Alcaraz si racconta a Vanity Fair Spagna: “Vivo una vita da sogno, quella che ho sempre desiderato. Però a volte mi piacerebbe avere più momenti per me stesso”
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Il mondo del tennis non si ferma mai, questa settimana al Foro Italico di Roma sta andando in scena un’edizione del massimo torneo italiano ricca di temi interessanti. Ce la farà Jannik Sinner a continuare la propria striscia vincente nei Masters 1000? Darderi sorprenderà ancora? Jodar potrebbe diventare il vero avversario di Jannik per il titolo a Roma? In tutto questo, si avverte la mancanza di Carlos Alcaraz, nel 2025 dominatrice sulla terra battuta con i titoli vinti a Monte Carlos, Roma e Parigi. Nel principato lo spagnolo c’era, ed è stato battuto per la prima volta in un grande appuntamento sul “rosso” da Sinner. Poi la sfortuna ha presentato al murciano un conto salatissimo, con il noto infortunio al polso rimediato a Barcellona che l’ha costretto a fermarsi, saltare Roma e Parigi, con un orizzonte ancora incerto per il rientro, si spera sull’erba.
Non è mai stata rivelata la vera diagnosi del suo infortunio, ma intanto in Spagna si continua a parlare di Carlos grazie ad una lunga intervista rilasciata dal n.2 al mondo al magazine Vanity Fair. Un bel servizio fotografico con una panoramica sul personaggio e vita, in campo e fuori, ideale a presentarlo ad un pubblico generalista e meno avvezzo alle cose puramente tennistiche. L’intervista è stata realizzata prima del torneo di Monte Carlo, quindi non è di stretta attualità, ma ci sono dei passaggi interessanti che riportiamo dal magazine spagnolo.
Alcaraz parla soprattutto dell’impegno richiesto per essere un tennista di vertice, una full immersion che hai dei costi in termine di spazi per fare altro e di stress mentale. “È stressante, perché devi pensare continuamente a quello che fai, a quando lo fai e a dove ti trovi. E, come chiunque altro, anche noi abbiamo giorni buoni e giorni no. Ci sono giornate in cui ti svegli e non hai voglia di fare nulla, ma devi comunque andare in campo e magari reagisci in un modo che non è quello giusto” racconta Carlos.
“Non parlerei di vertigine”, risponde quando gli chiedono che sensazione prova dopo aver già accumulato così tanti traguardi ad una età così giovane. “So benissimo di avere ancora tanta strada davanti a me e cerco di non pensare al fatto che potrei avere altri 12 o 15 anni di carriera, perché mi mette ansia”, afferma ridendo. Quello che non vuole è finire per vivere una vita monotona che lo trasformi in “uno schiavo del tennis”. “So di stare vivendo una vita da sogno, quella che ho sempre desiderato. Però a volte mi piacerebbe avere più momenti per me stesso, per fare le cose che farebbe un ragazzo della mia età”, ammette Alcaraz. “Con il tempo capisci sempre meglio di cosa hai bisogno. Ci sono stati periodi in cui non mi sono mai fermato, non ho mai staccato davvero, e questo ha finito per influire sul mio tennis, oppure mi ha portato a infortunarmi, o…”, si interrompe. “Diciamo solo che non è andata a finire bene”, conclude Alcaraz.
Una frase questa che fa riflettere, visto che nelle settimane successive all’intervista Carlos si è davvero infortunato, e seriamente visto che il polso è uno dei problemi più temuti dai tennisti. Nell’intervista lo spagnolo si è soffermato sull’importanza del prendersi cura del proprio corpo per poter esprimere il proprio talento, vincere e avere una carriera lunga. “Credo che sia importante quanto, se non più, prendersi cura del proprio corpo. C’è tantissima gente ossessionata dall’aspetto fisico, ma per me è altrettanto fondamentale prendersi cura della propria testa”.
#CarlosAlcaraz, la estrella más rutilante del tenis masculino, nos habla de su ascenso al número uno y la rivalidad que se vislumbra en el futuro de su deporte. Disponible a partir del 3 de junio en kioscos. #VanityFairSportsIssue https://t.co/TVREjBEvXH pic.twitter.com/yKsQtJKhF7
— Vanity Fair España (@VanityFairSpain) May 12, 2026
Immancabile la domanda su come vive la rivalità con Sinner. “Stiamo mostrando al mondo che possiamo entrare in campo e dare tutto, cercando di fare più male possibile all’altro dal punto di vista sportivo, e poi fuori dal campo essere due ragazzi che vanno molto d’accordo. Ci aiutiamo a vicenda a tirare fuori il meglio di noi”. Una battaglia intensa sul campo, ma sana. “Anche se lottiamo per gli stessi obiettivi, non c’è motivo di odiarsi solo perché vogliamo le stesse cose. Quando competi a questo livello, avere un’amicizia davvero stretta è complicato. Si può fare. E io sono favorevole a questo.
Le grandi rivalità “sono processi che si costruiscono in tanti anni. La nostra non è ancora paragonabile alle rivalità storiche che il tennis ha vissuto in passato, perché davanti a noi ci sono ancora molti anni. Speriamo di affrontarci ancora tantissime volte, magari in tante finali, dividendoci i tornei più importanti”.
Mario Cecchi
TAG: Carlos Alcaraz

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Neanche secondo me … ahahahah… Via libera a Jannik
Caro campione ai box (sono ironico…) adesso per qualche mese speriamo tu possa goderti la vita extra tennisyica. Qui a Roma ci stiamo divertendo un kasino ugualmente senza il n° 2, ogni giorno 30-35 mila persone, con una punta di 44 mila. Buone vacanze, non mangiare e bere troppo che poi hai bisogno di altri 2 mesi per metterti in forma
@ Non tennista (#4614621)
vedo che senti l’esigenza di rimarcare tutti gli argomenti che non sono di tuo interesse, ma anche i tuoi post sono di scarsissimo interesse
A modo suo anche Sinner si gode la vita! Questa cosa che solo gli Spagnoli del deserto spaghetti western con catamarano gigante sappiano farlo sa di luogo comune!
A quando l’intervista su Vogue?
Purtroppo il successo dà molto ma “costa” molto, in termini di tempo (poco libero!) e privacy (pressoché distrutta!).
Quantomeno svolge un “lavoro” più piacevole e ben retribuito, che sono 2 bei vantaggi 😉
Troppi nuovi argomenti aperti di nessun interesse
@ Inox (#4614501)
Già …
@ guido Guest (#4614507)
Mi fa piacere , ma troppo gentile Guido ! 😀
@ guido Guest (#4614506)
Si io ho scritto che non è giusto criticare una persona per l’aspetto fisico che uno non può scegliersi e lo confermo sarebbe meglio soffermarsi su ciò che fa
Bravo Squalo, mi sei piaciuto
Scusa. Forse ti ho confuso con un altro. Pensavo fossi tu il Torquemada del body-shaming o dei commenti presunti sessisti.
Se non si può dire che Jodar è brutto (non è il mio parere, ma non è questo il punto), non si può dire che l’arbitra è degna di nota (su questo invece condivido, ma ancora non è il punto), non si può parlare male della Ostapenko (e qua capisco che sia un po’ crudele), allora mi viene il dubbio che non si possa nemmeno dire che Alcaraz sia particolarmente bello in una foto (commento a doppio taglio).
@ Golden Shark (#4614498)
… questo perché purtroppo non c’è mai fine al peggio e quindi ognuno può sempre guardarsi dietro e tirare un sospiro di sollievo
PS chissà se esiste qualcuno che non ha nessuno dietro 🙁
Beato te Carlos … ” sana , umana ( ma assolutamente mai acida ) invidia ” per le persone meritevoli e fortunate come te ! 🙂
Sicuramente sei sincero e capisco che anche ” quelli del vostro pianeta ” a volte vorrebbero una vita normalissima per avere piu’ tempo per se stessi .
Però , io che sono dall’altra parte , vorrei dirti che … anche ” di qua ” ormai tra … corri a destra e sx , paga questo ( con fatica ) e non dimenticare di fare quello , cambia le password ogni 3 mesi ect ect … il tempo libero non esiste piu’ !!!
Quindi … 😉
Poi però guardo indietro e vedo tanti stare ” male ” davvero 🙄 … e mi ritengo un fortunato pure io .
@ Arnarderi (#4614478)
La mia filosofia è abbastanza spartana: nella vita ci un gran bel kubo il resto va da se
@ WinItaly_ex_Berga (#4614485)
Questa è bella
@ guido Guest (#4614463)
Non ho capito perché chiedi a me comunque si bellissima foto
Dichiarazione di Alcaraz: non cambierei mai con fondo
Mi fai venir voglia di filosofeggiare 🙂 la maggior parte degli uomini – mi vi metto anch’io – teoricamente vorrebbe essere felice ma praticamente vagheggia una vita libera da affanni. Non è la stessa cosa. Il paradiso di Adamo ed Eva assomiglia alla vita del mio gatto domestico, la felicità resta sullo sfondo, in primo piano c’è un’ideale assenza di ansie. Tant’è che la maledizione di Dio all’atto della cacciata si qualifica come una vita piena di affanni, dolori, preoccupazioni, rotture di coglioni perenni. Il film piu amato dagli americani finisce con un ex galeotto che si ritrova pieno di soldi, si compra una barca e una canna da pesca ovvero, è libero definitivamente da progetti, rovelli, decisioni, rischi, affanni.
Poi, secondo me, esistono persone – molte meno – che pensano alla difficoltà del vivere in modo diametralmente opposto. Un pensiero del tipo, la difficoltà della vita è la vita stessa. Tra questi in prima fila vedo un volto noto, un certo Jannik Sinner…
comunque è venuto bene in questa foto, pure troppo (Inox, si può dire o è sconveniente?)
forse è per mettere le mani avanti: “magari non vinco come Sinner, ma io faccio andare il carrello”.
Lo ribadisce sempre in praticamente tutte le interviste sto fatto di volersi godere anche la vita, perché ci tenga a sottolinearlo sempre non mi è ancora chiaro
…anche se smetteva anno scorso! 😀
Ma no, i tennisti (in generale gli sportivi tranne rare eccezioni) una volta ritirati cadono nell’anonimato. Ogni tanto vengono ripescati per interviste o commenti, ma se non diventano coach fanno una vita normalissima fuori dai riflettori, perché nel frattempo c’è nuova, giovane carne fresca al loro posto. Eva contro Eva.
50 anni….
Questo avrà già 200 milioni in giro a 23 anni….può fare la vita da Sultano fino al 2347
@ fondo (#4614408)
Che tragedia, meglio tornare poveri e dare lezioni di tennsi (al nero) a qualche annoiata signora
Juan Carlos Ferrero :
Juan Carlos Ferrero ha celebrato Jannik Sinner sui social network il 6 maggio 2026, giorno del compleanno del suo ex allievo Carlos Alcaraz.
Juan Carlos Ferrero si è congratulato con Jannik Sinner dopo la sua vittoria al Madrid Open 2026 condividendo una foto storica sui social network. Il messaggio, “Menudos compañeros de foto” (Bei partner fotografici), sottolineava l’appartenenza di Sinner alla cerchia esclusiva dei giocatori che hanno vinto questo torneo essendo numero 1 mondiale.
Contesto storico: Sinner è diventato il quinto giocatore della storia a vincere il Madrid Open come leader della classifica ATP, unendosi a Ferrero (2003), Roger Federer (2006), Rafael Nadal (2014) e Novak Djokovic (2016, 2019).
L’interpretazione mediatica: gli analisti vedono un confronto implicito tra il modello di perfezionismo rappresentato da Sinner e la gestione della carriera di Alcaraz, percepita come meno disciplinata dall’ex coach.
@ Marcello (#4614396)
15 anni di malox. Secondo me se lo compri direttamente dalla fabbrica risparmi 🙂
Come è rilassato è diventato anche quasi bello. Per me non torna più.
si, ma per tutta la vita sara’ guardato , segnalato, se non disturbato o molestato ogni volta che scendera’ in strada, ovunque sara’, senza potersi mai fare i c….. propri. Non cambierei mai con lui.
Almeno la sua lingua la parla bene.
Lui.
Ma anche mooolto di più.
Tipo ad oggi ha circa 60 milioni di euro di guadagni. Se smettesse oggi i suoi 60 milioni di euro guadagnati sarebbero più o meno quello che io (che ho un buon lavoro) guadagnerei in 24.000 mesi e, cioè, in un paio di millenni
@ Detuqueridapresencia (#4614350)
ça va sans dire 🙂
Carlos ci manchi…
…senza la tua rivalità c’è meno “gusto” come una pasta senza sale!!!
Torna presto, Jannik te le vuole suonare!!!
Ahahahah 😀
@ Betafasan (#4614339)
Per soli 50 anni?
Moltiplica per 3 o 4 almeno.
CHE
U O M O!
Carlos studia, leggi, istruisciti… l’inglese poi….
Certo che se la gode ! Giovane e ricco…anche se dovesse smettere tra un anno vive di rendita per 50 anni!