La rivoluzione silenziosa: come il poliestere ha legalizzato l’incordatura “Spaghetti”
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Se oggi il tennis moderno si gioca a ritmi spaventosi da fondo campo, con traiettorie che sembrano sfidare le leggi della gravità, il merito non è solo dell’atletismo dei giocatori. C’è un preciso momento in cui la geometria di questo sport è cambiata per sempre. Per capire questa mutazione, però, bisogna viaggiare indietro nel tempo fino al 1977, l’anno in cui il tennis scoprì, e poi bandì terrorizzato, l’incordatura “Spaghetti”. Ma, a distanza di decenni, la fisica ha dimostrato che quella rivoluzione non è mai stata davvero soffocata: è stata semplicemente miniaturizzata e legalizzata grazie a un materiale, il poliestere.
Il fantasma del 1977: il caos meccanico di Werner Fischer
Nel 1977, un estroso giocatore e incordatore tedesco di nome Werner Fischer brevettò un sistema che sconvolse il circuito professionistico. Le corde verticali e orizzontali non erano intrecciate, ma viaggiavano su piani separati. Nei punti di contatto venivano inseriti tubicini di plastica e rullini.
Il risultato? L’attrito tra le corde era azzerato. All’impatto con la palla, le corde verticali si spostavano lateralmente di centimetri, accumulando energia per poi rilasciarla in un frustata violenta sulla palla. I giri al minuto della pallina raddoppiarono dall’oggi al domani. Giocatori solidissimi come Guillermo Vilas vennero mandati al manicomio da traiettorie impazzite e rimbalzi totalmente imprevedibili. L’International Tennis Federation (ITF) capì che il gioco stava cambiando natura e bandì l’incordatura spaghetti.
Il tennis era salvo, almeno fino all’avvento del co-poliestere, quando ciò che era stato buttato fuori dalla porta è rientrato silenziosamente dalla fiinestra.
La scoperta di Rod Cross: il microscopico “Snap-Back”
Per anni, il mondo del tennis ha creduto a un falso mito: che le corde in poliestere generassero più topspin perché “ruvide”, capaci di “afferrare” la palla come i cingoli di un trattore la terra. A smontare questa credenza è stato il Professor Rod Cross, fisico della University of Sydney, perchè c’è un altro aspetto che la differenze sostanziale.
Attraverso riprese video ad altissima velocità e analisi cinematiche dell’impatto, Cross ha dimostrato che il segreto del poliestere è l’esatto contrario della rugosità. Si chiama Snap-Back (ritorno elastico), ed è la versione microscopica e legale del meccanismo di Werner Fischer.
I pilastri di questa fisica sono due:
Basso attrito corda-corda: Il poliestere è un materiale rigido e incredibilmente liscio. Quando la pallina colpisce il piatto corde, le corde verticali (main) scivolano sopra le orizzontali (cross) senza incontrare resistenza, proprio come facevano le corde sui rullini della racchetta spaghetti.
Alto attrito corda-palla: Mentre scivola sulla sua compagna, la corda di poliestere fa un “grip” feroce sul feltro della pallina.
Quando la racchetta impatta la palla dal basso verso l’alto, le corde verticali si deformano lateralmente. Un istante prima che la pallina lasci il piatto corde (l’impatto dura appena 5 millisecondi), le corde scattano indietro alla posizione originale a velocità altissima. Questo “schiaffo” invisibile imprime alla palla un momento angolare mai visto prima con il budello o il multifilamento.
Il poliestere ha fatto ciò che la “spaghetti” faceva macroscopicamente, ma lo ha fatto rispettando la regola cardine dell’ITF: le corde rimangono intrecciate.
Nei modelli d’impatto obliquo sviluppati da Rod Cross (2000), è stato dimostrato matematicamente che azzerando l’attrito tra le corde (la configurazione limite cercata dall’incordatura spaghetti) la palla esce dal piatto corde con una velocità angolare nettamente superiore a causa del rilascio istantaneo dell’energia tangenziale immagazzinata dal polimero. In particolare Cross ha testato l’impatto di corde in poliestere non intrecciate tra loro permettendo alle verticali (mains) di essere completamente libere su una faccia della racchette. L’altra faccia era composta dalle orizzontali (cross) anche libere e non intrecciate.
Come lo Snap-Back ha ridisegnato il campo da gioco
L’introduzione del poliestere (aperta dalle leggendarie corde Luxilon Alu Power) ha innescato una reazione a catena lenta ma inesorabile che ha modificato radicalmente la tattica e i colpi del tennis moderno.
L’Effetto Magnus e la chiusura degli angoli
Più momento angolare significa una velocità di rotazione della palla vertiginosa. Per la fluidodinamica, una palla che ruota velocemente attiva l’Effetto Magnus: la rotazione trascina l’aria creando una differenza di pressione che “affonda” letteralmente la pallina verso il basso, nel caso del top spin e tende a farla galleggiare in aria nel caso del backspin.
Questo permette ai tennisti odierni di colpire a velocità d’impatto impensabili in passato, ma soprattutto, permette, con il top spin, la chiusura di angoli estremi. Una traiettoria stretta e incrociata (il cross stretto) colpita con la massima violenza, oggi ricade ampiamente dentro il campo proprio grazie alla violenta correzione di rotta impressa dall’effetto Magnus.
Rafael #Nadal forehands in Simulcam & Stromotion.
You have never seen Rafa’s forehand like this before!
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Il passante “sotto la rete”
In passato, passare un giocatore che scendeva a rete richiedeva precisione millimetrica e traiettorie radenti. Oggi, la fisica del poliestere offre una scorciatoia balistica. Un giocatore da fondo campo può colpire un passante violentissimo, con rotazione top spin, sopra l’altezza della rete: lo snap-back farà curvare la traiettoria verso il basso in modo così repentino da far morire la palla tra i piedi dell’avversario. Giocare una volée bassa su una palla così carica di effetto e pesantezza è diventato un incubo biomeccanico.
Rimbalzi esasperati
Quando la palla tocca terra, con questo surplus di rotazione, l’attrito con il suolo converte il momento angolare in spinta. La palla non si limita a rimbalzare, ma schizza verso l’alto e in avanti con una violenza che costringe l’avversario a impatti fuori dalla propria “comfort zone” (all’altezza delle spalle o del collo, sopra la testa) o a indietreggiare di metri oltre la linea di fondo per avere un colpo più agevole.
Conclusione: l’estinzione del Serve & Volley
La racchetta spaghetti fu bandita nel 1977 anche perché i giocatori di volo dissero che era impossibile controllare le volée contro palle che si comportavano in quel modo. Il poliestere ha ottenuto lo stesso effetto, solo in modo più lento e inesorabile, specialmente quando ha incrociato piatti corde di dimensioni più ampie.
Diminuendo drasticamente il tempo di reazione di chi sta a rete, permettendo angoli fantascientifici e passanti che piombano sui piedi, il poliestere ha di fatto decretato la morte (o quasi) del Serve & Volley e del gioco di volo sistematico. Stefand Eberg e Path Cash sono solo dei ricordi. La rivoluzione delle “spaghetti” era troppo grezza, troppo evidente per sopravvivere; il poliestere è stato semplicemente il modo in cui la scienza dei materiali ha confezionato lo stesso identico miracolo fisico, cambiando il tennis sotto gli occhi di tutti, un millesimo di secondo alla volta, una rotazione alla volta.
Bibliografia e Fonti Scientifiche
Manuali e Libri di Riferimento
Brody, H., Cross, R., & Lindsey, C. (2002). The Physics and Technology of Tennis. Racquet Tech Publishing. La pietra miliare della fisica del tennis. Questo testo analizza nel dettaglio l’esperimento e la dinamica dell’incordatura Spaghetti del 1977, mettendone a nudo l’assenza di attrito.
Cross, R., & Lindsey, C. (2005). Technical Tennis: Racquets, Strings, Balls, Courts, Spin, and Bounce. Racquet Tech Publishing. Il manuale pratico che spiega ai tennisti e ai tecnici come la scienza dei materiali (tra cui i primi co-poliesteri) influenzi la traiettoria, l’angolo di uscita e la rotazione della pallina.
Paper Accademici e Ricerche (PDF Originali)
Cross, R. (2000). “Effects of friction between the ball and strings in tennis”. Sports Engineering, 3, 85-97.
Leggi il PDF completo su University of Sydney
Questo è lo studio fondamentale citato nell’articolo: analizza matematicamente cosa succede variando l’attrito parallelo e tangenziale sul piatto corde e descrive come la riduzione dell’attrito inter-corda generi picchi di topspin imprevedibili.
Cross, R. (2003). “Oblique impact of a tennis ball on the strings of a tennis racket”. Sports Engineering, 6, 235-246.
Leggi il PDF completo su University of Sydney
Studio incentrato sugli impatti obliqui (tipici del topspin moderno), in cui Cross mappa la deformazione laterale delle stringhe e introduce la cinematica del movimento che oggi chiamiamo “snap-back”.
Cross, R., & Bower, R. (2001). “Measurements of string tension in a tennis racket”. Sports Engineering, 4, 165-175.
Leggi il PDF completo su University of Sydney
Una ricerca che esamina come la perdita di tensione e l’attrito nei nodi d’incrocio (notching) blocchino lo scorrimento delle corde, spiegando perché i poliesteri “muoiano” meccanicamente prima di rompersi.
Fabrizio Brascugli
TAG: Corde, Corde da tennis, Fabrizio Brascugli, Racchetta Spaghetti, Storia del tennis, tennis e materiali

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L’articolo spiega perché Federer non ha vinto 40 Slam in carriera e perché Djokovic e Nadal ne hanno vinti 24 e 22. Con le vecchie racchette sarebbe stato tanto il gap tecnico dello svizzero da risultare incolmabile. La grandezza di Federer, ultimo dei grandi a giocare col rovescio a una mano, è stato riuscire a vincere 20 Slam nell’era degli spaccapalle. Che purtroppo continua anche oggi e continuerà domani
Spa-ghe-tti!!!!
Più che il tennis mi viene in mente un altro sport con la pallina
Ti sembra poco controllo e rotazione in piu?
Cmq giocare oggi è molto più facile di 30 anni fa per le racchette.
Posso chiederti che corda usi?
Non trascuriamo l’innovazione di Kubler con la Wilson Profile. Le racchette top di gamma rispondevano tutte al concetto di controllo perché,si diceva,il professionista la velocità ce l’ha di suo. I telai erano sottili,17mm circa e non spingevano niente se non grazie al budello che il giocatore poteva facilmente permettersi. Erano pesanti , pesantissime (vedi Sampras e tutto il piombo) ma poi il nuovo profilo ,enorme, aprì un orizzonte nuovo : più potenza mantenendo stabilità torsionale. Iniziò Moya per dire e poi altri (tranne Federer, legato troppo alla tradizione) come Roddick ma pure Hewitt. Racchette più ampie, più tolleranti che in sinergia con le corde generano spin estremi.
Nel mio piccolissimo dal 18×20 sono passato ad un 16×18,corda di qualità calibro 1.30: 5 ore massimo prima della rottura e palline deformate. Un tempo,ed ero più giovane, 7/8 almeno e sostituzione per perdita di elasticità.
Ci sembra d’essere più bravi,tutti vendono perché gli accessori vanno sostituiti prima e pure l’ortopedico ha più lavoro. Ottimo no?
Peccato l’articolo non abbia approfondito la particolare caratteristica dell’incordatura ibrida budello-poliestere e del vantaggio che chi si poteva permettere ha avuto a scapito degli altri. Sarà stato un caso che a parte nadal i primi 4 della classifica la utilizzavano?
Bell’articolo.
P.S.: il braccio di molti tennisti, soprattutto amatoriali…ma non solo, “ringrazia”
Sbagliato, le corde di oggi funzionano perche i telai oggi hanno queste caratteristiche.
Sono basito da questo articolo. Io uso il monofilo in poliestere, vantaggi: Spin e controllo palla. Contro: Corda rigida che può procurare lesioni al braccio, gomito e polso. Per evitare tale pericolo consiglio una tensione minore rispetto a un multifilamento (2Kg in meno) …nel tennis tale corda ha solo introdotto una rotazione di palla e controllo maggiore, ma con una potenza inferiore rispetto al multifilo, non vedo la rivoluzione nel tennis
Un articolo interessante sulla più grande innovazione tecnica degli ultimi 40 anni, dopo i telai in grafite con ovale più grande.
Credo che una racchetta di oggi con corde del 1985 sia peggiore di una racchetta del 1985 con le corde di oggi.