Musetti, il Roland Garros è già sfumato: ora anche Wimbledon diventa un punto interrogativo
27 commenti
La rinuncia al Roland Garros rappresenta già un colpo durissimo per Lorenzo Musetti, ma la vera preoccupazione adesso riguarda il prosieguo della stagione. La lesione al retto femorale, infatti, non è un infortunio da sottovalutare: coinvolge un muscolo fondamentale per gli scatti, gli appoggi, le frenate e le ripartenze, cioè proprio quelle componenti che nel tennis moderno fanno spesso la differenza. Per un giocatore come Musetti, che basa molto del proprio rendimento sulla mobilità, sull’equilibrio e sulla capacità di costruire il punto anche attraverso variazioni continue, tornare in campo senza essere completamente recuperato sarebbe un rischio enorme.
Il forfait a Parigi pesa anche dal punto di vista del ranking, perché Musetti perderà gli 800 punti conquistati lo scorso anno al Roland Garros. Ma, in questo momento, il tema della classifica deve inevitabilmente passare in secondo piano. L’obiettivo principale non può essere difendere posizioni o rincorrere punti, ma evitare che un problema muscolare si trasformi in qualcosa di ancora più complesso. Lo stesso Lorenzo ha lasciato intendere tutta la sua frustrazione, spiegando di non aver mai vissuto prima una fase così segnata dagli infortuni e di non essersi ritirato a Roma anche perché era stanco di fermarsi davanti al pubblico di casa.
Ed è proprio questo l’aspetto più delicato: la gestione. Dopo Amburgo e Roland Garros, anche Wimbledon diventa inevitabilmente un punto interrogativo. La stagione sull’erba è breve, intensa e molto particolare dal punto di vista fisico. I movimenti sono diversi rispetto alla terra battuta, gli appoggi sono più instabili, le partenze più secche e il rischio di sollecitare nuovamente la zona lesionata è concreto. Non a caso, per un infortunio al retto femorale, anche una volta superata la fase del dolore, serve cautela nel recupero della piena esplosività.
Musetti, inoltre, non difende punti a Wimbledon. Questo dettaglio potrebbe incidere molto sulle valutazioni del suo team. Forzare il rientro per giocare i Championships senza garanzie fisiche complete avrebbe poco senso, soprattutto considerando che l’erba può diventare una superficie pericolosa se affrontata senza fiducia nei movimenti. Diverso sarebbe stato il discorso se Lorenzo avesse avuto molti punti da difendere o una situazione di classifica disperata. Invece, proprio l’assenza di punti in scadenza potrebbe suggerire una scelta più prudente.
La soluzione più logica, a questo punto, potrebbe essere quella di prendersi tutto il tempo necessario, saltare eventualmente anche Wimbledon e programmare il rientro sulla tournée nordamericana sul cemento. Sarebbe una decisione dolorosa, perché Wimbledon resta uno dei tornei più affascinanti e importanti del calendario, ma forse anche la più saggia. Dopo una serie di problemi fisici ravvicinati, Musetti ha bisogno di ritrovare non solo la condizione atletica, ma anche serenità e continuità.
Per questo la domanda oggi non è soltanto quando tornerà in campo, ma in quali condizioni. Rivederlo troppo presto, magari ancora limitato nei movimenti, non servirebbe né a lui né al suo percorso. Il talento di Musetti non si discute, ma in questa fase serve soprattutto lucidità. La stagione è ancora lunga, e rientrare davvero guarito può valere molto di più che provare a esserci a tutti i costi a Wimbledon.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Lorenzo Musetti, Wimbledon, Wimbledon 2026

Sinner
Alcaraz
Zverev
Auger-Aliassime
Shelton
de Minaur
Djokovic
Medvedev
Sabalenka
Rybakina
Swiatek
Svitolina
Muchova
Per giocare sulla riga di fondo in anticipo e di controbalzo dovrebbe accorciare le sbracciate, altrimenti si ritroverebbe la palla in faccia. Farlo a 24 anni non lo vedo possibile.
Sul fatto che dovrebbe accorciare la durata degli scambi non ci piove. Tuttavia non crediate che Sinner non faccia fatica a giocare vicino alla riga di fondo a quel ritmo. Ci vuole una rapidità di piedi che stressa il fisico forse anche più di un recupero da dietro la linea di fondo. e Jannik ne sa qualcosa, visto che anche lui ha vissuto il suo periodo di infortuni. Come ne sa qualcosa Alcaraz che è stato costretto a saltare il Rolando per un infortunio che sembrava un’inezia.
Ormai il tennis è diventato uno sport molto stressante e l’ unica soluzione è saper ascoltare il proprio fisico e programmarsi di conseguenza. Era evidente che da quando è rientrato Musetti non fosse del tutto guarito, non mi ha mai dato l’ impressione di essere al 100%, ha sempre fatto fatica, anche quando vinceva. Purtroppo con tutti i punti e le posizioni che perderà, risollevarsi sarà problematico. Di certo dovrà dire addio alle finals per quest’ anno…ma la cosa più importante per lui dev’ essere curarsi e guarire bene, poi potrà ripartire. Crerto sia stato anche sfortunato. La partita con Djokovic che poteva rappresentare la sua definitiva consacrazione(nulla mi toglie dalla testa che avrebbe potuto battere anche Sinner in semifinale, vista la prestazione di Jannik contro Nole), è stata in realtà la sua condanna.
Sono stra-d’accordo, è in assoluto il più “rematore” del circuito, anche da rotto contro Cerundolo ha fatto delle rincorse e pallonetti pazzeschi. Ma NON PUO’ essere il gioco di un tennista delle sue qualità che abbia raggiunto la maturazione. Io credo che dovrebbe prendersi del tempo, tanto tempo, non solo per il recupero ma per costruire un tennis diverso.
In questo momento Musetti deve avere tutto il nostro appoggio morale, è un campione e va sempre rispettato, anche se non si condividono certe sue scelte….da parte mia gli auguro una pronta guarigione e tornare più forte di prima.
Mi permetto una breve riflessione che anche altri utenti hanno scritto prima di me.
Senza entrare sugli aspetti medici che non mi competono, se un atleta è vittima di ripetuti infortuni muscolari e dovrà effettuare una lunga pausa forse potrebbe essere l’occasione buona per valutare le cause di questi infortuni e come prevenirli.
A mio modesto parere una impostazione di gioco spesso attendista, difensiva, in posizione arretrata con un movimento continuo a “tergicristallo” per recuperare ogni palla, è estremamente dispendiosa per il fisico e forse è una delle cause dei costanti infortuni.
Sarebbe interessante vedere Lorenzo provare a giocare più avanti, più di anticipo, anche in controbalzo (come il Federer degli ultimi anni), penso sarebbe ugualmente o forse anche più efficace e sicuramente i muscoli ringrazierebbero.
Certo è facile parlare, mettere in pratica molto più complesso, ma Tartarini e Perlas sono tecnici esperti e mi auguro che facciano le giuste riflessioni, poi sarà Musetti a decidere cosa fare, ma io ci proverei, il tempo è dalla sua parte e non deve dimostrare nulla a nessuno.
Forza Lore!
Era evidente già nel match contro Cerundolo che il problema fosse serio… quel che preoccupa è che si tratta dell’altra gamba rispetto all’infortunio a Melbourne
Questo stop , dal punto di vista della classifica fa molto male, musetti, anche quando sta bene impiega un certo numero di tornei a carburare per poi farne 2/3 al top. E per giocare al top deve non solo esserlo ma anche non avere paura di farsi male
È dalla fine della scorsa stagione che sta tirando troppo la corda. È anche sfortunato, ma sicuramente tende a sottovalutare lo stress. Una pausa anche lunga forse gli farà bene in tutti i sensi… chi lo sa…. non sono un medico. Personalmente avevo sperato che dopo le finals avesse avuto il tempo di recuperare. Evidentemente hanno ragione Sinner e altri a dire che lo scavalco invernale di stagione non è mai troppo lungo.
Non è il momento di badare ai punti, ma al proprio corpo.
@ faustocat (#4614680)
Curati, bischero!
Fa male, troppo male. Non so se riuscirà a rialzarsi ma deve poter avvertire tutta la nostra vicinanza.
Forza Lorenzo.
Mi permetto di scrivere il commento che avresti voluto scrivere tu:
“Musetti ce l’ho sulle palle, spero che non guarisca mai e se dovesse tornare in TopTen esaurirei le scorte di gastroprotettori della mia farmacia”
Lo so, è dura doversi frenare, ma consolati sapendo che almeno metà dei contributori sui post del Muso vorrebbero scrivere la stessa cosa…
Veramente il retto femorale è un muscolo anteriore…
Musetti paga l’ossessione erronea di essere un mero terraiolo: gli avevo suggerito di pensare a Wimbledon prioritariamente ma non mi ha ascoltato!
Beh meglio saltarlo e guarire davvero che continuare a fare dentro e fuori
Follia..ma che senso aveva rischiare
Forza Lorenzo ti aspettiamo al rientro al meglio possibile.
Obiettivo migliorare quello già fatto. Si partirà dal basso ?
Ci si prova lo stesso.
Nel mentre un po’ di riposo in famiglia, può anche risollevare un po’ il morale. Missione Speciale : il papà !
È una persona squallida, non gli si dovrebbe neppure rispondere…
Per i fenomeni da tastiera Lorenzo fa sempre finta o inventa scuse, ma chi ha questa rabbia o soffre di questi problemi di invidia verso gli altri che hanno una vita e successo si dovrebbe fare curare prima di scrivere.
Era come temevo e la partita inutile contro Ruud ha pregiudicato diverse settimane di attività.
Da quando seguo il tennis, tanti anni, mi sono fatto una cultura in ortopedia enzo
Musetti, l’eterno incompiuto. Auguri di pronta guarigione, purtroppo credo che non tornerà MAI PIU’ in top 10.
Quante stupidaggini in un solo commento
Dommage
prego, sei giustificato
io credo che musetti sia un bravo ragazzo, anche se mi piace percularlo.
Purtroppo, non è propriamente uno sportivo bensì un esibizionista. A lui piace esibirsi e ricevere gratificazioni dal suo stile e dalla sua esibizione. Non è focalizzato al 100% sulla vittoria. E infatti vince quando l’altro perde.
è già bravo così!
EKKEKK@ZZZZ
Scusatemi
Questa è la vita per tutti o quasi succede che quando tocchi il cielo con un dito cadi giù come il mito di Icaro. Comunque Musetti appena sentito tirare dietro avrebbe dovuto avere la cautela e la prudenza di ritirarsi o qualcuno del suo staff avrebbe dovuto intervenire. Ora è veramente una dura botta
Dal toccare il cielo con un dito (AO quando stava vincendo nettamente contro Djokovic) ai continui problemi fisici…
Che peccato.