Solo Draper tra i top 20 in campo: la Coppa Davis resta senza le grandi stelle
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La Coppa Davis torna in scena e, come spesso accade negli ultimi anni, riemerge lo stesso interrogativo: i migliori giocatori partecipano davvero alla competizione? Quando il formato è stato rinnovato, uno degli obiettivi principali era proprio quello di rendere la manifestazione più attraente per le grandi stelle, adattandola a un calendario sempre più fitto. Tuttavia, i numeri della prima fase dei Qualifiers 2026 raccontano una realtà diversa.
Tra gli undici giocatori della top 20 mondiale che avrebbero potuto scendere in campo con le rispettive nazionali in questo fine settimana, soltanto Jack Draper ha effettivamente preso parte alla competizione con la Gran Bretagna. Tutti gli altri hanno rinunciato alla convocazione.
Nella lista delle assenze figurano nomi di primissimo piano come Novak Djokovic, Alexander Zverev, Alex de Minaur, Taylor Fritz, Felix Auger-Aliassime, Ben Shelton, Casper Ruud, Jakub Mensik, Holger Rune (per infortunio) e Francisco Cerundolo.
Il dato è significativo e riporta alla luce una problematica già nota: nonostante le modifiche al formato e al calendario, la Coppa Davis continua a faticare nel coinvolgere con continuità i protagonisti del circuito. Un problema che si trascina da anni e che non sembra essere stato risolto dalle riforme introdotte.
Il calendario sempre più congestionato, la necessità di gestire gli impegni individuali e le priorità legate ai tornei ATP e agli Slam restano fattori determinanti nelle scelte dei giocatori. Il risultato è una competizione che, pur mantenendo un grande valore storico e simbolico, non riesce sempre a presentare in campo i nomi più attesi.
La presenza di Draper rappresenta quindi l’eccezione più che la regola in questo primo turno di qualificazioni. Un segnale che riapre il dibattito sul futuro della competizione e sulla capacità del nuovo formato di attrarre stabilmente i migliori giocatori del mondo. Alla fine la riforma ha dato risultati ancora peggiori di quella precedente e forse non andava cambiato proprio nulla, fin dall’inizio.
Marco Rossi
TAG: Coppa Davis, Coppa Davis 2026, Davis Cup, Davis Cup 2026

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l’ho appena detto in un commento in un altro post… la Davis con questa formula è destinata a diventare poco più di un torneo di esibizione… giusto le fasi finali si salvano, ma probabilmente solo perché siamo italiani e le ultime tre Davis le abbiamo vinte noi
Rimpiangere la vecchia Davis è come rimpiangere la Mille Miglia. Semplicemente non si può più fare. E quindi finiamola una buona volta con le recriminazioni contro il formato attuale (che del resto ci ha anche offerto del buon tennis, a differenza delle Mille Miglia di cui restano solo le rievocazioni simboliche)
Le competizioni a squadre nel tennis sono un obsoleto controsenso, quindi se volete la Davis ve la tenete così
Per il vero il numero 10 del ranking Bublik sta giocando i playoff world group 1 – Kazakistan / Monaco
Ma non era solo Sinner a non essere patriottico?
C’é anche Bublik, anche se non nel gruppo principale.
La partecipazione é sicuramente scarsa, ma nei top 20, 9 non erano proprio chiamati a partecipare: i tre Italiani, i due Spagnoli, i tre Russi e Rune.
Gli assenti sono quindi 9 e non 19 come lascia intendere il titolo. Non sono pochi comunque
@ Lollo99 (#4559848)
Scimmiottare la vera Coppa Davis, non ha portato fortuna. La vera Coppa è stata un classico del tennis: sofferenza fisica, al meglio di 5 set, sopportazione al caldo e al freddo, battaglie estenuanti! Niente di tutto questo nell’odierna coppetta, due striminziti singolari e il doppio in due set, con tiebreak finale. enzo
Con il format casa-trasferta possono anche mancare i nomi grossi, ma la Davis per me riconquista il suo fascino (seppur 2 su 3 non sia la stessa cosa del passato). Sembra proprio un’altra competizione rispetto alle anonime final 8