Cinà: “Non me lo aspettavo nemmeno. Vincere così è ancora più bello”
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Il classe 2007 palermitano conquista il primo tabellone Slam della carriera e si racconta in conferenza: emozioni, papà-coach, il sogno del Centrale e Sara Errani.
Federico Cinà è ancora in campo, almeno con la testa. Appena terminata la battaglia contro Galarneau , 5-7 6-2 7-5, oltre due ore e quaranta minuti sotto il sole di Parigi , il 19enne palermitano si presenta in conferenza stampa sorridente, lucido e già proiettato su quello che verrà. Primo tabellone principale Slam in carriera: un traguardo che arriva dopo due tentativi falliti (US Open e Australian Open), e che stavolta il ragazzo si è andato a prendere punto dopo punto, con la testa.
Si comincia dall’ultimo game, quello in cui stavi servendo per la qualificazione. Cosa ti è passato nella testa?
“Onestamente avevo tanti pensieri. Però ogni volta che ne arrivavano troppi cercavo di concentrarmi sul singolo punto, su come giocarlo, prendendomi il tempo giusto tra un punto e l’altro. Ho messo tre prime, quindi l’ho gestita molto bene. Avevo avuto tante occasioni sul suo servizio e avevo perso diversi game nei momenti in cui ero avanti, quindi era un game difficile. Però sono felice di come l’ho gestito.”
Una partita con continui cambi di inerzia: avanti nel primo set, ripreso; avanti nel terzo, di nuovo raggiunto. Come hai vissuto quei momenti?
“Sia nel primo che nel terzo set ero avanti e poi mi sono fatto recuperare. Nel primo è stato un po’ diverso perché lui ha iniziato a giocare meglio, soprattutto nei suoi turni di servizio, concedendomi meno occasioni. Io invece avevo iniziato a servire un po’ peggio. Nel terzo set, invece, sentivo di poterla chiudere praticamente in ogni game sul suo servizio. Magari andavo anche 0-30 o palla break, però non sentivo di spingere davvero. Volevo giocare, ma non era quella la mia tattica. Lì potevo fare meglio. Quando mi ha recuperato, soprattutto sul 4-4 dopo aver perso il 30-0, ho avuto tantissimi pensieri, ero un po’ nervoso. Però sono stato bravo a rimettermi subito lì: non c’era tempo per lamentarsi o abbattersi.”
C’è un campo in cui sogni particolarmente di giocare?
“Ovviamente il sogno di tutti è giocare sul Centrale di uno Slam. Credo di esserci entrato forse da piccolissimo, ma entrarci da giocatore sarebbe incredibile. E poi vorrebbe dire affrontare un giocatore molto forte. Ho ancora tanto da imparare.”
Ti stao rendendo conto di quello che hai fatto?
“Ancora no. Ho appena finito e sono venuto qui. Però sono veramente felice. Vincere così è ancora più bello. Non avevo mai superato le qualificazioni di uno Slam e forse non me lo aspettavo nemmeno più di tanto. Sono davvero felice di esserci riuscito.”
Una vera partita da terzo turno: caldo improvviso, pubblico, quasi tre ore in campo:
“Sì, veramente. Nei giorni scorsi c’erano pioggia e freddo, oggi invece faceva caldissimo. E abbiamo giocato due ore e quaranta minuti. È stata veramente una partita bellissima che mi ricorderò per sempre.”
Hai detto che non te lo aspettavi. Perché?
“Perché se avessi pensato a uno Slam così importante probabilmente mi sarei messo troppa pressione. E poi sul veloce di solito mi trovo meglio. Però qui mi sono trovato bene fin da subito e sto acquisendo piano piano sempre più confidenza anche con la terra. Sono felice di essere qui.”
Il team oggi si è fatto sentire molto sugli spalti. Quanto conta?
“Sono importantissimi. Mi danno quella spinta in più nei momenti delicati. Ad esempio sul 4-4, quando magari perdevo un po’ la strada, loro mi dicevano di restare nel presente. Mi aiutano tanto sia nei momenti positivi, per caricarmi, sia in quelli più difficili per rimettermi sulla strada giusta. Sono davvero fondamentali e sono felice per tutti loro.”
Il rapporto con il papà Francesco, che è anche il tuo allenatore:
“Fuori dal campo abbiamo un rapporto veramente bellissimo. In campo ogni tanto ci sono dei momenti un po’ particolari, però so che tutto nasce dalla voglia di aiutarmi. Fa davvero tutto per me e lo devo ringraziare tanto. Sono felice di aver raggiunto questo obiettivo anche per lui.”
Chiusura su Sara Errani, anche lei nel tabellone del Roland Garros: potreste vivere lo Slam insieme.
“Venivo qui da piccolo e la vedevo sempre. La incontro spesso nei tornei importanti ed è bello ritrovarla. Sono felice di poter giocare in contemporanea.”
Da Parigi, Enrico Milani

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Può essere l’inizio della svolta.
È riuscito ad entrare senza scorciatoie nel MD più importante al mondo sulla terra. Complimenti
Avevo visto i risultati di Palli…2-19 nelle partite dopo aver perso il primo set…bravo!
Da quel poco che ho visto era nettamente superiore all’avversario.
E ora vai ragazzo, non ti fermare più.
Cinà deve essere ambizioso, non ha vinto nulla ed è sempre numero 200 del mondo… ambizione, è quel che ci si aspetta dai giovani