Fernandez, polemica a Strasburgo: diventa virale il confronto con il padre-coach Jorge (Video)
12 commenti
La sconfitta di Leylah Fernandez contro la connazionale Victoria Mboko nel torneo WTA di Strasburgo è passata quasi in secondo piano rispetto a quanto accaduto durante il match. A diventare virale nelle ultime ore è stato infatti un video in cui si sente con chiarezza il dialogo tra la giocatrice canadese e il padre-coach Jorge Fernandez, intervenuto con toni molto duri dopo la perdita del primo set.
Nel filmato, circolato rapidamente sui social, il padre di Leylah si rivolge alla figlia con parole che hanno provocato molte reazioni tra gli appassionati. Il tono è stato giudicato da diversi utenti particolarmente severo e poco costruttivo, soprattutto per il momento delicato della partita.
“Non vuoi ascoltare. Vuoi giocare a tennis oppure no?”, avrebbe detto Jorge Fernandez durante il confronto con la figlia. Una frase che ha immediatamente acceso il dibattito sul rapporto tra allenatore e giocatrice, ma anche sui limiti della comunicazione in campo nei momenti di tensione.
“Do you want to play tennis or not?” The full on-court coaching rant about split steps, slices, and wasted down-the-line shots is now ready with English translated captions attached to this video.
— made by TranslateMom
Is this kind of brutal on-court talk motivating or over… pic.twitter.com/DVBVZ8xvAS
— TranslateMom (@TranslateMom) May 22, 2026
Nel corso del discorso, il padre-coach avrebbe poi richiamato Leylah a una maggiore disciplina tattica, confrontandola con il rendimento dell’avversaria: “Questa ragazza è una solida top 10 e fa quarti di finale negli Slam, quello che tu non hai mai fatto negli ultimi quattro anni. Se vuoi tornare a quel livello, devi seguire tutti i passaggi”.
Parole arrivate in una fase complicata della partita e che hanno inevitabilmente diviso il pubblico. Da una parte c’è chi legge l’intervento come un tentativo, seppur molto diretto, di scuotere la giocatrice; dall’altra chi considera il messaggio eccessivamente duro, soprattutto perché rivolto a un’atleta già sotto pressione e in difficoltà contro una connazionale in grande crescita.
Leylah Fernandez, finalista agli US Open 2021 e da anni accompagnata dal padre nel proprio percorso tennistico, ha vissuto stagioni altalenanti dopo l’exploit newyorkese. Il talento non è mai stato in discussione, ma la continuità di rendimento e il ritorno stabile nelle zone più alte del ranking restano obiettivi ancora da ritrovare.
Il caso riapre anche un tema più ampio: il ruolo dei genitori-allenatori nel tennis professionistico. Una relazione che può essere una forza, perché costruita su fiducia, conoscenza profonda e sacrifici condivisi, ma che nei momenti di crisi rischia di diventare emotivamente più complessa rispetto a un normale rapporto tra coach e giocatore.
In campo, intanto, Mboko ha firmato una vittoria importante, confermando il proprio ottimo momento. Ma la scena che ha fatto il giro del web è stata un’altra: quel confronto duro tra Leylah e suo padre, diventato in poche ore uno degli argomenti più discussi del torneo di Strasburgo.
Marco Rossi
TAG: Jorge Fernandez, Leylah Fernandez

Sinner
Alcaraz
Zverev
Auger-Aliassime
Shelton
de Minaur
Djokovic
Medvedev
Sabalenka
Rybakina
Swiatek
Svitolina
Muchova
Ma cos’è, uno scherzo?
Richard Williams, Jimmy Evert, Yuri Sharapov, Peter Graf, Karolj Seles, Miroslav Navratil, Charles Lenglen…
In tre secondi, così, mi sono venuti in mente un centinaio di slam… La stessa Mboko è stata formata tennisticamente dal padre.
Ma di cosa stiamo parlando??? Al Kinder di oggi i toni dei genitori coi figli decenni erano ben più aspri… Articolo assolutamente ridicolo.
Forse il padre non si rende conto che la figlia sta giocando con una probabilissima futura numero 1 wta
A volte bisogna essere franchi. Dire “ok va bene ma più aggressiva oppure più conservativa” quando di base c’è il non gioco ,e senza farsene una ragione,non serve. È una connazionale e la cosa brucia ma si vuole recuperare non ci sono né scuse né alibi ma solo lavoro,lavoro,lavoro.
Credo che il rapporto tra padre/coach e figlia/player non abbia mai funzionato in WTA, con rarissime eccezioni.
Io non seguo molto il circuito femminile con l’esclusione di alcune campionesse eclatanti o altre giocatrici “intriganti”…
…ovviamente mi incuriosiscono spesso le “titolate” di Slam o anche una “finalista” come Leylah sia perché mancina sia per il suo stile di gioco brillante.
La ragazza (diversamente dalla sua rivale Raducanu) conferma tutto il suo talento e proprio recentemente l’avevo vista giocare ad un livello di top-10.
Tra l’altro gioca molto bene anche in doppio.
Dovrebbe lavorare molto sul servizio, ma con un vero specialista, mentre il padre è un ex-calciatore e probabilmente di tennis (che resta uno degli sport più tecnici, con il golf, al mondo) non ne capisce più di tanto!
Ormai Leylah ha 23 anni e probabilmente anche la sua personalità si è sviluppata…
…tra l’altro sembra che il padre (che ha la faccia da gangster) faccia scappare, spaventati, tutti gli spasimanti della ragazza.
Secondo me la canadese potrebbe tranquillamente entrare in top-10 sotto la guida di un coach esperto e specializzato in donne, anche perché la Fernandez è già una giocatrice con testa e grinta.
Una delle cose più curiose (tra le tante) è che Raducanu e Fernandez, dopo quella storica finale USopen 21 non si sono più sfidate!
Invece di essere stata il loro trampolino di lancio sportivo è stata una “maledizione” sotto vari aspetti
verrebbe da dire che se i risultati non sono all’altezza la fernandez forse dovrebbe cambiare qualcosa, magari l’allenatore.
The Truman Show … meriterebbe 10 Oscar postumi !
I microfoni sai dove bisognerebbe metterli?
Sono d’accordo: calmo, diretto, mai offensivo. Non da’ l’idea di essere un rapporto tossico.
Toni pacati, intervento tecnico e motivazionale, non vedo nessun problema. Altrimenti cosa ci sta a fare il coach (tralasciando che è il padre)?. Mah!!!!
Il problema non è il dialogo fra due persone di cui non si conoscono le dinamiche interne di rapporto, dio sia lodato, ma il fatto che ci siano microfoni dappertutto. Questo si che è osceno e scandaloso!