Zverev: “Il tennis di oggi è migliorato rispetto all’epoca dei Big 3” (Video)
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Il dibattito tra le diverse epoche del tennis è tornato d’attualità all’Australian Open 2026, questa volta direttamente dalle parole di uno dei protagonisti del circuito. Alexander Zverev, cresciuto professionalmente durante il dominio del Big 3 e oggi impegnato nell’era guidata da Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, ha offerto una riflessione articolata sul livello attuale del tennis e sul suo momento personale.
Dopo aver conquistato l’accesso ai quarti di finale, il tedesco si è presentato in conferenza stampa affrontando diversi temi, dalla propria crescita in questo inizio di stagione fino al confronto tra le due grandi fasi del tennis moderno.
Le sensazioni a inizio 2026
Zverev ha spiegato di sentirsi particolarmente solido in questo avvio d’anno, soprattutto dal punto di vista fisico.
«Ho giocato sei partite finora e mi sento molto bene. So che nella seconda settimana il livello salirà, ma sono pronto a mantenere la massima concentrazione. La cosa più importante per me è poter giocare senza dolore. L’anno scorso non sono riuscito a lavorare davvero sul mio gioco perché dovevo prima recuperare fisicamente. Quando competi senza dolore, il tennis diventa anche più divertente».
Il numero 3 del mondo ha sottolineato come una preparazione completa durante la preseason stia incidendo in modo positivo sul suo rendimento.
Il caldo estremo e i quarti di finale
Nella giornata di martedì sono previste temperature elevate a Melbourne, ma Zverev non appare particolarmente preoccupato.
«Do per scontato che giocherò nella sessione diurna e che il tetto verrà chiuso. Storicamente mi sono sempre trovato bene con il caldo, quindi non è qualcosa che mi inquieta».
Il rispetto per Learner Tien
Nei quarti di finale Zverev affronterà Learner Tien, reduce dalla netta vittoria contro Daniil Medvedev. Un risultato che ha colpito anche il tedesco.
«Non mi aspettavo che vincesse in modo così netto. Analizzerò quella partita perché ho molto rispetto per lui. È giovanissimo e ha un potenziale enorme. Si parla molto di altri giocatori della sua età, ma in realtà è lui quello che sta rendendo di più. Mi piace molto la sua etica del lavoro».
Zverev ritiene che la propria esperienza possa essere un fattore, pur riconoscendo le difficoltà di un match di questo tipo.
«La mia esperienza potrà aiutarmi, ma sono sicuro che lui avrà lavorato molto a livello mentale per gestire una partita così importante».
Il ruolo del coaching in campo
Il tedesco ha espresso un giudizio positivo sulla possibilità di comunicare con il proprio team durante il match.
«Mi piace che sia consentito parlare con i tecnici e mi piace anche che non se ne stia abusando. Continuiamo a risolvere i problemi da soli, ma con la tranquillità di poter ricevere un’indicazione se serve. Il mio team mi conosce molto bene, molti sono membri della mia famiglia, e ognuno ha un ruolo preciso».
Il confronto tra Big 3 e nuova generazione
Zverev ha infine affrontato il tema più discusso, ovvero il paragone tra l’era del Big 3 e quella attuale.
«Quando ho iniziato a emergere, vincere uno Slam era estremamente difficile perché erano quasi già assegnati. In Australia vinceva Novak, a Parigi Rafa, a Wimbledon Roger o Novak. Forse solo allo US Open c’era spazio per qualche sorpresa».
Secondo il tedesco, il panorama è cambiato anche grazie all’evoluzione delle superfici.
«Negli ultimi due anni gli Slam sono stati vinti da Sinner e Alcaraz, ma il fatto che le superfici siano oggi più simili tra loro permette a tutti di sognare in ogni torneo. È chiaro che Jannik e Carlos siano molto dominanti, ma questo non significa che il tennis sia peggiorato. Anzi, credo che il livello sia salito: oggi il gioco è più veloce e molto più fisico rispetto all’epoca del Big 3».
Zverev guarda così con fiducia al prosieguo del suo Australian Open, convinto che il suo momento di crescita possa riportarlo stabilmente nella corsa ai grandi traguardi.
TAG: Alexander Zverev, Australian Open, Australian Open 2026

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Tutto vero, ma tirava più forte di Sinner, come del resto Del Potro o Monfils. Quindi che oggi Sinner e AlcaraZ tirano più forte di qualche anno fa è una fanfaluca
Migliorato “perché molto più veloce e più fisico”.
Già questa considerazione si (s)qualifica da sé.
E comunque, RussAlemanno Perticone dei miei calzari, si rassegni:
Tornei maggiori, di quelli che lasciano il nome inciso a caratteri cubitali sulle lapidi della Storia di questo gioco, lui non ne vinceva quando c’erano quei 3 e non ne vince adesso che ci sono questi 2.
Mi spiace che il suo nome sia scritto nell’albo d’oro del Foro Italico: gli è andata già fin troppo bene, è già un onore troppo grande per lui.
È arrivato “solo” al #5, ha vinto “solo” 11 titoli e non ha mai vinto 1 Slam e ha raccolto “solo” 9 milioni di premi in carriera.
Forse gli sarebbe convenuto RALLENTARE i suoi colpi!
PS: ho messo “solo” tra le virgolette perché i suddetti numeri sarebbero un “sogno” per un giocatore da circolo, ma il simpatico Gonzalez resta un PARAGONE IMPROPONIBILE per un “fuoriclasse” come Sinner (mano de oro?).
Voglio tranquillizzare tutti questi ESTETI docenti all’Accademia della Segatura: nessuno (neppure Zverev) ha parlato di “bellezza” ma solo di VELOCITÀ ed ATLETISMO.
Comunque, a voi epigoni del Maestro, ricordo che Giorgio Vasari definì la bellezza tennistica come un connubio tra proporzione (perfezione della forma), postura e grazia.
Appunto secondo il Vasari soltanto Michelangelo può essere definito il GOAT della palla-corda (il tennis è una sua volgare evoluzione che toglie quell’afflato di divinità presente nelle esibizioni michelangiolesche).
Ma ai tempi de che ? Ma cosa stai blaterando? Del potrò,wawrinka murray,thiem….tutti questi dietro ai big3 ma vincitori di tornei slam….se pensiamo Cosa è capace di fare ancora adesso il41enne wawrinka…..
Ai tempi erano in top ten Youzhny, Blake,Tipsarevic,Nieminen che ora faticherebbero molto per stare nei primi 100
Ma quando mai…
“Leonardo da Thiene” è una traduzione bellissima.
Belle le analisi di Zverev, ma a parer mio, il vicentino Leonardo da Thiene naturalizzato americano in Learner Tien, manderà a casa il tedesco.
a questi deliri possono crederci giusto i fanboys di sinner, la monnezza del tennis attuale tolti i primi due la si vede benissimo dal 41enne wawrinka che arriva ad un terzo turno di uno slam, senza scomodare nonno nole che farà l’ennesima semifinale slam asfaltando i grandi rivali di sinner e alcaraz che sarebbero fritz e musetti
Certo Sasha come no.
Infatti uno dei big 3 a 39 anni è ancora numero 3 del mondo, e le seconde linee dell’epoca ancora in campo a oltre 35 anni se l agiocano ancora alla grandissima.
Ad avercene di Murray, Wawrinka, Cilic, Del Potrò come rincalzi…
Qui ormai si aspetta sempre e allo la finale tra i primi 2, gli altri sono comparse.
Il livello si è appiattito ed è più fisico non migliorato, forse intende dire questo che sono tutti un pò più forti e simili, c’è poca diversità tutti robottoni che picchiano
Embé? Mano de piedra Gonzalez tirava a 190, vent’anni fa
Coi tanti mezzi giocatori in circolazione, almeno oggi arrivi in finale, a quei tempi ti eliminavano prima.
Se devo semplicemente leggere…
…parla di in tennis “più veloce”.
Del resto all’Istituto Superiore di Formazione di FITP (non al bar sotto casa) hanno misurato tempi di scambio tra i 2 giocatori ridotti del 30-40% rispetto a quelli di 7-8 anni fa…
… sicuramente c’entrano le racchette ma soprattutto le incordature.
Nell’ultimo incontro di Sinner hanno misurato un dritto dell’altoatesino (pur già provato dai crampi) a 170 kmh.
Ma poveraccio che può dire, sa bene che molto difficilmente vincerà uno slam e se lo farà sarà per una combinazione di fattori che gli eviteranno di affrontare in serie i 2 golden boys attuali (altrimenti col cavolo che lo vince), quindi che dire se non che è diventato sempre più difficile. Il fatto è che tolti i 2 il livello medio è abbastanza mediocre (come dimostra il cammino dei vecchietti Stan e Nole)
Il gioco è si più veloce, ma i tennisti sono più veloci anche a raggiungere il box e a rimanerci, mezzi rotti.
Un po’ come le auto di oggi: sono più veloci, ma sempre impantanati stiamo.
Io credo che Zverev intenda che il tennis si è “ottimizzato”, che non vuol dire che sia più bello o che i tennisti siano migliori.
Alla fine è così in tutti gli sport professionistici, non mi sembra chissà quale bestemmia (se intendeva questo).
Forse la memoria di Sasha lo sta tradendo?
In fondo lui ci ha semplicemente GIOCATO contro qualche volta e quindi non può esprimere un parere così profondo come i tifosi che hanno SEGUITO IN TV i Fab-4 per centinaia (se non migliaia) di ore.
La prossima volta, onde evitare figuracce, manda una tua domanda qui, su LT, troverai consigli e risposte adeguate 😉
Strano che l’onnipresente non si sia ancora espresso. Siamo in trepidante attesa.
Credo che Zverev abbia “bestemmiato” nelle orecchie dei NOSTALGICI che non riescono a cancellare nella loro mente (credo con la complicità di YouTube) le immagini delle giocate fi Rafa e Roger (soprattutto quest’ultimo, che viene riproposto quotidianamente dal suo team di marketing).
Le “vedove” dei Fab-4 dovranno correre in garage ad accarezzare la vecchia 500 o la vecchia Vespa, piuttosto che sfogliare gli amati fumetti con Tex Willer o Diabolik.
Scapperà anche la lacrimuccia?
Ai tempi dei big-3 c’erano signori tennisti che avrebbero vinto tanti slam senza quei fuoriclasse… oggi obiettivamente c’è il vuoto dietro Sinner e Alcaraz
Ti sbagli Sasha