Djokovic si esprime su Zverev dopo il trionfo al Roland Garros: “Ti conosco da quando avevi 10 anni”
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La vittoria di Alexander Zverev al Roland Garros ha generato una lunga serie di messaggi di congratulazioni, ma pochi hanno avuto la forza emotiva di quello pubblicato da Novak Djokovic. Il campione serbo ha voluto dedicare parole molto sentite al tedesco, fresco vincitore del suo primo titolo del Grande Slam dopo anni di inseguimenti, delusioni e pressioni.
Djokovic, ancora una volta, ha mostrato il suo lato più umano. Non si è limitato a una semplice frase di circostanza, ma ha scritto un messaggio personale, profondo, costruito su una conoscenza che parte da lontano. “Sascha, ti conosco da quando avevi 10 anni”, ha ricordato Nole, sottolineando come il rapporto con Zverev e la sua famiglia sia nato molto prima delle grandi sfide sul circuito maggiore.
Il serbo ha raccontato di ricordare Alexander bambino, mentre giocava sui campi di allenamento contro suo fratello minore, mentre lui stesso affrontava Mischa Zverev, fratello maggiore di Sascha, nei palcoscenici più importanti del circuito professionistico. Da lì è nato un legame cresciuto negli anni, fatto di rispetto, amicizia e condivisione.
Djokovic ha parlato di una relazione costruita nel tempo, attraverso tante conversazioni non solo di tennis. Tattica, strategie di gioco, vita, famiglia e business: il rapporto tra i due è andato oltre la rivalità sportiva, rafforzandosi anche grazie a esperienze condivise come la Laver Cup, dove i momenti trascorsi insieme fuori dal campo hanno consolidato ulteriormente il loro legame.
Nel suo messaggio, Djokovic ha poi toccato uno dei punti più delicati della carriera di Zverev: il lungo percorso per arrivare al primo Slam. Il serbo ha ricordato le difficoltà affrontate dal tedesco sin da giovane, compresa la sua malattia, e soprattutto le barriere mentali superate nel corso degli anni.
“Hai zittito tutte quelle voci che dicevano che non avresti mai vinto un Grande Slam”, è il senso del messaggio di Djokovic, che ha voluto rimarcare quanto questo successo renda il trionfo di Parigi ancora più speciale e memorabile.
Il passaggio più emozionante riguarda le lacrime di Zverev dopo il match point. Djokovic ha confessato di essersi commosso nel vedere Sascha condividere quel momento con i genitori, il fratello e il suo team. Un’immagine potente, quella del tedesco finalmente liberato dal peso di un’attesa durata più di dieci anni.
“Sono felice per quello che hai raggiunto”, ha scritto Djokovic, riconoscendo a Zverev il merito di aver lavorato duramente su ogni difficoltà fino a trasformare quel sogno in realtà. Il messaggio si è chiuso con un invito semplice ma significativo: “Te lo meriti. Goditelo”.
La dedica di Djokovic racconta molto non solo del rapporto tra i due campioni, ma anche del rispetto che Zverev si è guadagnato nel circuito. Per anni il tedesco è stato indicato come uno dei migliori giocatori senza un titolo Slam. Ora quella definizione non esiste più.
Il Roland Garros ha consegnato a Zverev il trofeo che gli mancava, ma il messaggio di Djokovic gli ha regalato qualcosa di diverso: il riconoscimento sincero di un campione che conosce bene il peso delle attese, delle critiche e della pressione. E forse proprio per questo le sue parole hanno colpito più di tutte.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Alexander Zverev, Novak Djokovic

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Ricordando che da sempre ha diabete mellito
Tra i giocatori in attività, il giocatore più forte a non aver ancora vinto un titolo Slam è al momento Berrettini seguito da Ruud.
In effetti Zverev sembra molto amato, comunque stimato, dai campioni del circuito. Rimarrà sempre l’ombra per quell’accusa di violenza domestica da parte della sua ex fidanzata. Un personaggio forse per certi versi ambiguo, ma certamente un ottimo tennista, anzi, oserei dire un campione.
Ieri ho commentato nulla, per la tensione, e per non scrivere troppe cazzate. E ho letto nulla dei commenti che ero triste.
Zverev avrà meritato perché ha la sua bella storia. E’ lassù per merito.
Posso dire però che i colpi più belli, coraggiosi sono stati del Cobb? Per come l ho vista io. Aldilà delle prime in campo che evidentemente hanno fatto la differenza.
Poi gli manca l’esperienza. Negli ultimi due set era un po’ spento (occhio da pesce sul banco al mercato).
In definitiva lo vedo bene bene. Non da impensierire i due in cima più di tanto, ma tutti gli altri si.
Scusate l’OT clamoroso che qui si racconta altro.