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Kyle Edmund riparte dopo il ritiro: “Dopo vent’anni di tennis cercavo un nuovo scopo”

12/05/2026 09:23 Nessun commento
Kyle Edmund nella foto - Foto ATP Tour
Kyle Edmund nella foto - Foto ATP Tour

Kyle Edmund ha costruito la sua vita attorno al tennis per quasi vent’anni. Oggi, a meno di un anno dal ritiro, l’ex numero 14 del ranking ATP sta imparando a conoscere una nuova dimensione: quella della vita oltre il circuito.

Il britannico fa parte della prima classe dell’ATP x LALIGA MBA in Sports Management, un programma pensato per aiutare atleti ed ex atleti a costruire un percorso professionale nel mondo dello sport anche dopo la fine dell’attività agonistica. Per Edmund, questa esperienza è diventata un mix di formazione, scoperta personale e ricerca di una nuova identità dopo l’addio alla routine quotidiana del tennis professionistico.
“Mi sono ritirato nell’agosto dello scorso anno e mi ci sono voluti un paio di mesi per metabolizzarlo”, ha raccontato ad ATPTour.com. “È stata soprattutto una questione emotiva, lasciare qualcosa che ho fatto per vent’anni. Quando ho smesso di giocare, una delle mie preoccupazioni era: ‘Da dove arriverà adesso l’adrenalina?’. Non lo sapevo”.

Edmund ha spiegato di aver vissuto il ritiro come un momento carico di incertezza, ma anche di nuove possibilità. “È sicuramente eccitante, perché le nuove sfide stimolano le persone ed è un nuovo inizio. Allo stesso tempo, però, c’è anche l’ignoto. Non so cosa riservi il futuro, ma sapevo che non potevo restare fermo ad aspettare. Dovevo uscire e far accadere le cose”.
Nel corso della sua carriera, Edmund ha vinto due titoli ATP, ad Anversa e New York, e ha raggiunto la semifinale agli Australian Open 2018. Dopo il ritiro, ha iniziato a incontrare persone, fare domande e avvicinarsi ad ambienti nuovi. Lo sport, però, ha continuato ad attirarlo.

Da sempre appassionato anche di calcio, Formula 1, rugby e golf, Edmund ha maturato un forte interesse non solo per gli atleti, ma anche per tutto ciò che sta dietro alle grandi organizzazioni e agli eventi sportivi. Da qui la scelta di intraprendere il percorso con ATP e LALIGA, strutturato tra lezioni online, sessioni in presenza, case study, interventi di professionisti del settore e approfondimenti sul funzionamento interno delle grandi realtà sportive.
“Il programma MBA è fantastico perché ti dà un senso di scopo”, ha spiegato Edmund. “Quando ti ritiri e magari non hai ancora nulla di concreto, perdi quello scopo, perdi la routine. Avere un obiettivo, che sia diventare un buon direttore di torneo o altro, ti rimette in movimento. Vai avanti, impari sempre. Per me è stato molto utile, invece di sentirmi perso e non sapere da dove cominciare”.

Il britannico ha già iniziato a esplorare possibili ruoli da direttore di torneo, oltre a esperienze nel broadcasting e in interventi pubblici legati a performance e leadership. Lavorerà anche in eventi a Nottingham e Roehampton, continuando ad approfondire il lato operativo del tennis.
Il ritorno in aula, però, non è stato immediato. Edmund aveva lasciato presto il percorso scolastico tradizionale per dedicarsi alla carriera tennistica e ha ammesso di aver provato qualche timore nel rientrare in un ambiente di studio dopo tanti anni. La natura pratica del corso, però, lo ha aiutato a sentirsi rapidamente a proprio agio.

“Tutti condividono gli stessi pensieri e le stesse sensazioni su cosa fare, su cosa stanno cercando”, ha raccontato. “Ci sono tante incognite, nessuno sa tutto. Siamo tutti nella stessa situazione, con la voglia di imparare. Quando sei in aula e passi molto tempo con gli altri, non sei più solo un atleta: ti apri di più”.

Edmund si è detto orgoglioso di far parte della prima edizione del programma. “Mi sento davvero onorato di essere nella prima classe di questo MBA e spero che possa continuare a migliorare. ATP e LALIGA sono molto attenti ai feedback e vogliono capire come renderlo ancora migliore in futuro”.

Guardandosi indietro, l’ex tennista ammette che avrebbe forse dovuto pensare prima al post-carriera. “Quando giocavo non avevo alcun interesse a guardare avanti, e capisco perfettamente i giocatori che non lo fanno. Quando sei dentro, il tennis è tutto ciò che conta. Per arrivare in alto devi dedicare quasi tutto il tuo tempo a quello. Serve una forma di ossessione, di impegno e di desiderio”.
Poi ha aggiunto: “Ora che sono dall’altra parte, ci sono aspetti per cui avrei voluto prepararmi un po’ di più al futuro. Quando il sipario si chiude, se non hai qualcosa già pronto, può essere difficile. Può diventare un periodo un po’ solitario, perché hai la sensazione di ricominciare da zero in una nuova fase della tua carriera”.

Per Edmund, quella nuova fase è appena cominciata. Sta ancora esplorando, studiando e costruendo le basi della sua seconda vita professionale, sempre dentro lo sport ma con un ruolo completamente diverso.
Oltre a lui, nella prima classe dell’ATP x LALIGA MBA in Sports Management figurano anche Pablo Andujar, George Bastl, Ignacio Benzal Alia, Ricardas Berankis, Rohan Bopanna, Rogerio Dutra Silva, Ernests Gulbis, Benjamin Hannestad, Adrian Menendez-Maceiras, Aisam-Ul-Haq Qureshi, Aldin Setkic e Joao Sousa.



Marco Rossi


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