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Roland Garros, Sinner parte bene e gestisce anche il caldo: “La pressione ci sarà sempre, se non la senti vuol dire che non ti importa”

27/05/2026 00:20 Nessun commento
Jannik Sinner ITA, 2001.08.16 - Foto Patrick Boren
Jannik Sinner ITA, 2001.08.16 - Foto Patrick Boren

Esordio senza scosse per Jannik Sinner al Roland Garros 2026. Il numero uno del mondo ha superato il francese Clément Tabur con il punteggio di 6-1 6-3 6-4, inaugurando nel migliore dei modi il suo cammino a Parigi.

In conferenza stampa, l’azzurro si è detto soddisfatto del debutto, soprattutto considerando le insidie di un primo turno in uno Slam e le condizioni particolari della sessione serale.

Cominciare un torneo è sempre speciale, e giocare di notte è molto bello. Lui gioca molto bene, quindi aspettavo con piacere questa partita”, ha spiegato Sinner. “Ci sono stati scambi molto lunghi e interessanti. Sono soddisfatto del mio livello, perché il primo turno non è mai facile, quindi sono contento”.

Il match ha confermato la solidità dell’azzurro, bravo a partire forte e a non permettere mai a Tabur di trasformare il sostegno del pubblico francese in una vera minaccia. Sinner ha imposto subito ritmo, profondità e controllo degli scambi, gestendo poi con maturità i momenti in cui l’avversario ha provato ad alzare il livello.

Uno dei temi della giornata era il caldo, molto intenso in questo avvio di Roland Garros. Sinner, che in passato aveva vissuto qualche giornata complicata in condizioni estreme, ha però spiegato di aver gestito bene la situazione.

Vedremo. Sono contento di giocare la sessione di notte, ma anche di giorno, qualunque sia l’orario che mi viene assegnato”, ha detto. “Penso di aver gestito bene il caldo. Faceva molto caldo quest’anno, ma non ho avuto problemi e ci siamo preparati bene prima”.

Secondo l’azzurro, il caldo di Parigi resta comunque diverso rispetto ad altre condizioni più dure affrontate nel circuito: “Qui il caldo è diverso, forse non è così duro come in Australia o negli Stati Uniti. Ogni giorno conta, domani sarà una buona giornata per prepararsi e abituarsi al caldo”.

Interessante anche il passaggio tecnico sulle scivolate sulla terra battuta, uno degli aspetti più naturali del gioco di Sinner. L’azzurro ha spiegato come per molti europei il movimento sia quasi istintivo, essendo cresciuti su questa superficie.

Gli europei generalmente sono cresciuti sulla terra, come la maggior parte di noi. Con l’allenatore ci esercitiamo ogni volta su queste scivolate”, ha raccontato. “È un grande vantaggio se riesci a farlo anche con il piede sinistro, soprattutto sul rovescio, perché in quel caso copri un po’ meno campo”.

Sinner ha poi sottolineato le differenze tra superfici: “Sulla terra direi che è più semplice. La terra ha una certa vita, è viva, mentre sul duro è completamente diverso. Devi già avere una certa velocità, altrimenti ti blocchi completamente”.

E, come spesso accade quando si parla della sua mobilità, Jannik ha richiamato anche il suo passato sugli sci: “Non ho mai avuto problemi con la scivolata, mi è venuta abbastanza naturale. Forse è lo sci che mi ha aiutato, l’equilibrio sugli sci”.

Il tema più delicato è stato però quello della pressione. Con l’assenza di Carlos Alcaraz, Sinner arriva a Parigi ancora più al centro dell’attenzione. L’azzurro, però, ha risposto con la consueta lucidità.

La pressione ci sarà sempre. Fa parte del tennis. Siamo giocatori di tennis e credo che tutti abbiano pressione”, ha spiegato. Poi, con un sorriso, si è rivolto anche ai giornalisti: “Anche voi al lavoro avete pressione, perché dovete scrivere un buon articolo. È normale”.

Sinner ha chiarito di voler vivere tutto nel modo più naturale possibile: “Io cerco di prendere tutto questo in maniera molto naturale. So che tipo di giocatore sono”.

La frase più significativa è arrivata subito dopo: “Se non senti la pressione, vuol dire che non ti importa. Io tengo ai miei risultati sui campi da tennis. Non posso dire che non mi importi”.

Ma l’azzurro ha anche ribadito la sua capacità di relativizzare: “Se perdo, il mondo non smette di girare. In ogni caso cerco di fare del mio meglio, sono uno che vuole vincere. Cerco sempre di mettermi nella posizione migliore”.

Parole che raccontano bene il momento di Sinner: favorito, numero uno, protagonista assoluto, ma ancora capace di mantenere equilibrio. L’esordio con Tabur non era il test più duro del torneo, ma era comunque un passaggio da gestire con attenzione. Jannik lo ha fatto da campione, senza perdere set e senza disperdere energie.

Il Roland Garros è appena cominciato, ma il messaggio è già chiaro: Sinner c’è, fisicamente e mentalmente. E anche sotto pressione continua a muoversi con la stessa naturalezza con cui scivola sulla terra.


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