Australian Open 2026, Bellucci e Arnaldi salutano Melbourne: tra segnali positivi e tanta amarezza. Arnaldi, eliminazione amara e il peso del dolore
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Si chiude al secondo giorno il cammino degli azzurri Mattia Bellucci e Matteo Arnaldi all’Australian Open 2026. Due eliminazioni diverse per dinamica e sensazioni, ma accomunate dalla consapevolezza di dover guardare subito avanti, tra riflessioni tecniche e problemi fisici ancora da risolvere.
Bellucci ko con Ruud, ma il lombardo guarda avanti
A chiudere il programma del day 2 sulla Margaret Court Arena è stato il match tra Mattia Bellucci e Casper Ruud, numero 12 del mondo. Il norvegese si è imposto in tre set, ma l’azzurro ha lasciato il campo con più di uno spunto su cui costruire il prosieguo della stagione.
“Sono contento della prestazione perché non venivo da un momento buonissimo, è stata una partita che mi sono anche goduto – ha raccontato Bellucci –. Non sono sceso a compromessi, ho sempre cercato di colpire forte la palla, non posso dire che potessi fare molto di più”.
Il primo set, chiuso sul 6-1 in favore di Ruud, ha però indirizzato l’incontro:
“Sicuramente perdere 6-1 il primo set è stato fastidioso, soprattutto andare sotto così all’inizio, perché comunque va a determinare un po’ le sorti del set, specialmente contro avversari di questo calibro”.
Nonostante tutto, la crescita mostrata nei parziali successivi resta un segnale incoraggiante:
“Un po’ più di lotta iniziale mi avrebbe dato la possibilità di entrare meglio in partita. Però sono andato in crescendo, che è una cosa estremamente positiva, ho lottato molto anche alla fine. Ci sono tanti spunti, è stata una partita importante”.
La delusione per il risultato non cancella quanto di buono visto in campo:
“Sono comunque abbastanza contento della prestazione, ovviamente non contento del risultato, ma sono comunque contento”.
Archiviata Melbourne, la testa è già proiettata oltreoceano:
“Andrò in America, giocherò tutti i tornei: Dallas, Delray Beach, Acapulco, poi Indian Wells, un challenger e poi Miami. Abbiamo un ‘trasfertone’ americano che ci aspetta”.
Arnaldi, eliminazione amara e il peso del dolore
Finisce subito anche l’Australian Open di Matteo Arnaldi, sconfitto in tre set da Andrey Rublev, tredicesima testa di serie. Una partita che il sanremese ha vissuto con grande sofferenza, soprattutto fisica.
“Oggi è andata peggio del previsto, sinceramente. Sapevo di non essere al 100%, e ovviamente in partita c’è sempre un po’ di tensione – ha spiegato Arnaldi – ma già al secondo o terzo game ho fatto un paio di scivolate e ho iniziato a sentire il fastidio al piede. Da quel momento è stato un match di sofferenza, difficile”.
Il problema al piede continua a condizionarlo pesantemente:
“Ho male, giocare così non ha senso; abbiamo fatto tutto quello che mi è stato detto di fare ma ho ancora troppo dolore”.
Una situazione che dura da mesi e che sta diventando difficile da gestire:
“È un problema che mi porto avanti da un po’ di tempo; in teoria adesso è risolto, da tutte le analisi e i controlli che sono stati fatti il piede è a posto, però continua a far male, in campo fa male come prima”.
Arnaldi racconta un disagio che va oltre il semplice aspetto tecnico:
“Ci stavo convivendo, ho giocato per un bel po’ con questo fastidio, tutto l’anno scorso… ma adesso inizia a essere un po’ troppo”.
Il paradosso è che gli esami non mostrano più nulla:
“Prima c’era una microfrattura, adesso non c’è più niente. Non ci sono soluzioni drastiche, le uniche sono delle iniezioni che tolgono il dolore per un po’, ma non risolvono il problema in modo definitivo”.
Questo limita completamente il suo tennis:
“Entro in campo e so di non essere favorito con nessuno in questo momento, soprattutto contro un avversario come Andrey: quello che faccio bene gli dà fastidio, ma il problema è che non riesco a farlo”.
E la frustrazione è evidente:
“Non mi sto divertendo a giocare a tennis così perché sono sempre in sofferenza, dal primo all’ultimo punto”.
Il lavoro con il nuovo coach e la voglia di risalire
Nonostante tutto, Arnaldi non perde fiducia nel percorso intrapreso con il nuovo allenatore Jean-Marcel Bourgault Du Coudray:
“Stiamo facendo un gran lavoro, anche se ovviamente con questo problema al piede non riesco a metterlo in mostra”.
Il livello, secondo lui, c’è:
“Secondo me sto giocando meglio di qualche anno fa, però se non sto bene in campo non riesco a fare il mio gioco”.
Un gioco che vive di corsa, resistenza e ritmo:
“Io non sono solo servizio e dritto: il mio gioco è muovermi e stare in campo più del mio avversario, mandarlo un po’ fuori di testa. In questo momento non posso farlo”.
E senza certezze fisiche diventa difficile pianificare:
“È difficile giocare, fare programmi e porci degli obiettivi”.
Ma la determinazione resta intatta:
“Sicuramente voglio tornare dove ero e voglio anche migliorare perché so di avere il livello per salire, l’ho già dimostrato”.
TAG: Australian Open, Australian Open 2026, Matteo Arnaldi, Mattia Bellucci

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6 commenti
Erano comunque due avversari più bravi e più esperti, quindi praticamente impossibili da battere. Inoltre la situazione di Arnaldi ci fa capire una volta di più che lo sport di vertice è roba da superman. Si capisce l’amarezza di chi sa che con la mente (cioè la tecnica) ce la farebbe pure, ma il fisico non gli sta dietro.
@ Il GUEst (#4547485)
Concordo su Arnaldi, ho scritto la stessa cosa stamattina.
Giocare sul dolore e continuare a perdere e precipitare in classifica ha poco senso. Prima risolva il problema, speriamo presto, e poi ricominci la preparazione. Il ranking protetto lo potrebbe aiutare se la guarigione fosse molto lunga.
@ walden (#4547462)
Adoro lo spirito di Bellucci ma secondo me si sopravvalutano le sue qualità. La sua top 100 in questo momento è inficiata da un risultato che prende circa il 25% dei suoi punti, e che scadrà tra tre settimane.
Ruud, anche se non nel periodo migliore, è un giocatore con la mano pesante, migliorato al servizio. E’ proprio un livello diverso. Oggi i tanti errori di Mattia col dritto derivavano dal fatto che provava a tirare a tutta e quindi sbagliava molto. All’inizio ha provato a giocare al proprio ritmo ed è stato spazzato via. Un set lo può vincere solo se Ruud collabora…. (un po’ come quando fece il miracolo contro Medvedev e Tsitsipas a Rotterdam, entrambi in crisi nera e lui in piena esaltazione, ma sono situazioni uniche)
Dichiarazioni che mi piacciono poco, non mi aspettavo una vittoria di Bellucci, ma che potesse fare qualcosa in più di 7 games contro Ruud onestamente sì, sentire che è contento della prestazione mi lascia un po’ perplesso, soprattutto dopo che ha dichiarato che ha come obiettivo la top 50, mentre penso che a molto breve con la cambiale di Rotterdam in scadenza, uscirà dai 100 e magari tornerà a giocare come sa, l’ho già scritto ma lui è sempre stato un giocatore di striscia, con periodi di eliminazioni continue al primo turno e periodi in cui riesce a giocare un gran tennis e vincere belle partite. Le dichiarazioni di Arnaldi invece mi preoccupano molto, clinicamente pare guarito, ma dice di sentire sempre lo stesso dolore, non è un bel segnale e allora occorre fermarsi e curarsi bene, giocare da infortunato non ha alcun senso
Ora non c’è più niente? Arnaldino caro, cosa dici mai. Resta e ben in evidenza tutta la pressione e l”impossibilità di gestirla, ecco allora che il piede fantasma continua a fare male anche in assenza di dolore. Esamuccio di coscienza bello mio,,qua nessuno è fesso.
Dice di essersela anche goduta…de gustibus non est disputandum, ma francamente, pur non volendo togliere positività a Mattia, non mi sentirei così ottimista. Ho visto buona parte del match, e Ruud non ha fatto proprio nulla di eccezionale, a parte la sua proverbiale solidità, per aggiudicarsela. Peraltro il buon Casper non è che venga neppure lui da grandi risultati. Il match avrebbe, quindi, potuto essere contendibile, se non la vittoria, almeno un set. Io ho visto soprattutto montagne di errori, doppi falli, anche qualche bel colpo, ma che Bellucci sia un giocatore di talento non ci piove. Purtroppo piovono anche partite perse una dietro l’altra: dalla vittoria al Challenger di Sumter, ha vinto 5 partite su 15 disputate, di cui una per ritiro dell’avversario (Shang). Da Agosto non vince due partite di seguito.
Adesso farà la tournée in USA, come quella disgraziata del 2023, quando perse una decina di partite di fila: in questi tornei statunitensi (compreso Acapulco, che è il “cortile di casa” degli yankees) ti trovi con tutti questi nordamericani + assimilati (quelli, per capirsi, che ci sono stabilmente, come Jodar) che conoscono i tornei come fosse il loro salotto, e non ti concedono un’unghia. Non capisco perchè non abbia fatto come lo scorso anno, in Europa, dove ottenne ottimi risultati, per poi tornare a prendersi legnate persino nei challenger messicani. Mah!
Per quanto riguarda Arnaldi, spero non si sia fatto visitare in qualche ambulatorio della ASL di Imperia, dove non mi farei curare neppure un raffreddore…