Sinner: “Il successo non mi ha cambiato. A Roma bisogna adattarsi continuamente” (Video della partita)
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Dopo il netto successo contro Alexei Popyrin 6-2 6-0 in un’ora e sei minuti, Jannik Sinner si è presentato in conferenza stampa parlando delle difficoltà di giocare al Foro Italico, della gestione del calendario, dell’attenzione mediatica e del derby degli ottavi contro Andrea Pellegrino. Il numero uno del mondo ha sottolineato soprattutto l’importanza di restare concentrati e di continuare a migliorarsi, indipendentemente dai record e dai risultati.
Sulle particolari condizioni di gioco di Roma, Sinner ha spiegato come il Centrale richieda continui adattamenti durante la partita.
“Qui la situazione è molto diversa. Arrivi magari da tornei dove le condizioni sono molto più veloci e poi qui ci sono vento, umidità e situazioni differenti. Non è semplice giocare sempre un tennis perfetto perché durante la partita tutto può cambiare. Alcuni giocatori hanno più tempo per adattarsi, altri meno. Qui bisogna essere sempre pronti, stare nel momento, accettare quello che succede. Questo alla fine ti aiuta anche nella fiducia.”
Jannik ha poi parlato della difficoltà di trovare tempo per allenarsi durante periodi così intensi della stagione, con tanti match ravvicinati.
“La cosa più importante è mantenere sempre un livello molto alto, perché oggi se non lo fai gli altri ti passano subito. Tutti giocano forte, tutti sono veloci e quindi bisogna essere estremamente concentrati. Quando giochi tante partite hai meno tempo per allenarti, perché un giorno giochi e quello dopo magari recuperi. Però ci sono sempre piccoli momenti dove puoi provare qualcosa, lavorare su dettagli e cercare di migliorare. Alla fine il tempo per crescere si trova sempre.”
Inevitabile anche un riferimento ai numeri che continua a collezionare. Sinner ha infatti superato Federer per vittorie consecutive in Masters 1000 e continua ad avvicinare altri record storici.
“Ma no, sono contento nell’altro senso. Sai, quello che hanno fatto loro, lo ripeto sempre, per quindici anni di fila è incredibile. Io faccio la mia storia, per me stesso e per il mio team. Ovviamente siamo contenti di essere in questa posizione perché comunque sto passando un periodo molto positivo. Però non è per questo che gioco a tennis. Gioco per migliorare me stesso e anche per divertirmi in campo, perché giocare a Roma è una bellissima emozione. Poi il resto viene.”
Sul dominio mostrato in campo e sulla sensazione che molti avversari finiscano quasi per arrendersi davanti al suo ritmo, il numero uno del mondo ha preferito concentrarsi soltanto sul proprio tennis.
“No, onestamente sto soltanto attento alle scelte che faccio in campo. E poi il risultato è una conseguenza. Sto cercando di controllare quello che posso controllare. Il resto cambia, alla fine ogni giorno è differente. Ogni giocatore gioca in modo diverso e devi preparare bene la partita. Mentalmente devi essere sul pezzo, perché se non lo sei poi fai fatica a uscirne. Sto solo cercando di guardare la mia parte. Poi appena c’è un attimo di calo in campo, dopo non riesci più a uscirne. Quindi sto cercando di evitare questo.”
Grande attenzione anche sul rapporto con il pubblico e con la popolarità crescente in Italia e nel mondo. Sinner ha spiegato di vivere tutto con naturalezza, proteggendo soprattutto la sua famiglia.
“No, sai, credo che la cosa bella sia che non è arrivato tutto all’improvviso. È cresciuto piano piano. Forse il vero cambiamento c’è stato dopo il primo Slam in Australia. Però io gestisco tutto in modo molto naturale. Guardo soprattutto me stesso, il mio team e provo a proteggere la mia famiglia, che per me è la cosa più importante. Quando l’attenzione è su di me non c’è problema. Quando invece coinvolge la mia famiglia magari un po’ mi dà fastidio, perché so che sono persone che non cercano attenzione. Però stiamo vivendo tutto in maniera molto naturale. Credo che il successo non abbia cambiato né me né la mia famiglia. Siamo persone normalissime. Certo, mi stupisce sempre vedere così tanta gente e così tanto entusiasmo, ma credo sia una cosa positiva. Ci sono tanti italiani che stanno facendo bene, c’è Flavio, c’è Lorenzo e tanti altri. Alla fine siamo un gruppo e cerchiamo di portare l’Italia sempre più in alto.”
Agli ottavi di finale ci sarà ora il derby contro Andrea Pellegrino, autentica sorpresa del torneo.
“No. Quando entri in campo cerchi sempre di fare il meglio possibile. Non è bellissimo giocare un derby in Italia, però lui sta facendo un torneo incredibile, con tantissime vittorie contro giocatori di altissimo livello. Mi aspetto sicuramente una partita molto dura. Abbiamo giocato tanti anni fa (M25 a Margherita di Pula nel 2019 6-1 6-1 per Sinner ndr) e sia io che lui siamo cambiati molto. Però è anche bello che entrambi siamo arrivati così avanti in uno dei tornei più prestigiosi.”
Infine, Sinner ha parlato anche della programmazione stagionale e della scelta di disputare Madrid dopo i dubbi iniziali raccontati dal suo coach Simone Vagnozzi.
“No, abbiamo semplicemente messo tutte le carte sul tavolo e cercato di capire quale fosse la soluzione migliore per arrivare pronti a Parigi. Quando giochi tanti tornei ci sono sempre aspetti positivi e negativi. Il lato positivo è che fai partite e accumuli ritmo, quello negativo è che magari puoi fare un po’ meno lavoro fisico o tecnico. Non si sa mai con certezza quale sia la scelta perfetta. Stiamo cercando di massimizzare il mio potenziale e questa è la cosa più importante. In questo momento direi che probabilmente abbiamo fatto la scelta giusta, però poi vedremo come arriveremo a Parigi.”
Dal Foro Italico il nostro inviato Enrico Milani
TAG: Jannik Sinner, Masters 1000 Roma, Masters 1000 Roma 2026

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Caro Inox, per i trolls qualunque sbiadita e bucata pezza a colore può andar bene per attaccare Jannik Sinner.
Questi ricercano costantemente qualcosa di negativo da imputare al più Grande Campione di sempre del tennis italiano, nonchè di rilievo a livello mondiale e soprattutto ad un ragazzo di 24 anni dal comportamento irreprensibile.
Sono elementi spesso falsi e invidiosi e/o molto probabilmente con problemi personali !
@ Sabatino Furnari (#4613009)
Questo lo dici tu, l’umiltà è certamente un pregio che ovviamente tu non possiedi ritenendo magari l’arroganza una virtù
Ma secondo voi dopo Parigi farà veramente solo Wimbledon, Cincinnati e UsOpen?
3 tornei in 3 mesi?
Per quanto stia giocando tanto in questo periodo, mi sembra veramente troppo poco…
Secondo me la rinuncia ad Halle può significare che stanno pensando di giocare anche in Canada, forse hanno in mente di fare qualcosa di mai visto nella storia del tennis…
@ Sabatino Furnari (#4613009)
Invece lo è! E Jannik è fiero di esserlo!
Simpatia e stima per Jannik virgolettando, neppure correttamente, ciò che poi gli viene imputato e apostrofato come stucchevole ? Mahh …
Per intanto in conferenza stampa ognuno risponde ai giornalisti nel modo che ritiene più convenevole ai propri interessi che non necessariamente deve essere espressione di verità assolute, ma virgolettare solo parzialmente e a proprio piacimento le parole dell’intervistato è un inflazionato stratagemma che viene utilizzato per alterare la portata e il senso di ciò che l’intervistato intendeva dire.
Forse sarebbe meglio rileggersi più attentamente l’articolo introduttivo del topic e/o meglio ancora andarsi ad ascoltare l’intervista e probabilmente dalle parole di Jannik Sinner emergerà qualcosa di diverso e più compiuto rispetto allo striminzito concetto qui quotato.
Più che simpatia e stima per Sinner io riscontro ipocrisia nel quotato commento.
Non è un complimento dare dell’umile a qualcuno.
L’umiltà è la dote dei mediocri. Sinner non è umile è consapevole, cosa molto diversa.
Oggi la superiorità di Sinner è stata imbarazzante. 62 60 senza nemmeno forzare. Farà venire la depressione a tanti tennisti.
@ Positron88 (#4612889)
L’importante è che “giochi per il suo team” e non sia il suo team a giocare per lui…visti i risultati
Ero sul Centrale oggi, impressionante…ha giocato in pantofole al 40%…
Tutta la simpatia e stima del mondo per Jannik, ma questa storia del “giocare per il mio team” suona un po’ stucchevole essendo (al contrario di uno sport di squadra) il suo team una “cosa” creata da lui (e soprattutto formata non da suoi colleghi giocatori) per favorire il suo successo personale.
Hai fatto un complimento a Jannik? Stai bene?
Sappiamo tutti cosa volevi insinuare…
Punti di vista
Sinner : “ Il successo non mi ha cambiato ” .
E questa sarà sempre la tua vittoria piu’ grande …
… quella che ti farà amare da tutti e mai dimenticare da nessuno !!!
È veramente un ragazzo umile