politica opposta a quella del governo attuale, e che la sua posizione nei confronti di Djokovic non cambierà.

Il fuoriclasse nato a Belgrado nel dicembre 2024 ha espresso il proprio sostegno alle proteste studentesche contro il presidente serbo Vucic e l’esecutivo nel suo complesso in appoggio delle durissime proteste scatenate dagli studenti diversi mesi fa e che hanno paralizzato per settimane il paese. La goccia che fece traboccare il vaso, già saturo per diverse scelte del governo assai impopolari, arrivò quando nel novembre 2024 a Novi Sad, seconda città della Serbia, crollò la pensilina della stazione ferroviaria, tragedia che causò 16 vittime. Dopo poco studenti e tanti cittadini iniziarono delle dure proteste contro la polizia e le autorità locali, accusate di negligenza e corruzione. Entro marzo 2025 le proteste si erano estese a circa 400 città e centri urbani, una situazione pesante che le autorità, in primis il presidente serbo, hanno fatto molta fatica a contenere (e in parte reprimere). Djokovic attraverso dei messaggi social appoggiò apertamente le protese, scrivendo ai manifestanti “Sono con voi”. Parole al veleno agli occhi del presidente e governo serbo, visto il peso enorme della più grande icona sportiva della Serbia, schierato con le proteste e contro lo status quo. Secondo molti osservatori e corrispondenti da Belgrado, tra cui il giornalista Jaschar Dugalic della testata tedesca Neue Zürcher Zeitung, il governo serbo avrebbe “preso di mira” Djokovic proprio a causa della sua posizione pubblica. Dugalic riferisce che i “media vicini al regime” in Serbia hanno attaccato il campione anche sul piano personale: il tabloid Informer ha definito la leggenda del tennis una “vergogna”, reagendo al suo sostegno pubblico alle proteste. Si è passati poi a “traditore” e peggio.

La situazione si è protratta per mesi e mesi, tanto che l’ostilità ricevuta ha spinto Djokovic a cambiare aria e trasferirsi in Grecia, insieme ai suoi principali investimenti (vedi il torneo 250 spostato ad Atene). Ora arriva una dichiarazione, la prima in assoluto, del presidente Vucic in merito alla questione, della quale si parla moltissimo in Serbia e non solo. Intervenendo su TV Pink, come riportato da Sport Klub, Vucic si è congratulato con Djokovic per le sue imprese agli Australian Open, ma dopo la carezza arriva il simbolico “pugno”. “Sostengo con tutto il cuore Djokovic e tutti coloro che indossano il tricolore serbo, e attendo con entusiasmo i suoi successi”, ha dichiarato Vucic. “Ha mostrato qualcosa di incredibile in questi anni e nella recente vittoria contro Jannik Sinner. È il più grande di questa epoca in uno sport difficile ed estremamente esigente. È molto più di un semplice messaggio di congratulazioni: rappresenta il suo Paese con dignità e ne accresce la popolarità. A prescindere dal risultato della finale, io lo sostengo.”

Appena il discorso si è spostato sulle critiche ricevute da Novak in Serbia, così ha commentato il presidente, uscendo allo scoperto: “Abbiamo parlato, gli ho detto ciò che pensavo. Ora lo direi in modo ancora più duro, non nei suoi confronti ma rispetto alla situazione in cui ci trovavamo. Non cambierò le mie convinzioni sotto l’influenza di alcuna stella dello sport, del cinema o dell’intrattenimento.” Una presa di posizione dura, di rispetto per lo sportivo ma di totale avversione alla situazione che si è creata e alla scelta del campione di schierarsi dall’altra parte della barricata. Una storia che pare tutt’altro che ai titoli di coda.

Marco Mazzoni


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6 commenti

giallu 27-02-2026 15:41

Scritto da Terrier
Non ho capito cosa fa credere a Djokovic di essere nel giusto e su che basi accusano Vukic. Per una balaustra poi

Che il Nole supporta i giovani che vogliono fortemente qualcosa di meglio?
Poi si può parlare nel merito e spaccare il capello, ci mancherebbe (esempio, lui ha sempre – mi sembra – parlato solo di giovani istruiti, e qui storco la bocca: gli altri che non hanno potuto/non sono geni?). Per me comunque positivo

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Marcomp (Guest) 27-02-2026 15:39

Scritto da Mauro N
E certo, altrimenti non saresti un dittatore!

Esatto ❗

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NonSoloSinner (Guest) 27-02-2026 15:18

Non so perché, ma mi fido più di Nole che dell’ennesimo politico autoritario serbo

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Mauro N (Guest) 27-02-2026 15:09

E certo, altrimenti non saresti un dittatore!

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Terrier (Guest) 27-02-2026 14:31

Non ho capito cosa fa credere a Djokovic di essere nel giusto e su che basi accusano Vukic. Per una balaustra poi

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Taxi Driver 27-02-2026 14:22

Sono stato a Novi Sad. Un po tetra, in stile Brutalista sovietico e con uno splendido centro storico.
Per non parlare delle ragazze serbe, more, magre, alte, bellissime. Fanno un campionato a parte.

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