Roland Garros, il giorno delle conferenze: Djokovic applaude Sinner, Zverev ritrova fiducia, Wawrinka saluta Parigi
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Il Roland Garros si avvicina e le prime conferenze stampa hanno già offerto molti temi. Da Novak Djokovic che rende omaggio a Jannik Sinner per il Career Golden Masters, a Alexander Zverev che parla delle condizioni della schiena, passando per Joao Fonseca, Taylor Fritz e Stan Wawrinka, pronto a vivere il suo ultimo torneo parigino.
Djokovic è arrivato a Parigi nel giorno del suo compleanno, con una preparazione tutt’altro che semplice. Il serbo ha spiegato di aver passato molte ore in campo per cercare di ritrovare condizione e automatismi in vista dei match al meglio dei cinque set. “Gli Slam sono sempre stati in cima alla lista delle priorità, soprattutto negli ultimi anni”, ha detto Novak, aggiungendo di voler arrivare “al massimo delle proprie possibilità” nei tornei più importanti.
Il serbo ha poi parlato di Sinner, fresco vincitore a Roma e capace di completare la collezione dei nove Masters 1000. “Voglio congratularmi ancora con lui. È un risultato incredibile per lui e per il suo team”, ha dichiarato Djokovic. “Essere uno dei due giocatori della storia ad aver vinto il Golden Masters mi fa sapere quanto sia difficile riuscirci”. Poi un riconoscimento ulteriore: “È forse nella forma della sua vita”, ha aggiunto, sottolineando come l’assenza di Carlos Alcaraz aumenti ancora di più le possibilità dell’azzurro a Parigi.
Anche Taylor Fritz ha indicato Sinner come l’uomo da battere. Lo statunitense, rientrato dopo i problemi al ginocchio, ha spiegato che per fermare Jannik servirà una combinazione quasi perfetta. “Qualcuno dovrà giocare una grande partita, con tutto che funziona, e soprattutto vincere i punti importanti”, ha detto Fritz. “Alla fine è quello che lui fa meglio di chiunque altro: gioca i grandi punti benissimo”. Secondo l’americano, Sinner non sta mostrando segnali di nervosismo: “Quando sei così sicuro di te, come lui in questo momento, quei nervi non li senti spesso”.
Fritz ha parlato anche della sua condizione fisica. Il ginocchio, ha spiegato, “sta bene”, anche se la decisione di fermarsi durante la stagione sulla terra non è stata semplice. “Il mio team dopo Miami mi ha detto: puoi andare a giocare Monte-Carlo, puoi andare dove vuoi, ma noi non veniamo con te”, ha raccontato. Una scelta che alla fine lo ha aiutato a recuperare: durante lo stop ha perso 12-13 libbre, migliorando anche i carichi in palestra.
Tema fisico centrale anche per Alexander Zverev, che arriva a Parigi dopo aver curato la schiena. Il tedesco ha spiegato che il problema era iniziato lo scorso anno e lo aveva accompagnato a lungo. Dopo Roma è tornato dal dottor Müller-Wohlfahrt in Germania per due trattamenti. “Mi sento bene, mi sento pronto”, ha detto Zverev. “Onestamente, dopo quello che fa lui, le sensazioni sono incredibili”.
Zverev è intervenuto anche sul limite dei 15 minuti con i media, una forma di protesta legata alle richieste dei giocatori nei confronti degli Slam. “Non sono io a guidare questa iniziativa, ma sono felice di unirmi”, ha spiegato. Il tedesco ha sottolineato che la questione non riguarda soltanto i top player: “Ci sono giocatori intorno al numero 200 o 250 del mondo che sono tennisti eccezionali e fanno fatica a vivere di tennis, o magari vanno anche in perdita”.
Tra i giovani più attesi c’è Joao Fonseca. Il brasiliano ha rassicurato tutti sulle condizioni del polso dopo il forfait ad Amburgo: “Mi sento molto meglio. Non era nulla di così serio. Volevamo concentrarci sul Roland Garros e recuperare completamente”. Fonseca ha detto di allenarsi già al 100% e di essere “entusiasta” di tornare a Parigi.
Il brasiliano ha parlato anche del rapporto con la fama, cresciuta dopo la vittoria contro Rublev dello scorso anno. “All’inizio per me era strano. Oggi mi sto ancora abituando”, ha spiegato. Quanto agli obiettivi a Parigi, Fonseca non vuole correre troppo: “Un buon Roland Garros sarebbe giocare bene, sentirmi bene in campo, essere sano e dare il massimo. Certo, vorrei fare per la prima volta ottavi, quarti, quello che sarà. Ma un passo alla volta”.
La conferenza più emozionante è stata però quella di Stan Wawrinka, pronto a disputare il suo ultimo Roland Garros. Lo svizzero, campione a Parigi nel 2015, ha parlato con serenità: “Sono felice di essere tornato qui, felice di avere l’opportunità di giocare un’ultima volta al French Open”. Al primo turno affronterà Arthur Fils, uno dei francesi più in forma del momento. “È una grande partita. Lui è uno dei giocatori più in forma degli ultimi mesi, sarà una sfida molto difficile. Ma sono eccitato: giocarlo qui al Roland Garros, su un grande campo, sarà speciale”.
Wawrinka ha anche spiegato cosa gli mancherà di più del tennis: “Probabilmente le emozioni che senti quando giochi una partita, soprattutto in un torneo così grande come il Roland Garros”. Poi ha ricordato il gesto del dito alla tempia, diventato uno dei suoi simboli: “Era un modo per mostrare che avevo vinto contro le mie emozioni, contro la mia testa”.
Il Roland Garros parte dunque con tanti protagonisti e tanti racconti diversi: Djokovic in cerca dell’ennesima rinascita Slam, Zverev pronto a testare la schiena, Fritz e Fonseca a caccia di risposte, Wawrinka al passo d’addio. Su tutti, però, resta l’ombra luminosa di Sinner, celebrato dagli avversari e indicato come il riferimento assoluto da battere a Parigi.
Dal nostro inviato a Parigi, Enrico Milani
TAG: Alexander Zverev, Joao Fonseca, Novak Djokovic, Roland Garros, Roland Garros 2026, Stan Wawrinka, Taylor Fritz

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@ antoniov (#4622658)
È bello interloquire con te, perché sei indubbiamente una persona preparata sul tennis, intelligente a prescindere, educata e tutto ciò che ne consegue. Il problema non sei tu.
Il problema sono i provocatori, i demolitori delle posizioni altrui, così, a prescindere. Ma l’amore è cieco, e ognuno ama chi vuole. Quello che ti sostiene, ad esempio, non capisce nulla di tennis. Eppure pontifica senza sapere quello che dice.
Quanto ai dossier che hai raccolto, non spostano di una virgola la gestione del caso Clostebol. È stata una vicenda gestita malissimo, poco alla luce del sole, con lamentele anche di addetti ai lavori di questo e altri sport. Ha costituito sicuramente un precedente, magari più nella forma che nella sostanza, però…
Però in Italia, come ci ricordi, c’è libertà di stampa. Ma anche all’estero, dove un autorevole quotidiano (il Times) riporta di 38 situazioni legate all’uso di questo prodotto in Italia, più della metà a livello mondiale. Qualcosa di strano ci sarà pure, oppure i nostri preparatori o fisio sono degli incompetenti.
Buona giornata
Caro Antoniov ti avevo già detto che qui purtroppo la discussione è assolutamente sterile perché oramai ho capito che i Seguaci di Djokovic sono ad immagine del loro Idolo, non mi frega niente né di loro né tantomeno di Djokovic, ma quando si stravolge la realtà qualcuno è giusto che faccia presente come stanno le cose: Djokovic è il passato, Jannik è il presente e siccome carta canta affidiamoci a quella perché come i Record sono validi per Djokovic, sono validi anche per Jannik che tra l’altro è persona Stimabile come poche.
Ah si ? Sentiamo allora quali sarebbero le tue verità in relazione al falso contenuto di dette fonti, citate solo esemplificatamente a titolo di stuzzichino per essere comprese molto facilmente da una vasta platea di soggetti, tenuto conto che ci interfacciamo virtualmente in un blog ! O il tuo intervento serve da assist ad altri ?
Ho raccolto un tale dossier su tali questioni e non certo traendone spunto da youtube che ci potrei scrivere un libro senza necessità di mettermi a filosofeggiare, nonostante ci sia chi intende mettere in mostra la propria cultura in un blog !
Ma, ovviamente a te piace fare l’indiano quando si parla di Djokovic e magari saresti subito pronto ad offrirgli il Nobel per la correttezza in relazione ad ogni sua singola azione e/o parola 🙂
Resta il fatto che hai già ampiamente dimostrato di essere un esemplare rosicone che supporta polemica e provocazioni che conducono ai litigi … e non da oggi … chissà per quali concrete finalità !
Su quelle ci soffermeremo magari in altro specifico capitolo !
Se non l’hai capito, anche se questo non dovrei dirlo a te, da quando ho iniziato a scrivere in questo blog la mia intenzione era semplicemente quella di condividere con la massima serenità e soprattutto normalità il mio pensiero con quello degli altri, indipendentemente per chi si tifasse, su uno sport che a questo punto ho dei dubbi che qui tutti amano, ma ad un certo punto ho dedotto in modo lapalissiano che ci sono delle grosse, grossissime anormalità di pensiero che andrebbero messe sotto una potente lente di ingrandimento interpretativa perchè manco nei banchi delle scuole primarie si prendevano posizioni così immature e drastiche, almeno secondo i ricordi che tuttora conservo !
Ma, ribadisco ancora una volta, che – salvo prova contraria – qui non stiamo a cazzeggiare per campare o perchè siamo sotto minaccia di chissà chi o addirittura perchè ce l’ha prescritto un medico specialista … almeno per me è così ! Eventualmente, sarebbe forse da vagliare l’ultima ipotesi !
Che parossismo, che prolissità, il niente sotto il sole.
E che fonti… ve le raccomando!
E che buontempo
Certo, certo, certo … tutto vero, tutto vero … 🙂
Ad ogni modo per rinfrescarsi la memoria degli avvenimenti della storia del tennis negli ultimi 3 anni, anzi anche meno, non credo sia necessario partire dagli Ittiti.
Certo, ognuno ricorda e racconta le proprie convenevoli verità e, per riallacciarci indirettamente al tema della discussione, c’è anche chi parte da qui:
https://www.youtube.com/watch?v=LdgL78gOsqc
Ma, allo stupore di qualcuno per ciò che avrebbe riferito Panichi, lo scrivente si limita ad osservare che questi avrebbe scoperto nient’altro che l’acqua calda !
E, tra i tantissimi, c’è pure chi, qualche tempo fa, ha fatto qualche ulteriore riflessione qui:
https://www.youtube.com/watch?v=K1h6A940ZH8
Come anche qui:
https://www.youtube.com/watch?v=Ks3dqA6HB3I
Ai tempi del caso clostebol credo fosse anche decisamente arduo stabilire se si potesse spezzare una lancia in favore del gatto o della volpe; non mi riferisco a quella rossa … sia ben inteso … 😆
Ora, non vi è alcun dubbio che il tennista italiano e quello serbo siano nati e cresciuti in due realtà sociali totalmente diverse ed educati da genitori ovviamente completamente diversi. Per rendersene conto, basterebbe guardare la postura in tribuna di quelli dell’uno e, per chi se li ricorda, di quelli dell’altro.
Per quanto riguarda Jannik Sinner ci troviamo dinanzi a chi può essere senz’altro ritenuto un riferimento per compostezza ed educazione che tutto il Mondo ci invidia, ma che non mi pare abbia ricevuto un’educazione francescana al punto di dover passivamente porgere l’altra guancia secondo l’insegnamento di Nostro Signore.
Semmai Lui e il Suo staff hanno imparato molto bene a reagire perculando finemente il serbo quanto meno nelle pubbliche dichiarazioni, con i boccaloni che abboccano o che fanno finta di abboccare … 😆
D’altra parte, è Srdjan Djokovic, papà del grande Nole che ebbe modo alcuni anni fa, in occasione dei noti accadimenti di Melbourne, di accostare il figliolo a Nostro Signore.
Poi, ad un certo punto, noi siamo in Italia e quindi, anche senza la splendida compianta Virna Lisi e senza Chlorodont, resta sempre attuale che:
https://www.youtube.com/watch?v=inbZbiKt-yE
Sulla tua conclusione, non la metterei proprio come dici ma io: se è grande Nole, Jannik sta crescendo (beninteso che è gia maturo per la sua età).
@ Inox (#4622185)
Non arrabbiarti, certo che Jannik è nel pieno della carriera e Novak a 39 anni è alla fine della carriera, non capisco perché usare un tono da ripicca, perdonami, da bambino che litiga…e capisco ancora meno questo stizzirsi perché i due vengono accostati, uno è stato il n.1 per 428 settimane, l’altro è il n.1 attuale, non è che Jannik è stato accostato ad un giocatore da challenger, direi che per lui è solo motivo di orgoglio anche se Jannik, molto modestamente, glissa sempre l’accostamento ritenendosi ancora indietro rispetto al campione che ormai sta chiudendo un percorso record, e non lo dico io, non mi permetterei, l’ha detto lui in più occasioni…quindi chetatevi, va tutto a favore di Jannik: ma poi, secondo voi, al momento di preparare un giocatore a diventare il più vincente, chi studierà lo staff se non quello che è riuscito a sbancare pur confrontandosi con i big del suo tempo e avendoli superati entrambi? Ora, potrà starvi antipatico, ma oggettivamente i risultati di Novak sono stati devastanti e lo staff di Jannik, premiato credo lo scorso anno quale miglior team, ha dichiarato a sua volta di aver tratto proprio dal gioco di Novak linee guida per portare Jannik da buon giocatore ma ancora discontinuo al campione che è diventato…che poi, per quanto sopra, gli h2h fra i due siano quasi in pareggio, con Jannik prevalente nella fase più matura di Novak che però, a sorpresa, pure in tarda età ha trovato uno spunto vincente proprio grazie a questa “continuità” tra i due, mi sembra una storia naturale del tennis, dove non c’è copiatura e non ci sono cloni, solamente un grande che da inevitabilmente indicazioni per come arrivare agli stessi suoi risultati storici, ovviamente a chi ha la predisposizione, le capacità, la stoffa per utilizzarle e adattarle alle esigenze del tennis per come si evolve
@ Di Passaggio (#4622446)
Interessante questo tuo punto di vista. 💡 Quanto concorde?
@ Di Passaggio (#4622446)
Io dico che chirurgia e opportunismo Jannik li sta imparando e ultimamente ha anche sbagliato qualche Smash…:-)
Banalizzo il mio modo di vedere. Nole ha una chirurgia e un opportunismo che Jannik non li vede nemmeno in sogno. Jannik ha una capacità di sfondamento e di pressione che Nole non li vede nemmeno col binocolo da un grattacielo di Dubai.
Ancora più banale, spero più divertente… 🙂 Nole sbaglia gli smash, Jannnik no. 🙂
@ piper (#4622426)
Infatti in quel frangente Jannik stava apportando le modifiche al suo gioco di cui abbiamo visto i risultati, ma non è questo il punto, il punto è che si vuol far passare quella sconfitta come la prova che Jannik non è il fuoriclasse che crediamo e che non possiamo paragonare ai fab3 mentre invece la storia che sta scrivendo il nostro dice tutto il contrario. A me sembra un po’ contraddittorio sottolineare quella sconfitta per mano del recordman di questo sport nemmeno fosse un tennista qualunque, decidiamoci perché se è grande Djokovic lo è anche Jannik senza se e senza ma.
@ Pier no guest (#4622211)
Ottima analisi.
Chissà come mai Sinner ha perso anche da uno che non era in top 10, forse che in quel periodo non stava stradominando?
Serve a ben poco definire haters gli altri quando lo si è in prima persona per definizione in funzione dei comportamenti palesati in questo forum in più occasioni.
Ora, io ritengo che le dichiarazioni del serbo nei confronti di Jannik che ha eguagliato un suo record a 24 e non a 31 anni siano dichiarazioni di mera circostanza o di stile cui non poteva sottrarsi, così come lo sono quelle di Jannik quando dice di non potersi paragonare al serbo. In pratica, è come rispondere con un controbluff ad un bluff (vedi gioco del poker). Trattasi di classiche manifestazioni di riserva mentale, normalissime quando si è sotto i potenti riflettori mediatici come lo sono loro, nonostante siano soggetti caratterialmente agli antipodi.
C’è chi la pensa diversamente ? E chi se ne frega ! Magari se si litiga a casa propria qualche interesse ci potrà forse essere, ma qui proprio …
Spostandosi invece sul campo di battaglia la musica cambia, le riserve mentali non esistono, e c’è chi le prende e chi le dà, c’è chi rosica e chi si aggrappa sugli specchi se può essere utile ai propri assunti.
Come la penso io su tale ultimo aspetto l’ho già scritto più volte e non serve ripetersi sino alla noia.
C’è chi la pensa diversamente ? E’ normale; c’è libertà di pensiero in Italia ed è consentito affermare pure che sommando due volte due il risultato è pari a cinque; tranquilli, non si andrà in galera in tal caso.
Caro Pier, ma qui siamo in Italia e non in Serbia ed essendoci piena libertà di espressione del proprio pensiero, ognuno può dire, nei limiti del consentito, tutte le fesserie che vuole senza bisogno di fare tante moine come all’asilo se ci sono altri che come noi la pensano diversamente.
Che poi sarebbe quanto meno curioso gufare accanitamente in Italia contro un giovane italiano che giocasse come il proprio idolo prossimo al pensionamento (in verità per me anche meglio e non solo per me!).
@ Annie3 (#4622117)
Avendo letto alcune obiezioni su questa capacità comune a Novak e Jannik di controllare e gestire efficacemente la palla in qualunque assetto la raggiungano, aggiungo che ovviamente il più giovane ha aumentato potenza e pressione come richiesto dall’evoluzione attuale del tennis, anche se Novak per me imprime ai suoi colpi una “autorità” netta e decisa che non sempre si traduce in eccesso di potenza: ero rimasta impressionata per come nel 2015 aveva battuto Nadal a Roma lasciando fermo pure lui e sovrastandolo proprio con affondi di rovescio lungolinea
@ piper (#4622258)
Beh, se Novak col suo carisma è riuscito ad obnubilare iceberg Jannik vuol dire che è davvero un mito! E voi blaterate ma continuate a non accettare quanto grande sia in Jannik la considerazione e la stima per Novak, e il rispetto quale fonte da cui comunque, tennisticamente e mentalmente, ha tratto ispirazione e motivazione
@ Onurb (#4622259)
Appena avevo postato mi sono accorto ed ho corretto ma tu sei stato più veloce di me.
@ Inox (#4622239)
Di sicuro non per sminuire Nole.
😛
A parte che il 38enne ha battuto il n° 2 mi sembra e se l’ha battuto, oltre a quello che sostiene Roberto, forse la colpa è stata anche di Sinner, come ha ammesso Jannik, mi sembra di ricordare: poco lucido nei momenti importanti.
@ Onurb (#4622221)
Non capisco se il tuo intento è sminuire Djokovic o Jannik, ogni incontro è storia a se, ma scusa Djokovic è o non è il N4? Dove sta scritto che il N1 o N2 non ci può perdere?
direi condivisibile, ma fino a 3 anni fa per Jannik era Nole il punto di riferimento… oggi gioca semplicemente il suo temnis
Non faccio nomi, ma fino a febbraio molti di voi davano Jannik in crisi irreversibile.. poi gli intelligenti hanno capito che ormai il tennis in Italia è diventato come il calcio
@ Inox (#4622185)
Gusti miei unicamente personali: al gioco della “vecchia” (o per meglio dire del giovane) versione di Nole (quando veniva chiamato, chissa come mai “Robonole”) ho sempre preferito quello espresso da Federer, Palito, The Man, Almagro Nalbaldian e tutti i monomani, a Berdych, preferivo Stephanek, Llodrà, Tsongà, Monfils, anche Simon ed altri che non sto qui a citare e che non mi vengono in mente, nemmeno di Nadal (ma non perché vincenti, per quello si solo rispetto ma proprio il gioco espresso sto dicendo), mentre ora il gioco di Djokovic lo apprezzo un po’ di più, forse perché un po’ più vario che precedentemente ma veniamo al dunque: sicuramente mi piace il gioco di Jannik. Poi non mi frega nulla da chi e quanto abbia “copiato”.
direi condivisibile, ma fino a 3 anni fa per Jannik era Nole il punto di riferimento… oggi gioca semplicemente il suo temnis
Secondo me sono quanto di più simile ci possa essere. A pari età sono praticamente equivalenti, e differiscono sostanzialnente solo per una cosa
Verissimo, è quello che dico anche io….detto ciò come ti spieghi che un 39enne riesca a battere il n.1 del mondo che sta stradominando il circuito atp ?
Sinner con Djokovic c’entra tennisticamente molto poco.
Sotto l’aspetto mentale,del focus si può avvicinare ma non è che Rafa e Roger non avessero questi pregi.
Poiché Federer era più fantasioso,Nadal più arrotino (e con schemi da mancino) si guarda a Djokovic che però era un contrattaccante,uno che girava tatticamente lo scambio ma non che facesse pressing di potenza,che ti soffocasse con palle violente.
Sinner altro non è che che l’evoluzione di Agassi :violenza con entrambi i colpi,intensità crescente fin dal primo colpo,incrociato tanto quanto lungolinea. La differenza principale sta nella posizione, più con l’anticipo l’americano , più dietro l’italiano (leve ed attrezzi diversi) ma l’ispirazione è la stessa.
@ 22587 (#4622139)
Del tuo originale non ce ne facciamo nulla a noi basta e avanza Questo Jannik, il tempo stringe e finalmente potrete vivere Solo di ricordi oltre che trollare
Un giornalista sostiene che Hurkacz ha zittito definitivamente Federer
A non ricordarsi oggi ciò che si è scritto ieri, succede che il talento è un’invenzione giornalistica. Per vent’anni hanno scritto che Federer aveva più talento, più carisma, più correttezza… ma mai che vinceva meno!
Per vent’anni qui sopra hanno scritto solo giornalisti
Ciao Vareno! Non conoscevo questa tua passione per il tennis. Sapevo di altre passioni sportive…
Però devo dire che hai del buon gusto! Scrivi più spesso, però…
@ Annie3 (#4622117)
Direi piuttosto che lo ha semplicemente tentato di clonare, in tutto e per tutto. Però l’originale è ancora di un’altra categoria, c’è poco da discutere. In tutti i sensi
@ Kenobi (#4622031)
Per carità, nessuna relazione di Jannik con Novak, ma che dici mai, vade retro!!…peccato che l’abbiano detto il suo Staff e lo stesso Jannik, che hanno studiato proprio Novak per rendere vincente in gioco di Jannik…ma poi basta guardarli, la somiglianza nei gesti, persino nell’assetto con cui arrivano in scivolata sulla palla, appena mimetizzato dalla maggiore altezza e magrezza di Jannik che lo rende più scomposto, altro che allo specchio, è impressionante: ma del resto la qualità primaria di Novak per vincere su tutte le superfici è proprio la capacità difensiva di arrivare in movimento e comunque trovare la stabilità per indirizzare la palla dove il campo è vuoto senza andare fuori giri, col massimo controllo, beccando la riga…e Jannik ha lavorato su questo aspetto e c’è riuscito, diventando il suo punto di forza, quello che gli garantisce di prevalere su quasi tutti gli avversari…Nadal?? Complimenti per la fantasia, io mi fiderei di quello che dicono gli addetti ai lavori e i diretti interessati
Bellissimo leggere il tono acido, minaccioso e vendicativo degli haters del sito e le parole degli interessati, nella fattispecie Novak che si complimenta (che bella foto, che sorriso rilassato, almeno sembra, di chi non deve più inseguire nessuno) con Jannik per il Career Master, unico dopo di lui a realizzarlo, (magari vedendo sotto sotto minacciato il “triplo” career master, ma c’è tempo, poi ci penserà) e le parole sempre ammirate di Jannik nei confronti di Novak…meno male che almeno loro sono rilassati, un piacere leggere la loro sportività, lo scambio di encomi, un clima che fuori dal campo è idilliaco, ma anche in campo, tranne qualche eccezione, tutto sommato ha molto da insegnarci
Vi rammento che Jannik, da giovanissimo aveva come suo riferimento ed ispirazione Roger Federer e poi crescendo è diventato il tennista che è grazie al connubio delle capacità degli uomini del suo staff con le sue personali attitudini psico-fisiche.
La riproposizione degli aspetti positivi del tennis di Federer, d’altra parte, era ed è poi qualcosa di difficile se non impossibile realizzazione.
@ Kenobi (#4622031)
Assolutamente d’accordo Jannik è unico e il continuare a sminuire le vittorie non fa che testimoniare la Paura che prestigiosi record vengano Battuti, infine continuare a dire che il livello è mediocre è una menzogna degna di massima disonestà intellettuale e morale.
Jannik non deve convivere con nessun riferimento di giocatore più talentuoso, essendo il talento un’invenzione giornalistica.
Jannik vince a tennis, che è uno sport, sono gli altri che devono convivere con il suo riferimento.
Non esiste nessun Djokovic 2.0, Jannik ha attitudini e personalità completamente differenti dal serbo, se si vuole fare una similitudine lontana, quella è con Nadal, ma tutti i campioni hanno più o meno capacità simili, solo che piace narrare per poter scrivere.
Anche qui a Genova una volta ( 1985 ) è venuto mezzo metro di neve …
🙂
Infatti se si dovessero incrociare nuovamente lo pseudo-Djokovic 2.0 (ma per chi?) col tennista serbo sarebbe meglio che questi si facesse il segno della croce prima dell’inizio del match e non alla fine dello stesso !
Al di là delle dichiarazioni ai giornalisti, Sinner non dimentica e non commette mai lo stesso errore due volte, anzi lo sta aspettando nuovamente al varco per zittirlo definitivamente con le solite sfide che hanno proprio stufato … 😆
Quanto precede non esclude che le certezze assolute nel tennis non esistono nè sono mai esistite nè mai esisteranno.
@ Vareno Boreatti (#4621979)
Se la rigiocano 100 volte Il serbo non ne vince una: agli ottavi aveva beneficiato di un ritiro a partita in corso dopo pochi games, ai quarti x ritiro dell’avversario proprio non ha giocato, arrivando fresco come una rosa a giocare contro Sinner…. Una fortuna sfacciata del genere non gli ricapita più stai tranquillo….!!!
@ Vareno Boreatti (#4621979)
Stai tranquillo che una cosa del genere Non accadrà più, segnatelo pure.
Ah ah e tu sai fisicamente come sta giusto? I competenti vedo che sono tutti a casa e non nei box con gli atleti. Forse non vengono letti i curriculum?
Sinner quando gli dicono che Diokovoch è vecchio deve ricordarsi dell’AO di pochi mesi fa. Sarà vecchio ma è lì in agguato per il venticinquesimo slam.
Al di là di tutto Djokovic ha segnato la strada per Sinner. Sinner a suo modo è un Djokovic 2.0 come attitudine al lavoro, voglia di migliorare anche in aspetti di gioco non naturali, tipologia di costruzione della partita, capacità di gestione della pressione e anche saper convivere con riferimenti di giocatori più talentuosi tecnicamente.
Ah ah Fonseca salta Amburgo per concentrarsi su Parigi… L umiltà proprio nn la conosce questo .. ti sono già passati davanti Jodar e tien e loro umili erano alle nex gen l anno scorso impara
” Io mi sento Djo -kovic ,
tu che ne dici ?
Si -nner , pochi anni fa avresti avuto ragione ,
ma ora non più …
…E JANm bell , JAAANNN !!! ”
Jannik oltre a tutte le qualità ne ha una unica , personale.
È la capacità di mantenere la pressione ad alto livello con continuità ma che può essere aumentata nel caso.
Già di default questa pressione è elevata , ma sa tenerla per ore e può aumentarla nei momenti topici o contro avversari più tenaci.
È un po’ come un Boa che piano piano ti soffoca .
Non riconoscere in Sinner il “tennista da battere” in questo momento significherebbe essere ignoranti (impossibile per un giocatore pro) o venire direttamente da Marte!