Il coach francese rispolvera i ricordi di Chang - Lendl a Parigi 1989 ATP, Copertina

Mouratoglou difende Zverev: “È un gran combattente”

09/02/2026 17:11 1 commento
Alexander Zverev
Alexander Zverev

Molti commentatori sostengono che Alexander Zverev detenga il ben poco ambito scettro di tennista “più forte a non aver mai vinto uno Slam”. Questo tipo di classifiche o considerazioni sono il classico Bar Sport tanto amato dagli appassionati e lasciamo ovviamente massima libertà di giudizio e opinione in merito. A spezzare una lancia in favore del tedesco, tre volte finalista in un Major e mai capace di alzare il trofeo, ci ha pensato Patrick Mouratoglou, noto coach francese e particolarmente attivo nelle ultime settimane con commenti che hanno fatto discutere. Stavolta l’ex coach di Serena Williams è corso in difesa di Zverev, respingendo le accuse di coloro che lo considerano uno scarso fighter e sostenendo che affrontare un tennista vittima di crampi come Alcaraz nella semifinale degli Australian Open sia difficilissimo. Questo il pensiero del coach transalpino, parole che certamente faranno discutere.

“Carlos Alcaraz ha i crampi. Vince comunque. E all’improvviso qualcuno dice che Alexander Zverev “non è abbastanza forte”. È esattamente questo tipo di conclusione a dimostrare quanto il tennis sia ancora poco compreso” scrive Mouratoglou in una nota sul social LinkedIn. “Avete mai giocato contro qualcuno che ha i crampi o è infortunato? È una delle situazioni più difficili nel tennis. Sei sotto di due set. Non vuoi forzare perché ti aspetti che l’altro sbagli. Ma se rallenti troppo, perdi il controllo dello scambio. Nel frattempo, il giocatore che non riesce più a muoversi è rilassato, non ha nulla da perdere. Va a tutto braccio, cerca i vincenti e ti mette ancora più pressione. È esattamente ciò che è successo in quella semifinale degli Australian Open. E la storia del tennis è piena di match in cui grandi campioni hanno giocato male perché l’avversario era in difficoltà fisica”.

Qua Mouratoglou richiama un caso emblematico nella storia del tennis: Michael Chang, capace di superare i crampi e battere il grande favorito Ivan Lendl al quarto turno del Roland Garros 1989, prima di vincere il torneo. “Ricordiamoci il 1989. Roland Garros. Michael Chang, 17 anni, con forti crampi… eppure capace di battere in cinque set Ivan Lendl, numero 1 del mondo. Nessuno disse che Lendl non fosse all’altezza. Tutti capirono quanto il tennis sia uno sport complesso”, commenta Mouratoglou.

“Torniamo a Melbourne. Nel quinto set, Carlos è su tornato fisicamente. Completamente. Sul 5-4, Zverev ha servito per il match, si è irrigidito — come è successo a tantissimi campioni prima di lui — e Carlos ne ha approfittato. E nei punti importanti, quelli che contano davvero, è stato superiore. Quindi a mio parere no, Zverev non è “scarso”. È un ottimo lottatore Ma Carlos Alcaraz è un giocatore eccezionale“.

Un parere autorevole ma che sicuramente attirerà voci contrarie. Ricordiamo come Zverev dilapidò due set di vantaggio nella finale di US Open 2020 persa contro Thiem; poi nella finale di Roland Garros 2024 si portò in vantaggio per 2 set a 1 contro Alcaraz, dando una discreta sensazione di superiorità in campo a metà match, e poi subire la rimonta dello spagnolo. Senza storia invece la sua terza finale Slam, disintegrato da un Sinner troppo forte a Melbourne 2025. Quindi la recente semifinale in Australia, con la rimonta operata da Sasha su un Carlos in preda ai crampi, il sorpasso nel quinto set e le occasioni per portarsi avanti di due break, fino al pessimo turno di battuta non sfruttato sul 5-4, a un passo dalla vittoria e nuova finale, rimasta un sogno nel cassetto. Anche stavolta non è andata bene al tedesco. La prossima occasione per Zverev di conquistare il primo titolo Slam arriverà al Roland Garros 2026, al via nel mese di maggio. Sarà quella buona?

Marco Mazzoni


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1 commento

pavec (Guest) 09-02-2026 18:06

Ha perfettamente ragione l’allenatore francese, si tratta di una situazione che mette a durissima prova l’equilibrio mentale del tennista, non bisogna sorprendersi più di tanto.

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