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Fils: “Nessuna fretta di tornare, ho tanti anni davanti a me”

12/01/2026 23:34 9 commenti
Arthur Fils FRA, 2004.06.12 - Foto Getty Images
Arthur Fils FRA, 2004.06.12 - Foto Getty Images

La schiena è diventata, suo malgrado, il grande avversario di Arthur Fils. Tutto è iniziato nella scorsa stagione sulla terra rossa, davanti al pubblico di casa al Roland Garros, dopo quell’epica battaglia in cinque set contro Jaume Munar che per molti rappresenta uno dei momenti più alti della sua giovane carriera. Per il francese, però, quello è stato l’inizio di un periodo complicato, una vera e propria spirale di problemi fisici che ancora oggi ne condiziona il percorso.

Il carico di partite e di stress agonistico ha presentato il conto sotto forma di una frattura da stress alla schiena, costringendolo a fermarsi per un paio di mesi. Il tentativo di rientro al Masters 1000 del Canada si è rivelato prematuro: il corpo non era pronto e Fils, insieme al suo team, ha deciso di chiudere anzitempo la stagione per evitare rischi maggiori.

Il 2026 doveva essere l’anno della ripartenza, quello per azzerare tutto e tornare a essere il giocatore aggressivo e travolgente che aveva impressionato il circuito. Invece, prima il forfait all’ATP di Hong Kong, poi l’annuncio della rinuncia anche all’Open d’Australia hanno riportato l’attenzione sulle sue condizioni. Eppure, a sorprendere non è tanto la lista delle assenze, quanto l’atteggiamento con cui il francese sta vivendo questo momento: niente ansia, niente frustrazione evidente, ma una calma quasi disarmante.

In un’intervista rilasciata a GQ Magazine, Fils ha raccontato con grande lucidità il suo percorso di recupero, spiegando come abbia scelto consapevolmente la via della pazienza.
«Dover terminare la stagione così presto non mi ha frustrato più di tanto», ha confessato. «Come tennista professionista, gli infortuni fanno parte del lavoro. Spingi spesso il corpo fino allo sfinimento e, a volte, si rompe. L’ho capito molto giovane. Ho davanti a me quindici anni di carriera: se perdo uno o due mesi non è la fine del mondo».

Il periodo lontano dai campi è stato comunque tutt’altro che improduttivo. Fils racconta di aver rivoluzionato il suo approccio quotidiano: ha inserito nuove figure nello staff, soprattutto dal punto di vista medico e fisioterapico, e ha cambiato in modo significativo anche l’alimentazione.
«Sto molto bene, sia mentalmente che fisicamente», spiega. «Negli ultimi cinque o sei mesi non ho giocato, ma ho lavorato tantissimo sulla riabilitazione e sulla preparazione atletica».

Dopo Roland Garros, il francese ha dedicato oltre un mese e mezzo a un intenso lavoro fisico, con un’attenzione particolare al core, diventato ora parte integrante della sua routine quotidiana per proteggere la schiena. Il rientro tentato a Toronto in agosto è stato riconosciuto come affrettato: una lezione importante che lo ha portato, insieme al suo team, a scegliere la strada della prudenza.
«Avevo tanta voglia di tornare a giocare, magari a Parigi a fine anno, ma non era il momento giusto. Il mio staff mi ha convinto che dovevo essere paziente e non correre».

La parola chiave, oggi, è proprio questa: pazienza. Fils non mette scadenze al suo rientro e non sente il bisogno di forzare i tempi.
«Non ho nessuna fretta», ribadisce. «Non succede nulla se salto l’Australia. Proverò magari a tornare a Indian Wells o a Miami, ma non c’è una data precisa. Vedremo come andranno le cose».

In un’epoca in cui spesso si corre dietro al risultato immediato, l’approccio di Arthur Fils suona quasi controcorrente. Ma forse è proprio questa maturità precoce, unita alla consapevolezza dei propri mezzi, che potrebbe permettergli di tornare più forte di prima. Non un rientro a tutti i costi, ma una costruzione lenta e solida, con lo sguardo rivolto non solo alla prossima partita, ma ai tanti anni che lo attendono ancora nel circuito.



Francesco Paolo Villarico


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9 commenti. Lasciane uno!

Kenobi 13-01-2026 21:32

Bravo Fils,ma purtroppo avevo avuto ragione sulle sue condizioni , in questi casi è meglio avere torto . Spero che almeno maturi , non faccia più quei discorsi da kamikaze.

9
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TECMOXNINJA (Guest) 13-01-2026 11:53

@ Tony_NYC (#4544193)

in scioltezza non credo…per ma farà fatica a essere un top 10.

e se lo sarà credo che ci rimarrà poco.

8
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Toscano (Guest) 13-01-2026 10:13

@ Sabatino (#4544199)
Si sarebbe meglio e giusto…..ma poi se a 22 anni non sei già fra I top five sei bollato come fallito da Enzo

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Toscano (Guest) 13-01-2026 10:13

@ Sabatino (#4544199)
Si sarebbe meglio e giusto…..ma poi se a 22 anni non sei già fra I top five sei bollato come fallito da Enzo

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Toscano (Guest) 13-01-2026 10:13

@ Sabatino (#4544199)
Si sarebbe meglio e giusto…..ma poi se a 22 anni non sei già fra I top five sei bollato come fallito da Enzo

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Sabatino (Guest) 13-01-2026 00:42

Prima hanno fretta di diventare professionisti, scalare la classifica, vincere partite: poi frenano di botto per i danni causati dalla fretta. Non sarebbe meglio fare il contrario?

4
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Detuqueridapresencia 13-01-2026 00:36

Mi dispiace caro Arturo ma non ne hai tanti di anni davanti. Anzi ne hai pochissimi, massimo un paio. Poi – a 24 anni – comincerà l’inevitabile declino, l’ingiuria del reo tempo con cui van le torme delle cure onnde meco egli si strugge……..

😎 😎 😎

Non son parole mie, umile dilettante della pallacorda, ma del massimo sempiterno vate, l’Oscar alla carriera, dalla ricerca di funghi, alla pesca a mosca, alla maniacale cura della barrique della sua cantina, al tiro al piattello (o era tiro alla fune?). Lui, Egli, L’IMMENSO, il divino, l’incommensurabile.

Lui, cui non son degno nemmeno di pronunciar lo sacro nome

😀 😀 😀 😀
:mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

Artù, datte pace, è fernuta ‘a carriera! M’ha ditto Isso, Becienzo ‘o Taurasi!

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OspiteSgradito (Guest) 13-01-2026 00:34

Tutto giusto.
Anche perchè non ha altra scelta.

2
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Tony_NYC (Guest) 13-01-2026 00:26

Eccellente giocatore, futuro Top 10 in scioltezza per me

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