Roland Garros, il giorno delle conferenze: Djokovic applaude Sinner, Zverev ritrova fiducia, Wawrinka saluta Parigi
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Il Roland Garros si avvicina e le prime conferenze stampa hanno già offerto molti temi. Da Novak Djokovic che rende omaggio a Jannik Sinner per il Career Golden Masters, a Alexander Zverev che parla delle condizioni della schiena, passando per Joao Fonseca, Taylor Fritz e Stan Wawrinka, pronto a vivere il suo ultimo torneo parigino.
Djokovic è arrivato a Parigi nel giorno del suo compleanno, con una preparazione tutt’altro che semplice. Il serbo ha spiegato di aver passato molte ore in campo per cercare di ritrovare condizione e automatismi in vista dei match al meglio dei cinque set. “Gli Slam sono sempre stati in cima alla lista delle priorità, soprattutto negli ultimi anni”, ha detto Novak, aggiungendo di voler arrivare “al massimo delle proprie possibilità” nei tornei più importanti.
Il serbo ha poi parlato di Sinner, fresco vincitore a Roma e capace di completare la collezione dei nove Masters 1000. “Voglio congratularmi ancora con lui. È un risultato incredibile per lui e per il suo team”, ha dichiarato Djokovic. “Essere uno dei due giocatori della storia ad aver vinto il Golden Masters mi fa sapere quanto sia difficile riuscirci”. Poi un riconoscimento ulteriore: “È forse nella forma della sua vita”, ha aggiunto, sottolineando come l’assenza di Carlos Alcaraz aumenti ancora di più le possibilità dell’azzurro a Parigi.
Anche Taylor Fritz ha indicato Sinner come l’uomo da battere. Lo statunitense, rientrato dopo i problemi al ginocchio, ha spiegato che per fermare Jannik servirà una combinazione quasi perfetta. “Qualcuno dovrà giocare una grande partita, con tutto che funziona, e soprattutto vincere i punti importanti”, ha detto Fritz. “Alla fine è quello che lui fa meglio di chiunque altro: gioca i grandi punti benissimo”. Secondo l’americano, Sinner non sta mostrando segnali di nervosismo: “Quando sei così sicuro di te, come lui in questo momento, quei nervi non li senti spesso”.
Fritz ha parlato anche della sua condizione fisica. Il ginocchio, ha spiegato, “sta bene”, anche se la decisione di fermarsi durante la stagione sulla terra non è stata semplice. “Il mio team dopo Miami mi ha detto: puoi andare a giocare Monte-Carlo, puoi andare dove vuoi, ma noi non veniamo con te”, ha raccontato. Una scelta che alla fine lo ha aiutato a recuperare: durante lo stop ha perso 12-13 libbre, migliorando anche i carichi in palestra.
Tema fisico centrale anche per Alexander Zverev, che arriva a Parigi dopo aver curato la schiena. Il tedesco ha spiegato che il problema era iniziato lo scorso anno e lo aveva accompagnato a lungo. Dopo Roma è tornato dal dottor Müller-Wohlfahrt in Germania per due trattamenti. “Mi sento bene, mi sento pronto”, ha detto Zverev. “Onestamente, dopo quello che fa lui, le sensazioni sono incredibili”.
Zverev è intervenuto anche sul limite dei 15 minuti con i media, una forma di protesta legata alle richieste dei giocatori nei confronti degli Slam. “Non sono io a guidare questa iniziativa, ma sono felice di unirmi”, ha spiegato. Il tedesco ha sottolineato che la questione non riguarda soltanto i top player: “Ci sono giocatori intorno al numero 200 o 250 del mondo che sono tennisti eccezionali e fanno fatica a vivere di tennis, o magari vanno anche in perdita”.
Tra i giovani più attesi c’è Joao Fonseca. Il brasiliano ha rassicurato tutti sulle condizioni del polso dopo il forfait ad Amburgo: “Mi sento molto meglio. Non era nulla di così serio. Volevamo concentrarci sul Roland Garros e recuperare completamente”. Fonseca ha detto di allenarsi già al 100% e di essere “entusiasta” di tornare a Parigi.
Il brasiliano ha parlato anche del rapporto con la fama, cresciuta dopo la vittoria contro Rublev dello scorso anno. “All’inizio per me era strano. Oggi mi sto ancora abituando”, ha spiegato. Quanto agli obiettivi a Parigi, Fonseca non vuole correre troppo: “Un buon Roland Garros sarebbe giocare bene, sentirmi bene in campo, essere sano e dare il massimo. Certo, vorrei fare per la prima volta ottavi, quarti, quello che sarà. Ma un passo alla volta”.
La conferenza più emozionante è stata però quella di Stan Wawrinka, pronto a disputare il suo ultimo Roland Garros. Lo svizzero, campione a Parigi nel 2015, ha parlato con serenità: “Sono felice di essere tornato qui, felice di avere l’opportunità di giocare un’ultima volta al French Open”. Al primo turno affronterà Arthur Fils, uno dei francesi più in forma del momento. “È una grande partita. Lui è uno dei giocatori più in forma degli ultimi mesi, sarà una sfida molto difficile. Ma sono eccitato: giocarlo qui al Roland Garros, su un grande campo, sarà speciale”.
Wawrinka ha anche spiegato cosa gli mancherà di più del tennis: “Probabilmente le emozioni che senti quando giochi una partita, soprattutto in un torneo così grande come il Roland Garros”. Poi ha ricordato il gesto del dito alla tempia, diventato uno dei suoi simboli: “Era un modo per mostrare che avevo vinto contro le mie emozioni, contro la mia testa”.
Il Roland Garros parte dunque con tanti protagonisti e tanti racconti diversi: Djokovic in cerca dell’ennesima rinascita Slam, Zverev pronto a testare la schiena, Fritz e Fonseca a caccia di risposte, Wawrinka al passo d’addio. Su tutti, però, resta l’ombra luminosa di Sinner, celebrato dagli avversari e indicato come il riferimento assoluto da battere a Parigi.
Dal nostro inviato a Parigi, Enrico Milani
TAG: Alexander Zverev, Joao Fonseca, Novak Djokovic, Roland Garros, Roland Garros 2026, Stan Wawrinka, Taylor Fritz

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Jannik oltre a tutte le qualità ne ha una unica , personale.
È la capacità di mantenere la pressione ad alto livello con continuità ma che può essere aumentata nel caso.
Già di default questa pressione è elevata , ma sa tenerla per ore e può aumentarla nei momenti topici o contro avversari più tenaci.
È un po’ come un Boa che piano piano ti soffoca .
Non riconoscere in Sinner il “tennista da battere” in questo momento significherebbe essere ignoranti (impossibile per un giocatore pro) o venire direttamente da Marte!