Kyrgios applaude Zverev: “Vederlo vincere il Roland Garros è stato incredibile”
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Nick Kyrgios ha raccontato le sensazioni provate nel vedere Alexander Zverev conquistare il Roland Garros. L’australiano, intervenuto con la stampa durante l’ATP 500 di Halle, ha parlato del successo del tedesco e del significato che può avere per un giocatore della sua stessa generazione.
La vittoria di Zverev a Parigi ha chiuso una lunga attesa. Per anni il tedesco è stato considerato uno dei grandi candidati a vincere un titolo del Grande Slam, ma tra finali perse, pressioni e infortuni il traguardo sembrava sempre sfuggirgli. Kyrgios, che conosce bene il peso delle aspettative, ha mostrato grande rispetto per il percorso del numero 3 del mondo.
“Mi sono reso conto di aver avuto più successo della maggior parte degli atleti, non solo nel tennis ma in qualsiasi sport e praticamente in qualsiasi ambito”, ha dichiarato Kyrgios, secondo quanto raccolto da Tennis365.
L’australiano ha spiegato di aver imparato ad accettare anche i momenti degli altri: “Ho abbastanza fiducia per sapere quando era il mio momento, ma anche abbastanza umiltà per capire che adesso può essere il momento di qualcun altro”.
Parole non banali, soprattutto da parte di un giocatore spesso raccontato soltanto attraverso il suo lato più provocatorio. In questo caso, Kyrgios ha scelto un tono molto diverso, quasi di ammirazione, davanti al percorso compiuto da Zverev.
“Vedere Sascha superare finalmente quella barriera è stato incredibile”, ha detto. “È stato uno dei giocatori più costanti del circuito negli ultimi dieci anni”.
Kyrgios ha poi ricordato il terribile infortunio alla caviglia subito da Zverev al Roland Garros 2022, durante la semifinale contro Rafael Nadal. Un momento che avrebbe potuto cambiare definitivamente la carriera del tedesco.
“Molta gente dimentica che quel terribile infortunio che ha subito mette fine alla carriera del 99% dei giocatori”, ha sottolineato l’australiano.
Zverev avrebbe potuto accontentarsi di quanto già costruito: titoli importanti, una carriera da top player, anni ai vertici del circuito. Invece ha scelto di ricominciare, affrontare la riabilitazione, ritrovare fiducia e tornare competitivo ai massimi livelli.
“Avrebbe potuto accontentarsi di tutto quello che aveva già ottenuto, ma ha avuto l’ambizione di tornare, recuperare il suo livello, superarlo e diventare persino un giocatore migliore. Sinceramente, questo mi sembra abbastanza spaventoso”, ha aggiunto Kyrgios.
Il passaggio più forte riguarda proprio la dedizione necessaria per un ritorno del genere. “L’ossessione e la dedizione che richiede qualcosa così sono incredibili”, ha spiegato l’australiano.
I due si sono incrociati anche ad Halle. Kyrgios ha raccontato di aver visto brevemente Zverev in caffetteria e di avergli fatto un gesto di approvazione: “Gli ho fatto il pollice in su. Lui sa già quello che ho detto su di lui in questi giorni e sono felicissimo per il suo successo”.
Il tema, però, va oltre la semplice vittoria di un amico o collega. Kyrgios ha difeso anche la generazione di Zverev, spesso definita in modo critico come “generazione perduta”.
“Penso che abbia dovuto sopportare molte avversità, molte critiche e molti detrattori”, ha detto. Poi ha aggiunto: “Ieri ho visto un video assurdo sulla cosiddetta generazione perduta, quella che prima ha dovuto convivere con i Big Three e poi con Sinner e Alcaraz. Non è piacevole sentire cose del genere”.
Il riferimento è chiaro: Zverev, come altri giocatori della sua epoca, ha costruito la propria carriera in una fase storica estremamente complessa. Prima ha dovuto confrontarsi con Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic; poi, quando sembrava aprirsi uno spazio maggiore, sono arrivati Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.
In questo contesto, il primo Slam di Zverev assume un valore ancora più grande. Non è soltanto un titolo, ma la risposta a un’etichetta pesante, quella di campione incompiuto o di giocatore incapace di completare il salto definitivo.
Kyrgios ha voluto ricordare proprio questo aspetto: vincere dopo anni di pressioni, dolore fisico e critiche rende il successo ancora più significativo. Il Roland Garros non ha soltanto premiato il tennis di Zverev, ma anche la sua resistenza mentale.
L’australiano, reduce a sua volta da stagioni complicate e da lunghi stop, conosce bene il peso degli infortuni e della fatica nel ricostruirsi. Anche per questo le sue parole su Zverev hanno un valore particolare: non sono complimenti di circostanza, ma il riconoscimento di chi sa quanto sia difficile rientrare davvero ad alto livello.
Zverev ha finalmente superato la barriera dello Slam. E per Kyrgios, vederlo riuscire in questa impresa è stato qualcosa di speciale: il successo di un rivale, ma anche il riscatto di una generazione troppo spesso giudicata con superficialità.
Marco Rossi
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Gli altri hanno vinto battendo chi stava meglio di loro in classifica (Wawrinka, Del Potro, …).
Zverev ha vinto ma ha vinto senza giocare contro Alcaraz o Sinner.
Vedremo nei successivi slam se la vittoria slam e’ stata fortuita o no.
Comunanza di inchieste giudiziarie lo rende solidale…
Sasha ha quasi vinto il rg. Molto ce le ha messo Flavio che gli ha regalato 2 set. Dei restanti 3 giocati Sasha ne ha persi due..non voglio poi sindacare su chi ci fosse e chi no ma la finale, un cobolli più esperto del scafato nel tesaurizzare la fatica psicofisica, l’avrebbe magari persa ma sul filo del rasoio visto anche come era messo a giocare il tedesco quando è modalità crisi: pallettarismo in attesa dell’errore altrui. Per carità si merita il titolo finalmente, non lo nego, ma, a parte le flatulenze don qbbondiane del disperato Nick, poteva anche non vincerlo, ci è andato vicino almeno alla fine del 4 set…contro sinner sarebbe stato un periodo 6/4 senza storia…e in pieno controllo
È entrato nelle vesti intellettuale/grande saggio, forse ancora più fastidioso di quando sparava ca@@ate
Che …
Senza i primi 2: non credo proprio.