Jannik Sinner: “Periodo molto positivo. A Parigi porto entusiasmo ed energie nuove”
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Alla vigilia del Roland Garros, Jannik Sinner arriva a Parigi dopo una striscia impressionante: sei Masters 1000 consecutivi conquistati e soprattutto il trittico Monte-Carlo, Madrid e Roma, un’impresa riuscita in passato soltanto a Rafael Nadal. Il numero uno del mondo torna sul Philippe-Chatrier un anno dopo la finale persa del 2025, con nuove certezze ma con il solito approccio: un passo alla volta.
Signore della terra in questa primavera. Sinner racconta come ha passato questi giorni prima di Parigi e come pensa di gestire l’energia necessaria nelle prossime settimane
Jannik Sinner: “Sì, sono stato da alcuni amici. Ho cercato di fare le cose giuste, recuperare e provare a recuperare energie. È stato importante avere un po’ di tempo per staccare “È stato un periodo molto, molto positivo. Quando sei in una posizione buona, quando giochi bene, devi trovare il giusto equilibrio. Capire quando spingere e quando invece gestire un po’ di più. Sono molto felice di essere tornato. È la prima volta che vivo alcune situazioni e quindi c’è entusiasmo. Bisogna trovare l’energia giusta durante il torneo”.
Sempre alla ricerca di cose nuove e nuove idee per migliorare Janni si sofferma anche sulla capacità di cambiare marcia al momento giusto
Jannik Sinner: “Ogni giocatore è diverso. La cosa più importante è cercare di essere la miglior versione di sé stessi. Ognuno ha tempi differenti per capire che tipo di giocatore vuole diventare. Una volta che lo capisci puoi concentrarti su quello. In questo momento mi sento bene. Più che altro si tratta di cambiare alcune cose durante la partita, trovare soluzioni diverse. Quando giochi devi aprire il campo, devi capire certe situazioni. È molto importante avere alternative quando qualcosa non funziona
Inevitabile domandare cosa pensa della situazione tra giocatori e media e tornei
Jannik Sinner: “Non è nulla contro i giornalisti o contro chi è qui. Siamo felici di fare quello che dobbiamo fare e siamo contenti di essere qui. Però siamo anche in una posizione in cui sentiamo di avere qualcosa da dire. Vogliamo avere risposte intelligenti e un dialogo. Non è assolutamente qualcosa contro qualcuno. Noi siamo qui e facciamo il nostro lavoro. Credo che i giocatori siano molto uniti in questo momento. Ed è una cosa positiva. Non è possibile aspettare per anni risposte su questioni importanti. E non si tratta solo di prize money. Si parla anche del benessere dei giocatori, che è una cosa fondamentale. E anche del coinvolgimento nelle decisioni. Non vogliamo iniziare conflitti o creare problemi: vorremmo semplicemente avere una piccola conversazione, sederci e parlarne
Alla domanda su Roma, se senza il fattore Italia l’avrebbe saltato, Sinner ha allargato il ragionamento all’intero circuito
Jannik Sinner: “La motivazione è sempre la stessa. Adesso abbiamo tanti Masters 1000 e il calendario è lungo. Non sono più eventi da una settimana. Resti lì molto tempo, magari perdi presto e poi passano settimane senza partite. Se perdi presto, come può succedere a Madrid, devi anche saper gestire il tempo fuori dal campo”.
Il ritorno sul campo centrale della finale 2025 sempre emozionante
Jannik Sinner: “È una sensazione speciale, molto speciale per me. È stato probabilmente uno dei migliori momenti dell’anno scorso. Una partita molto combattuta. Ho un bellissimo ricordo e sento una connessione particolare con il pubblico e con i bambini. È stato bello tornare qui e ritrovare sensazioni positive”.
All’osservazione sul fatto che Federer guardava il tabellone e pensava: “Questo l’ho battuto, quest’altro pure”. Sinner ha tracciato una netta differenza di mentalità
Jannik Sinner: “Sicuramente lo guardo in un altro modo. Sapendo sempre che il tabellone può aprirsi. Ci sono partite lunghe, non sai mai come un giocatore reagisce oppure no. Però sono una persona che vive molto il presente. Mentalmente so magari chi potrebbe esserci dopo, però quello è un secondo problema. Il problema principale è sempre affrontare una giornata alla volta. Anche quando abbiamo un giorno di allenamento non penso nemmeno alla partita del giorno successivo. Altrimenti vivi ogni giorno con la mentalità del torneo e spendi troppe energie. Ognuno ha una visione diversa”.
E sul grande caldo previsto a Parigi e sulla pressione dello Slam ancora mancante nel palmares, Sinner ha ribaltato la prospettiva
Jannik Sinner: “Hai visto che fa abbastanza caldo… Se giochi di giorno la palla viaggia di più, quindi bisogna vedere entrambe le facce della medaglia. Da una parte fa caldo, dall’altra queste possono essere condizioni abbastanza adatte al mio gioco. La palla rimbalza diversamente, ci sono tante cose positive. Però credo che la cosa più importante sia stare bene mentalmente. L’ho sempre detto in tutti i tornei: la mente può darti una grandissima mano. E ovviamente conta anche stare bene fisicamente. Adesso abbiamo ancora quattro o cinque giorni per prepararci. Speriamo faccia caldo già adesso così mi abituo. Però anche a Indian Wells mi ero sentito bene in condizioni simili e credo di aver fatto tanti passi avanti. Vediamo con calma. Perché poi, se perdi al primo turno, tutto questo diventa inutile parlarne. Andiamo una partita alla volta”.
Con il solito pragmatismo Sinner evita qualsiasi discorso a lungo termine. Niente tabelloni, niente calcoli e nessuna ossessione per il trofeo mancante: il numero uno del mondo continua a guardare soltanto al presente convinto che sia il solo modo per arrivare fino in fondo.
Dal nostro inviato a Parigi, Enrico Milani
TAG: Jannik Sinner, Roland Garros, Roland Garros 2026

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Cambiato il testo e titolo, all’inizio c’era virgolettato “sono stanco”, poi l’hanno cambiato
@ Alex77 (#4621716)
A dire la verità io, nel presente articolo, non vedo la parola “stanchezza”. Non so se ne abbia fatto cenno nella conferenza stampa!
Ciao a tutti… Non so voi ma io sono già in fibrillazione per l’attesa del debutto… ma conoscendo il nostro grande campione so che non si risparmiera’… indi forza Jannik volpe della Pusteria
Buon tennis a tutti
Beh, Jannik ha ormai capito come funziona l’antifona coi giornalisti ed è pienamente consapevole della risonanza mediatica generata dalle sue dichiarazioni 🙂
Non a caso l’altro giorno, in collegamento con Fabio Fazio e i telespettatori di “Che tempo che fa”, ha dichiarato in relazione ai big3: “Non mi metterò MAI nella posizione di dire che sono allo stesso livello, di quello che hanno fatto loro per tantissimi anni”.
A tal riguardo, ci saranno sicuramente, come già accaduto precedentemente, quelli che meschinamente strumentalizzeranno le parole del ragazzo per portare acqua al proprio mulino, non avendo neppure l’acume di comprendere che il Nostro e chi lo sostiene se ne infisciano altamente di costoro che poi sono quelli che spesso lo denigrano sulla scorta di motivazioni ridicole, astruse e finanche contraddittorie.
Azz Jannik, spero siano un po’ di pretattica le parole sulla stanchezza.. sembra quasi che l’energia rimasta sia ridotta al lumicino, ma è anche vero che tende sempre ad essere “guardingo” nelle dichiarazioni per cui ci credo fino ad un certo punto 😛