Il cuore di Berrettini, la corsa Arnaldi, la lucidità di Cobolli. Storie di un Roland Garros “diverso”
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È bellissimo svegliarsi questa domenica mattina assaporando insieme al caffè d’ordinanza la soddisfazione di due imprese azzurre a Roland Garros, più una vittoria tanto secca quanto convincente. Cobolli, Arnaldi e Berrettini, un tris d’Assi negli ottavi dello Slam “rosso”, a tenere alte le speranze degli appassionati italici nonostante la dipartita dolorosissima di Jannik e l’assenza di Musetti che, visto come sta andando questo bizzarro RG26, avrebbe avuto una chance clamorosa per sognare un titolo da leggenda. Purtroppo coi “ma” non si scrive la storia e dobbiamo affidarci alla energia e livello di Cobolli, alla rinascita fisica e agonistica di Arnaldi e alla grinta e cuore immenso di Berrettini per continuare a sognare qualcosa di immenso in questo torneo che vedrà necessariamente un nuovo campione Slam. È ardito scriverlo, ma perché no, potrebbe essere anche uno dei nostri.
In questo caffè domenicale non è interessante addentrarsi in previsioni, meglio lasciar scorrere partite ed emozioni e vivere quello che di mirabile questo torneo potrà ancora raccontarci. Anche vivere la sorpresa è una parte fondamentale dello sport, e del tennis in particolare. Sta accadendo di tutto e di più a Parigi, tra una serie impressionate di match al quinto di durata eroica (ieri 5 ore e 58 tra Cerundolo e Landaluce!?!) e personaggi che fanno a gara per emergere e dire la propria in un contesto generalmente riservato a pochi eletti. Stavolta no, toccherà a un nuovo volto alzare al cielo parigino la Coppa dei Moschettieri, che sia finalmente la volta di Zverer, o di Ruud (qua già finalisti), oppure chissà un giovane classe 2005-2006, successo che lo consacrerebbe tra i grandi della disciplina, lancio verso una carriera fulgida. Di sicuro un’edizione così particolare di Roland Garros non accadeva dall’Era Pre-nadaliana, visto che col suo avvento questo torneo è diventato per quasi 20 anni un monopolio, con un paio massimo di sfidanti concreti.
Cobolli ieri contro Tien ha convinto su tutta la linea, andando a prendersi di forza, energia ma anche tantissima lucidità tattica un successo limpido. Non ha esagerato, non è mai calato, questi i due aspetti più interessanti della sua prestazione. Flavio non ha ancora perso un set nel torneo, e nell’Era recente è roba per veri Campioni, ci sono riusciti solo Nadal e Sinner. Lui tiene un profilo basso, giustamente, ma osservando il suo sguardo nella conferenza post partita è chiaro che c’è una luce intensa, quella di chi sa di essere forte e di non aver niente in meno rispetto a chi può ambire ad arrivare sino in fondo. Del resto, se si prendono i giocatori rimasti in gara, se la può davvero giocare contro tutti e li ha praticamente superati tutti o ha il potenziale di farlo.
Arnaldi ha esaltato contro un Collignon altrettanto potente e scatenato. Senza addentrarsi nei meandri di un’altra partita lunghissima e girata più volte, ha convinto la ritrovata energia e forma atletica di Matteo, quella che purtroppo aveva perso per mesi e non gli consentiva di esprimere il suo tennis rapido nella copertura del campo e ricco di possibilità. Il piede sembra a posto e la cavalcata di livello a Roma gli ha restituito fiducia nel suo corpo e nei suoi colpi. “Arna” si esalta nella lotta, non si dà mai per vinto e con i suoi contrattacchi risoluti e affondi improvvisi può sorprendere e diventare avversario assai scomodo per tutti. Va considerata la fatica accumulata fin qua, ma questo sta diventando un fattore – e fardello – quasi per tutti… Quindi vedremo chi sarà più duro, in un torneo che sta diventando una sorta di “Ne resterà soltanto uno…” (cit).
Del nostro Matteo nazionale, che dire… Solo quando hai un cuore grande quanto il Bois de Boulogne puoi credere di farcela, vedendo da dove arrivavi. La sua prestazione impalpabile sul piano atletico e mentale di Roma era roba troppo brutta per essere vera, non poteva appartenere ad un ragazzo con così tanto talento e classe, uno che ha vinto molto e sa vincere le partite. Proprio questo ritengo che abbia fatto la differenza nella vittoria su Comesana. In una battaglia così intensa e logorante, è stato sorprendente e bellissimo vedere Berrettini sprintare con tanto vigore e reattività dopo 3, 4, 5 ore di lotta… Dopo aver subito i contro break e rimonta nel secondo set, il timore che stesse per calare il Sipario sulla sua partita era lo scenario più plausibile, ricordando le prestazioni del 2026, con qualche set di ottimo livello ma anche crolli fisici fragorosi. Stavolta no. In questo torneo, no. Berrettini voleva fortissimamente ritornare a sentirsi giocatore nei grandi contesti, dove era abituato a vincere e battagliare coi grandi. Nel 2021 in questo torneo aveva portato Mr. Record Djokovic allo strenuo delle forze nei quarti, e solo quel maledetto break per far uscire il pubblico in era Covid aveva interrotto un flusso assai positivo, con Novak assai più stanco e sotto sul piano del gioco. Del resto la fortuna non è mai stata a fianco del romano, con infortuni e mille altre sfighe ad affossarlo. Matteo però ha un cuore, una voglia e una classe che lo porta a rinascere ogni volta. Deve sentire qualcosa di speciale, un colore, un odore, una prospettiva che lo riaccenda. E quando riparte torna “The Hammer”, capace di trovare mazzate imprendibili, tantissime variazioni di qualità e una forza atletica e soprattutto mentale superiore.
Quando ieri si è approdati al Super Tiebreak del quinto, per assurdo chi vi scrive era rilassato, anche nei momenti più duri, anche nei match point avversi. Perché Matteo è giocatore, sa vincere le partite e gestire i momenti difficili come pochi altri quando il fisico c’è e lo sostiene. Nello spettacolare match di terzo turno, Berrettini ha ritrovato la forza di un toro, piuttosto reattivo anche con ore di corse nelle gambe, e la sua differenza di mentalità, esperienza a questo livello e possibilità tecniche rispetto a Comesana era enorme, e alla fine ha pagato. Si può dire solo Grazie a Matteo per le emozioni che ci ha regalato. Vada come vada, ritrovarlo a questo livello è la notizia più bella che poteva arrivare da questo torneo. Un torneo che nonostante l’assenza dolorosa di Jannik ci sta regalando emozioni tumultuose, e chissà cosa ancora ci regalerà.
Marco Mazzoni
TAG: Flavio Cobolli, Marco Mazzoni, Matteo Arnaldi, Matteo Berrettini, Roland Garros 2026

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Un solo appunto a questo articolo bellissimo ,il termine “Dipartita” suona bruttissimo,sarebbe stato meglio scrivere sconfitta dolorosissima.
Abbiamo vinto la Coppa Davis senza Jannik e mi auguro che uno dei nostri Moschettieri vinca il Roland Garros o per lo meno che raggiunga la finale. Sperem!
Senza Sinner puo vincere chiunque…la classifica e evidente tra il numero 1 e il resto ballano 8000 mila punti e piu…quindi e una situazione normale trovare tanto equilibrio a queato punto del torneo….
Cerchiamo di non vendere la pelle dell’orso prima…
Come sempre lucido ed equilibrato Mazzoni,dopo la delusione per Sinner già ampiamente commentata un sabato di emozioni inattese per intensità e durata ci portano a guardare alla seconda settimAna con tante speranze ormai può vincere davvero chiunque….
3 italiani su 8 agli ottavi nella parte alta e non Sinner.
Se me lo avessero detto prima dell’inizio del torneo avrei suggerito un TSO urgente, invece (purtroppo per Jan) è tutto vero.
Ma voi lo incontrereste volentieri Berrettini a Wimbledon? Io no
Beh carta canta , personalmente ho scritto più volte che Berrettini era favorito per il suo gioco , servizio e diritto e slice di rovescio, che avrebbe destabilizzato il classico pallettaro argentino.
Sul facilmente invece non è andata come avevi pronosticato. Grande resilienza di Matteo invece.
@ Groucho (#4628484)
@ Groucho (#4628484)
Se dici che l’ha vinta facilmente, ne sminuisci il valore. Chiudere la partita al tiebrak a 10 del quinto set, dopo 5 ore di gioco, non mi sembra affatto una vittoria facile. E’stata tanto combatutta che per la prima volta ho visto piangere Berrettini. enzo
La giornata trionfale di ieri ha sfatato per sempre il luogo comune che :
Gli italiani non vincono i tie break decisivi.
Se sono sotto nei set non recuperano ed affondano
Sotto Sinner niente.
A proposito di Sinner, con lui sarebbero 4 su 16, lui fa apparire modesti tennisti che modesti non sono perché è un grande campione.
Sinner ha polverizzato Cerundolino con 17 games a 5, ne mancava
uno e poi sarebbe andato sotto la doccia, e poi Cerundolino elimina il celebrato Landaluce.
Buona domenica e sempre forza GrandItalia.
“facilmente” …
Grazie ragazzi, ci voleva una giornata così per lenire le ferite della dolorosa uscita del nostro condottiero.
Bravo Flavio, aveva l’avversario teoricamente più difficile e non l’ha neanche visto.
Bravi i due Matteo, una battaglia epica.
A questo punto ci vorrebbe che uno dei tre incontrasse Panattone sul Centrale domenica: ha un pacco da consegnare, il destinatario era un altro, ma ha avuto un contrattempo; va bene lo stesso.
Bravo anche Mazzoni.
Bravi tutti.
(Bravo pure Cerundolino che danno sempre tutti per spacciato ed è ancora lì. Mi era piaciuto per la compostezza nella vittoria fortunosa con Sinner che comunque non è stata facile: per dire, suo fratello è stato in una situazione molto simile due anni fa contro un Djokovic infortunato e ha perso)
Grande Mazzoni.
Grazie.
Questa è una edizione “matta” come ce ne sono state tante. Quindi bisogna mantenersi calmi e giocare sempre un punto alla volta, se si alza la testa e si guarda il tabellone possono venire pensieri che disturbano. Finora tutto bene, continuare così, ma, ripeto, pochi voli. Chi parte papa, ahimè, finisce cardinale! Anche la parte bassa oggi potrebbe avere qualche scossone, la racchetta diventa pesante per tanti. Zwerev se non vince questa edizione si farà frate, Jodar potrebbe avere le vertigini, Rublev ha la sua testa da tenere a freno. Anche senza italiani oggi c’è di che vedere.
E ora abbiamo un ottavo di finale in cui il tre su tre non è impossibile affatto anzi, sulla carta Cobolli e Berrettini partono favoriti addirittura e Arnaldo per nulla chiuso
Domani sarà una giornata molto emozionante
Bravo Mazzoni come sempre, però rivendico io di essere stato l’unico in diretta a sostenere che Berrettini l’avrebbe vinta facilmente. E così e stato.
Grande Mazzoni !
Articolo… “imperiale” ! 🙂