Cemento, terra battuta, quale superficie prefertita? La splendida risposta di Sinner
29 commenti
La bella vittoria conquistata ad Indian Wells ha restituito pienamente sorriso e fiducia a Jannik Sinner, e anche ai suoi milioni di tifosi, non del tutto sereni dopo un inizio di 2026 del campione di Sesto Pusteria buono ma non al livello delle partenze “razzo” delle due stagioni precedenti, segnate dal titolo agli Australian Open. Con una condizione atletica in crescendo e colpi progressivamente più incisivi, l’altoatesino ha concluso le due settimane in California con un successo molto importante, il primo del nuovo anno, che lo riavvicina in classifica all’attuale leader Carlos Alcaraz. Il titolo a Indian Wells ha completato una sorta di Grande Slam in carriera per Sinner nei maggiori tornei su campi in sintetico: Australian Open, US Open, i 6 Masters 1000 (Indian Wells, Miami, Open del Canada, Cincinnati, Shanghai e Parigi indoor) e le ATP Finals, vinte nelle ultime due edizioni a Torino. Jannik è diventato il più giovane a riuscirci e riflettendo di questo negli studi di Tennis Channel in quel di Indian Wells, la sua risposta sulle varie superfici è tanto semplice quanto significativa.
“I campi in duro sono la mia superficie preferita” afferma Sinner negli studi del network statunitense. L’intervistatore lo interrompe affermando, “Ma ti piace anche la terra battuta!“. E Jannik risponde di getto: “A me piace giocare a tennis! In generale!” con una gran risata di tutti i presenti nello studio. Continua poi l’azzurro, spiegando meglio il concetto: “Ho cambiato un po’ la mia mentalità un paio d’anni fa. Ho cercato di muovere diversamente il mio gioco e come mi sentivo in campo, il tutto per cercare di farmi meno problemi possibili ed essere molto rilassato. Alla fine questo è uno sport molto mentale e cerco di essere molto calmo. Anche oggi (nella finale di Indian Wells, ndr) lo sono stato nei momenti importanti e questo mi aiuta moltissimo”.
Una riflessione che potrebbe essere banale, ma che in realtà non lo è affatto. Il tennis è uno sport molto difficile, mentale, è necessario affrontare non solo i problemi posti dagli avversari ma anche quelli che ciascun giocatore più crearsi da solo per la tensione, l’ansia, il non gestire in modo sereno il contesto e le condizioni di gioco. Più volte Jannik ha affermato in altre interviste: “Non posso cambiare il campo su cui sto giocando, o le palle, o il vento quando c’è. Posso però cambiare la mia mentalità e come reagisco a tutto questo, trovando il modo per giocare il mio miglior tennis e non farmi condizionare da quello che non si può controllare”. È la spiegazione di una mentalità vincente, quella che ha portato Sinner al n.1 del mondo e trionfare i tutti più grandi appuntamenti.
Marco Mazzoni
TAG: Jannik Sinner, Marco Mazzoni, Masters 1000 Indian Wells 2026

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Anche io come te. Leggendo un post di un utente, mi scattò la curiosità. Ed è questo il bello di questo forum scoprire, confrontarsi,nonostante i provocatori che, a volte, possono anche far sorridere
Sempre sia lodato…amen
Dopo aver rinnovato il vecchio campo di casa ex-fondo di mattoni tritati, ormai da anni degenerato a prato di sterpaglia, ora finalmente, in cemento a fondo verde lucido, lo dedicheremo proprio al mio caro conterraneo Jannik Sinner!
Non è che enzo avesse ragione sui campi di tennis? Duri, su terra rossa, erba, il bravo giocatore se ne sbatte delle superfici. A me piace giocare a tennis, ripete Jannik, lasciando intendere che per lui un campo vale l’altro. enzo
@ zedarioz (#4576259)
Posso solo ipotizzare che l’utente a cui fai riferimento probabile che fosse Brufen.
@ zedarioz (#4576255)
Come gia risposto ad un altro utente, io non metto neppure i rossi.
Io invece l’ho seguito dal challenger precedente, quello di Ortisei di Novembre 2018.
Lo segnalò un utente del sito (ma non ricordo chi) perchè a fine 2018 era assolutamente sconosciuto, io non l’avevo proprio mai sentito.
Nè parlò molto bene e allora guardai quei 2 incontri e mi fece un’impressione incredibile. Poi lo rividi a Bergamo e fu devastante. Al primo challenger passò un turno, al secondo lo vinse dominandolo in lungo e in largo. Personlemente, a parte i missili che partivano dalla racchetta, ero impressionato dalla risposta. Rispondeva sul veloce come se fosse la cosa più facile del mondo.
Quanto carisma questo ragazzo!
E’ un troll pure incapace di farlo, non rispondete ai provocatori.
@ Marco M. (#4576245)
Io sono un gufo e sono stato contento (più di) 25 volte.
Certamente – un vantaggio notevole era che il circuito challenger trasmetteva tutte le partite in chiaro via streaming.
Quindi è molto probabile che molti l’abbiano visto.
Ho visto solo dopo aver gia postato il precedente: siamo almeno in 3.
@ guido Guest (#4576213)
Io l’ho visto giocare da Roma 2019 (a Bergamo no).
@ Marco M. (#4576245)
Marco, mi dispiace ma seguo prevalentemente WTA, di ATP guardo solo alcune finali.
Non mi interessa molto il tennis maschile, ma cerco di essere obiettivo a differenza di molti…
Ergo, la maggior parte, temo.
Il Challenger anche io, ma Sinner lo si seguiva già come predestinato.
Solo che c’era tanto scetticismo, dal dopo Panatta non li conto quelli su cui ho sperato per nulla… Ed era ancora in attività Quinzi, ultima delusione…
Hai sbagliato verbo: non lo segui, lo gufi…
E ci sei già restato malissimo 25 volte 😎
Siamo in 2 :-))
Io devo essere stato l’unico pirla che se l’è perso
Per me è sufficiente che quest’anno salga a quota due…
12 giorni con temperature mai oltre i 27 gradi, creano i presupposti ideali per Jannik.
Miami è per distacco il torneo in cui esprime il suo miglior tennis, indipendentemente dai risultati.
@ francesco9696 (#4576198)
Simpatia portami via eh!
A sentire tutti quelli che lo seguono dal Challenger di Bergamo, quello deve essere stato l’evento sportivo più seguito nella storia.
Comunicazione di servizio, Patrick 25 e Francesco 9696 sono troll, haters,…
Vieni a vedere chi sono i provocatori cara Annie ma fatemi il piacere
@ francesco9696 (#4576198)
Tre mesi per prepararsi ma ci sei o ci fai? Alla faccia degli espertoni di questo Blog
Lo seguo dal Challenger di Bergamo, a memoria ricordo che ha vinto solo un 250 a Umago contro Alcaraz su terra rossa.
L’ anno scorso ha avuto tre mesi per prepararsi in vista di Roma e Parigi ma ha perso due finali
Chiama Iga che ti dà una mano…
Figurati…alla Diadora pagano poco, mica bastano i quattrini presi in Arabia Saudita
Cavolo grazie!!! Non lo sapevamo … 😀 😉
mi piacerebbe che Sinner abbandonasse Nike e come sponsor scegliesse Diadora, tennista italiano chiama marchio italiano