Australian Open 2026 ATP, Copertina

Alcaraz avanza senza perdere set: “Con Moutet ci divertiremo. Sto imparando a gestire meglio i momenti difficili”

21/01/2026 10:21 Nessun commento
Carlos Alcaraz (foto Getty Images)
Carlos Alcaraz (foto Getty Images)

Non è stata una giornata da highlights, ma Carlos Alcaraz ha fatto ciò che conta davvero in uno Slam: vincere e andare avanti. Il murciano ha superato Yannick Hanfmann in un match più complicato del previsto, imponendosi senza concedere set e conquistando così l’accesso al terzo turno dell’Australian Open 2026.
Il tedesco si è rivelato un avversario ostico fin dalle prime fasi, martellando da fondo campo e togliendo ritmo al numero uno del mondo. Alcaraz ha faticato a trovare continuità soprattutto nel set iniziale, ma col passare dei minuti è riuscito a prendere le misure all’incontro, alzando progressivamente il proprio livello.
Un match lungo e impegnativo, quasi tre ore di gioco, che ha rappresentato un test importante più dal punto di vista mentale che tecnico.

“In campo a volte la percezione inganna”
In conferenza stampa, Alcaraz ha ammesso come spesso ciò che si prova in partita non corrisponda alla realtà del gioco: “Oggi abbiamo cercato di restare il più positivi possibile. Ci sono stati momenti in cui mi sono frustrato più del dovuto, e credo si sia visto anche dalla mia espressione. Ma è normale: era solo il secondo match dell’anno e venivo da tanto tempo senza competizione”. Il lavoro con il suo team è stato fondamentale per rimettere ordine nelle sensazioni:
“Dopo la partita, parlando con il mio team, mi hanno detto che mi avevano visto bene. Questo mi ha tranquillizzato molto. In campo a volte pensi che stia succedendo una cosa, ma in realtà ne sta accadendo un’altra completamente diversa”.

Il prossimo ostacolo: Corentin Moutet
Al terzo turno Alcaraz affronterà Corentin Moutet, uno dei giocatori più imprevedibili del circuito. E il murciano lo sa bene: “È un giocatore molto anarchico, non sai mai cosa farà. Ha tantissime soluzioni: smorzate, slice, pallonetti, discese a rete. Anche se fa molte cose diverse, so qual è il suo schema di gioco”.
Il numero uno però non nasconde l’attesa per una partita spettacolare: “Cercheremo di restare concentrati, di imporre il nostro ritmo. Quello che posso garantire è che sarà una partita divertente”.

I cambiamenti nel suo tennis
Negli ultimi due anni, Alcaraz ha lavorato profondamente sul proprio gioco, soprattutto su alcuni aspetti chiave: “Direi che il cambiamento maggiore è stato tecnico, soprattutto nel servizio. È il colpo su cui ho fatto più modifiche nell’ultimo anno”.
Ma la vera evoluzione è arrivata sul piano mentale: “Ho lavorato molto su come mi comporto in campo, su come mi parlo, su come affronto i momenti difficili. Questo è stato uno degli aspetti principali su cui mi sono concentrato”.
Anche la risposta resta un’area di miglioramento: “Dipende molto dalle sensazioni: a volte avanzo, a volte sto più indietro. Qui a Melbourne c’è spesso vento e questo rende tutto più complicato. È sicuramente un colpo che voglio migliorare”.

Libertà di espressione e stile
Alcaraz ha commentato anche il discusso walk-on di Naomi Osaka, difendendo la libertà di espressione dei giocatori: “Io non sono uno che rischia troppo, ma credo sia bello esprimere quello che senti. Non bisogna pensare a ciò che diranno gli altri”.
E aggiunge, con un sorriso: “Io sono un grande fan delle sneakers, cerco ogni giorno di portare qualcosa di diverso. È bello dare un tocco personale anche al tennis”.

Nessuna pressione da ‘ambasciatore del tennis’
Infine, Carlitos respinge l’idea di dover rappresentare qualcosa di più grande: “Non entro in campo pensando di essere un ambasciatore del tennis. Gioco semplicemente perché amo questo sport. Credo che il modo migliore per trasmettere qualcosa sia divertirsi e godersi ogni secondo in campo”.

Piccoli acciacchi, ma spirito da guerriero
Qualche fastidio fisico non manca, come spesso accade a Melbourne: “In mano per fortuna niente vesciche, ed è una gran cosa. Ai piedi sì, e non è piacevole, ma a volte devi essere un guerriero. Finché non sono alla mano, si può convivere”.



Francesco Paolo Villarico


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