Il servizio più strano del circuito? La tecnica “ribelle” di Sapfo Sakellaridi (Video)
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Nel tennis esistono mille modi per servire. Ogni giocatore costruisce il proprio movimento in base a coordinazione, altezza, timing e sensibilità. C’è chi sceglie un gesto classico e fluido, chi predilige una meccanica più compatta, chi ancora punta tutto su potenza o rotazioni esasperate. Ma ogni tanto spunta una tecnica che rompe gli schemi.
È il caso di Sapfo Sakellaridi, tennista greca arrivata fino alla posizione numero 253 del ranking WTA, diventata virale per un servizio decisamente fuori dagli standard tradizionali.
Un colpo controtempo
La particolarità del suo movimento sta nel timing dell’impatto. Mentre nella maggior parte dei casi la palla viene colpita nel punto più alto della parabola o appena dopo l’apice, Sakellaridi anticipa tutto: colpisce la palla quando è ancora in fase di salita.
Non solo. L’impatto è spesso accompagnato da un taglio marcato, con una traiettoria carica di effetto e una velocità sorprendente. Il risultato è un servizio imprevedibile, che rompe il ritmo dell’avversaria e crea angoli insoliti.
It's 2026 & Sapfo Sakellaridi is still using her legendary service motion pic.twitter.com/1CECNC80hY
— Alex Boroch 🎾 (@Alex_Boroch) February 26, 2026
Ortodossia vs creatività
Nel tennis moderno si tende a insegnare meccaniche molto codificate, studiate per massimizzare efficienza e ridurre il rischio di errori o infortuni. Proprio per questo il gesto della greca colpisce: sembra andare contro i manuali tecnici.
Eppure, come spesso accade nello sport, non esiste un’unica strada. Se il movimento funziona e consente di competere ad alto livello, diventa parte dell’identità del giocatore.
Un’arma o un rischio?
Un servizio così anticipato può avere vantaggi:
Riduce il tempo di reazione dell’avversaria
Genera traiettorie atipiche
Rompe il ritmo dello scambio
Allo stesso tempo, però, richiede un timing perfetto e può essere più difficile da controllare nelle giornate meno ispirate.
In un panorama sempre più standardizzato, la tecnica di Sapfo Sakellaridi rappresenta un promemoria: il tennis è anche creatività, adattamento, personalità. E a volte, le soluzioni più insolite sono quelle che lasciano il segno.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Curiosità, Sapfo Sakellaridi

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Mai comico come quello del grande Karsten Braasch
Quanto vedo in queste immagini mi ricorda i drittoni affettati della mitica (almeno per me) Niculescu.
Anche per lei si sprecavano i dileggi, ma intanto la sua bella carriera la fece.
uno starnuto
Io ho giocato in D4, tipo venti anni fa, contro un ragazzo senza mano sinistra che si lanciava la palla con l’incavo del gomito e a occhio tirava una prima piu scomoda e rotante di questa qui…
Gli appassionati diversamente giovani ricorderanno l’americano Jay Berger che negli anni 90 arrivò a ridosso dei top ten. Ecco,se si parla di servizio “anomalo” ( aggiungo brutto da vedere e sgraziato ma efficace) a me viene in mente lui.
Ottimo servizio amatoriale
E stato ricavato con mesi di video analisi! Troppo complesso per essere insegnato da un maestro.
Ma pagare un paio d’ore un maestro che le insegna come si fa no ?
Oddio, anche Perricard, giusto per citare uno che serve molto bene, colpisce di norma la palla quando è ancora in fase ascendente… ce ne sono tanti, non vedo le ragioni per farci un articolo
Vabbè addirittura un articolo per sta boiata
In realtà serve normalmente come tutte le altre, solo la seconda la serve in quel modo
Bella sta partita di padel outdoor
Battuta da pallavolista di spiaggia 😕 Mah, contenta lei!
A me sembra una bandeja o una mezza vibora del padel.
Con tutto il rispetto per il Sig. Villarico, ma quella nel video sarebbe una velocità sorprendente? é una mozzarella afilatissima, tanto che l’avversaria risponde ampiamente coi piedi dentro al campo e lei è già in difficoltà in uscita dal servizio.
Niente di che,vista già tempo fa e sostanzialmente ovviamente ad un lancio di palla basso con conseguente colpo solo slice.
Ne ho abbiamo visti tanti ma personalmente ho un ricordo affettuoso di un socio di tantissimi anni fa privo del braccio sinistro e faceva così: palla sull’esterno della scarpa e con la racchetta la portava sul piatto corde e poi,con un movimento oscillatorio e tenendo il palmo in giù,la lanciava per poi colpire di puro piatto. Quello e le palline Tretorn gli consentivano servizi decorosi che sorprendevano per un timing ovviamente inconsueto. In spogliatoio spesso si faceva aiutare per allacciare le scarpe e amava scherzare dicendo che mai avrebbe voluto fare il rovescio come Borg perché poco elegante.
Ricordi di un tempo che fu.
E’ una roba inguardabile e assurda, se lei non riesce a far diverso amen, ma che sia una valida alternativa….diciamo che forse se avesse un servizio degno starebbe 100 posizioni più su…
L’ha copiato da me ma i copia incolla non sono mai come l’originale.