Jodar è pronto alla sfida: “Voglio godermi il mio primo Roland Garros. Quando in partita le cose non vanno, penso che c’è sempre un modo per cambiare l’inerzia”
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Chiamarsi Rafael a Roland Garros è qualcosa di per sé già speciale. Se poi sei un 19enne in rampa di lancio verso le vette del grande tennis, tutto assume un significato ancor più profondo. Il giovane madrileno si è presentato alla stampa dello Slam “rosso” non nascondendo le proprie ambizioni, ma anche consapevole che giocare tre set su cinque sarà una grande sfida a questo livello. “Sono davvero entusiasta di disputare questo torneo per la prima volta. Sarà il mio primo Slam sulla terra battuta, quindi l’emozione è grandissima. Cercherò di prepararmi nel miglior modo possibile per il mio debutto di lunedì.” afferma Jodar.
Quel che ha impressionato della sua repentina ascesa, vista la scarsa esperienza, è come il suo tennis acquisisca nuove competenze e una dimensione superiore partita dopo partita. “So bene quanto sia difficile, perché qui tutti giocano ad altissimo livello e cercano di esprimere il loro miglior tennis. Io provo semplicemente a imporre il mio gioco in ogni torneo” afferma Jodar. “Quando le cose non funzionano, cerco di accettare il momento e di ricordarmi che durante il match ci sono sempre soluzioni per cambiare l’inerzia. Credo che riuscire a portare il mio tennis in campo sia stata una delle chiavi dei buoni risultati ottenuti negli ultimi tornei”.
Giocare al meglio dei cinque set, una sfida importante: “Sarà sicuramente un’esperienza nuova, una sfida diversa. Non vedo l’ora di iniziare il torneo e di provare a esprimere il mio miglior tennis, senza aspettative particolari, perché qui tutti possono batterti se giocano bene. So che sarà il mio primo Roland Garros, quindi voglio soprattutto godermi l’esperienza. Da bambino sognavo di giocare su palcoscenici come questo e nei tornei del Grande Slam”.
Immancabile la domanda su Nadal, e i suoi ricordi giovanili sul torneo. “Rafa ha fatto qualcosa di incredibile qui. Quello che è riuscito a ottenere in questo torneo è semplicemente straordinario. Quando sei qui e vivi il torneo da dentro, ti rendi davvero conto della portata di ciò che ha fatto vincendo 14 volte. È qualcosa di unico. Per me resta uno dei più grandi giocatori sulla terra battuta di tutti i tempi. Del torneo ho ricordi bellissimi. È uno di quei tornei che sogni di giocare fin da piccolo, quando lo guardi in televisione. Sono molto emozionato di essere qui per la prima volta nel tabellone principale. Due anni fa avevo giocato il torneo junior, ma questa è tutta un’altra esperienza. È completamente diverso condividere il torneo con i professionisti. Cercherò di godermi tutto e di dare il massimo lunedì”.
Rispetto all’anno scorso tutto è andato velocissimo per Rafa… “L’anno scorso in questi giorni stavo finendo la stagione universitaria con Virginia. Credo stessi giocando qualche Challenger negli Stati Uniti prima di rientrare in Europa per i Challenger estivi. Se pensavo a Roland Garros? Forse sì. Negli Stati Uniti era complicato seguire tutto per via del fuso orario, ma sicuramente guardavo alcune partite. La finale del 2025? Sì, ho visto la partita, è stata straordinaria da entrambe le parti, non solo per Carlos che poi ha vinto. Il livello era altissimo. Mi sono davvero divertito a guardarla in TV. È stata una finale epica che resterà nella memoria”.
L’anno negli States ha rappresentato un momento formativo molto importante per Jodar: “È stato un anno fantastico. Ho imparato tantissimo, ho giocato molte partite e sono cresciuto sia come tennista sia come persona. Ho vissuto lontano dai miei genitori, con il supporto degli allenatori e dei compagni di squadra, che hanno sempre voluto il meglio per me. Conservo ottimi ricordi del mio periodo alla University of Virginia. È stato un capitolo importante della mia carriera”.
Una curiosa domanda sul calcio, chi è il suo giocatore preferito? Resta in patria: “Mi piace tantissimo Rodri. Direi lui senza dubbio: Pallone d’Oro, un giocatore incredibile”, poi una chiusura restando con i piedi per terra, “Essere dello stesso Paese di Carlos e Rafa non significa automaticamente ottenere gli stessi risultati o vincere quanto hanno vinto loro. Io cerco semplicemente di seguire il mio percorso, costruire la mia carriera e godermi il processo. È fantastico essere in questi tornei e giocare contro campioni di questo livello”.
Marco Mazzoni
TAG: Marco Mazzoni, Rafael Jodar, Roland Garros 2026

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4 commenti
Curiosità di vederlo nel 3 su 5, che ricordiamo è un altro sport
Vediamo come se la cava nei match al meglio dei cinque set sulla terra. Contro Fils a Barcellona e Darderi a Roma ha perso al terzo.
Anche noi siamo curiosi di vederlo cimentarsi in uno sport…
…diverso!!!
Perché in 3-su-5 cambia tutto 😉
Mi aspetto già grandi cose..