Maestrelli, il sogno di una vita: “È pazzesco vedere il mio nome accanto a quello di Djokovic in un match ufficiale”
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A volte la realtà è più bella di un sogno, ancor più se questo “sogno” te lo sei conquistato e meritato con lavoro e pazienza, superando momenti tutt’altro che facili. Francesco Maestrelli è la sorpresa del primo turno agli Australian Open 2026 in casa Italia, e non solo. Con la bellissima vittoria al primo contro Atmane, al primissimo match in un torneo dello Slam dopo aver passato le qualificazioni, il pisano si è guadagnato il privilegio di giocare giovedì sulla Rod Laver Arena contro il suo idolo, Novak Djokovic, il più vincente dell’Era Moderna della disciplina e nel torneo australiano, con i suoi 10 titoli. Che cosa potrà fare, realisticamente, Maestrelli contro Djokovic? Intanto godersi il momento, divertirsi e dare del suo meglio senza paure o timori. Dire che non è avrà niente da perdere è persino poco… Potrà conoscere il campione che ha seguito fin piccolo, confrontare il suo gioco con quello del più vincente a Melbourne, capire dove i Campioni fanno la differenza e a che punto è il suo tennis. Sarà un’emozione pazzesca, ma se ben sfruttata anche l’occasione di apprendere tanto sul livello di gioco dei migliori e di quel che manca per avvicinarsi a chi lotta per vincere i tornei.
Francesco non è un tennista molto noto al grande pubblico, ma non è affatto un carneade: ha fisico, potenza e colpi per stare a pieno titolo nel tour ATP, e forse ha tardato fin troppo ad arrivare a ridosso dei top 100, visto che si era già avvicinato moltissimo alla posizione 150 per poi arenarsi e tornare indietro, con qualche difficoltà nel capire la dimensione del suo gioco, adattarsi ai campi veloci, trovare la spinta emotiva per giocare bene i punti importanti, facendo valere la sua potenza invece di crollare troppo in attesa. Attualmente, con i punti conquistati con le “quali” e la vittoria di primo turno agli Australian Open 2026, è al n.109 nel Live ranking, con bel +32 rispetto ad inizio torneo. Ipotizzare un successo contro Novak è ardito, fin troppo, ma intanto può godersi il momento, con il sogno di una carriera di alto livello adesso a portata di mano. Maestrelli ne ha parlato in una intervista ad ATP.com.
“Emozione fortissima, davvero. Ho sognato a lungo partite come queste e per me è stato un sogno partecipare per la prima volta al tabellone principale di uno Slam”, racconta Maestrelli. “Non immaginavo di vincere un match al quinto set al mio debutto sul Tour. Sono super emozionato e felicissimo”. Non si trattava soltanto del suo primo match in un main draw Slam, ma appena della seconda partita in carriera a livello ATP. L’unico precedente sul circuito maggiore risaliva a ottobre 2022, a Firenze. Ora, a 23 anni, il pisano è improvvisamente sotto i riflettori. Affrontare Novak Djokovic… “L’ho visto giocare milioni di volte. Mi avevano detto che c’era la possibilità di affrontare Djokovic e sarà una delle emozioni più grandi della mia vita. È pazzesco vedere il suo nome accanto al mio in un match ufficiale. Proverò a fare del mio meglio per vincere: so che è complicatissimo, ma ci proverò”.
Il quattro volte campione ATP Challenger non ha mai nemmeno palleggiato con Djokovic né ha mai avuto un vero confronto con lui, se non qualche rapido “ciao” negli anni. “È uno di quei giocatori che non ha praticamente punti deboli” afferma il pisano, “preparare una partita così è difficilissimo. Cercherò di mettere in campo tutto quello che ho, ma sarà durissima. Cerco di mettere tutto in campo. Sono alto e proverò a servire il più forte possibile, perché negli scambi forse lui è superiore. Ma vediamo cosa succede”. In effetti il servizio è uno dei punti di forza del pisano, come dimostrano i 28 Ace tirati contro Atmane (eccoli qua in una clip video).
Prendetevi 2 minuti per gustarvi tutti i di Francesco Maestrelli #Tennis #AusOpen #AO2026 #Maestrelli pic.twitter.com/cUih6CanlU
— Eurosport IT (@Eurosport_IT) January 19, 2026
Maestrelli ha mostrato il suo talento entrando nella top 200 del ranking ATP nel settembre 2022 a soli 19 anni. Tuttavia, per arrivare tra i top 150 ci sono voluti più di tre anni. “Non è semplice, perché quando ottieni buoni risultati da giovane sembra tutto più facile. Non conosci ancora bene il Tour e vai a giocare. Poi però arrivano i momenti difficili, quando i risultati non arrivano. Devi stringere i denti, affrontare grandi difficoltà e cercare di migliorare proprio grazie a quelle”.
Dai 16 anni si è allenato nei centri della FITP, fino alla decisione di trasferirsi a Sinalunga per lavorare con Giovanni Galuppo e Gabrio Castrichella. “È stato entusiasmante, una nuova esperienza, ed è bellissimo condividere questo momento con loro” racconta Francesco. “Ho sempre paura dei cambiamenti, ma sentivo che fosse arrivato il momento giusto. Ho provato a non pensarci troppo e oggi, a due anni di distanza, posso dire che è stata la decisione giusta”.
Fuori dal campo Maestrelli ama giocare a basket: il suo idolo è LaMelo Ball, stella degli Charlotte Hornets, per la sua creatività. Segue anche il Pisa, la squadra della sua città. “Sono un ragazzo normale e cerco di dare il massimo in quello che amo: il tennis”.
Maestrelli diventa il 13° italiano ad affrontare Djokovic in uno Slam: Potito Starace fu il primo a sfidare il serbo sull’erba di Wimbledon nel 2007. Novak ha battuto per 20 volte un azzurro, perdendo in 4 occasioni, 3 con contro Sinner e 1 contro Cecchinato a Roland Garros. In bocca al lupo Francesco, e soprattutto, quando entrerai sulla Rod Laver Arena insieme a lui, Mr. Record Djokovic, goditi tutto. Te lo sei meritato.
Marco Mazzoni
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Il Maestro salirà in cattedra stasera e qualcuno tornerà a casa con una gran voglia di ritirarsi mi sa.
Forza Maistrum!
L’ obiettivo dell’ azzurro sarà dare tutto, provando a pensare che dall’ altra parte “c’è solo un avversario fortissimo”…
Dunque senza timori reverenziali…
Facile scriverlo su un forum, molto più complicato farlo in campo…
Grande grande grande! Te lo meriti tutto sto sogno
Ti trovi catapultato in un palcoscenico enorme contro quello che da molti è definito il G…ok,quello e tutto è lontanissimo dal tuo quotidiano,l’hai sognato ma mai neppure sfiorato.
Come ti poni?Bè,non esiste “in modo” perché non puoi andare contro te stesso che è anche il frutto di anni sui campi,di vittorie e sconfitte,di imprese e delusioni.
Maestrelli mostra lo stupore e la gioia di questo momento,riconosce l’aura dell’avversario ma dice che ci proverà perché, comunque, è un agonista.
Più che mai,in questi casi,vale il concetto “mattoncino dopo mattoncino”,un punto alla volta senza deprimersi se se ne perde più di uno di fila ma non accontentandosi di quelli fatti. Fai il primo,poi magari un altro e allora forza,puntiamo al game.
Non è vero che non avrà nulla da perdere:ha l’opportunità di giocare da “grande” e deve sfruttare l’occasione che si è guadagnato.
Nessuno sta chiedendo a Maestrelli di fare niente di più di quello che un qualsiasi tennista dovrebbe fare ossia scendere in campo con la convinzione di poter vincere a prescindere da quale avversario ci sia dall’ altra parte della rete. Nessuno è imbattibile. Non lo erano Federer e Nadal né tantomeno lo è Djokovic come hanno dimostrato in tempi recenti i vari Luca Nardi,Alejandro Tabilo,Alexei Popyrin, Matteo Arnaldi,Jakub Menšík, Valentin Vacherot, giusto per citarne alcuni
Credo che l’approccio più giusto, per un giovane tennista profesionista, sia quello di scendere in campo con la determinazione e la convinzione di poter vincere, contro qualsiasi avversario. Rispetto si, ma poi bisogna mettere in campo tutto quello che si ha, tecnicamente e mentalmente. Altrimenti, come avrebbe fatto Djokovic all’inizio della sua carriera contro Federer o Nadal? Lui è arrivato un pò dopo, anche se di poco, tuttavia non credo si sia messo lì a pensare ” e mò come faccio”? Certamente vi sarà tensione, molta tensione, ma per far vedere di che pasta si è fatti, queste sono le occasioni migliori. Anche Alcaraz ha incrociato il Djoker più volte, da giovanissimo anche ( vedi la finale di Wimbledon vinta dallo spagnolo), ma di sicuro non si è messo a piangere. Ricordo di quando Alcaraz ebbe i tremori e i crampi per la tensione, tuttavia mise in campo tutto se stesso, senza recriminare. Per crescere bisogna affrontare queste situazioni, e ben vengano.
@ Annie3 (#4548557)
Infatti le vittorie totali sono 58, praticamente il triplo di quelle Slam
Fare il fanboy eccessivo stona quando sei anche tu un top ten come Berrettini con Federer. Maestrelli può esserlo senza problemi. Persino battere Djokovic in un master 1000 può accadere senza spostare l’ inerzia di una carriera come è successo a Nardi. Maestrelli sta entrando tra i pro di livello con lavoro duro e consistenza e questa è la garanzia migliore sulla riuscita a buoni livelli.
@ Tony_65 (#4548463)
La statistica era evidentemente riferita ai soli Slam perché se si valutassero tutti i tornei certo che risulterebbero anche le altre sconfitte con italiani che tutti noi conosciamo ma le vittorie di Novak sarebbero ben superiori alle 20 indicate nell’articolo
Ahahahah
@ Silvy__89 (#4548527)
Non credo proprio, Mensik docet…tanto non dire quello che è quasi ovvio per i giovani tennisti, che non vedo chi potrebbero voler emulare se non il più vincente di tutti i tempi, non cambia la sostanza di un match dove Novak darà comunque il meglio di quello che ha, secondo i suoi noti dichiarati principi, al netto degli svantaggi dell’età e Maestrelli metterà in campo le sue indubbie risorse e un servizio garanzia al netto delle implicazioni psicologiche che andranno verificate nell’evoluzione delle rispettive rese in partita
Esagerato: secondo me Djokovic almeno un set lo vince
@ Ace di seconda (#4548448)
E invece l’approccio di Maestrelli è quello giusto, realista, il più adatto ad essere “ben accetto” da un Novak non infastidito da baldanzosa presunzione (che accenderebbe anche di più il suo già noto spirito competitivo)…e a renderlo in generale adorabile, gradito ad un lettore italiano e non, ragazzo sensibile, concreto e intelligente, oltre che in una fase crescente della sua carriera ma ancora priva di quell’esperienza e carisma che ovviamente riconosce al leggendario campione avversario ma che lo pone nella vantaggiosa posizione psicologica di “non aver niente da perdere”…e battute a parte dei noti mattacchioni, quando si sbandierano come maggioritarie le nostalgiche simpatie per i tempi che furono, vediamo invece quanto l’ammirazione generale per Novak non sia mestamente “contemplativa” ma attivamente sentita e ricorrente…e comunque dalle parole di Maestrelli traspare l’umano sentimento secondo il vecchio detto che “la speranza è
l’ultima a morire”, dicendo che la statura conferisce al suo servizio potenza ed efficacia e con il “non detto” ma sicuramente pensato che il gap anagrafico è notevole e che il tennis non è mai scontato, come simbolicamente ci racconta Naomi entrando in campo come una eterea creatura velata e sfarfalleggiante
Giusto godersi il sogno e provare a divertirsi, ma se vai in campo con l’atteggiamento da fan della serie “oddio il mio idolo” il serbo ti distrugge.
Stoppini vinse con Agassi a Washington le imprese succedono
@ Dr Ivo (#4548408)
Lei che è sempre cosi equilibrato nei commenti, adesso non faccia il moderatore illuminato, Maestrelli farà quello che la sua testa di ventitreenne sul momento gli dirà di fare, sono giocatori di tennis, ma prima ancora uomini/donne che vivono il tour (chi piùchi meno), non si arroghi il diritto di vivere le emozioni altrui bacchettando a priori (od ai posteri) le azioni di del carneade di turno
Djokovic scenderà in campo per vincere , bisogna scendere in campo essendo cinici e spietati sportivamente perché Djokovic non regalerà nulla.
Il tempo degli omaggi è dopo la partita .
Chiedo venia. Il Sig. Mazzoni si riferiva solo agli slam nel calcolo statistico. Grazie comunque per aver contribuito ai dati statistici riferiti a tutti i tornei ATP.
Sono 13 sconfitte nei tornei Atp. Una anche con Volandri…
Divertiti Maestro! Poi fatti dirigere l’orchestra da Nole!
Penso la statistica sia riferita solo agli slam, altrimenti oltre a Sonego dovresti contare anche Nardi, Musetti, Berrettini e Arnaldi, se non dimentico nessuno. Inoltre anche le vittorie del Serbo contro gli Italiani in tutto il circuito ATP sono sicuramente molto piú di 20
Ma negli slam rimangono 4
Se anche Maestrelli ha il poster del grande Nole in cameretta, per il serbo sono guai.
bellissima favola, e comunque andrà ci sarà il lieto fine….
sicuramente! Il mio era solo un riferimento statistico e infatti avevo il dubbio che forse qualche altro italiano lo avesse battuto…quindi sono 6! Grazie
Il Maestro impartirà la solita lezioncina al prossimo che passa.
Importante che riesca a fare del suo meglio,poi se dovesse arrivare qualche sorpresa, sarà molto gradita.Anche se contro il goat Djokovic ci vuole convinzione e voglia di batterlo altrimenti finisce come al solito: 6-2/6-1/6-2
Caro antoz, sei un po’ troppo severo con Novak.
Si, anche con Nardi se è per questo… Ma agli Slam non ci va per allenarsi
Forse sbaglio Sig. Mazzoni, ma mi pare che Djokovic abbia perso una volta anche con Sonego, quindi forse con un azzurro ci ha perso 5 volte…
Se Maestrelli batte Djokovic, diventerà San Francesco !!!
Le dichiarazioni di Maestrelli alla vigilia della sfida con Djokovic non rappresentano l’approccio ideale per provare a competere a quel livello. Che sia sfavorito contro Djokovic è lapalissiano. Che non abbia possibilità concrete di vincere può anche essere vero. Ma a dirlo possono essere un tifoso, un giornalista, un maestro di tennis…tutti, tranne lui.
Un giocatore, soprattutto prima di entrare in campo contro una leggenda, non può partire sconfitto a parole. Il suo compito è l’opposto: convincere chi guarda che il pronostico potrebbe essere sbagliato, che almeno per una sera lui può essere il più forte. Presentare la partita come un sogno solo per il fatto di vedere il proprio nome accanto a quello di Djokovic significa accettare implicitamente un ruolo subalterno.
Il sogno che rischia di diventare realtà, invece, è quello di Djokovic: trovare poco più di un bye, superare l’ostacolo senza scosse e arrivare al terzo turno in assoluta scioltezza
Non sono (purtroppo) psicologo. Ma questa cosa che continua a ripetere Maestrelli con questa meraviglia, é simpatica se la dice e la pensa una ed una sola volta e a caldo appena lo viene a scoprire.
Ripeterla, se se la sta ripentendo anche in testa e non spara frasi di circostanza, significa che non si rende conto che potrebbe diventare la normalità. Se infatti diventasse top 100 per 3 o 4 anni, obiettivo difficile ma perseguibile date le potenzialità, ci sarebbero statisticamente buone possibilità di sfidare uno fra Djokovic, Sinner e Alcaraz.
Sbaglieró ma sembra che in testa consideri l’appuntamento di domani come un punto di arrivo anziché come una routine da consolidare. E non vorrei si limitasse.
Perché ok che domani se fa 10 game va bene lo stesso e deve andare in campo per divertirsi, ma non deve comunque andarci SOLO per divertirsi. Forza Maestrelli!
Ricordo Andrea Stoppini, oggi 45enne, mostrare una emozione simile nel 2009, affrontando sempre Djokovic e nello stesso torneo (1°turno).
Al termine dell’incontro si fece anche anche regalare la maglietta da Djokovic.
Se consideriamo il tempo che è trascorso, (16 anni!), l’età di Stoppini e quella di Maestrelli oggi, risulta davvero affascinante come il serbo abbia realmente attraversato un’epoca lasciando una traccia così significativa.
Già scendere in campo sulla Rod Laver Arena sarà un’esperienza indimenticabile, difficile che Maestrelli faccia meglio di Martinez ma se ci riuscisse tanto di cappello
6-2 6-1 6-2
Cerchi di dargli fastidio sul serio! E se va male cerchi di non fare lo scolaretto come Matteo con Federer, il serbo non ha bisogno di altri omaggi!