Joao Fonseca frena i paragoni con Sinner e Alcaraz: “Non sono ancora vicino a loro”
2 commenti
Joao Fonseca continua a prendersi la scena, ma lo fa con il talento in campo e con grande lucidità fuori. Dopo la vittoria all’esordio nel Masters 1000 di Monte-Carlo contro Gabriel Diallo, il giovane brasiliano ha parlato del suo momento, della sua crescita sulla terra battuta e soprattutto dei continui paragoni con Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, che per ora preferisce tenere a distanza.
Fonseca ha raccontato con entusiasmo le sensazioni provate nel suo debutto nel Principato, sottolineando quanto la giornata sia stata speciale per lui: “Questa è una città fantastica, è piccola ma super bella. Oggi mi sono sentito benissimo in campo, è stata una grande partita, una grande vittoria in un grande torneo. La mia prima volta su questo campo, quindi è stata un’esperienza davvero speciale. Me ne vado felice per il modo in cui ho giocato e per essere rimasto positivo per tutto il secondo set”.
Il brasiliano ha poi parlato del suo rapporto con la terra battuta, una superficie che sente particolarmente sua. Fonseca ha spiegato di aver sempre avuto armi importanti, soprattutto con il diritto, ma di aver lavorato negli ultimi anni per rendere il suo tennis più solido e completo. “Credo di aver sempre avuto le mie armi, sia di diritto che di rovescio, anche se soprattutto con il diritto. Lì ho sempre avuto molta potenza, ma l’ho sviluppata molto di più in questi anni per diventare più solido man mano che crescevo”, ha detto.
Poi ha aggiunto un concetto che racconta bene la sua identità tecnica: “Credo di poter fare molto bene sulla terra, sono nato sulla terra battuta, anche se è una superficie che richiede pazienza. Oggi sentivo di poter vincere ogni punto e colpire la palla molto forte, anche se a volte finiva contro le recinzioni. Capisco che tutto richieda sforzo e un processo per diventare pazienti, ma è proprio questo che la terra battuta mi ha sempre dato. Sono condizioni dure, più esigenti, ma io mi sento benissimo”.
Il passaggio più interessante, però, è stato quello sui confronti sempre più frequenti con i due grandi riferimenti della nuova generazione, Alcaraz e Sinner. Fonseca ha voluto frenare l’entusiasmo generale, pur senza nascondere l’ambizione di poter arrivare un giorno a quei livelli. “Ho giocato bene contro entrambi, sono state buone partite, ma non sono ancora vicino. Spero di esserlo in futuro, adesso è ancora presto, anche se sono state buone partite”, ha spiegato con grande onestà.
Il motivo, secondo lui, è semplice: la differenza vera sta nella continuità. “Loro giocano a quel livello in ogni partita, quindi io devo essere più costante, lavorare più duramente, ma sono sulla strada giusta. Ognuno ha il suo tempo, il mio momento arriverà, per ora sto facendo molto bene. Se continuo con questa routine e con questa mentalità di lavorare in silenzio, credo che le aspettative saranno rispettate”.
Fonseca ha poi allargato il discorso alla pressione che spesso viene messa sui giocatori più giovani, subito proiettati ai vertici del ranking dopo pochi exploit. Il brasiliano ha mostrato una maturità notevole anche su questo tema: “La gente vede i giocatori giovani fare grandi cose e ci mette subito nella parte alta della classifica, ma le persone hanno bisogno di tempo, ognuno ha il proprio tempo, quindi io voglio scrivere la mia storia”.
E ancora, con parole che raccontano perfettamente il suo approccio: “Spero di essere lì a competere con loro, ma la gente deve capire che ho bisogno di tempo per diventare ciò che loro vogliono, e anche ciò che io voglio diventare. Voglio essere il numero uno del mondo, ma ho bisogno di prendermi il mio tempo, devo essere umile per capire questo. Spero di avere un futuro brillante davanti”.
Fonseca, dunque, non scappa dalle aspettative, ma nemmeno si lascia trascinare troppo in fretta in paragoni pesanti. Sa bene dove vuole arrivare, ma sa anche che il percorso richiede tempo, pazienza e lavoro. E forse è proprio questa consapevolezza, unita al talento, a renderlo uno dei prospetti più affascinanti del tennis mondiale.
Marco Rossi
TAG: Joao Fonseca, Masters 1000 Monte Carlo, Masters 1000 Monte Carlo 2026

Sinner
Alcaraz
Zverev
Djokovic
de Minaur
Auger-Aliassime
Shelton
Medvedev
Sabalenka
Rybakina
Swiatek
Svitolina
2 commenti
e spesso non serve a niente !!!!!
Ce n’è di polenta da mangiare!
😉